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Come comincia una passione

Questa è una storia vera che credo abbia influenzato molto la mia vita circa la passione per le calze.
Tutto successe nei miei 18 anni. Un giorno tornando da scuola trovai mia madre che contrariamente al solito aveva già preparato il mio veloce spuntino. Abbastanza sorpreso la chiamai chiedendole il perchè.
“Sono in camera mio caro, mangia pure perchè mi sto cambiando perchè devo uscire”.
Bhe tutto normale, si prospettava un pomeriggio di totale relax.
Lei aveva 48 anni al tempo ed era veramente una donna piacente ma quello che sopratutto la distingueva era la sua capacità di essere sempre molto femminile e sexy.
Ero seduto tranquillo per il mio spuntino quando lei mi raggiunse in cucina per le raccomandazioni del caso.
La cosa era normale e di prassi ma la cosa che mi colpì in maniera incredibile fu il fatto che era si completamente vestita in un bel tailleur grigio ma che avesse in una mano un paio di fantastiche calze nere velatissime e nell’altra delle decolté nere con tacco altissimo.
“Scusa caro ma sono di fretta ed intanto mentre termino di vestirmi ti dico le commissioni per oggi”
Una nebbia mi aveva riempito il cervello, non avevo mai fatto caso che certe capi di abbigliamento potessero coinvolgere tanto ma solo in quel momento lo appresi con certezza.
Lei rimase in piedi davanti a me e mentre mi comunicava ciò che avrei e non avrei dovuto fare nel pomeriggio, incominciò ad arrotolare con molta sensualità sulla mano una calza.
Non capivo più molto di ciò che stava dicendomi, sentivo solo un bla bla e basta, ero incantato da quella calza che stava per essere infilata da una splendida gamba.
Infatti quasi in un gioco perverso alzò la gamba e la appoggiò sul bordo della sedia dove ero seduto. Notai il suo piede stupendo che lentamente scivolò dentro la calza. Iniziò a tirarla su lentamente e sistemandosela con molta sensualità.
Non stavo mangiando… stavo sbavando!!
Ad un certo punto quando iniziò l’operazione di aggancio della calza al reggicalze ebbi quasi un malore per l’emozione.
“Cosa c’è amore mio? ? ” mi disse con tono preoccupato.
“Niente mamma”
“Sicuro? ? ti vedo bianco ed assente…. mi fai preoccupare sai? ? ”
Come mai avrei potuto dirle il vero motivo che causava quel mio stato d’animo! ? .. ma lei insistette mentre stava iniziando ad avvolgere la seconda calza sulla mano.
In preda alla confusione più totale, con frasi sconnesse e balbettando riuscii a dirle che ero emozionato per via delle sue calze che stava indossando.
Socchiusi gli occhi aspettandomi un ceffone.
“Caro? ? ? ti emoziona vedere la mamma che indossa le calze? ? ? non pensavo di causarti tutto ciò”
Il tono era pacato e quasi divertito e ciò mi consolò.
La guardai e lei mi sorrise come solo lei avrebbe potuto fare.
“Sai cosa fai adesso? ? me la infili tu questa calza, sono sicura che così sdrammatizziamo questo momento”.
Non capivo più niente, il cuore andava a mille e sentivo il mio povero pisello che pulsava a più non posso dentro i miei pantaloni.
Presi la calza dalle sue mani mentre lei con molta malizia appoggio il piede fra le mie gambe a qualche centimetro dalla mia erezione aspettando che cominciassi ad infilargliela.
Comincia a sfiorarle il piede con la calza ma per me era la prima volta e quasi avevo paura di toccarglielo.
Lei lo capì e sedendosi sul tavolo lo sollevò per facilitarmi l’operazione.
Infilata tutta la calza sul piede lei mi guardò con una espressione mista fra il tenero e la malizia e lo riappoggiò fra le mie gambe ma questa volta col collo del piede a contatto della mia ormai spaventosa erezione.
Riuscii in qualche maniera a completare l’operazione con la calza arrivando sino al reggicalze.
“Agganciala pure non avere timore”.
Mi sporsi in avanti per capire come avrei dovuto fare.
Il mio petto orami appoggiava contro la sua gamba. Ero conscio che da li a poco sarebbe successo ciò che temevo.
Lei non aveva minimamente spostato il suo piede perciò ormai il contatto con il mio pisello era totale.
Non riuscii ad agganciare la calza.
“Non ti preoccupare lascia ci penso io….
rilassati perchè mi sembri molto agitato”
Mi abbandonai sulla sedia a godermi quello spettacolo e nel contempo scivolai ancora di più contro il suo piede che potevo vedere in tutto il suo splendore.
Era completamente inarcato dentro quel velo di nylon nero. Le dita ormai sotto i miei testicoli ed il collo completamente a contatto del mio pene.
“Bene ho finito!! ” mi svegliò dal mio stato di catalessi.
Fu li che intuendo ormai il mio stato disastroso con un fare che ricorderò tutta la vita sfilò il piede da sotto di me e delicatamente lo appoggiò con tutta la pianta sul mio pene.
“Non credevo di ridurti così!! ”
E con sensualità ed amore iniziò a spingerlo con più forza e muoverlo delicatamente, ci vollero credo due secondi ed esplosi nel più dirompente orgasmo che ricordi.
Alla fine si alzò e dandomi un bacetto sulla fronte si infilò le scarpe e si avviò all’uscita di casa. FINE

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