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Una docile amica

L’amicizia fra Agata, Gabriella e Fulvia dura da tantissimi anni e fino a poco tempo fa erano tutte fidanzate. Nessuna di loro sfigura: Agata è mora, alta 168 magra e fisico scolpito da anni di nuoto, Gabriella è castana magra ma non particolarmente formosa e Fulvia è la tipica ragazza della porta accanto, bruna, capelli corti magra con un fisico asciutto ma con le curve al posto giusto. Sin dal primo sguardo di capisce il carattere delle tre donne, le prime due molto attraenti e con l’aria furba mentre Fulvia è sempre molto riservata ma spesso si lascia trasportare dalle amiche in atteggiamenti un po’ troppo spregiudicati.

Capita spesso che le amiche consiglino a Fulvia cosa mettersi. e quasi sempre la scelta cade su vestitini molto corti, gonne che mettono in evidenza le cosce della ragazza che non esita a mostrarle con disinvoltura. Sopra invece la sera indossa dei top aderenti che mettono in risalto i capezzoli sempre particolarmente duri e fieri probabilmente per l’eccitazione. Dopo qualche bicchiere Fulvia rinuncia, sempre sotto il consiglio attento delle amiche, all’intimo. Ultimamente da quando Fulvia è tornata single queste uscite si fanno sempre più frequenti e quindi spesso e volentieri la ragazza ha provato l’ ebbrezza di avere solo una gonnellina e un top con tacchi vertiginosi e l’incredibile sensazione legata al lasciarsi andare con le amiche che giocano con lei consapevoli che ciò che regalano alla vista delle persone è il fisico di una ragazza all’apparenza per bene, ma in realtà di una dolce troietta. Lei impazzisce se qualcuno la chiama in questo modo e non si controlla più dandosi in pasto ad ogni esperienza. Molte notti è finiva a letto con più persone ed è stata riportata a casa stanca dalle amiche sempre poco vestita. In queste situazioni è fantastica col viso scosso da ore di sesso sfrenato, col corpo quasi nudo, con le spalline del vestito che cadono mostrando il seno e lei che stanca non le tira su o con la gonna alzata a mostrare le sue lunghe cosce.

Molto spesso non ha più la forza di camminare tanto è spossata e la riportano a casa le amiche perché i genitori non la vedano in quello stato, ma lei sta bene, è soddisfatta di darsi così.

Tutte e tre adorano la montagna e spesso vanno a fare lunghe passeggiate per i sentieri e sebbene non possano farla vestire sexy adoperavano degli accorgimenti che la rendano libera anche li; l’intimo le è proibito anche in quelle situazioni e molte volte si fermano lungo la strada per permetterle di toccarsi all’aria aperta e lei senza fiatare obbedisce togliendosi i pantaloni ed iniziando a penetrarsi con le dita o con quello che le suggerisce la sua fantasia. Conoscendo la natura esibizionista dell’amica le altre due spesso la convincono a fare delle corse completamente nuda. e lei docile ubbidisce, ma anche gradisce.

Le cose peggiorano ulteriormente quando Fulvia incontra un ragazza che in pochi mesi la fa diventare la più scopata della sua facoltà, è primavera e lei la costringe ad indossare short aderentissimi e top al limite della decenza naturalmente senza nulla sotto, la lascia strusciare su sconosciuti che ci provano e non trovano difficoltà nel farsela in posti assurdi, il ripostiglio dell’università diventa l’alcova delle sue scopate mattutine che consuma con tutti quelli che ci provano. Il suo nuovo ragazzo la porta alla condizione estrema di non sapersi controllare di fronte all’istinto sessuale, ormai si lascia accarezzare senza battere ciglio e la sua reputazione è conosciuta oramai da tutta l’università che frequenta. Basta che qualcuno le dica piano nell’orecchio troietta e lei si concede a tutte le richieste che le vengono poste. La notte dorme spesso a casa sua e non mancano casi in cui la porta fuori con una camicetta da notte ridotta e trasparente per lasciarla da amici. Ma lei non sente alcun problema nel farlo, c’è chi la definisce ninfomane chi semplicemente troia, chi porca ma niente la turba, la sua bocca è sempre piena di attenzioni, il suo corpo svelato anche otto volte al giorno. Inizia a lavorare la sera in un pub; come cameriera non è molto esperta ma il numero di clienti che porta le garantisce il lavoro.

Pochi mesi dopo lascia il suo ragazzo perché scopre che l’aveva tradita. La sua vita non cambia molto. Solite avventure al limite, sveltine fatte nei bagni e in fondo ai pullman di linea che prende per andare a lavoro. Si laurea e la sua discussione è molto curata, si mette un tailleur per non dare luogo a pettegolezzi ma sotto anche in quell’occasione non indossa nulla se non un paio di collant, forse questo i genitori non lo sanno ma tutti i ragazzi corsi a guardarla possono immaginarlo conoscendola. In ogni modo tutto va bene e lei può aspettare la notte per festeggiare come solo lei sa fare.

La ricerca del lavoro non è difficile, ed è assunta in una società come impiegata. I giorni passano veloci e la sera escono sempre con le amiche.

Una sera vanno al cinema a vedere un film ma già Agata e Gabriella assaporano cosa combineranno alla loro amichetta. Giunte in sala le dicono di spogliarsi, accompagnando la richiesta con l’espressione “proietta” e lei non riesce a dir di no e si ritrova a vedere il film completamente nuda. L’eccitazione le sale come al solito e questa sensazione aumenta quando Agata e Gabriella la mandano in bagno; lei titubante non vorrebbe accettare, sa che c’era poca gente ma non può rischiare di farsi vedere così; le carezze al basso ventre la convincono e si alza ma non prima di ricevere le istruzioni: .

– Cammina piano, e non chiudere la porta quando la fai

Fulvia si alza leggiadra, fiera con i suoi seni al vento, a cammina piano in modo che le amiche possano godersi la scena di aver ridotto ancora a schiavetta la loro amica, che si reca in bagno senza chiudere la porta, ma nessuno la nota e può tornare quindi in sala a sedersi.

– Come ti senti?

– Normale..

– No no, dicci cosa sei tu..

– No vi prego

– Dai su…dillo..

– Una troietta..

– Brava…

– Sai cosa fanno le troiette?

– No

– Vanno nel bagno dei maschietti ed attendono…

– Vi prego, io non voglio..

– Se non volessi non saresti fradicia…

Gabriella indugia tra le sue gambe e le fa assaporare le dita bagnate della sua eccitazione. A questo punto non può più tirarsi indietro e va nel bagno degli uomini. Non c’è nessuno, ne apre uno, entra lasciando la porta spalancata, si mette di spalle ed attese. Dopo poco tempo sente entrare qualcuno che non tarda a notarla…sente le sue mani scivolare sul suo corpo, dal seno, sui fianchi e sulle cosce, sente le mani metterla a novanta gradi, si sente penetrare con forza ed indugiare nelle sue intimità, è la prima volta che lo faceva senza sapere minimamente con chi, l’uomo la scopa con forza ma non riesce a venire, Fulvia è eccitata ma anche molto spaventata dal fatto che il film sta per finire…viene sulla sua schiena e si allontana. Resta sola. Esce dal bagno, ma la gente sta uscendo dalla sala e quindi torna di corsa e si chiude dentro per non farsi vedere. Quando sente di nuovo silenzio esce ed entra in sala ma non c’è più nessuno, le amiche sono scomparse portando via i vestiti, il terrore si impossessa di lei, ma sente dentro la solita eccitazione che la rende ancora più attraente, quindi si pulisce la schiena ed esce per cercare qualcuno. Trova un pulitore che le da un camice in cambio del suo corpo. Lei si butta in ginocchio prendendo il membro dell’uomo tra le sue labbra, poi lo fa passare tra i suoi seni che seppur non sono grandi, se stretti fanno sempre il proprio dovere, gli consente di penetrarla prima tra le sue cosce mettendola sul lavandino e poi per la seconda volta nella serata si ritrova piegata per concedere il proprio culetto. Le palpa così forte il seno da farle male, ed ogni sbalzo quasi le fa sbattere il viso sul lavandino. Quando è sul punto di venire la fa inginocchiare e punta il pene verso il suo viso, ne è allagata. Le gocce cadono dalle labbra scendendo sul seno e parte sulle cosce. Poi l’uomo la ripulisce dolcemente e le porge il camice. Esce imbarazzata dal cinema e trova la macchina delle amiche che la aspetta fuori..

– Non ci ringrazi?

– No siete stronze!

– Spogliati!

– No

– Troietta

Non può resistere, loro hanno la chiave per farle fare ciò che vogliono. Si toglie il camice e torna ad essere nuda, imbarazzata, c’è traffico e i passanti possono vederla dai finestrini, si sente in esposizione, in balia dei desideri delle amiche che sembrano particolarmente eccitate all’idea di darla ancora in giro. Ma non può dire di no, loro hanno la chiave e quindi attende il suo destino fiera seduta sul sedile di dietro con i seni svettanti; escono dal centro e si avviano verso casa in un paese della provincia, ma si fermano lungo una strada secondaria.

– Dai scendi e fai due passi..

– Ma siete pazze?

– Dai troietta vai

– Non ci penso nemmeno

– Gabriella le prende un capezzolo e lo stringe fino a farle male, poi le prende anche l’altro…

– Vado vado

– Brava

– Inizia a camminare come solo lei sa fare, sculettando e ancheggiando ad ogni passo segnato dal rumore del tacchi a spillo, le amiche escono dalla macchina e la fenno chinare sul cofano. Iniziano a sculacciarla con veemenza, le chiappe risuonano ad ogni colpo arrossendo..

– Ripeti.. sono una troietta ad ogni colpo

– Sono troietta

– Sono troietta

– Sono troietta..

Poi è il turno delle cosce, poi del seno, e quando è ormai esausta e dolorante la fanno sdraiare sul cofano a gambe aperte ed iniziano a leccarla con passione, tutte e due, curandosi solo di far godere la loro amica che si lascia andare assaporando le contrazioni che le loro calde lingue le provocano. La penetrano con le dita e lei apprezza anche questo. Per sdebitarsi Fulvia lecca le due amiche portandole al piacere, per ore si accarezzano nude e belle. Forse sperano solo di essere notate…

… ma non accadde.. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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