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Valentina e il grassone

Valentina fra qualche giorno dovrà tornare a casa da suo marito per un mese, essendo lui tornato dal viaggio di lavoro e lei avendo preso le ferie. Questi ultimi giorni li vuol passare con Fabio continuando le esperienze erotiche che ha provato con lui. è stata dal parrucchiere e si è tinta i capelli di biondo, colore che accentua la sua fisionomia da puttana.
Invece succede un fatto imprevisto.
Vale torna a casa e invece di trovarci Fabio ci trova Furio, un tipo di 55 anni, alto, grasso, con un faccia antipatica, sempre sudaticcio e con poca frequentazione con il sapone. è un rappresentante con cui Fabio ha rapporti di affari e che Valentina aveva conosciuto una volta di sfuggita in un’altra città dove lui abita.. E non aveva avuto un’impressione favorevole.
Valentina è sorpresa ma non se ne fa accorgere dicendo
“Buongiorno. è venuto a trovarci? Dov’è Fabio? ”
Ma la sua sorpresa aumenta quando sente dire all’uomo
“Fabio è dovuto andare via per alcuni giorni, a causa di un affare urgente. Siccome ho un affare domani qui in città per Fabio mi ha fatto il grande piacere di darmi ospitalità per questa notte.. Spero di non disturbare. ” E chiude il discorso con un sorrisetto malizioso.
Vale riesce a farfugliare
“No, non disturba affatto. ” Prima di ritirarsi in camera sua dicendo che ha delle cose da fare. Arrivata in camera, Vale è furibonda. Lei è perfino andata dal parrucchiere per rendersi ancora più provocante e quello stronzo di Fabio se ne va, proprio in questi ultimi giorni che potevano stare insieme, senza dirle niente e per giunta le fa trovare in casa quel grassone puzzolente. I pensieri di Valentina sono interrotti dallo squillo del suo cellulare.
“Ciao Vale, sono Fabio. Tutto bene? ”
“Tutto bene un cazzo, risponde Valentina. Te ne vai senza dirmi niente e per di più mi lasci con quel grassone puzzolente. Ma che ti è venuto in mente? E questi sono gli ultimi giorni che possiamo stare insieme prima che io ritorni a casa. ”
“Dai Vale non ti incazzare. Cercherò di tornare almeno l’ultimo giorno. Era un impegno irrinunciabile e improvviso, non potevo rifiutare. Per quanto riguarda Furio, il piacere di ospitarlo mi tornerà utile in alcuni affari che dobbiamo concludere. E poi potrebbe essere un’altra interessante esperienza ……. ”
“Vaffanculo” replica Valentina arrabbiata “Non ci scoperei neanche morta con quello lì. Levati dalla testa strane idee. ”
“Vale, ora devo scappare. Ci sentiamo domani. Baci”
“Baci un cazzo, stronzo” dice Valentina imbronciata.
Dopo la telefonata, Valentina non è per niente tranquilla ma per dovere di ospitalità, va in salotto, dove è seduto l’ospite e gli chiede se vuole qualcosa da bere.
“Certo se lei mi fa compagnia” risponde cortese l’uomo. Valentina annuisce e versa un aperitivo in due bicchiere. Ne porge uno a Furio e si mette a sedere nella poltrona davanti a lui.
“Certo che Fabio è proprio un uomo fortunato. Ha una bella cognatina, giovane, servizievole e disponibile” dice con un fare ironico l’uomo.
Valentina è scocciata dalle allusioni di Furio, molto probabilmente il tipo sa di lui e Fabio, e replica
“Che cosa vuole dire con questo, scusi? ”
“Beh” risponde Furio passando dal lei ad un tu confidenziale
“ho visto la faccia che hai fatto quando sei entrata e non hai trovato Fabio. Ti eri fatta bella per lui chissà con quali programmi …. ”
“Senta, lei qui è un ospite gradito solo se smette di fare queste allusioni, se no …. ” Replica indignata Valentina ma non fa in tempo a finire la frase che sente le mani dell’uomo che stringono le sue braccia
“Se no cosa, troia? ”
“Mi lasci subito o chiamo qualcuno” ma per tutta risposta Valentina prende un ceffone che la fa piangere dal dolore.
“Senti, puttana, so tutto di te. Hai fatto delle porcate di tutti i tipi, hai anche succhiato il cazzo di un cane. Ora vuoi fare la preziosa con me? Per questa sera il gioco lo conduco io, se ci stai bene, se no ci starai lo stesso. ”
Vale piange. è umiliata sia fisicamente, dallo schiaffo di Furio, che moralmente. Ha capito che Fabio l’ha praticamente “venduta” a questo grassone per combinare i suoi affari. Altro che ospitalità, è lei il favore che Fabio gli fa.
Ma non fa in tempo a continuare i suoi pensieri perché vede l’uomo alzarsi e prenderla in braccio. La resistenza di Valentina è presto vinta dall’enorme forza dell’uomo che la porta in camera da letto, e le lega mani e piedi alle estremità.
“La prego, basta, non voglio, mi lasci stare…”
“Lo so puttanella, che non vuoi. D’altronde come può volere una giovane e bella troietta come te farsi un grassone come me. Ma questo mi eccita ancora di più. Ora però, prima di farti assaggiare il mio cazzo, voglio farti capire chi comanda, e mi voglio anche divertire, s’intende …. ”
L’uomo torna con uno strano marchingegno a cui sono collegati dei fili che terminano con delle pinzette. Valentina, avendo visto quest’apparecchio in un video porno, inizia a piagnucolare, pregando l’uomo
“Nooo ….. ti prego…. la corrente elettrica noo…. farò tutto quello che vuoi…ma non farmi del male”
Ma l’uomo si eccita proprio vedendo Valentina così ridotta, umiliata e impaurita, e replica
“Ora sei arrendevole troia, eh. Ma non ti serve a niente perché dopo ti farò tutto quello che voglio ugualmente, ma ora mi voglio divertire e voglio soprattutto farti del male …. ”
Valentina inizia a piangere ma l’uomo non si commuove. Strappa il top che fascia le tette di Vale e taglia la gonna e il perizoma.
Lascivamente l’uomo tocca le belle tette della ragazza con le sue rozze mani arrivando fino ai capezzoli per poi stringerli sempre più forte.
“Agghhhhhh” è il grido che esce dalla bocca di Valentina e allora l’uomo le prende la faccia, ordina di aprire la bocca e le sputa dentro.
“Sei una sputacchiera, ecco cosa sei” dice ridendo mentre Vale cerca di sputare la saliva dell’uomo con enorme ribrezzo.
Poi l’uomo prende i morsetti e inizia a metterli ai capezzoli di Valentina che grida di nuovo per un dolore ancora più forte. Un altro morsetto viene attaccato ad un cilindro di ferro che l’uomo ficca con brutalità nel culo di Valentina.
Intanto l’uomo si è levato i calzoni. Ha delle mutande bianche, con chiazze biancastre e giallastre. Uno spettacolo disgustoso solo a vedersi. Dalle mutande si vede un grosso bozzo, che fa capire le dimensioni inusuali del cazzo dell’uomo.
Furio muove, senza nessun preavviso, una delle manopole dell’apparecchio infliggendo a Valentina una scarica elettrica che la fa urlare
“Aghhhhhhh……….. bastaaaaaa…… mi uccidi cosìììììì……”
Ma la replica dell’uomo è tanto secca quanto minacciosa
“Non ti preoccupare non questo apparecchio non ti uccide. Ti fa molto male … ma è quello che voglio. ”
E invia un’altra scarica, questa volta più forte alle tette e al culetto di Vale che sobbalza in preda al dolore e inizia a piangere chiedendo pietà “Ti prego …… basta…. Farò quello che vuoi ….. ma basta…. bastaaaaa”
“Dai, puttana, risparmia la bocca per i lavoretti che dovrai farmi. Ora l’ultima scarica, che sarà anche quella più forte. Preparati, puttanella da quattro soldi. ”
L’uomo ruota la manopola e Valentina, inizia a sobbalzare nel letto come una marionetta, alternando pianti a urla. La scossa sembra durare un’eternità ma poi finisce lasciando Valentina come una bambola di pezza sul letto.
Intanto il grassone si è levato le mutande e mostra un cazzo enorme, sia in lunghezza che in larghezza. Salta sul letto e si mette a cavalcioni sulla pancia della ragazza che emette un grido di dolore.
“Pesa tanto un grassone come me vero? Voi troiette, tutte in tiro con le minigonne, le tette che premono nel top, i pantaloni a vita bassa da cui si vede il perizoma, le unghie laccate e le labbra rosse, chissà cosa dite quando vedete uno come me. Vi fa schifo, vi divertite a prenderlo in giro. Ma ora tu sei qui e questo lurido grassone ti farà la festa, brutta troia. ”
Furio si prende in mano il cazzone, che emana un odore forte e acre, e lo mette in mezzo alle tette di Valentina inizia una spagnola. Il cazzo, ogni tanto, arriva vicino al mento della ragazza che può sentire ancora di più l’odore disgustoso del cazzone.
Dopo questo giochino, l’uomo si sposta più avanti, schiacciando le tette delle ragazza, le presenta il cazzo davanti alle labbra e dice con fare autoritario che non ammette repliche:
“Ora apri la bocca più che puoi. Non devi fare niente perché sarò io che ti scoperò in gola. Non provare a mordermi o a rifiutarti perché se mi metto a saltare sulle tue belle tette ti rompo le costole. ”
Valentina, impaurita dall’uomo, apre con disgusto la bocca e sente che le sue labbra vengono violate dalla cappella rossa e non proprio pulita dell’uomo. Vale deve sforzarsi a trattenere dei conati di vomito sia a causa dell’odore del cazzo dell’uomo sia perché Furio inizia a scoparla rudemente in gola. Il cazzo va e viene nella bocca di Vale e la ragazza cerca solo di emettere molta saliva per far si che il cazzo scivoli meglio e non le faccia più male di così.
Furio è sempre più eccitato, muove il bacino per fare entrare sempre più forte il cazzo nella bocca della ragazza, schiacciandole le tette.
“Pompa, puttana, succhia questo cazzone. Ti scopo in bocca come la peggiore delle battone. Sei una vera battona Vale, un troione. Così bionda ossigenata sembri quasi un travesta, brutta troia. ”
E continuando a coprire di insulti Valentina l’uomo la scopa sempre di più nella bocca, così forte che Valentina crede di soffocare. Quando proprio non ce la fa più, sente l’uomo che esce dalla sua bocca e inzia a venire urlando
“Godooooo…. ti riempio la faccia di sbroda brutta troia…. t’affogo stronza di una puttana….. ti inondo questa faccia di merda che hai ……”
La sbrodata dell’uomo è spaventosa. Ne ha così tanta che sembra quasi che stia pisciando. Vale si trova la faccia piena di liquido appiccicoso, sulle labbra, sul viso, sugli occhi, sui capelli, si sente piena di quel liquido schifoso perché appartiene ad un essere così ripugnante come Furio.
Piange e implora
“Ti pregoo… basta…fammi pulire…. non ce la faccio più…. ” e l’uomo infatti si alza da lei e la slega.
Poi la prende per un braccio e la porta davanti ad uno specchio.
“Guardati stronza. Questo è l’aspetto che dovresti sempre avere. Quello di una puttana di merda piena di sborra”
Valentina si guarda e inizia a piangere, non può credere di essere arrivata così in basso, a farsi violentare da un essere ripugnante come Furio. FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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