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Viaggio verso un nuovo mondo

Dopo una dormita rigenerante ricominciai la visione dei filmati.
Eravamo a Beatrice, un po’ bacchettona e facendo parte delle più ricche famiglie del mio paese era nota come una snob e irraggiungibile. Era la prima volta che provava il sesso e sfinita dai tentativi di reazione, sfinita e legata non poteva in nessun modo evitare la profanazione.
Il video ed il suono erano perfetti e ogni istante era riprodotto nitido e chiaro.
Beatrice subiva la violenza e un settile senso di piacere dallo schermo si notava aprirsi la strada nel suo corpo ingenuo.
Vidi Enzo alzarsi e prendere una bocchetta tipo pompiere. Aprì l’acqua prima con una forza media e puntò il getto fra le cosce aperte di Beatrice.
Sussultò al contatto dell’acqua sul sesso, ma il getto insisteva senza sosta spostandosi fra la clito e il suo sesso che sentiva dilatarsi e riempirsi. E più’ il calore si diffondeva più’ il getto cresceva l’intensità’ con cui si abbatteva sul suo sesso.
Spensi il video e fissai i due uomini che nudi e ammanettati non riuscirono a celare la propria eccitazione per le scene riprodotte.
Ero furiosa per la vita nascosta scoperta e frastornata per avere desiderato essere Barbara.
Di nuovo il citofono.
Mi infilai una tuta e chiusa la camera dopo aver imbavagliato i due scesi per vedere chi c’era.
Vidi il Tenente con la sua attenente e aprii.
-Sera tenente- dissi-
-Non sono in visita ufficiale signora. ma privata- disse cogliendomi di sorpresa.
-Abbiamo preso i 4 rapinatori- disse
-Bene- esclamai
-Ecco la refurtiva. rovesciando un sacchetto sul tavolo -ed ecco estraendo due cassette che vorrei vedere il contenuto non avendone avuto tempo-
–Certo -dissi- si accomodi il video è in là –
-Se non nuoce all’indagine posso vederle anch’io mai immaginandone il contenuto.
Anche lui all’oscuro mi invitò a sedermi e accese la prima, che conteneva refurtiva e poche altre scene inutili.
– Tempo perso- e mentre sfilava la cassetta e stava per uscire, la sua assistente lo esortò a visionare velocemente la seconda.
Riluttante inseriì la seconda l’inizio identico scoraggiò il tenente e proprio mentre stava spegnendo dopo alcuni sec di buio la sorpresa per le immagini che scorrevano prima veloci poi a velocità normale travolsero la sala calandola in un silenzio tombale.
Infatti il seguito era tutto sulle ore passate in balia dei 4 e di come io mi trasformavo da signora per bene a incontenibile e spontaneamente: la loro irrefrenabile puttana,
Sulle prime mi sentii morire dalla vergogna, ma lo scorrere delle immagine ed il ricordo ancora vivo mi riaccese la carne e il desiderio di essere e rivivere quella situazione.
-Capito Daria che razza di inattesa sorpresa dalla signora Gaia sempre così scostante e immacolata, ora guardala come striscia e implora il cazzo dei malviventi.
Daria sorrise e mi fissò con aria nuova.
-Possiamo arrestarla per favoreggiamento Andrea!
Tremavo per le conseguenze e Scommetto che se saliamo in camera anche per rapimento!!!!!
-E vedrai come se la passeranno in galera una troia così
Ora il film era arrivato alla scena di Petra e la sua bellezza mista alla sua porcaggine nelle mie mani a mia disposizione ricreò il silenzio in sala.
La mia bellezza quasi angelica e incredibilmente accostate a quelle immagini e la totale devozione che la piccola Petra mi offriva senza limiti trasformò i due agenti.
-Petra è maggiorenne ? – chiese Daria
-Certo
Li vidi parlottare un po’ tra loro tracinandomi in un misto di terrore ed eccitazione impareggiabile. Sentivo poche parole, ma il senso era di tenere nastro e la mia deposizione firmata per poi tenermi in pugno e con me Petra.
Compilarono una deposizione senza data dove ammettevo la mia complicità nella rapina e il sequestro delle persone in camera.
Non sapevo se era una scappatoia o la mia via per il carcere, ma firmai.
Salirono in camera e sequestrarono le altre cassette, diedero il foglio di via a mio marito e Markus e portarono Petra nella mia camera insieme a vari oggetti rivenduti in una perquisizione più approfondita che mise in evidenza altre cassette al limite della pedofilia, tutte ragazze appena 18 e attrezzi per il s& m di varia natura. I due non esitarono e scapparono via per sempre.
-Gaia sali veloce-
e corsi nella mia camera.
Andrea e Daria in mezzo alla stanza sembravano due terribili diavoli.
-La via per evitare la galera- disse Andrea- è una sola e non ammette contrattazioni!
Mi fissò e proseguì- tu Gaia e tu Petra sarete mie e di Daria totalmente e indissolubilmente oppure la galera.
Per un attimo provai un senso di rabbia, ma non si trasformò’ in altro che piacere più’ pungente e intenso.
Non avevamo scelta e accettai quel ricatto che mi vincolava a vita ai desideri di quei due, ma insieme a me già immaginavo come avrebbero usato i nastri rinvenuti.
La signora para. Disse Daria- lasciamela un po’ Andrea.
IL collega uscì senza battere ciglio e mi ritrovai sola con quella donna poliziotto che mi fissava con aria beffarda.
-Scommetto che la mia signora bene è già bagnata dall’idea di ciò che si umilierà a fare e dal piacere che nonostante non voglia provare la sommergerà. Spogliati troia voglio vederti nuda.
Mi tolsi quel poco che avevo addosso rimanendo nuda davanti a lei. Cercai per pudore di coprirmi, ma un pestone con gli stivali sulla punta del piede mi stordì’.
-Metti le mano dietro- e sentii le manette scattare ai polsi. Ora ero sua totalmente e non solo immobilizzata fisicamente, ma ricattata volgarmente. La odiavo e la sua strafottenza mi mandava in bestia.
-La troia ha qualcosa in contrario, basta che lo dica e subito sarà liberata e tradotta in carcere- e rise a crepapelle. Ma ripeto che sono certa che la tua fica da puttana si sarà già bagnata e calda.
Così dicendo mi venne di fronte e mi feci allargare le gambe. Sentii la sua mano scendere e intrufolassi fra le mie cosce. Le sue dita esperte mi allargarono il sesso e sentii due dita scivolare dentro di me con una facilità estrema.
-Senti come sei fradicia, ma non credevo che esistessero donne come te, sempre in calore come cagne da strada. Cosa pensi direbbe la gente sapendoti così, la gran dame non era altro che una viziosa ninfomane.
E mentre mi ribolliva il sangue dalla vergogna le dita ora tre si muovevano in me con continui cambio di ritmo e di forza fino a sentire la dita salire e scendere come un cazzo e spingevano fino a toccami l’utero uscendo con altrettanta maestria. Non riuscii a nascondere a lungo il piacere che provavo e il mio seno si fece duro e sentii i capezzoli indurirsi fino a dolermi. Travolta dall’ennesima tempesta non trovai nemmeno la forza di ribellarmi sapendo che oramai io Gaia ero schiava del mio corpo e di chiunque lo accendesse usandolo e umiliandomi come una vacca.
Daria si staccò e si tolse la divisa davanti a me che oramai non facevo nulla per simulare la tensione e il piacere che si era acceso. La guardavo spogliarsi e scoprire il suo corpo che mi colpì come uno schiaffo. Era alta più di 1, 80 e le ore di addestramento avevano prosciugato ogni filo di grasso. Il viso ora senza berretto e con i capelli rosso Tiziano mettevano in evidenza gli occhi verde chiaro e la carnagione candida spruzzata di efelidi. Tolse i pantaloni e le sue gambe uscirono alla luce: dritte, sode, con caviglie fini che culminavano in uno slip di cotone che per tanto fosse castigato suscitava strani bollori nel mio corpo. Tolse la camicia e slaccio il reggiseno da cui svettarono due seni non grandi una 2a credo ma di una forma e di una provocante consistenza da lasciarmi con gli occhi sbarrati. Quella donna era un concentrato di sensualità che mai avrei sospettato vedendola in divisa.
Mi colpì in pieno viso e caddi a terra sulla pancia avendo i polsi legati dietro. Mi sollevò arcuandomi la schiena e spingendo a terra il mio viso mi alzò il sedere e mi divaricò le cosce. Mi ordinò di tenere la testa a terra e sollevare il culo più che potevo e visto che le mani erano legate dietro aprirmi le natiche in maniera oscena. Rimasi così spalancata e spudoratamente offerta, ma non succedeva nulla. Il tempo scorreva eterno e l’assenza di ogni contatto faceva sciamare il piacere fisico, mentre inaspettatamente sentivo il cervello pulsare di eccitazione per la vergognosa postura che tenevo.
Il mio corpo aveva perso ogni stimolo e sentivo la durezza del pavimento e il dolore al viso, ero tornata Gaia la signora con il corpo frigido e i sensi spenti, ma non riuscivo a riprendere il possesso totale perché’ la mia mente immaginandomi così continuava a sentire un senso di piacere che gli esplodeva solo lì fortissimo e non si propagava per il corpo, ma proprio quella serie di orgasmi celebrali che mi colpirono implodendo solo nella mia testa violentarono ogni parte ancora sana del mio intelletto spegnendo definitivamente tutti i tabù o le resistenze che ancora mi trattenevano in certi momenti. Volevo morire dalla vergogna di scoprirmi così definitivamente sconfitta e preda del mio insano piacere, capii che io non sarei mai stata più come prima e chiunque sapendo questa irrefrenabile devastante e ingestibile schiavitù’ al mio piacere mi avrebbe usata in ogni modo senza che io opponessi resistenza alcuna.
Mentre disperata di cosa mi si era svegliato ed esploso dentro sentii un liquido irrorarmi il buco aperto e sentii la bottiglia scivolare dentro e scaricare all’interno altrettanto liquido che non capivo cosa fosse non potendo girarmi. Sentii lo schiocco di guanti e poi due mani protette da guanti come mi era parso mi cominciarono a spalmare quel liquido untuoso sulle natiche e scivolando in basso concentrarsi sul mio culo. Una mano seguiva le pieghe del buco e solleticava l’ingresso con tale leggerezza e maestria da farlo rilassarsi e allargarsi sotto quel massaggio. Sentii un dito scivolare dentro e non reagii a quella intrusione, ma la consideravo una cosa dovuta, nel pensare questo mi scossi di turbamento all’idea di cosa ero diventata, ma non riuscii a non pensare che era suo diritto usarmi e mi sentii in obbligo di essere totalmente devota a Lei che mi concedeva le sue attenzioni. Ero impazzita forse ma non sentivo sensi di colpa o remore solo la totale dedizione che mi esplodeva dentro e mi portava in sentieri che mai avrei creduto percorrere.
Sentii ora altre due dita spingere sul buco che oppose una resistenza subito smorzata dalla forza delle dita che entrarono in me. Le sentivo dentro e piano le pareti dilatarsi e accettare quel affondo con sempre maggior facilità. Il piacere che mi saliva era intenso e fortissimo, ma non sapevo cosa ma sentivo che mancava qualcosa per farmi decollare. Si mi stavo sciogliendo a quel massaggio, ma pur senza sapere sentivo il bisogno di altro. Le dita divennero quattro e ora non attese ma affondò di colpo dentro. E dopo pochi colpi dilatatori sentii la mano a cuneo introdursi tutta dentro e il dolore che sentii mi paralizzava. Ad ogni affondo strusciavo le guance sul parquet e sbattevo la nuca contro la parete, ma la mano era ben dentro ed ora saliva e usciva in un dentro e fuori frenetico. Più affondava più mi sembrava strapparmi tutta nell’uscire. E mentre sfondava con irruenza sentii un dolore trafiggermi la figa. Poi ancora e si concentrò sul clito.
-L’ago che punge il tuo sesso mentre ti sventro il culo GAIA ma non ti vergogni di come godi e che spettacolo offri ai nostri ospiti.
Al Secondo morso dell’ago capii cosa mancava al mio piacere il dolore e appena sentii la punta ferirmi mi esplose un piacere incontrollabile. Non potevo muovere la testa ma non capivo chi fossero gli spettatori e l’ultimo tocco di umiliante vergogna insieme allago che mi pungeva lasciò il buco spalancarsi e sentire la mano ora a pugno entrare fino ai polsi. la voce sgorgò da sola e mi lasciai andare ad urla di piacere.
-Gaia………….. GAIA- mi urlò Daria -dai urlami cosa sei dillo come sei facci sentire come ti senti!!!!!!!!!!
Non capii subito presa da quel piacere e non volevo darle altre soddisfazioni, mi godevo il mio piacere e mi teneva succube cosa voleva ancora………….. ma non finii i pensieri che sentii l’ago trafiggermi più a fondo mentre la mano spingeva forsennatamente dentro e fuori.
-Io……… ahhhhhhhhh…….. sono un puttana…… si lo sono…….. una cagna in calore una troia…………… sento di non appartenermi più sono sua totalmente nelle sue mani
Urlai con le lacrime agli occhi, ma non sentivo più niente se non il piacere di essere usata e umiliata.
Smise di penetrarmi e pungermi lasciandomi un vuoto profondo e mi ordinò di girarmi. Mi liberò le mani e le sollevò tirandomi in piedi e mi ammanettò le braccia tese ai piedi del letto e mi sollevò le gambe ammanettando le caviglie alle sbarre del letto. Ero n una posizione scomodissima ma che offriva una totale e indecente visione dei miei orefizi. Non contenta allargò ancora le gambe e mi fissò le caviglie a due sbarre più’ lontane. Ero polsi legati ai piedi del letto e sollevatandomi la schiena mi aveva messo ad uovo con i buchi spalancati, ma in quella posizione vedevo ogni cosa che accadeva e i miei seni erano altrettanto offerti.
Ero eccitatissima e mugolavo di piacere, prima di sentire gli applausi provenire dalla porta. Mi voltai di scatto e non credevo ai miei occhi. Daria aveva fatto venire in camera i tre garzoni delle botteghe dove mi rifornivo, che spesso mi portavano la spesa a casa e spesso avevo di proposito eccitato con vesti scollate o in accappatoio solo per il gusto di vederli eccitarsi per poi sbatterli fuori minaccciandoli di farli licenziare.
Entrarono seguiti dal marocchino che tutte le mattine bagnavo con i tergicristalli per tenero lontano. Ora il mio cuore batteva all’ impazzata e la umiliazione e la vergogna mi travolsero. Mi odiavo per le ondate di calore che suscitava la mia posizione, ma ero ingestibili.
-Gaia guarda chi ti ho portato, quattro ragazzoni che hai sempre snobbato e umiliato, ora Gaia se sei quello che penso ti sentirò’ implorarli di darti i loro cazzi pregarli e goderne di ogni loro goccia di sperma che supplicherai di succhiare- Inorridii a quelle parole, e non volevo che mi vedessero in quello stato, ma non potevo nulla. Sentii la frusta colpirmi la figa e ancora fino a farla grondare di piacere
-Spogliati svelti che la signora è quasi pronta- Ed in un attimo furono nudi. I tre garzoni avevano dei cazzi notevoli ma nella norma mentre notai il negro far scendere dalle mutande un cazzo nero lungo e grosso.
La frusta accendeva i miei sensi e il degrado in cui mi ero trascinata mi esplodeva nel corpo. Vedevo quei cazzi duri e sentivo di desiderarli sempre più’, Diana giro la frusta e mi infilò il manico corposo nel culo che in pochi colpi profondi mi rigettarono nell’estasi più’ assoluta.
Sentivo il manico dentro, ma quei cazzi pulsanti mi attiravano come calamite.
Li odiavo con tutta me stessa, ma non riuscivo ad uscire dal vortice che mi aveva agguantato. Sentii il frustino uscire e colpire fino a farmi rituffare nella cascata del piacere.
Ansimavo e il mio corpo pulsava di piacere, vedevo i quattro cazzi tesi e il desiderio di loro crebbe a tal punto da rompere gli ultimi argini della mia dignità.
Diana mi lesse in faccia il punto di non ritorno e cominciò a pungolarmi nell’orgoglio
-Dai implora quei cazzi, supplicali chiedi per favore di essere sfondata………….. lo sai che lo vuoi basta dirlo
Non riuscivo a emettere suono e meno che chiedere di essere scopata, ma lo spillino cominciò a torturami il clitoride mentre il manico piantato nel culo ritmava un su e giù’ devastante.
-Vi prego, ……………. vi supplico…………….. datemi i vostri cazzi………………. per favore
Non ci credevo ma l’avevo detto e mi aveva dato piacere implorare quei cazzi.
Sentii risate di scherno, ma non mi poteva più fermare nulla anzi solo amplificare il desiderio attraverso un’umiliazione continua.
-Gaia ti ricordi di me, guido, mi hai eccitato per poi umiliarmi ed ora questo cazzo lo vuoi?
-Lo fissai mi senti una merda per la voce incontrollata che lo implorava.
Mi attorniarono e sentii sulla pelle i cazzi duri e umidi. Non vidi nel giro il negro mettersi a pochi cm dal mio culo e quando quel cazzo più grande di quello del capo dei banditi mi penetrò senza pietà’ affondando tutto il mostro dentro. La furiosa penetrazione mi lasciò senza fiato e nello spalancare la bocca Guido mi afferrò i capelli e mi infilò il suo cazzo in gola. Mi scopava la bocca come il sesso e sentirmi presa come una puttana e copat in gla mi fece impazzire e dilatai il culo gioendo del travolgente piacere che provavo.
Fermi disse Daria bloccando l’ orgasmo che oramai sentivo pulsare.
Gaia………….. dicci cosa faresti per riavere i cazzi dentro dai ……………. cosa faresti
-Tutto ma non li tolga………………… farò tutto………….. lo giuro.
-Tutto……………….. sicura?
-Si tutto…………….. lo giuro
Fui liberata e appesa per le braccia alle travi del soffitto. Mi mise sotto un tavolo con un cazzo al centro e con un pistoncino lo alzo fino a sfiorarmi il sesso. E uscirono, sola con una libidine incontenibile cercavo di infilarmi il sesso dentro e per poterlo infilare dentro sentivo le braccia spezzarsi.
tornarono e tolto il tavolo mi legarono a cosce aperte.
Il mio tutto stava prendendo forma e li sentii riempirmi di schiuma da barba e cominciare a radere dalle ascelle fino al pube. MI depilarono il sesso e ora sembrava una piccola indifesa, ma mi accorsi che non coperta dai peli la mia fica divenne più’ sensibile e solo un colpo d’aria più forte mi faceva fremere. Ma non era finita come credevo, mi afferrarono i capelli e cominciarono a tagliarli io non volevo e cercavo di scappare con la testa ma sentii due mani afferrarmi il volto e lò bloccò in modo ineluttabile.
Sentii il rasoio dopo aver tagliato tutti i capelli passare a pulire la testa fino a farla diventare lucida come una palla. Piangevo mentre sentivo ridere di me, e tutto il mio mondo era crollato per portarmi in fogne tanto luride da non credere che io possa goderne e desidererlo.
-Bene tutto è cominciato ora continua tutto……………..
Lei usci e sentii i quattro addosso e mentre uno mi si infilava davanti un secondo cazzo mi penetrò da dietro un terzo si massaggiava fra i miei seni e il negro mi spalancò la bocca e affondò il cazzo dentro e trattenendomi per le orecchie mi spingeva su e giù’
Sentii tutto il mio essere esplodere e mi sentii nel crescendo nata solo per essere una schiava senza limiti.
-Stop- fermò Diaria i quattro cazzi divenni paonazza dal fuoco che mi bruciava e due ceffoni in faccia mi riportarono al mio ruolo. I maschi si misero nei quattro angoli e
-Gaia………. tutto e tutto avrai mentre sei calda come una vacca vero?
-Si …………………. si ……………….. sono pronta a tutto per riaverli…………. a tutto
Si aprì la porta e allo schiocco entrarono otto poliziotti con un cane a testa. Li fecero sedere e li lasciarono dopo aver ordinato in tedesco una serie di cose.
MI trovai dentro una gogna e le caviglie aperte e legate belle aperte.
Diana si coricò davanti a me e spalancando le cosce si spinse avanti sino a posizionare la sua fica a pochi cm dalla mia bocca. Ne sentivo l’odore e il disgusto mi trovò impreparata alla scossa che trafisse il corpo. La avevo a pochi mm e con le mani la aprì oscenamente davanti alla mia bocca. Non mi appoggio la fica sulle labbra ma rimase a pochi cm e dopo avermi fissato urlò qualcosa in tedesco.
I cani si mossero insieme ma erano dietro non vedevo cosa facessero. Mi si bloccò il sangue quando sentii un cane scivolare sotto di me e cominciare a sentire la sua lingua vorace e rugosa leccarmi la figa mentre una seconda lingua o forse due si accanirono nel leccarmi il culo. sentii Accucciarsi sotto di me e leccare i capezzoli e morderli ogni tanto. Mentre gli altri con le unghie mi segnavano la schiena poi le cosce poi il culo infilando le unghie nella carne. Mi sentii morire dalla vergogna e sentire quelle lingue esperte voracemente mangiarmi in ogni punto mi cosse. Il cane che leccava la fica ora alternava piccoli morsi a linguate dure come se penetrasse dentro e lo stesso sentii dietro una lingua indurisi e entrare nel buco mentre l’altra dava morsi sulle natiche. Non era possibile ma mi trovai calda e delirante per quel concerto di lingue e denti che alternavano dolore al piacere. Mi persi nel delirio bestiale che strappava ogni dignità dalla mia persona.
-Gaia ma sei proprio una ninfomane ti ecciti facendoti leccare da de cani ma come sei ridotta non ti vergogni
La sentivo ma erano altre scosse al mio delirio erotico. Avevo sempre la fica aperta a pochi mm dalla mia bocca e la vedevo colare di piacere nel vedermi tanto porca.
Ma non si avvicinava nè mi ordinò di leccarla. Diede un altro ordine in tedesco e tutti tornarono a sedersi esasperando la mia eccitazione fino a spezzare tutto in me e rendermi sua per vivere. La guardavo e lei mi fissò. I suoi occhi verdi mi entrarono nel corpo scuotendomi come uno zerbino. La sentivo dentro e la sua forza mentale mi travolse e il mio corpo tremava d’eccitazione come mai senza che lei si muovesse, ma sentivo dentro di me la sua mente e mi eccitava e sentivo scossa che si fecero uniformi che mi diedero un estasi mai sentita. Lei sorrise dura mentre si accorgeva di strapparmi tutto e darlo a lei. Il mio sguardo lentamente fu di adorazione, era lei che mi dava tutto quel piacere era lei che gestiva il mio desiderio era lei che dovevo adorare come una dea per avermi scelta.
Sentii un secondo ordine e si apri la porta sentii uscire i cani ed entrare qualcuno. Al cenno di assenso la persona dietro di me si avvicino e cominciò a ungermi con mani delicate il sesso e il buco e mentre lo ungevano sentivo le dita giocare con i miei buchi. Poi un altro ordine e tolte le mani sentii due corpi puntare i buchi unti e dilatati. Dal rumore inconfondibile della lingua capii che si trattavano di serpenti.
-Noooooooooooooooooooooooooo urlai
Ma non servi a fermare il mio martirio. La testa di uno si infilò nel dietro e mentre una seconda scivolava nella figa. L’orrore mi ghiacciò’, non credevo di arrivare cosi in basso. La testa di entrambi era normale ma mentre il loro corpo si facevano strada dentro la dimensione cresceva a dismisura e la loro circonferenza era immenso e allargavano i buchi spalancandoli e slabbrandomi. Era incredibile mi sentivo piena come mai e il loro dimenarsi sfiorava in pareti interne. Non volevo sentire piacere ma fu inutile ogni mia resistenza. Le mani poi cominciarono a guidarli dentro e fuori e mai avevo provato una libidine tanto intensa e terribile da annichilire ogni altro piacere provato. Tolti i due animali che orano fonte di un piacere immenso sentii le mani fissarmi le natiche prendere le due teste e le indirizzò nel buco dietro. Sentii olio scivolare dentro e le due teste insieme come fosse una si infilarono dietro. Il terrore di essere sventrata mi riempi di terrore che mentre i due animali spingendo allargavano sempre più il mio culo sentii un’esplosione che il terrore aveva scatenato in sintonia con la marcia inarrestabile che con la loro circonferenza spalancavano come una porta il culo. Quando furono dentro sentii il culo sfondato come mai e di colpo li sentii irrigidirsi e guidati dalla mano ignota entrare in fondo sfondando senza pietà’ e uscire per poi riaffondare. Il ritmo cresceva mentre le pareti dilatate sentivano i due animali scivolare senza sforzo, l’altra mano della sconosciuta nell’affondare violenta infilava l’ago nel clitoride. Sussultai di dolore e piacere e seguivano le scosse fino a farmi perdere ogni ritegno. Urlavo di piacere e non mi interessava nulla che quel piacere immenso che mi cresceva dentro. Guardai Daria e mi lesse tutto il mio piacere e devozione che provavo per lei. Senza pensarci spontaneamente allungai la lingua e cominciai a leccare la sua fica con una dedizione unica. Lasciò che leccassi la sua fica e che crescesse il mio piacere in maniera devastante.
-Tutto……………………. ricordi
-Si tutto per te tuttoooooooo
Diede un altro ordine e svuotò il culo di colpo e si levò dalla mia bocca.
MI liberò dalla gogna e mi fissò al comò con le tette sul marmo e lo specchio davanti ai miei occhi. Mi vedevo e non credevo che potessi essere io quella che si specchiava. Ero una maschera di piacere e di dolore. I miei occhi rossi di desiderio.
La vidi arrivare da dietro Daria statuaria veniva da me e nuda notai quei due cazzi di gomma legati in vita. Erano enormi e lunghissimi, neri e minacciosi e non credevo che facesse quello che temevo.
-Gaia……….. io ora ti darò il piacere che annienterà ogni ricordo di piacere ……………………. tu godrai per mano mia come mai……………….. dopo non penserai ad altro che ad essere presa da me …………………………..
Tremavo di paura a quelle parole e di terrore per i due mostri che si stavano infilando in me. Non sentii olio ne alcun emoliente. Sentii le punte appoggiate a ferme dentro di me.
-Gaia…………………. senti come si sborra……….. e detto questo sfondo i due buchi senza nessuna pietà’. Mi strappò tutto nell’entrare li sentii salire fino al cuore e mi trafisse per poi estrarre e ancora sfondare, non lasciava il tempo di sentirlo che usciva e poi risfondava. Prese un ritmo regolare ma sempre furioso nella spinta che accompagnava con onore sberle sulle natiche. Mi fissavo pelata e sfondata da due arnesi disumani e ciò’ che vidi mi terrorizzò. Il mio viso era stravolto dal piacere che mi infliggeva Daria e ero fradicia ormai e non potevo fingere o nascondere il mio delirio che lascio i due mostri sfondarla e prendere delle sberle sulla nuca rasata. La fissai negli occhi e il suo potere su di me era definitivo e il sentirmi cedere su tutti i fronti donandomi a lei per sempre i suoi colpi aumentarono e la vidi travolta dal piacere di avermi spezzata. I colpi furiosi e a un ritmo disumano mi stravolsero e mi portarono in sentieri di piacere inimmaginabili. Mentre sfondava e affondava accese i due cazzi che cominciarono a vibrare a velocità incredibile.
-Gaia………………………. che porca sei …………… adesso lo sai ………… e sai………………… se lo vorrò’……………. che tu mi appartieni senza limiti………………. godi vacca………… fammi sentire il primo orgasmo della tua vita…………………
-SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII non smettere fammi godere sono tua e vivrò per te ma fammi esplodere questo orgasmo
Mi scopava con una foga maschile e i colpi mi spingevano verso il totale annientamento. I quattro uomini si avvicinarono e mentre ero scopata come una troia da casino si misero davanti alla mia faccia menandoseli furiosamente. Le mani libere mi afferrarono i capezzoli e li stringevano con forza e cattiveria. Li avevo davanti eccitati e pronti a sborrare e sentii i colpi decisivi sfondarmi strappandomi un orgasmo disumano. Urlai come mai in vita mia e urlavo il delirio che mi aveva donato Daria, non smettevo di godere e lei pompava.
-Gaia bevi la loro sborra e nn perderne una goccia fallo puttana
Mi guardai intorno e li vidi tesi e mentre l’orgasmo non sciamava cercai di avere chi prima avesse eruttato. uno mi girò il viso e mi infilò il cazzo dentro e sentii i fiotti in gola e non sentii disgusto ma solo piacere che prolungava quell’orgasmo interminabile. Gli altri sborrarono insieme e mi riempirono la faccia e la testa di sborra e tutto i faceva oramai solo piacere. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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