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Una dolce sorpresa

Salve vi racconto una storia che mi è capitata all’ inizio della primavera. Sono un medico di 40 anni sposato, il mio ambulatorio è frequentato da bella gente, da circa un mese ho una nuova paziente, una mora non tanto alta molto elegante sempre molto curata, non direi volgare ma certo molto sensuale. Le sue viste sono diventate molto costanti una due alla settimana e sempre per scuse banali. La mia paziente Roberta è il suo nome non mancava mai di metter in mostra le gambe molto ben fatte e inguainate da calze velate che, ho scoperto dopo erano sempre sostenute da un reggicalze. Il mio sguardo era sempre più attratto da quelle gambe che Roberta non mancava di accavallare con malizia, la mano muoveva sempre distrattamente la gonna che non mancava di risalire fino a mostrare la balza della calza tirata dal reggicalze, premetto che questo è un articolo che mi fa letteralmente uscire di testa, stava diventando un gioco che mi struggeva, Roberta aveva un seno procace, era nubile e non era difficile scoprire dove volesse parare, un bel giorno con la scusa di un dolore al basso ventre si tolse la gonna con una piroetta rimanendo in tacchi reggicalze e mutandine brasiliane simile al tanga ma che non scomparivano completamente in mezzo al culo, era da infarto, io faticai a conservare un fare professionale, mi avvicinai al lettino e mentre tentavo di visitarle l’addome lei con destrezza allungò la mano in mezzo alle mie cosce e trovò un pacco di discrete proporzioni, con disinvoltura abbassò la lampo e afferrò l’asta che ne guizzò fuori come un coltello a scatto, in un attimo si alzò e mi cedette il posto sul lettino piegandosi su di me e fagocitandomi il cazzo in un baleno, iniziò una pompa estenuante, vedevo la sua folta chioma salire e scender dal mio inguine e sentivo le sue mani armeggiare sui miei pantaloni, li abbassò e continuò a massaggiarmi inguine e cosce sino a che, presa l’asta in mano, con due colpi mi fece venire, ero distrutto, lei mi sorrise mi diede un bacio sulla bocca e mi sussurrò: alla prossima! e andandosene mi lanciò un bacio con la mano. Io ci misi un po’ a riprendermi e a proseguire il mio lavoro, inutile dire che tali incontri si ripeterono con somma mio piacere. Era quasi un rito arrivava, si toglieva la gonna facendomi trasalire con i suoi completino, mi stendeva sul lettino e si dedicava al mio cazzo, mi accarezzava le cosce il culo già il culo me lo massaggiava allargando e stirando le chiappe, le carezze passavano nel solco mentre la sua bocca succhiava e lappava la mia cappella. Ero in visibilio e non facevo certo caso alla profondità delle sue carezze neanche quando, una di queste volte, fattomi scivolare in cima al lettino mi alzò le gambe sulle sue spalle come facevo io con le mie amanti quando le scopavo e, allargatemi le cosce, mi leccò dolcemente il buco del culo mentre la sua destra continuava una lenta ed estenuante sega, era magnifica, poi accelerato il ritmo mi sodomizzò con la lingua facendomi sborrare copiosamente. Ormai era diventata una droga aspettavo con fibrillazione il suo arrivo, un pomeriggio arrivò verso l’ora di chiusura dell’ambulatorio e inizio il suo rituale ma questa volta la vedevo particolarmente eccitata, si tolse la gonna come al solito indossava tacchi e calze con reggicalze ma questa volta erano a rete fina senza la balza mooolto eccitanti, il culo superbo era incorniciato da un tanga tiratissimo. Mi fa stendere come al solito ma questa vota mi dice aspetta… giochiamo e mi assicura i polsi ai lati del lettino con 3-4 giri di cerotto telato, rimango perplesso poi mi alza le cosce e con un ampio giro di cerotto che passa sopra il lettino mi immobilizza in posizione ginecologica, hei , dico, che vuoi fare? Si porta il dito indice sulle labbra e mi fa sssshhh non ti agitare vedrai che ti piacerà e presa la borsetta ne estrae una pallina di gomma con due lacci laterali, con non curanza mi fa : su da bravo apri la bocca e in un baleno me la fissa in gola, sono completamente in sua balia, si tira via la maglietta be si slaccia il reggiseno , è magnifica ma ma che fa…… si cala gli slip eeee….. da in mezzo le cosce esc un piccolo cazzo, spalanco gli occhi ma mi esce solo un flebile mmmhhhfffff lei o lui comincia a menarselo con la destra mentre con la sinistra inizia a massaggiarmi il corpo le cosce i ciglioni, stringe la cappella inizia a segarmi, dio è splendida una trans magnifica. Intanto il suo cazzetto sta prendendo corpo è veramente discreto un 18 cm largo come tre dita, vuoi assaggiarlo? Mi sussurra all’orecchioio sono attonito ma un cenno della mia testa è affermativo, mi toglie il bavaglio e, tenendomi la testa girata, mi inforna il suo cazzo, è una sensazione veramente particolare, giro la lingua intorno la cappella e lo assaporo, ho il cazzo durissimo. Ora basta mi dice, mi riposiziona il bavaglio, ora te lo faccio assaggiare sul serio, si sputa su due dita e le fa scivolare dentro il mio retto, buono buono mi dice mente con la sinistra continua a segarmi, ha trovato la prostata e mi massaggia con sapienza. Poi si posiziona fra le mie cosce , mi punta la sua cappella sul mio bco ormai dilatato e continuando a segarmi mi scivola dentro, 2-3-4 pompate e un getto di sperma esce dalla mia cappella mentre mi esce un urlo soffocato dal bavaglio aaaaaahhhhhghghghg. Ero stato sodomizzato dalla più bella trans mai vista, i nostri incontri avrebbero avuto una svolta…..

Ormai con Roberta era tutto un susseguirsi di incontri all’insegna della trasgressione, volle sapere tutto anche di mia moglie, come scopavo cosa le piaceva e mi convinse a coinvolgere Angela, questo è il suo nome, ma la cosa mi lasciava perplesso, è vero che era portata per il sesso ma non avevamo ancora superato certe barriere e non sapevo come avrebbe reagito. Angela è una ragazza di 35 anni, 160, formosa 5° di seno, bel culo che le ho insegnato a valorizzare con reggicalze e tanga tiratissimi, spesso le regalo reggiseni di una taglia più piccola che nonostante le sue lamentele indossa e, devo dire con risultati strepitosi. Roberta non mi diede tregua , insisteva che voleva il culo di mia moglie e melo ripeteva sempre mentre mi inculava, ormai lo faceva spesso anche piegato sulla mia scrivania. Alla fine acconsentii. Innanzi tutto cercai di farle conoscere, tacqui ovviamente a mia moglie il piccolo dettaglio che Roberta era una trans, uscimmo insieme un paio di volte a fare compere e quando eravamo a spasso spesso Roberta mi esortava soffiandomi all’orecchio: Toccale il culo e io con disinvoltura magari mentre guardavamo la vetrina le palpavo il culo a mano piena , non mancando di scivolare con la mano nel solco, Angela trasaliva e arrossiva ogni volta e mi guardava mentre io le sorridevo e le sussurrava: Stai buona e fai la brava. Un giorno la convinsi a comprare qualche vestito con il consiglio di Roberta, me ne fu molto grata dato che si infilò in tutti i camerini con Angela e, con la scusa di aiutarla e consigliarla se la mangiò letteralmente con gli occhi e… non solo visto che se la pastrugnò senza ritegno per aiutarla a indossare un reggiseno o a sfilare una gonna. Angela mi faceva presente questo quando eravamo da soli e io mi eccitavo da morire al pensiero di Roberta che se la sarebbe inculata, soprattutto del fatto che lei ne era completamente all’oscuro. Un giorno Roberta arrivò a studio dicendomi: chiamala dille che stasera sono a cena d voi e falla vestire bene mi raccomando. Chiamai Angela dicendole chE Roberta sarebbe stata con noi a cena e non mancai di ordinarle un abbigliamento particolare, tacchi alti abito a tubo a mezza coscia, calze color carne e bustino schiaccia poppe. Mentre le davo queste disposizioni Roberta, accucciata fra le mie cosce mi fece un pompa favolosa, non mancando di stare accucciata a cosce aperte. La sera stessa Roberta arrivò verso le 21. 00 era splendida, tacchi da 12 calze nere come la pece, un gonnellino da tennis grigio una giacca di raso nera e sotto il pizzo di una guepiere, veramente eccitante, anche Angela rimase a bocca aperta quando Angela l’abbracciò e le diede un bacio sull’angolo delle labbra non mancando di appoggiare con non curanza la mano sul culo di Angela che il vestitino rendeva veramente superbo… bene, faccio io, a tavola, parliamo del più e del meno, ma Roberta ogni volta che Angela si alzava mi strizzava l’occhio e mi palpava il cazzo che. Devo dire era già in forma. Fra risa e scherzi passammo sul divano, portandoci dietro la terza bottiglia di vino, che io e Roberta passavamo continuamente ad Angela, un bicchiere in più ci avrebbe facilitato le cose, Avevo liberato il tavolino di fronte al divano e nel farlo avevo davanti le cosce delle due femmine accavallate, le gonne ormai non coprivano più nulla e quel tourbillon di reggicalze mi rimbecilliva, a un tratto Roberta disse giochiamo? A che? fece Angela, ho un idea rispose Roberta e nel dirlo tirò fuori una benda con la quale avvolse gli occhi di Angela su da brava ora stai sotto tu su su, feci io, stai buona Angela che ci divertiamo. In un baleno Roberta estrasse un’attrezzatura da fare invidia al Marchese de Sade. Presi Angela per le mani e dopo aver appoggiato un cuscino sul tavolinetto ce la feci sdraiare a pancia in sotto mentre diceva che devo fare? Stare ferma aggiunse Roberta mentre con due lacci le fissava le cosce alle zampe posteriori e io, davanti, facevo altrettanto con i suoi polsi sulle zampe anteriori. A questo punto io presi a parlarle baciandola sulla bocca girata da un lato, vedi Angela le cose non sono quasi mai come sembrano che vuoi dire fece con il fiato che cominciava ad essere ansimante dato che Roberta si stava dedicando alle sue cosce, voglio dire che anche l’eros ha mille sfaccettature ma ma che fai Roberta ti tocco le cosce carina mi piacciono da morire e non solo queste, mma caro fallla smettere invece Roberta le abbassai le mutandine a mezza coscia, le corde le impedivano di sfilarle e allargatele le chiappe ci passo una linguata a tutto spessore molto lentamente dalla parte posteriore della fica al buco del culo. Poi Roberta si tirò in piedi, tolse il gonnellino e si sfilò le mutandine brasiliane che ormai non celavano più la sua potente erezione, si mise di fronte ad Angela e le infilò la cappella in bocca mentre io massaggiavo profondamente il culo di Roberta con la sinistra e il culo di Angela con la destra mmmccffffff zitta succhia fece Roberta, mmmchhffftt, Roberta le tolse la benda e Angela sgranò gli occhi, il cazzo non era mio ma di una meravigliosa trans completa di tette, non vorrete mica caro non permetterlo, ma nessuno di noi due l’ascoltava, eravamo in preda a una violenta eccitazione, ci muovevamo in maniera febbrile, Roberta prese tutto il necessario per imbavagliare Angela, era assolutamente necessario visto il trattamento che ci accingevamo a farle, prese uno straccio e lo appallottolò poi, rivolta a me disse dai aprile la bocca, Angela tentò una reazione tirando i legacci ma i suoi sforzi la rendevano ancora più eccitante, le presi la fronte con una mano mentre con l’altra le pigiai le guance fra i denti costringendo ad aprire la bocca AAAGGHHH fece in tempo a dire mentre Roberta ondeggiando sui suoi tacchi le venne davanti e le infilò la pallottola di stoffa in gola, io fui lesto a tenerla in sede con una mano sulla bocca di Angela mentre Roberta, preso un rotolo di nastro trasparente ne srotolò un bel pezzo facendolo girare più volte fra i denti e dietro la nuca di Angela. Il risultato era eccezionale, la poverina mugolava con la bocca tenuta aperta dallo straccio coperto dal nastro trasparente, ci fermammo un attimo ad osservarla e Roberta accennò a farmi una sega, piano, le dissi, o ti annaffio, no teniamolo per lei e ci dirigemmo verso il culo di Angela, Roberta sembrava ipnotizzata, l’aveva desiderato troppo a lungo, si inginocchiò dietro al culo che io tenevo allargato con le mani, cominciò a lapparlo come una cagna, lo sfintere cominciava ad occhieggiare sotto i tentativi della lingua di quella trans superba. Poi appoggiata la cappella cominciò ad entrare mentre io mi posizionavo dietro a Roberta che mi lasciava fare, era un burro le scivolai nel culo appoggiandomi sulla sua schiena e spingendo, praticamente nel culo di mia moglie pochi colpi sincroni e io sbarrai nel culo di Roberta che a sua volta esplose dentro Angela. Ci accasciammo sfiniti sul tappeto guardando Angela, per lei le sorprese non erano finite, Roberta infatti voleva ancora quel culo ma questa volta per il suo braccio, vedrai come la preparo, disse, e prese un barattolo dalla sua borsa, lo aprì sembrava miele, in realtà era un gel lubrificante, ci immerse due dita e le fece sparire nel retto di Angela che mugolava terribilmente soprattutto perché aveva udito le parole di Roberta ed era terrorizzata. Roberta era espertissima, cominciò a sfibrare l’anello lentamente, aggiungendo gel, e ruotando le dita che ora erano diventate 3. FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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