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Dalla parte di lei

Sono Adriana, la moglie di Filippo; fin’ora solo lui ha raccontato le nostre avventure erotiche, ed io posso confermare che sono vere anche nei dettagli; ma ora vorrei raccontare io, dal mio punto di vista, uno dei nostri incontri.

Fra noi due non ci sono mai stati segreti, e Filippo mi confessò che provava piacere a sapermi fra le braccia di un altro uomo, anche se lui non era presente, purché poi gli raccontassi tutto; in questi casi si eccitava in modo pazzesco e facevamo delle bellissime scopate.
C’era un bel ragazzo che mi faceva una corte spietata, ed a me piaceva molto; si chiamava Roberto ed aveva la mia età, ventidue anni, mentre mio marito, Filippo, ne aveva tredici di più. Una sera stavamo andando a ballare in compagnia di amici; nella macchina guidata da Filippo c’era anche Roberto, momentaneamente appiedato, che sedeva sul sedile posteriore; mio marito si fermò per fare rifornimento ed io ne approfittai per passare dietro con Roberto; eravamo amici intimi e potevo permettermi queste libertà, inoltre sapevo che a Filippo non sarebbe dispiaciuto. Le altre macchine dei nostri amici erano andate avanti, perciò dietro non c’era nessuno che potesse vedere cosa stavamo facendo. Mi avvicinai a Roberto e lui mi mise un braccio attorno alle spalle; io mi voltai verso di lui e ci baciammo; fu un bacio appassionato e, con la coda dell’occhio notai che Filippo ci stava guardando; ero certa che gli piacesse e che desiderasse che succedesse qualche cosa di frizzante. Non passò molto tempo prima che Roberto, che forse non aveva capito che Filippo era nostro complice, mi posasse furtivamente una mano sulla coscia; io non mi mossi e lui, sentendosi incoraggiato, risalì piano fino al limite della calza, e poi più su, fino alle mutandine. A questo punto io ero eccitatissima e mi sentivo bagnata fra le cosce; ora Filippo non guardava più, concentrato nella guida, perché in quel tratto la strada era piuttosto difficile perché piena di tornanti. Roberto non si fermò lì, continuò spostandomi l’orlo delle mutandine e raggiungendo la passerina che ora era fradicia; io ero ormai sull’orlo dell’orgasmo e feci una cosa che non credevo sarei mai stata capace di fare: allungai una mano e la posai sul membro di Roberto; lui lo estrasse ed io potei prenderlo e cominciai a masturbarlo; in quel momento cominciò il mio orgasmo. Di solito quando godo urlo, ed anche allora mi venne da urlare, ma Roberto mi mise una mano sulla bocca, ed io mi trattenni. Proprio in quel momento Filippo arrestò la macchina: eravamo arrivati. Scendemmo simulando indifferenza e la serata fu piacevolissima. Durante un ballo, Filippo mi chiese se in macchina avevamo fatto qualche cosa; io gli raccontai tutto ed egli non poté attendere, mi portò fuori, in un posto appartato, dietro una siepe, e mi penetrò con furia; fu il mio secondo orgasmo della serata, che avrebbe avuto la sua conclusione nel nostro letto, con Filippo che era in preda alla passione erotica. Fu allora che capii che avrei potuto fare tutto quello che avessi voluto. FINE

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