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Così perbene, così perversa

Com’era potuto succedere una cosa tanto pazzesca, incredibile? lei, Silvia, trentacinque anni, bella, ricca tranquilla, sposata da cinque anni a Duilio, un noto avvocato, aveva rischiato di mandare a monte tutto per cinque minuti di passione incontrollabile e invincibile.
E tutto per colpa di un ragazzo, un diciannovenne!
Bello certo, dannatamente attizzante e che con le femmine evidentemente ci sapeva fare, ma come ce n’era in giro tanti altri…
Eppure! A sconvolgere Silvia non era stata la cosa in sé, non era la prima né l’ultima che metteva le corna al marito, anzi, tra le sue amiche era una vera e propria mosca bianca, l’unica che in cinque anni non si era ancora concessa nemmeno un’avventura.
A sconvolgere Silvia era stata la sua imprudenza, l’incredibile leggerezza che l’aveva spinta a tradire il marito mentre era nei paraggi, col rischio di essere scoperta da un momento all’altro col cazzo di Massimo in bocca o in figa.
Chissà cos’era peggio!
Non era più riuscita a tirarsi indietro dopo che i suoi sensi si erano sfrenati, questo era successo.
Evidentemente la sua carne era debole.
Si doveva trattare di una semplice scampagnata con amici.
Antonio, padre di Massimo, era collega e amico da tanti anni del marito di Silvia, e quindi era dei tutto normale che andasse a trovare la coppia nella loro casa di campagna, a sole due ore di macchina dalla città.
Quando Antonio aveva chiesto di portare anche il figlio nessuno aveva trovato niente da ridire.
Silvia era rimasta stupita nel vedere il cambiamento di Massimo.
Erano giusto tre anni che non vedeva il ragazzo, e il cambiamento era davvero stato notevole, da ragazzino brufoloso a giovane uomo.
A Massimo Silvia era sembrata la bella figa di sempre, anche se un desiderio nuovo si era acceso in lui.
Le piaceva davvero tanto quella tipa visto che, inequivocabilmente, il cazzo gli si era gonfiato quando incidentalmente lei lo aveva sfiorato col suo magnifico culo.
Ma nemmeno Massimo osava pensare e sperare che l’avrebbe potuta scopare di lì a poco.
La cosa migliore sarebbe una bella passeggiata prima dì cena aveva proposto Duilio alla moglie e agli amici, e tutti furono d’accordo.
I boschi lì intorno erano davvero belli in autunno, e una buona scampagnata era la cosa migliore da fare in questo periodo.
Come sempre succedeva Duilio e Antonio dopo una mezz’ora di cammino avevano cominciato a parlare di lavoro e quindi, quasi per forza, Silvia dovette chiacchierare con Massimo.
Dopo che aver parlato del più e dei meno, con femminile indiscrezione, Silvia domandò se Massimo avesse una fidanzata.
Sì, Massimo ce l’aveva, ma era in viaggio negli Stati Uniti.
“Se fosse qui sarei tentata a farla ingelosire” era scappato a Silvia, senza che neanche lei sapesse bene il perché.
Massimo aveva riso e aveva risposto:
“lo volendo posso provare a far ingelosire Duilio… ” le battute scherzose continuarono fino a quando una reale attrazione si fece strada.
Era vero desiderio quello che provava Silvia, e Massimo desiderava solo una cosa: chiavare con quella donna sensuale e bella.
Con l’imprudenza dei suoi diciannove anni, visto che Duilio e Antonio ormai si erano staccati da loro e proseguivano spediti per la loro strada più che mai impegnati nella loro discussione, Massimo afferrò all’improvviso Silvia e stringendola la baciò cacciandole la lingua in bocca.
Silvia restò senza fiato e si sentì subito bagnata tra le gambe.
Mentre Massimo la tirava fuori dalla strada, dirigendosi dentro il bosco ebbe solo la forza di dire:
“Ma cosa fai? “, ma senza tanta convinzione.
Massimo invece di rispondere la spinse contro un albero e la baciò di nuovo.
“Sei bellissima” le disse prima di affondare la lingua nella sua bocca.
Silvia chiuse gli occhi e succhiò la lingua di Massimo che penetrava dentro la sua bocca.
Era un delirio sensuale quello che li avvolgeva.
Mentre Massimo la baciava con una mano era sceso ad accarezzarle la fica.
Aveva brutalmente scostato le mutandine e le sue dita sfregavano la figa, entrando malandrine nella fessura umettata di desiderio.
“Non qui! ” gridò Silvia, ma Massimo non intendeva darle tregua.
“Dove allora ? ! ” le disse staccandosi.
“Io ti voglio adesso”
Dicendo questo Massimo si era sbottonato la patta e aveva tirato fuori il cazzo.
Lo sentiva dentro gli slip che gli scoppiava, non poteva più aspettare, e se anche Silvia scappava via non poteva fare altro che calmarsi con una sega al punto in cui era arrivato.
E invece alla vista del cazzo turgido e potente di Massimo, Silvia perse del tutto il controllo.
Senza dire una parola si inginocchiò e cominciò a leccare la cappella paonazza, insalivandola.
Massimo credeva di impazzire dalla gioia sentendo le calde labbra di Silvia scorrere lungo l’asta, la cappella scendere verso la gola.
Quella donna che aveva sempre trovato bellissima e desiderabile lo stava spompinando in ginocchio.
Massimo sconvolto afferrò la testa di Silvia costringendola a ingoiare tutto il cazzo che riusciva.
Godeva tanto che sentì la voglia di sborrare.
Troppo presto! Massimo trovò un minimo di controllo e staccò Silvia dal suo uccello dicendole:
“Voglio sborrare nella tua figa… la voglio vedere ! ”
“Sei pazzo ! Qui ! ” gli disse Silvia.
“Sì qui ! ”
Quello che stava succedendo era reale e fantastico allo stesso tempo.
Silvia si era sollevata e aveva abbassato di fretta e furia le mutandine quindi dopo aver sollevato la gonna, si appoggiò all’albero che aveva alle spalle volgendo la schiena a Massimo.
Spingendo il culo all’indietro Silvia disse:
“Eccola la mia figa … ti piace? ”
Massimo si inginocchiò a sua volta.
Si avvicinò a quella figa tanto desiderata e la leccò facendo scorrere la lingua lungo la fessura.
“Sei la figa più bella che ho visto … ” disse Massimo perso tra le grandi labbra di quella figa, mentre un dolcissimo odore di femmina portava il suo godimento al culmine.
Non poteva trattenersi più di tanto e quindi era meglio per Massimo soddisfare alla svelta il suo desiderio.
“Dai che aspetti” disse Silvia.
Massimo infilò un dito nella fica di Silvia e cominciò a masturbarla muovendolo avanti e indietro.
Capì subito che il dito non era sufficiente per farla godere per bene e tantomeno faceva godere lui.
“Ora ti scopo” sputò sulla fica di Silvia per lubrificarla, dopodiché la penetrò
“Sìì… ” un lamento di Massimo accompagnò la penetrazione, Massimo comiciò a fare su e giù nella vagina dell’amica quarantenne, la scopava alla pecorina tastandole nel frattempo le belle tette.
“Sto per venire” sussurrò a bassa voce per non dare nell’occhio …
“Anch’io” disse Silvia.
Massimo sfilò il cazzo dalla fessura di Silvia e venne sulle chiappe di Silvia imbrattando l’interno della gonna. Silvia, che non era venuta del tutto continuò con un veloce ditalino venendo anch’essa.
“Guarda che hai fatto ! ” disse al giovane, riferendosi alla gonna che sentiva appiccicarsi sulla chiappa sinistra.
“Dai ora puliscimelo” le sussurrò Massimo dirigendo il suo cazzo verso la bocca di lei. Un paio di leccate e fece sparire le gocce di sperma dalla cappella di Massimo.
“Silvia, Massimo, dove siete ? ” erano Antonio e Duilio.
“Ci eravamo allontanati un po’ per cercare qualche buon fungo” rispose subito Silvia come se avesse già pronta la risposta.
Dopo una mezzoretta si salutarono e andarono ognuno a casa loro.
Il giorno dopo Massimo chiamò Silvia
“Ciao amore, possiamo vederci ? ”
S “No, facciamo finta che non è successo niente … ”
M “Non puoi far finta, perché invece è successo. Voglio far l’amore con te, come l’ho fatto ieri, in mezzo al bosco”
S “Ieri non è successo niente, è stata una sbandata … lo ripeto”
M “Invece è successo. è successo che ti ho leccato la fica e ti ho anche scopato … alla pecorina. Mi hai anche fatto un bel pompino. ”
S “Per favore, Massimo dimentica, non prendermi per quella che non sono”
M “Vorresti negare che sei una gran puttana ? ti è piaciuto leccarmelo, pulirmi lo sperma, vero ? ”
Silvia stava per cedere …
“Ok cosa vuoi ? ”
M “Il tuo sederino, voglio incularti”
S “Però poi basta. Quando possiamo vederci ? ”
M “Domani in pomeriggio ? vengono a prenderti io con la mia macchina”
S “Ok ti aspetto alle 15 e 30”
La sera Massimo si sparò un paio di seghe pensando a come avrebbe potuto fottersi nel culo Silvia.
L’indomani, si fece l’ora x e Massimo si dirette verso casa di Silvia, aveva pensato di portarla in campagna, presso un fienile abbandonato, visto che doveva essere umiliata abbastanza.
“Ciao maialina” le disse senza pudore lei fece un sorriso tirato da vera troia,
“sei pronta per essere inculata” mentre camminavano Massimo allungava la sua mano destra nelle parti più intime, dimostrando tutta la sua perversione.
Si dirette verso un capannone abbandonato e vi entrò con tutta la macchina.
“Siamo arrivati, carissima. Sdraiati sul fieno” nel capannone cerano zolle e zolle di fieno, e fuori non girava un’anima.
“Mettiti a pecorina” le ordinò
“Così va bene ? ” domandò Silvia. Massimo si dirette verso di lei, le tirò su la gonna e cominciò a tastarle il monte di vedere senza toglierle le mutandine, Silvia doveva fare pipì così ebbe la pazza idea di dirlo a Massimo
“Massimo devo fare pipì”
“Benissimo, rimani come sei e comincia a pisciare” la fece pisciare alla pecorina senza toglierle gli slip, mentre colava il liquido Massimo cercava di raccogliere le gocce che fuoriuscivano, con la propria lingua
“Che porca che sei vero ? ”
“Certo Massimo sono una gran porca, e se voglio finirla con te non è certo perché sono una santarellina, ma solo per rispetto di mio marito”.
Massimo tolse le mutandine bagnate di Silvia e comincio a strizzarle
sulla faccia della troia.
“Ho sete oggi ! ” disse la quarantenne provocatoriamente, e Massimo che non attendeva altro che questi modi perversi, si tirò fuori il cazzo e cominciò a pisciarle in faccia e sulla bocca.
“Ora voglio incularti, e anche tu hai voglia di essere inculata. Vero ? ”
“Certo” rispose Silvia.
Massimo fece colare la saliva sul forellino anale di Silvia dopodiché le infilò un dito dentro, fece su e giù una decina di volte e notò che il suo dito era un pochino sporco di cacca.
“Vieni qui che te lo pulisco io” disse Silvia, che ormai non si controllava più, Massimo infilò il dito sporco nella bocca di Silvia che lo pulì tutto.
Il giovane riprese a giocare con il culo di Silvia, e finalmente si sentì pronto per incularla
“Lo sto infilando” disse, e in una attimo le infilò fino alle palle e cominciò a fotterla come un forsennato,
“Che bello … ”
sussurrava Massimo metre Silvia era in preda all’eccitazione più sfrenata. “Sto per venire ” Massimo venne nel culo dell’amica, imbrattando il retto di caldo sperma.
La perversione non aveva limiti, visto che dopo qualche secondo cominciò a leccare il forellino anale sporco di sperma di Silvia.
Si sdraiò accanto a lei esausto, mentre Silvia era ancora in posizione di partenza, cioè alla pecorina.
“Massimo, devo fare un bisogno” disse Silvia all’improvviso
“Cos’è, ti vergogni farlo davanti a me ? ”
“Il problema è che mi scappa la popò … ”
Massimo la fece alzare e la fece mettere in posizione tipo “tazza turca”
“Puoi cominciare” Silvia cominciò a cacare, mentre Massimo la osservava toccandosi il cazzo.
Dopo un po’ si avvicinò e comincio a masturbarle la fica mentre lo stronzo usciva dal suo culo.
L’umiliazione era troppa, ma era niente in confronto a quello che sarebbe successo dopo … ma questa è un’altra storia … FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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