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Alla Fine delle Terra

A differenza di tante donne, non mie ero mai masturbata, per me era un tabù, e poi non ne avevo il desiderio.

Quella mattina eravamo sulla spiaggia in un posto meraviglioso, alla “fine della terra”. Era pieno di gente, mio marito ci aveva lasciato soli per andare a fare una passeggiata o perché aveva intuito che fra noi c’era qualcosa.

Stendemmo i nostri asciugamani e andammo subito nelle acque gelide dell’ oceano, nell’acqua toccai delicatamente il suo cazzo, era già duro e avrei voluto ficcarmelo nella figa, ma c’era il pericolo che mio marito tornasse, quindi potevo solo masturbarlo nell’acqua. Non mi fece finire quel capolavoro, mi chiese di tornare sulla spiaggia e mi disse di indossare il mio pareo intorno alla vita. Non avevo intuito cosa volesse fare. Ci sedemmo sugli asciugamani e li mi chiese di masturbarmi per lui, davanti a centinaia di persone.

Infilai la mia mano sotto il pareo, allargai il costume e cercai delicatamente di infilarmi un dito nella fica ancora asciutta, trovai l’ apertura, mossi il dito intorno alle grandi labbra e finalmente sentii la fica inumidirsi e aprirsi ai miei stimoli. Ogni tanto mi guardavo intorno per vedere se qualcuno potesse capire cosa stessi facendo e soprattutto dovevo stare attenta al ritorno di mio marito. Continuai a stimolare facendo roteare il dito dentro di me, era piacevole, cominciai a godere, infilai anche un secondo dito dentro, ora stavo per venire e venni una, due, tre volte. La carne era morbida intorno alle mie dita, mi stavo scopando da sola, anche se avrei preferito avere dentro il suo enorme cazzone piuttosto che vederlo crescere nei suoi boxer.

Evidentemente dal mio viso trasparii l’orgasmo che stavo provando, infatti un uomo sdraiato di fronte a noi con la sua famiglia, iniziò a guardarmi e a sorridere in modo ambiguo. Mi vergognai, ma allo stesso tempo la cosa si fece ancora più eccitante. Iniziai a immaginarmi la lingua del mio amante leccarmi delicatamente la clitoride, così le mie dita uscirono dalla mia fica e andarono ad esplorare quel punto che ormai era eretto proprio come il cazzo del mio uomo e forse come quello dell’uomo che guardava. Avevo le dita bagnate del mio precedente orgasmo e stimolai il clitoride fino a provare un altro eccitante orgasmo finale.

Tornò mio marito e tutti e tre tornammo verso il campeggio, mi era rimasta un’intensa voglia di scopare. Non appena fu buio e mio marito decise di andare a fare un’altra passeggiata, mi infilai nella macchina con il mio amante e iniziai a prenderglielo in mano con una voglia incredibile, sarebbe stato un suicidio salirgli sopra e ficcarmelo dentro, chiunque avrebbe potuto vedere le ombre nell’interno dell’auto, oltretutto i suoi genitori dormivano nella tenda accanto alla macchina. Decisi così di continuare a stimolarlo con le mani, stava diventando durissimo, enorme, con grande avidità lo presi in bocca, facendo scorrere le mie labbra sul suo tronco ormai duro come una roccia e leccando la sua cappella fradicia della mia saliva. Lui era al limite dell’eccitazione, in più eravamo tutti e due consapevoli che mio marito sarebbe potuto arrivare sorprendendoci nel pieno di un orgasmo. Iniziai a muovere velocemente la mia bocca su e giù lungo il suo cazzo, a succhiarlo, a leccarlo, me lo sbattei in faccia, mentre con una mano faci scorrere la pelle masturbandolo e con l’altra gli strinsi le palle. All’ improvviso mi schizzò tutto il suo sperma in bocca, lasciai la presa e iniziai a leccarlo lentamente per ripulirlo del liquido orgasmico che era uscito dal suo cazzo.

Quella notte dormii molto profondamente, evidentemente il suo sperma era un buon sonnifero…. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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