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Un servetto tuttofare

Lavoro come direttrice di una media azienda di servizi e sono abituata a dare ordini alle persone.
Ho da poco superato i 40 anni, ma pur non facendo sport (almeno non nel modo classico) ho mantenuto in corpo di cui sono soddisfatta, comunque questo sarebbe un aspetto davvero marginale, perchè se solo volessi non avrei problemi a portarmi a letto qualche dipendente smanioso di un aumento.
Qualche volta mi è capitato, specialmente nei periodi in cui non avevo storie sentimentale, ma era giunto il momento di ricercare qualcosa di diverso, qualcosa che potesse affermare la mia superiorità pure nel sesso.
Sfogliando una rivista di annunci decisi di metterne pure uno io, il testo era esattamente questo.

“Offro alloggio a ragazzo, in cambio di servizi particolari, non si accetta alcun tipo rifiuto. Una 40enne”

Mi risposero in due, un uomo di 35 anni che dalla foto inviatomi era pure molto bello ed un 22enne, dall’aspetto timido, ma che non poteva definirsi bello, sebbene avesse un aspetto rassicurante del bravo ragazzo.
Scelsi quest’ultimo, che mi sembrava essere il soggetto ideale per i giochetti che sognavo di fare.
Gli diedi appuntamento in un bar del centro e per metterlo alla prova arrivai con più di un’ora di ritardo, fui contenta di vedere che ancora mi aspettava, lo salutai con indifferenza dicendogli di seguirmi a casa mia senza parlare.
Non osava guardarmi negli occhi ed in silenzio mi seguì per il breve tragitto. Una volta in casa mi accomodai sul divano dicendogli di restare in piedi di fronte a me e più o meno dissi:

– Le condizioni le sai già, se accetti d’ora in poi dovrai fare quello che ti dirò, in primo luogo pulire la casa e cucinare perchè non ho tempo per queste cose, inoltre qualsiasi mio ordine dovrà essere soddisfatto e dovrai darmi del lei, in cambio potrai dormire su questo divano, mentre il mio letto ti sarà negato.
Accetti queste condizioni? –

Abbassando il capo e con un filo di voce mi rispose.
– Si signora, soddisferò ogni suo ordine-

Lo volevo mettere subito alla prova per cui gli ordinai:
– Togliti i pantaloni e fammi vedere se il tuo pisello è degno di considerazione –

Sempre tenendo lo sguardo basso si spogliò, liberando un uccello eretto di 10/12 cm, qualcosa di veramente modesto.
Stavo quasi per arrabbiarmi e mandarlo via:
– Cosa ti credi di fare con quel cosino? Ti rendi conto che una donna come me ha bisogno di un vero maschio per godere?
Magari oseresti pure diventare geloso se dovessi portarmi qualche vero uomo per fare del sesso! Vedi di andartene, quella è la porta e non farti più rivedere. –
Si gettò ai miei piedi pregandomi di tenerlo, mi supplicò dicendo che gli piacevo molto, che aveva sempre sognato di poter ubbidire ad una padrona più matura di lui e così facendo incomincio a baciarmi le caviglie e le mie scarpe a punta con tacco a spillo.
Ci pensai un attimo e decisi di tenerlo in prova, del resto se era così motivato mi sarei potuta divertire di più, potendomi togliere quelli sfizi che non avevo avuto mai il coraggio di chiedere ad un altro uomo prima.

– Ti terrò – gli dissi – ma al primo ordine che rifiuti di eseguire ti caccio, ora spogliati completamente, perché cominceremo subito. –

Lo portati in bagno, lo feci mettere in ginocchio e gli infilai la cannula che usavo per le irrigazioni vaginali.
Gli ordinai di non liberarsi prima di ricevere il mio permesso, così lo riempii più volte, credo che avesse ricevuto almeno un litro in pancia.

– Ora io me ne vado, perchè non voglio vedere il tuo schifo, tu liberati ma poi pulisci tutto perfettamente, altrimenti ti rifaccio il trattamento raddoppiando la dose –
Fece un cenno di assenso con il capo, per cui me ne andai in camera per cercare una cosa che si sarebbe rivelata interessante.
Lo trovai subito, era un vibratore molto sottile che avevo comprato in un sexyshop a Parigi in occasione di una vacanza con il mio fidanzato dell’epoca.
Siccome ero ancora giovane e mi vergognavo molto, scelsi un modello molto sottile, anche per non mettere in imbarazzo il mio ragazzo, che non brillava certo in quanto a dimensioni.
Riuscii a trovare delle pile adatte ed a farlo funzionare, ora mi sarei davvero divertita.

Il mio schiavetto arrivò dopo 10 minuti, era ancora completamente nudo e non osava guardarmi negli occhi, era proprio il soggetto ideale che avevo sempre sognato per divertirmi un po’.

– Spero che tu abbia pulito il bagno in modo perfetto, altrimenti sai già quello che ti deve capitare- dissi
– ora vieni qui e leccami tra le coscie, voglio vedere se almeno con la lingua vali qualcosa-

Mi alzai la lunga gonna larga e lui subito come impazzito si getto a leccarmi con impeto, non avevo mai visto tanto entusiasmo, con tutti gli uomini precedenti non avevo mai goduto veramente con un rapporto orale, spesso era una specie di ricompensa per un pompino che li aveva soddisfatti.
Rimasi davvero sorpresa da tale foga, mi leccava molto abilmente titillandomi con la punta della sua lingua il clitoride, ogni tanto interrompeva e mi soffiava sulle labbra ormai spalancate, poi sempre soffiando leggermente scendeva seguendo l’interno delle mie cosce fino ai piedi, dove ricominciava leccare, rifaceva una pausa e risaliva.
Dopo qualche minuto ero quasi impazzita, desideravo al più preso venire, ma le sue pause mi facevano fremere e sebbene all’inizio fossero eccitanti, poi erano quasi una tortura.
Lo presi per le spalle e gli feci capire di girarsi, ora eravamo in una classica posizione di 69, con io sotto e lui sopra, in questo modo aveo il il suo culo a mia disposizione.
Quando accennava a prendere fiato e smetteva di leccarmi il grillettino, gli graffiavo con le unghie il contorno del suo orifizio, lui cercava di divincolarsi, ma per risposta conficcavo le mie unghie con più forza.
Mi ricordai di avere a portata di mano quel piccolo vibratore e cominciai ad infilarglielo nel culo.
Era molto contratto e faceva fatica ad entrare, per cui lo inumidii con un po’ di saliva e senza indugio lo piantai in un colpo solo.
Ebbe un sussulto ed inarcò la schiena, ne approfittai per cacciarlo ancora più in fondo.
Ero terribilmente eccitata e desideravo godere al più presto, afferrai con una mano la sua testa e la bloccai sulla mia figa in modo che non smettesse di leccare, nel frattempo tenevo conficcato il vibratore nel suo culo in modo che non riuscisse ad espellerlo.
Dopo qualche secondo sbrodolai abbondantemente, uno dei migliori orgasmi della mia vita.
Lui leccava velocemente senza fermarsi tutti i miei umori, quando vidi il suo ano cominciare a contrarsi e rilassarsi ritmicamente attorno al vibratore e dopo qualche secondo dal suo uccello non completamente eretto cominciò ad uscire qualche goccia di sperma che mi cadde sulla pancia.
Ovviamente dopo essersi accorto di cosa aveva fatto leccò tutto il suo seme, sperando che io non me ne fossi accorta.
Per questa volta non lo punii, era soltanto l’inizio di uno splendido rapporto in cui avevo in mente tante punizioni per il futuro. FINE

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