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Diario di una coppia (Equitazione)

Ritornai alla villa soddisfatto della giornata passata con la giovane segretaria, avevo tastato le sue disinibite capacità e voglie sessuali, sicuro che con lei ci saremmo divertiti, la invitai a restare per cena e per la notte da noi, sicuro che qualcuno se la sarebbe goduta. Sophia, la giovane cameriera accompagnò Margherita nella sua camera, perché potesse rinfrescarsi e scrollarsi di dosso le fatiche sessuali della giornata e poter affrontare la sua prima vera serata perversa, misi al corrente Anna, la puttana di sua madre, restò interdetta anche quando la feci inginocchiare e senza esitare gli diedi il mio cazzo ancora odorante di sesso, in bocca, orinandogli di lavarlo devotamente, intanto le mie 4 donne mi attornariono e a turno sentivo le loro lingue cercare la mia, le loro mani carezzavano ogni centimetro del mio corpo. Avevano voglia di cazzo le mie dolci puttane, ed io ero pronto a soddisfarle, in breve tempo i loro corpi erano nudi tutte con un fisico curatissimo e frementi di imminenti orgasmi, masturbavano il mio membro nella bocca della vecchia cameriera. Rosa intanto aveva sollevato la gonna di Anna, e con pochi riguardi infilò nella sua figa tre dita, quattro, finchè unì la mano ed entrò completamente in lei, facendogli strabuzzare gli occhi, la tirai su, e la feci mettere a 90° appoggiandosi al tavolo, ” vi prego, potrebbe scendere Margherita”, ” non preoccuparti” le dissi, l’ho messa al corrente delle tue condizioni, e ti dirò che il suo stupore non era di imbarazzo ma di una eccitante curiosità. Le mie tre troie intanto si erano sistemate con il culo bene in esposizione sul divano, mentre Rosa praticava un profondo fisting, ora anche anale alla vecchia, il mio cazzo al limite dell’eccitazione, entrò di botto nel caldo culo della mia piccola amante, Fabiana, che lusingata per essere stata la prima, spinse il suo giovane culo verso di me autopenetrandosi fino alla radice, intanto le mie dita esploravano i pertugi eternamente dischiusi di Lisa a destra e Teresa a sinistra, entravo in loro con due- tre dita, ora nella vagina ora nel culo, trovandole ancora abbondantemente, piene di sperma di qualche fidato cliente precedente. Intanto Rosa era entrato nel culo della vecchia ninfomane fino al gomito, strappando dalle sue labbra, gemiti di dolore ed estremo piacere e così la trovò la sua figlia che accompagnata dalla neretta Sophia, scendeva ancheggiante dalle scale che portavano nell’ampio salotto, l’imbarazzo della vecchia fù profondo, come lo erano i suoi pertugi, portandosi di fronte a lei con il suo viso a pochi centimetri da quello di sua madre, ” e vedi la dolce bigotta mammina, vedo che ti piacciono i paracarri”, disse sputandogli in bocca, la donna tentò di ribellarsi ma fù subito fermata da un potente affondo in lei della mia piccola Rosa. ” Voglio provare anch’io” disse a Rosa, la quale indugiando lungamente si sfilò, lasciando una dietro di sé una galleria, le due ragazze intrecciarono le loro lingue in un salivoso bacio, intanto ungeva la mano della segretaria, la vecchia fece per defilare dalla posizione ma una violenta sferzata di un “nove code”, la fecero demordere dall’intento, “ok, puoi andare piccola” dissi rivolgendomi a lei, che timidamente cominciò ad esplorare quel corpo che 18anni prima l’avevano generata, intanto Flaviana alzatasi dal divano si mise fra le sue gambe e cominciò a leccare quel dolce fiore, ancora acerbo, ora la mano di Rosa guidava quella di Margherita dentro la figa dilatatissima della madre. Io intanto mi sbizzarrivo entrando nel culo e nella figa di Lisa e Teresa, il mio totem, scorreva in un mare di libidine, godevamo come indemoniati, le due si baciavano profondamente, i loro fianchi ruoteavano, incessantemente, i loro sessi si contraevano e si dilatavano oscenamente, cercando di trarne tutto il piacere possibile, chiami Andrea il fratello finocchio di Fabiana, e lo feci mettere davanti alle due vacche, ” succhiategli il pisellino”. Come detto nei racconti precedenti più che un cazzetto era un grosso clitoride, che piaceva molto ai maschi, che lo frequentavano e lo usavano, mentre le due donne succhiavano, mordevano quell’abbozzo, le loro dita esploravano il suo ano, era apertissimo, visto che infilarono in lui quattro dita ciascuna, senza trovar alcuna resistenza, esplorandolo seguendo il ritmo delle mie potenti spinte. Chiamai Sophia, a me, orinandogli di impugnare il mio cazzo e guidarlo in quei orifizi vogliosi, lo fece divinamente masturbandomi ed umettandolo ulteriormente con la sua lingua ogni volta che usciva, intanto le ragazzine si divertivano alle spalle della madre di Margherita, che in preda ad un diabolico orgasmo non aveva più nessuna remora, ora le ragazze con un braccio ciascuna possedevano la donna, che si trovava malgrado tutto in preda ad orgasmi indicibili. Intanto Fabiana prese un grosso dildo e dopo averlo attaccato al pavimento con la ventosa vi si calò sopra, guardandomi con i suoi occhi scintillanti color smeraldo, in cerca di una mia approvazione, era fantasica, intanto le sue affusolate dita frugavano le due fighette delle sue amiche, che si trovavano sempre in piedi intente a svangare i buchi della vecchia, il suo modo di masturbarle la portò ad entrare in loro facendole scatenare ancora di più. Era un bel dipinto famigliare, che mi apprestai a far fotografare, lasciando il compito volutamente ad Andrea, che non senza fatica e delusione si sottrasse a quella dolce ispezione anale che stava subendo, ma eseguì l’ordine, impugnando la telecamera digitale, e cercando tutti i particolari, anche quando con un potente getto riempii la bocca della nera, che senza battere ciglio ingoiò tutto il mio seme. Mi sedetti a godermi lo spettacolo di quei molteplici orgasmi, sei donne che godevano in un incesto unico, sei donne che lo scopo principale era il godimento e la più assoluta perversione, tigri e gazzelle che sembravano si divorassero, godettero tutte penetrandosi con i loro affusolati arti, quando i loro fuochi si spensero, Lisa fece sdraiare la vecchia sul pavimento e uno scrosciare di pioggia dorata la irrorano completamente, la sua bocca fù riempita più di una volta bevendone in grande quantità, la figlia era ora la più perversa, e con poderose sberle colpiva le carni di sua madre, ora in uno stato di trans. Andammo nelle nostre camere a rinfrescarci ne avevamo bisogno, scendemmo dopo una buona ora rilassati, appagati e con una puttana in più, Margherita, ora un po’ imbarazzata, specie quando incrociava lo sguardo di sua madre che con un paio di calze sostenute da un reggicalze, ancheggiante su vertiginosi tacchi serviva la cena, aiutata dalla dolce pantera Sophia, la conversazione era piacevole e distrattiva, chiesi a Rosa dei nostri affari, andavano a gonfie vele, il club privè a detta di Lisa era al massimo, Teresa mi informò che il salone d’auto era sempre affollatissimo, grazie anche a quel finocchio di suo marito Sergio. Telefonai a Toni alla fattoria per dargli istruzioni, il giorno seguente con alcuni facoltosi amici tedeschi, ci saremmo andati, per passare il fine settimana all’insegna del sesso estremo, avevamo voglia di vedere una galoppata particolare, gli diedi istruzioni di preparare gli stalloni, e l’ampio magazzino, con tutte le cose al posto giusto, chiusi la telefonata e rivolgendomi ai presenti dissi, ” domani ci divertiremo, galoppo e salto agli ostacoli”. Dopo la serata maliziosa ci ritirammo nelle nostre camere io presi con me Fabiana e Rosa, Teresa e Lisa stanche della giornata si ritirarono promettendoci maliziosamente che avrebbero dormito, Margherita aveva adocchiato i due neri e ci chiese se poteva dormire con loro, diedi volentieri il mio assenso, non badando minimamente del giudizio della madre, ” questa sera rimarrai a bocca asciutta a meno che ti porti Axel, il “grosso alano””, arrossì vistosamente derisa dalla sua dolce figliola, ” e poi devi farli riposare i tuoi buchi, vedrai domani che bella giornata ci aspetta”. Arrivati in camera con le mie due dolci ragazze fumammo una pallina d’oppio che, intorpidendo dolcemente le nostri menti, ci portò in un magico mondo di sogni, intrecciando i nostri corpi come i serpenti. Alla mattina ci alzammo carichi di adrenalina, contornò ulteriormente il nostro entusiasmo una telefonata degli amici cinesi da Honk Kong, che ci dava il via libera per il nuovo bordello, chiudemmo la villa e attivati i sistemi antiintrusione, visto che portavamo anche il nostro cane a divertirsi, arrivammo alla fattoria per l’ora di pranzo, il cuoco e la vecchia Anna ci avevano preceduto, per preparare il tutto, alcuni ospiti erano già arrivati, accompagnati chi da giovani transex, chi da giovani ragazze, tutti-e sottomesse ai loro padroni. Lisa e le mie fidate donne fecero gli onori di casa, mettendo agli ospiti un certo fremito, visto il loro provocante vestiario, rigorosamente in pelle lucidissima, aperte sugli orifizi e alcune anche sui seni, tacchi vertiginosi, pranzammo bevendo ottimi vini, era ora di divertirci, alcuni amici anziani avevano già le loro rugose mani sulle carni delle ragazze che li accompagnavano, chiamai Toni il fattore e gli ordinai di preparare i cavalli sellati e quelli per il galoppo e il danese Thor, dopo un buon digestivo e alcune strisce di polvere ci dirigemmo verso l’ampio magazzino, gli spettatori si misero a sedere, Lisa chiamò a sé Toni con il primo stallone avevamo preparato una speciale amaca che posta sotto il ventre dell’animale sosteneva comodamente la vittima predestinata, chiamai la mia piccola amante che cambiò improvvisamente colore. La bestia era relativamente tranquilla, sistemammo la giovane sotto la pancia dello stallone, la figa della piccola era a portata del mostro di carne dell’animale quando si fosse eccitato, il corpo della ragazza era un tutt’uno con quello dell’animale e la posizione comodissima, venne chiamata anche Rosa, stesso trattamento, alla fine fù Andrea il prescelto, lo sistemammo in modo che il suo culo fosse alla portata del grosso membro amimale, le loro gambe e braccia furono legate alla schiena degli animali, spalmammo abbondante vaselina sui loro orifizi, eravamo pronti per la gara e si raccoglievano grosse scommesse sul vincitore in tutti i sensi. Dirigemmo i cavalli sulla line di partenza, io, Lisa e Teresa cominciammo a massaggiare i grossi coglioni delle bestie provocandogli una notevole eccitazione, i loro cazzi premevano senza sosta su quei orifizi, strappando i primi lamenti e suppliche dalle tre vittime, ci ritirammo e dopo pochi secondi si aprirono i cancelletti, i potenti scatti degli stalloni ebbero per primo effetto una profonda e dolorosa penetrazione in quei tre buchi, l’urlo delle vittime malgrado il forte rumore degli zoccoli in corsa, fù lacinante, ora gli stalloni con il cazzo in tiro erano lanciati in una corsa sul piccolo circuito ovale, i loro membri entravano ed uscivano a ritmo di galoppo, lunghi almeno 40centimetri e grossi almeno come un braccio medio entravano ed uscivano paurosamente, era in testa Andrea che vinse tagliando il traguardo e facendo sborrare l’animale nel suo culo, seconda fù Rosa che dovette farsi un altro giro per portare la bestia all’eiaculazione, terza fù Flaviana che di giri dovette farne due, facendosi sborrare almeno mezzo litro di seme direttamente in figa. Andammo in soccorso per vedere le condizioni dei fantini, erano molto sbattuti nel vero senso della parola, ma sostanzialmente appagati come lo erano anche i cavalli, ancora con i loro cazzi sbrodolanti di sperma, era tempo per la seconda prova salto agli ostacoli, vennero portate altre bestie, sellate ma la particolarità era che sulla sella era agganciato un grosso cuneo anale, lungo una 20ina di centimetri e alla base almeno 28centimetri di circonferenza, gli ospiti portarono le loro schiave-i amazzoni, pronte per la sfida vicino al cancelletto di partenza, era di regola cavalcare nudi e con solo gli stivali equestri, la prima a partire fù Lisa che grazie alla sua destrezza evitò di impalarsi sul grosso cuneo ad ogni atterraggio dopo il salto e abbattè solamente un ostacolo, a turno i concorrenti partivano per la loro esibizione, numerose furono quelle-i che si rivolsero alle cure del nostro dottore di fiducia Salvatore, per delle saturazioni di lacerazioni anali e vaginali più o meno gravi ma non irreparabili. La gara fù vinta da Lisa e ultimo arrivò uno stupendo travestito, con il culo ridotto ad una galleria, ad ogni atterraggio della bestia, dopo il salto, si trovava impalato violentemente fino alla base del cuneo, addirittura fù aiutato a scendere dalla sella dell’animale, intanto i numerosi ospiti, continuavano a farsi soddisfare dalle numerose puttane in tutti i modi, di bocca di culo e naturalmente tutti godevano di qualcuno, i più esigenti sottoponevano le loro compagne-i già abbondantemente dilatate a sottostare e spompinare e farsi chiavare dal grosso e mansueto cavallo danese, “Thor”. Intanto anche il grosso alano voleva la sua parte, chiamai Anna la feci mettere alla pecorina, chiamai pure la figlia, che mi raggiunse immediatamente, ed impugnando per la prima volta un membro animale lo diresse contro il culo di sua madre incitando il grosso animale a scopare quella cagna di sua madre, la monta dell’animale era velocissima, dopo una buona mezz’ora non tardò a riversare il suo ultimo seme sia in culo che in figa della vecchia troia, io intanto avevo affidato il mio membro alle calde lingue di Lisa e Fabiana, sdorrai nelle loro bocche copiosamente, baciandole assaporai il sapore del mio sperma. Si pagarono le varie scommesse e ci promettemmo di ritrovarci presto. FINE

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