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Confessioni ad un amico

Confessioni ad un amico

Caro Gianni, Chissà come mai, l’averti conosciuto in chat mi ha fatto un sacco di bene… Come promesso l’altra sera eccoti il racconto di ciò che mi è successo, negli ultimi anni…. E iniziato tutto diversi anni fa. Avevo appena perso il lavoro e mia moglie lavorava per mantenere entrambi. Faceva un sacco di straordinari e per sdebittarmi, mi occupavo io della casa e dei bambini… All’inizio, mi chiedeva se potevo aiutarla coi bimbi, o se potevo lavare i piatti o cucinare qualcosa. Ci ho preso gusto e anche lei… Era diventato normale che mi occupassi io dei mestieri del bucato, dei bambini. Ovviamente, questo mi lasciava un bel po’ di tempo libero. All’inizio cercavo lavoro, poi piano piano ho cominciato a vagare su Internet e ho scoperto un mondo nuovo. Intanto avevo trovato un lavoro nuovo. Lavoravo da casa al pc. Di solito la sera tardi. Niente di esaltante ma è un lavoro pagato bene e in più mi lascia tanto tempo libero. Tempo che di solito impiego per occuparmi della casa e dei nostri due bimbi. Quando hanno cominciato ad andare a scuola entrambi, ho potuto dedicarmi completamente alla casa e al mio lavoro. Ovviamente, avevamo discusso con mia moglie di tutto ciò e, anche se avrei voluto trovare un lavoro “normale” lei pensava che era meglio tenersi questo. Anche perchè aveva avuto una grossa promozione nella sua banca e era molto impegnata. Orari lunghi, riunioni lontano da casa… ecc… Ho acconsentito per farle piacere. Intanto i rapporti tra noi si stavano raffreddando. Era spesso via la sera o durante i week-end. Una sera che è tornata molto tardi, le ho fatto una scena. È diventata una furia. Dicendo che qualcuno doveva pur mantenerci e che se non ero capace di farlo io, doveva pur darsi da fare lei. Che se non mi stava bene potevo anche andare fuori dalle palle… ecc… Mi ha tenuto il muso per un paio di settimane. Era scontrosa, di malumore… ecc… Una sera mi ha rimproverato per una sua camicetta che avevo lavato male e che si era un po’ sciupata. Ricordo ancora che mi disse

“Sei proprio un buon a nulla! Possibile che non sappia fare niente decentemente… Ma che cazzo c’hai? “… e cose del genere. Non l’avevo mai vista così arrabbiata. Arossii violentemente. Ero scandalizzato dai suoi modi e anche intimorito e vergognoso… Tutto questo lo capii durante la notte che passai in bianco. Insomma mi trattava come la colf. Gentile, carina, simpatica, solo che non era più una moglie classica. Tornava dall’ufficio, giocava un po’ coi bimbi e poi si rilassava sul divano davanti alla tele. Intanto che stiravo o lavavo i piatti… ecc… Di sesso non parliamo. All’inizio avevo avuto dei problemi, penso legati al fatto di essere rimasto senza lavoro. Avevamo provato a fare l’amore, ma era stato un fiasco. E anche questo la metteva di cattivo umore. Di notte, a volte la sentivo masturbarsi. Solo che non osavo farmi avanti… Durante un suo viaggio d’affari, avevo lasciato i bimbi dai nonni per il week-end. Stavo facendo il bucato e ho notato che la sua biancheria era cambiata molto negli ultimi tempi. Più ricercata, più raffinata, più sexy anche… E all’improvviso mentre toccavo i suoi string, le sue calze, ho avuto un erezione fortissima. E stato un attimo, mi sono spogliato e ho indossato un suo string e un paio di calze. Mi guardavo nello specchio, ero eccitatissimo. Mi sono masturbato a lungo… E stato favoloso. Da allora ogni volta che potevo indossavo la sua biancheria e quando non c’erano i bimbi, mettevo anche le sue gonne, che tra l’altro si erano accorciate un bel po’ Un pomeriggio ero a casa a pulire, avevo indossato un grembiule con un paio di calzoncini e sotto un tanga suo. E tornata e visto che i bimbi erano alla lezione di nuoto, ne ha approfittato per rilassarsi. Intanto continuavo le pulizie. Stavo passando l’aspirapolvere quando l’ho sentito dietro di me. Mi sono girata era paonazza! Non riusciva neanche a parlare… Aveva intravisto il tanga tra il pantaloncino e la maglietta… Finalmente ha ritrovato la voce. Mi ha urlato di tutto… Mi ha schiaffeggiato dandomi del frocio, dell’impotente, del culattone, dicendomi che adesso capiva perchè non riuscivo più a scoparla, che ero una checca e un buono a nulla che le facevo schifo. E più urlava più abbassavo gli occhi. Ero rosso di vergogna, ho farfugliato qualcosa e mi ha dato uno schiaffo fortissimo che mi ha fatto salire le lacrime agli occhi… Mi ha spinto fino in camera e mi ha fatto spogliare e togliere il suo tanga. Avrei voluto scomparire… mi sono rivestito e sono tornato a pulire. Fu una settimana spaventosa. Tornava a casa, non mi rivolgeva più la parola se non per rimproverarmi qualcosa, sentivo il suo sguardo sprezzante su di me. E più si comportava così più cercavo di fare di tutto per compiacerla. La mattina le portavo il caffè a letto, le cucinavo cose che sapevo appezzava, stavo molto attento a stirare le sue cose e a tenere la casa in ordine. Non capivo neanch’io perchè. Le davo ragione dicendomi che ero un fallito, un depravato, un frocio. La nostra vita sembrava normale, almeno coi bimbi, coi vicini… Ma appena eravamo soli, tornava a farmi pesare il mio errore. Fu più o meno in quel periodo che decise che avrebbe dormito da sola. Fui spedito nella camera degli ospiti. La prima notte passò tra insonnia e sensi di colpa. Al mattino portò i bambini dai nonni, con la scusa che entrambi dovevamo lavorare tanto e se potevano tenerli per qualche giorno. Cosi senza chiedermi il mio parere. Al suo ritorno, si sedette in sala e mi chiamo. Mi sedetti anch’io e allora si mise a urlare che nessuno mi aveva detto di sedermi. Torno il rossore, mi alzai. Mi disse che era disgustata da me e che avrebbe dovuto mandarmi via. Mi salirono le lacrime agli occhi, le dissi, la pregai di non farlo, che mi sarei riscattato. Mi rise in faccia dicendo che ne avrei avuto la possibilità. D’ora in poi, avrei dovuto essere io la donna di casa, avrei dovuto obbedirle sempre e in tutto e che non ammetteva discussioni. Annuii, incapace di parlare… Poi mi disse di prepararle la colazione. Stavo andando in cucina, quando mi fermò con voce dura. Mi disse che vestito cosi, non potevo certo continuare. Mi porto in camera dove mi fece spogliare. Mi diede uno string nero, un paio di collant e una gonna grigia con una camicetta che non metteva più. Mi disse che come donna dovevo vestirmi di conseguenza. Ero un altra volta rosso di vergogna ma le ubbidii. Ecco… Ti racconterò il seguito più avanti. Un bacio, Francesco FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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