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A sua insaputa

Eravamo verso la fine i agosto. Lì, in quel piccolo paesino di mare, quasi tutti i villeggianti erano andati via. Le famiglie che erano rimaste si potevano quasi contare sulla punta delle dita. Fortunatamente le ferie di quell’anno erano più lunghe del previsto, così ci potevamo godere la tranquillità che cercavamo. Inoltre, visto il periodo, i negozi erano già in saldi.
Quel giorno mia moglie decise di effettuare delle spese e pur sapendo che la cosa non mi divertiva affatto, pretese che l’accompagnassi. Entrammo in un negozio di abbigliamento e mia moglie prese tanta di quella roba da misurare che se fossimo stati in un altro periodo sicuramente l’avrebbero cacciata via, ma in quel momento non faceva altro che limitare il lavoro delle commesse stanche ed annoiate. Ci accomodammo verso i camerini di prova contemporaneamente ad un’altra coppia: da un semplice sguardo potei capire che quell’uomo si trovava nelle stesse mie condizioni. “Qua dentro fa un caldo insopportabile” disse mia moglie,
“lascio un pochino la tenda aperta mentre tu stai attento”. Chi voleva che potesse entrare? Non c’era quasi nessuno! Mentre riflettevo cercavo con lo sguardo il mio compagno di sventura giusto per poter scambiare qualche battuta, visto che la nostra permanenza in quel luogo sarebbe durata ancora per un pezzo, ma era completamente assorto nei suoi pensieri, anzi, aveva quasi un’aria imbambolata con lo sguardo fisso. Decisi di stare per le mie e mi girai dall’altra parte: ecco su cosa era fisso lo sguardo di quell’uomo, sullo specchio posto angolarmente vicino al camerino dove mia moglie si stava provando i capi. Fu questione di un attimo e mi accorsi che attraverso quello specchio si vedeva mia moglie che si proponeva in un involontario spogliarello. Ebbi qualche attimo di esitazione prima di voltarmi dalla parte di quel tizio per dirgliene quattro, ma nel frattempo anche la tenda del camerino della sua donna era stata leggermente aperta di quel tanto affinché potessi vedere le sue nudità. In un attimo mi ritrovai spaventosamente eccitato. Cercai allora di nuovo lo sguardo dell’altro, il quale mi fece cenno con la testa di guardare verso mia moglie. Maria era completamente nuda che rigirava tra le mani un costume da bagno. Non so cosa mi prese, ma con la scusa di incitarla a fare presto mi affacciai nel camerino, e tirandone poi fuori la testa aprii ancora di più la tenda in modo che il mio vicino potesse guardare ancora meglio. Non m’interessava quasi guardare l’altra donna, ma mi eccitava il fatto che un altro uomo guardava mia moglie nuda, le sue prosperose tette dai capezzoli enormi, la sua fica pelosa e anche il suo meraviglioso culo quando per misurare il costume fece un mezzo giro su se stessa chinandosi poi in avanti. Ero arrapatissimo e sicuramente anche l’amico fortunato non doveva essere da meno. Quando mia moglie uscì mi guardò in viso e mi disse: “che cosa hai? , sembri un imbecille”. Effettivamente non dovevo avere l’aria molto intelligente, ma quella situazione mi aveva scombussolato. Quando tornai a casa non potei fare a meno di chiudermi nel bagno con la scusa di una doccia, per masturbarmi con foga. Godetti talmente intensamente che mi schizzai addirittura sperma in faccia.
Da quel primo episodio ne sono accaduti molti altri, dove la mia spregiudicatezza è arrivata al limite della follia.
E tutto senza il consenso di mia moglie: “A sua insaputa”.

Quell’esperienza mia aveva sconvolto. Non facevo altro che pensare a quell’uomo che si godeva mia moglie nuda, ma non provavo minimamente gelosia, anzi mi sentivo enormemente eccitato. Eccitato al punto che se mia moglie fosse stata più aperta di mentalità, le avrei chiesto senz’altro di mettersi di proposito in mostra, ma quest’ultima era proprio una fantasia. Quella notte non riuscii a prendere sonno. Il caldo era insopportabile e la tensione mi faceva sudare maggiormente. Per non svegliare Maria mi alzai, dirigendomi fuori al balcone per prendere un pochino d’aria. Nell’affacciarmi notai una finestra di fronte, al piano inferiore, con una debole luce accesa. Il buio della notte però amplificava quella lucina e lasciava intravedere ciò che accadeva dentro. E infatti qualcosa accadeva veramente: c’erano due che come dei ricci fottevano meravigliosamente. Ad un tratto l’uomo si fermò, e dopo aver detto qualcosa alla donna, si alzò. Dopo un attimo una luce molto più forte illuminò quella stanza facendo in modo che i due fossero ben visibili. Tornato a letto l’uomo sistemò la donna in modo che stesse proprio di fronte alla finestra, mettendola a cosce aperte. Mettendosi di lato, in modo da non coprirla, le allargava la fica, proprio a volermela mostrare. Istintivamente tirai fuori il cazzo dagli slip e iniziai a menarmelo. Dopo qualche attimo schizzai abbondantemente la mia sborra che andò a finire giù. Ritornai a letto più pensieroso di prima: come mai quell’uomo, e l’altro ancora, e io pure avevamo messo in mostra le nostre donne? Come mai mi eccitavo tanto al posto di essere geloso? Mentre riflettevo mi voltai verso mia moglie. Era buio e vedevo ben poco. Avevo voglia di guardarla, forse pensando che il solo vederla mi potesse aiutare a capire. Accesi allora la luce sul comodino. Lei era lì, girata verso di me. Probabilmente la luce dovette infastidirla, perchè si girò dall’altra parte dandomi le spalle. La camicia da notte era risalita e gli slip le si erano infilati nel culo lasciandolo scoperto in tutta la sua bellezza. In un attimo mi ritrovai di nuovo con un’erezione pazzesca, molto più arrapato di prima. Guardai fuori dal balcone per vedere se c’era qualcuno che potesse guardarla, ma purtroppo di fronte al piano superiore abitava solo una donna che a stento vedevamo nel suo negozio di abbigliamento. Un’idea folle mi assalì: mi alzai e andai a prendere la fotocamera e con il respiro affannoso misi a fuoco quel culo meraviglioso. Poi con non poca trepidazione scattai. La luce del flesh illuminò per un attimo la camera a giorno e feci giusto a tempo per buttare l’apparecchio sotto al letto quando mia moglie si svegliò infastidita da quel lampo. “Cosa è stata quella luce? ” mi disse assonnata. “è stato un fulmine, forse c’è un temporale in arrivo” le risposi. Maria si rigirò e riprese a dormire tranquillamente. Non sapevo se ero più emozionato o eccitato: avevo in mano qualcosa di particolare, di perverso di… arrapante, bastava far sviluppare quel rullino e sarei stato alle prese con qualcosa di sublime, qualcosa da mostrare agli altri, qualcosa di proibito: qualcosa della quale mia moglie era completamente all’oscuro, qualcosa che facevo a sua insaputa.

La mattina la prima cosa che feci fu quella di portare a sviluppare le foto. Per fortuna il laboratorio era di quelli rapidi e dopo una mezz’ora sarebbero state pronte. Durante l’attesa feci un giretto per il paese e ebbi modo di incrociare la coppia del negozio che s’incamminava verso la spiaggia. Potei così individuare dove andavano, in modo da poterci andare insieme con mia moglie. Trascorsa la mezz’ora mi recai dal fotografo. Sicuramente il commesso non aveva visto le mie foto, anche perchè ormai il processo di sviluppo e stampa è tutto automatico. “Sono ventimila lire” mi disse porgendomi la busta con le foto. Per tutta risposta iniziai a sfogliare. La prima foto era proprio quella di Maria che avevo scattato di nascosto: era riuscita alla perfezione. Pur essendo il suo meraviglioso culo in primo piano, si distingueva benissimo tutta la persona. Di proposito la misi sul bancone girata verso il commesso, mentre altrettanto di proposito mi soffermai a lungo sulla seconda foto. Il commesso aveva strabuzzato gli occhi ed era diventato completamente rosso come un gambero. Poteva avere circa sedici anni, ed aveva un aspetto abbastanza intrigante. Mentre sfogliavo le altre foto gli chiesi d’indicarmi una spiaggetta tranquilla dove poter andare nel pomeriggio. Ero sicuro che il pomeriggio lo avrei trovato allo stesso posto. Come supponevo m’indicò la stessa spiaggia dove si era recata la coppia poco prima. Pagai e m’incamminai verso casa pensando a cosa poter organizzare di arrapante per il pomeriggio. Maria non era ancora pronta e gironzolava ancora per casa solo con gli slip. La vista di quelle tette all’aria mi eccitò immediatamente. L’attirai a me e stringendole le zizze la trascinai verso il balcone. “Che fai? Così mi possono vedere”. Era proprio quella la mia intenzione: metterla in mostra, farla vedere nuda. Maria tentava di divincolarsi, ma fui più forte di lei, e riuscii a piazzarla proprio davanti al balcone, dicendole che a quell’ora erano tutti al mare. Non era affatto vero, infatti da una finestra s’intravedeva il viso di un uomo che, avendo intuito lo spettacolo che si andava a rappresentare, si era piazzato comodo. L’eccitazione allora raddoppiò. Quasi strappai le mutande a Maria e con le mani le divaricavo le chiappe quasi a volerla spaccare. Dai leggeri movimenti che faceva lo spettatore sicuramente aveva preso a masturbarsi. Come impazzito allora feci inginocchiare mia moglie facendole ingoiare il cazzo che aveva assunto proporzioni mostruose. Dopo qualche attimo le sborrai copiosamente in bocca e in faccia. Tirandola su la baciai voluttuosamente, leccandomi e ingoiando la mia stessa sborra. Quando mi fui calmato Maria mi disse: “ma cosa ti ha preso, sei arrapato più di quando ti vedi una cassetta a luci rosse. ” In effetti non era che stavo guardando un film a luci rosse, ma sapevo che qualcun altro lo stava facendo e la protagonista del film era lei, mia moglie, anche se a sua insaputa. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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