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E’ accaduto domenica pomeriggio.

L’altro giorno abbiamo trovato il momento buono per farcene una!
Me la sono chiavata a letto, naturalmente, figurarsi se ci veniva un’idea migliore!
Ma, non voglio lamentarmi, anzi…
è accaduto domenica pomeriggio.
Dopo un breve riposo, mi sono svegliato con il cazzo semi turgido che usciva dalla sgambatura delle mutandine e, come mi capita naturalmente di fare, ho incominciato a trafficare tra le mutandine passando la mano dal cazzo ai coglioni, all’inguine, senza particolari intenzioni…
Lei, evidentemente sveglia, aderendo, come sempre, in qualche modo al mio corpo, si è accorta dei movimenti, ha sostituito la sua mano con la mia prendendo sotto-mano l’asta del cazzo ed ha cominciato a sfregarne la cappella contro la sua coscia.
Diventando duro, mi faceva male e poiché, per quanto la implorassi di smettere, continuava a sfregarsela contro, l’ho spinta dalla sua parte voltandola prona e le sono saltato addosso.
Le ho sollevato la sottoveste quanto bastava per poter raggiungere lo scopo, mi sono messo a cavallo delle sue cosce e gliel’ho infilato dritto nella fica divaricando un po’, stesso con il cazzo, le grandi labbra… e le piccole!
Lei ha cercato di far finta di resistere dimenandosi, gemendo e ridendo, ma io facevo sul serio e, in ginocchio dietro di lei, tenendole fermi i polsi ai lati dei seni, stantuffavo come una bestia, ansimando e rantolando assecondando i movimenti.
Dopo, quando mi sono sfogato, l’ho estratto, l’ho fatta mettere supina, le ho inserito il suo cuscino sotto la schiena, l’ho liberata completamente della sottoveste, mi sono disteso su di lei e lei, allargando le gambe, con una mano ha guidato il mio cazzo nella fica che, già umida, si è fatta penetrare facilmente.
Ho cominciato a chiavarla con passione cercando di abbracciare tutto il suo corpo per farle sentire il mio calore, il mio desiderio di lei, il piacere di averla tra le braccia…
Le mie labbra le baciavano il collo, la bocca, i seni…
– Ama essere baciata i seni durante i rapporti e, nonostante non sia molto agevole, cerco sempre di farla contenta –
Con un braccio dietro le sue spalle, uno sotto al culo e i palmi delle mani distesi sulla pelle, cercavo di farla sentire completamente presa, avvolta e penetrata dal mio corpo.
Lei ha allargato al massimo le sue cosce in modo che tutto il cazzo le potesse entrare dentro e permettere ai peli del mio pube di strofinare contro la figa spalancata….
Evidentemente voleva proprio sentire la sua carne viva sfregare contro qualcosa.
Appena ha steso le braccia, il respiro si è fatto affanno e i lamenti si sono fatti delirio, ho capito che stava venendo.
Ho disteso le mie sulle sue braccia intrecciando le dita con le sue e con la lingua appena fuori dalle labbra, baciandola umidamente sul collo, sulle orecchie e sulla bocca…. l’ho lasciata venire.
Inchiodata al letto dalle mie braccia, con la gola secca e con un filo di voce: “non ti fermare”, “ancora, ancora”, mi diceva mentre i suoi occhi attraversavano i miei per orientarsi nella confusione delle sensazioni che le aveva procurato l’orgasmo.
Ho continuato a baciarla delicatamente e a chiavare dolcemente senza alterare il ritmo lento e costante che l’aveva portata a quel punto.
Siamo rimasti così qualche minuto, poi, l’ho fatta girare.
“No, ti prego, non oggi” – dice sempre così ogni volta che capisce che voglio il suo culo –
Restandole addosso, dal cassetto del suo comodino ho preso il flacone del lubrificante, strategicamente mascherato da olio cosmetico, e mentre lei mugugnava e continuava a implorarmi, noncurante, gliel’ho spruzzato sul buco del culo dilatandolo appena con le dita.
L’ho fatta mettere un ginocchio e mi sono posizionato in tiro, … ho strofinato la capocchia al buco del culo per lubrificarla con l’olio che vi avevo spruzzato, gliel’ho infilato delicatamente appena oltre l’ano e mi sono fermato un po’, l’ho ritirato leggermente e… gliel’ho affondato!
Ha gridato di dolore. Mi sono fermato un po’ ed ho cominciato a sfotterlo dentro e fuori.
La inculavo con dolcezza e decisione curando che tutto il cazzo le entrasse dentro. Con i pollici le aprivo le chiappe e, ad ogni affondo, premevo contro di lei quanto più mi riusciva.
Mi piaceva vedere il cazzo che entrava e usciva da quel buco, la pelle dell’ano dilatata che si rivoltava ciclicamente, la schiena che si inarcava, la testa che si ergeva ad ogni affondo, mi piaceva, … mi piaceva finché le sensazioni che mi arrivavano dal cazzo non cominciavano a diventare troppo intense, quasi insopportabili…
Non ho mai trovato parole migliori di quelle che mi indicò un amico sulle sensazioni che si hanno in quel buco: “È aspro il buco del culo, è stretto e ruvido” scrisse.
Si, proprio così, e, tutto questo, produce una strana sensazione di prurito, intenso, acceso, una fastidiosa irritazione… e, poi, … una opprimente presa sull’asta che amplifica le pulsazioni delle vene facendolo sentire grande, enorme, … gonfio da… esplodere! …
La cosa più strana è che per liberarci da quelle sensazioni… sfreghiamo il cazzo affondandolo e ritraendolo, cioè chiavando e… più chiaviamo più brucia, più brucia e più chiaviamo!
Deve essere questa la spirale che ci porta all’orgasmo oltre al gusto sadico di godere del nostro amante senza neanche guardarlo in faccia! –
Cominciavo a diventare una cosa sola: un cazzo che impazziva nel buco di un culo!
Il respiro diventava rantolo e i gemiti tanto più disumani e selvaggi quanto più le sensazioni diventavano intense.
Rallentando il ritmo, mi riusciva di vedermi da fuori, di vedere una donna perduta tra la completa alienazione e la più intensa voluttà, una donna che senza vedere, senza essere guardata negli occhi, aspettava di percepire supinamente, alla pecorina, l’eccitazione che le sarebbe arrivata dal buco del culo per mezzo di un cazzo.
Dietro di lei, l’amante, col pene gonfio e proteso, in delirio orgasmico per quella selvaggia eccitazione.
Mentre pian piano mi abituavo alle sensazioni che mi rimandava la capocchia stretta nella morsa del budello, ho steso le braccia sino ai suoi seni pendenti, ho fatto passare tra le dita i capezzoli già turgidi e tesi e, di tanto in tanto, le strofinavo la base dei seni dove la pelle è più delicata e sensibile…
Ho fatto scendere una mano sulla fica e con il dito medio sul clitoride, premevo il suo bacino contro di me affinché, quando le affondavo il cazzo, il suo culo lo potesse ricevere sino in fondo…
Un po’ per la chiavata di prima, un po’ per il piacere che le veniva dal culo, aveva la fica, finalmente, fradicia di umori.
Più andavamo avanti e meglio lei adeguava gli ancheggiamenti per parare gli affondi del cazzo.
Ad un certo punto, sbattendomi il culo contro, sbuffando e rantolando, ha preso il controllo del suo orgasmo stabilendo il suo modo e il suo tempo per godere. Io non riuscivo più a mantenere il mio ritmo e, perciò,
mi limitavo a resistere alle spinte gustandomi la situazione e tutte quelle sensazioni…
Poi ha cominciato ad incitarmi ripetendo più volte le stese parole, alzando la voce e sbattendo la testa come una cavalla impazzita, io, invece, assecondando i suoi movimenti, cercavo di offrirle quanto più cazzo potevo.
Tra affanno, rantoli, fitte e spasimi, siamo venuti insieme!
Io le schizzavo la sborra dentro al culo e lei lo contraeva aritmicamente quasi volesse risucchiarlo ancora più dentro.
Tutti sudati, qualche istante così e, sempre tenendolo dentro, ci siamo adagiati di fianco sul letto, pian piano per non farlo uscire, rimanendo per un bel po’ in quella posizione.
Il mio cazzo è rimasto abbastanza duro per un lungo tempo dentro di lei.
Non voglio vantarmi, ma mi capita spesso, non sempre, naturalmente. FINE

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