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Confessioni

Anche qui ricordo che TUTTI i miei racconti sono esclusivamente frutto della mia fantasia.

Ogni riferimento a cose o persone realmente esistenti è puramente casuale.

Avevamo felicemente trascorso la maggior parte della vita assieme. Ercole ed io ed oggi festeggiavamo il 60° anniversario del matrimonio attorniati dai nostri due figli. Alessio il maggiore e Domenico il minore a loro volta accompagnati dalle loro mogli e da uno stuolo di nipoti che troppo tempo richiederebbe solo per citarli tutti.

Quando lavorava Ercole aveva avuto un discreto successo che ci aveva consentito di acquistare una bella casa con un giardino molto spazioso dove ora potevamo raccoglierci tutti.

Per la gente della nostra categoria ‘festa’ ha un significato particolare, anzitutto a mezzogiorno un pranzo conviviale in cui l’allegria straborda dai normali suoi argini col pomeriggio dedicato agli incontri a due ed alle chiacchiere mentre i bambini corrono inseguendosi tra loro e giocando in giardino.

Ercole ed io, consci di essere ormai prossimi al tramonto della vita, ci siamo ritirati su un dondolo posizionato in modo da consentirci di ammirare l’interezza dei nostri ospiti.

Dondolando leggermente coi piedi mio marito mi attirò a se e, approfittando dei vestiti leggeri favoriti dalla tiepida giornata, tentò di raggiungermi un seno.

“Ma cosa fai Ercole? Sono vecchia e le tette non sono più belle sode!” esclamai

“Per me quelle mammelle sono identiche a quelle del primo giorno in cui ti ho conosciuta oltre 65 anni fa. A me le tette sono sempre piaciute e proprio con quelle tu mi hai stregato.” Rispose poi continuò serafico:”Ti tocco le tette perché su queste abbiamo fondato il nostro matrimonio, lo sai, e mi sembra giusto che anch’esse partecipino a questa nostra festa!”

“Ma ci sono i bambini, vecchiaccio, ci potrebbero vedere”

“Che guardino pure e che imparino” ribattè: “Che imparino che il nonno ama ancora la nonna, che alla nostra età il desiderio di te non si è ancora attutito e che l’amore, quando è vero, non è mai fonte di vergogna”

Mi aveva distrutta a parole: mi rannicchiai contro di lui per agevolarlo e per cercare contemporaneamente di celare la sua manovra sotto un foulard.

Trascorse così un certo tempo in cui si dilettò a strizzare quei miei noti capezzoli ed a titillarli come sapeva a me piacere tanto

“Sii sincera Marta, mi hai mai tradito?” mi domandò ad un certo punto.

“Ma cosa dici Ercole? Lo sai che ti ho sempre amato” risposi.

“Non mi hai risposto amore. Non temere di dirmi la verità. Oramai abbiamo raggiunto un’età in cui siamo superiori alle passioni.” Incalzò.

“Ma nn oo” risposi, “io sono sempre stata tua e solo la tua donna ho voluto essere. Tutto quello che ho fatto poi lo ho fatto per te!”

Non si aspettava una risposta del genere, la domanda l’aveva fatta per celia ma ora la cosa minacciava di diventare seria.

“Dimmi tutto.” mi impose severo mentre io mi mordevo la lingua.

“Amore credimi io ho sempre pensato solo al tuo bene ” ed abbassai gli occhi “Ho solo dovuto avere una storia, ma di poco conto, col tuo capoufficio.”

Questa gli giungeva nuova e lo capii dai suoi occhi spalancati. “Marta venivi due o tre giorni alla settimana a trovarmi in ufficio, mi attendevi mentre sbrigavo le pratiche e poi uscivano assieme. Mai, fuori dal lavoro, abbiamo frequentato il capo. Non posso crederti.” Rispose.

“Fin dalla prima volta che sono arrivata in ufficio quello mi ha messo gli occhi addosso ” ripresi: “Ti ha inventato un lavoro urgente che dovevi svolgere fuori dall’ufficio e, non appena sei uscito dalla porta, mi ha convocata nel suo studio: un bel locale, ampio, spazioso con una grande scrivania ed un angolo a salotto: due poltrone ed un grande divano.”

Lui era stato qualche volta in quello studio, sapeva che era proprio così.

Ha cominciato col dire “Signora Marta, deve sapere che questa ditta è come una grande famiglia e che di una famiglia ha tutti i pregi e tutti i doveri” mi ha guardato ed ha ripreso col suo racconto “ed in una famiglia compito degli uomini è mettere incinte le donne e, naturalmente per le donne aprire le cosce, farsi riempire e partorire.”

Avevo capito dove voleva andare a parare- “Lei è un porco” gli ho risposto. “Non appena vedo mio marito gliela faccio pagare!”

“Come preferisce signora” ha replicato “Allora mettiamo le carte in tavola: o lei , ORA, si toglie le mutande e si sdraia su quel divano colle gambe ben aperte per farsi chiavare da me, o suo marito si troverà disoccupato prima ancora di tornare alla sua scrivania”

“Cosa dovevo fare? ” gli domandai “Non ti volevo disoccupato, per te sarebbe stato uno smacco troppo grande … e per di più coi pensieri di una famiglia, Mi sono sottomessa: gli ho consegnato le mie mutandine. Mi sono sdraiata e gli ho aperto le gambe lasciandolo libero di stantuffarmi a suo piacimento.”

Quando si è sentito soddisfatto il porco mi ha ordinato “D’ora in poi verrai qui a farti chiavare almeno ogni due giorni fino a quando non resterai incinta. Non preoccuparti di tuo marito. Ci penserò io a tenerlo lontano. Se poi gli inventerò qualche missione fuori sede in queste occasioni tu verrai a casa mia e trascorrerai con me le notti. Vieni pure senza mutande, non ti serviranno.”

Gli ho risposto cogli occhi bassi”Va bene signore, ma pretendo di poter almeno guardare una foto di mio marito durante le monte per poter immaginare che sia lui a scoparmi.”

“Lui me lo ha concesso: ma sai amore? Dopo le prime due o tre volte ho preferito chiudere gli occhi e godermi tutte le scopate per quello che erano: un buon cazzo che sapeva il fatto suo. Ho fatto male? Mi perdoni?”

Ercole mi guardava senza parlare ma io avvertivo la presa della sua mano sul mio seno farsi più ferrea.

Proseguii: “Alla lunga ci ho fatto l’abitudine; venivo, mi facevo chiavare, mi rimettevo in sesto ed ero pronta per dedicarmi solo a te. Con lui avevo raggiunto un certo grado di confidenza ranto che in un momento di intimità mi ha confidato:

-Sai perché voglio metterti incinta?

Ad un mio sguardo interrogativo ha risposto;

-Perché sono un uomo onesto! Voglio dare a lui un mio figlio da allevare in cambio di sua moglie da scopare. L’alternativa sarebbe quella di chiavargli la moglie gratis, e questo non mi sembra giusto, non credi?

Posso solo dirti questo” gli ho risposto “riempimi, farciscimi come solo tu sai fare, scarica in me tutti i tuoi umori, poi sarà quel che sarà. Lasciamo che sia il Destino a decidere per noi.” e lo ho attirato tutto dentro di me sino a sentirmi sfondare l’utero”

Ercole mi ha nuovamente guardato negli occhi “Almeno ho però avuto la presenza di spirito di domandargli una promozione per te ma, nei successivi quattro anni, questa è stata la mia sorte costante ogni volta che venivo a trovarti in ufficio. Ti allontanava e poi mi farciva fino a fare traboccare il seme dal buco, e lo stesso dovevo fare ogni volta che ti spediva lontano un giorno o due; correre a casa sua per farmi riempire sino all’inverosimile. Tu tornavi tutto orgoglioso ma io dovevo tenere nella figa un TAMPAX avvolto nella plastica perché nulla della sua preziosa sborra andasse sprecata. La mia pancia doveva essere sempre piena del suo seme e se mi capitava di fare l’amore con te, subito dopo dovevo ripulirmi e correre da lui per farmi nuovamente fare una inseminazione completa.”

“È così che è nato Domenico, vero? Maialona. Ho sempre sospettato che quel bambino non fosse mio.” Mi interruppe

“Lo ho sempre trattato male. Ero geloso e volevo fargliela pagare, ma lui non c’entrava nulla ed è comunque cresciuto buono, robusto e legato alla famiglia.”

“Ma che dici? ” lo fermai “Domenico è tuo figlio carnale! Sono sicura di questo, fai pure l’esame del DNA se credi.

Lo abbiamo concepito in ferie, al mare, me ne ricordo bene.

Quando siamo partiti avevo le mie cose per cui il mio organismo si era completamente ripulito dal seme del tuo capo. Tra il viaggio ed il mestruo tu non mi hai toccata per 5 o 6 giorni per cui ero totalmente vuota” Ercole annuì ricordava una cosa del genere, di aver dovuto attendere qualche giorno al mare prima di poter toccare la moglie “Poi il mestruo è finito ed io mi sono trovata a dover gestire un montone impazzito, peggio di quello che mi ero lasciato alla spalle. Se il tuo capo mi riempiva in media una volta ogni due giorni, tu lo facevi costantemente 2 volte al giorno.” lui rise, ora ricordava bene.

“Ridi ridi, tanto sono io quella che è rimasta gravida!” e sorrisi “Alla fine del mese mi è saltato il ciclo. Io sapevo bene cosa significava. Ho atteso due giorni per esserne certa prima di ripresentarmi dal tuo capo a figa vuota e quello ha immediatamente ripreso a farcirmi ignorando come ormai tutto fosse assolutamente inutile.”

“I colleghi mi avevano parlato di una moglie che andava a farsi ingravidare dal capo.” ammise Ercole: “Credevo fosse una fantasia metropolitana ed invece eri tu”

“Ero io: mi aveva in pugno e non potevo fare diversamente ma credo che avesse problemi genetici: insomma era sterile. Però quando finalmente, dopo un altro mese, gli ho comunicato di essere incinta ha smesso di toccarmi, evidentemente era soddisfatto e convinto di essere riuscito nel suo intento.

“I miei figli devono avere una vita agevole.” mi ha detto, “E ti ha promosso ancora raddoppiandoti lo stipendio!”

Lo guardai con aria colpevole. “Mi ha chiamata qualche altra volta, non più di 3 o 4 al mese ed ho sempre ritenuto opportuno accontentarlo Era un’opera di carità e poi così qualche altra cosa ho ottenuto da lui, se non sbaglio 3 ulteriori promozioni per te!”

“Qualche volta mi domandava di portargli una fotografia di Domenico. Non sei contenta anche tu” mi domandava “che ti abbia obbligato ad aprirmi le gambe quella prima volta? Guarda che splendore di ragazzo!” poi, preso dalla commozione mi ciulava senza attendere risposta.

“Anche adesso ogni tanto vado a trovarlo, ma ormai lo trovo nelle grinfie di una smorfiosa che sfrutta la sua giovinezza per tenerselo tutto per se. Dovrebbero fare una legge contro certe badanti!”

“Quindi lo hai ben bene imbrogliato” mi interruppe Ercole “Brava, ti sei vendicata ed hai fatto in modo che la famiglia ne traesse beneficio. Ho scoperto ora di aver avuto le corna, ma sono leggere, anzi proprio non le avverto.” e si è chinato a baciarmi.

“Però … ” riprese, “qualche cosa ancora non quadra. Guarda i nostri figli, come sono diversi. Se Domenico è mio figlio, e ti credo, come può essere tanto diverso da Alessio? Chi mai crederebbe che abbiano gli stessi genitori?”

“Siamo in confessionale” ripresi “e devo proprio dire che quell’impressione è giusta: Alessio e Domenico sono fratellastri”

“Ma cosa stai dicendo? Mi ricordo bene di averti sposata vergine.” e per l’eccitazione mi strizzò tanto forte quel seno da spingermi a lamentarmi “e nove mesi dopo il matrimonio Alessio ha visto la luce. Lui è mio figlio, non hai avuto materialmente il tempo di farti un amante e di farti ingravidare da lui! Mi ricordo bene, tutti i giorni del viaggio di nozze li abbiamo passati assieme, incollati l’uno all’altra, quindi qui sono proprio certo LUI è MIO FIGLIO. Non per nulla Alessio è sempre stato il mio favorito.”

“I giorni si” risposi angelica: “ma le notti?”

“Sono sempre entrato nel tuo letto. Anche questo lo ricordo bene, avevo fatto una intera settimana di partite serali che si protraevano fino alle ore piccole Ma poi rientravo in camera e ti trovavo addormentata e sola.”

“Ricordi la seconda notte? Io volevo scopare, tu fare la partitina a poker con quei tre. Sono andata a letto sola, delusa e furiosa.

Alla terza sera ho chiamato il cameriere del servizio in camera: “Pasquale a che ora cessa il turno?”

“Per stasera questo è il mio ultimo servizio signora.” ha risposto ossequioso.

“Che ne direbbe di un pochino di straordinario non pagato con della vil moneta?” gli ho chiesto.

“Ai suoi ordini signora, lei è così simpatica che mi sacrifico volentieri.” mi ha risposto “e da allora, senza neppure dirmi chi era, tutte le sere mentre tu giocavi a poker, lui giocava un paio d’ore con la mia figa, lasciandomi alla fine tanto soddisfatta da potermi addormentare … ed incinta di Alessio “

“Sai Marta? Se mi avessi fatto queste confessioni solo dieci anni fa, non so come avrei reagito.” Mi interruppe Ercole: “Mi hai preso per il culo fin dal viaggio di nozze, mi hai tradito ed ingannato col mio capo, ed infine hai preso per il culo anche lui pur continuando a fare le corna a me. Non so come dirtelo, ma la cosa ora mi ha solo divertito. Se prima ti amavo adesso che ti sei confidata ti amo di più. Tradimenti o meno mi sono reso conto che tu comunque hai fatto di tutto per farmi felice e, ad una moglie non si può chiedere di più.”

Poi, incurante di figli o nipoti, colla mano libera corse velocemente sulle mie gambe fin sotto le mutande.

“Ma ora ti debbo punire e per castigo ti strapperò tutti i peli della figa uno ad uno.”

“Nooo ti prego” rabbrividii: “è stata tanto brutta la vita con me?”

“Se rinasciamo ” mi ho risposto: ” Voglio che tu la ripeta tutta passo passo, senza cambiare una virgola delle tue azioni” e mi diede un bacio, da vecchio ma pur sempre un bacio, per ringraziarmi della vita felice che gli avevo dato

Forse non è il caso di raccontargli anche dei miei incontri col macellaio “Che ne dite?”

FINE

Anche questa volta resto in attesa dei vostri commenti, Grazie

About Il tiralatte

Ho deciso di adottare questo pseudonimo in onore di una vecchia professione del mio paese (sono Lombardo) che purtroppo ora è obsoleta me che ritengo sia, per il solo fatto di esistere al top dell’erotismo.

Un commento

  1. Un poco deluso perché la fine davvero migliore sarebbe stata che lui, il marito le chiedesse di riprendere al più presto a farsi montare e sborrare bene in figa e culo da qualche estraneo. Mentre lui la avrebbe aspettata a casa per leccarle la sborra dai buchi.

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