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Estate 1994

Eravamo in estate ed io Franco allora avevo 23 anni lavoravo in un cocktail bar ed era veramente un’estate fantastica e piena di sesso, si sa tanto che da dietro il bancone del bar tutto è più facile, specialmente in estate.
Quel giorno avevo il turno di pomeriggio e quindi il bar era quasi vuoto, quando eccoti entrare una donna sui 45 anni non tanto alta ma molto abbronzata e con un bel fisico in un costume intero a righe bianco e blu con in vita un pareo… i capelli neri con un po’ di bianco in mezzo mi fissa da dietro gli occhiali scuri mentre mi ordina un caffè.
Mi accorgo che mi guarda e inizio subito a fare un pochino lo spiritoso:
“giornata calda eh? ”
“si infatti non so se andare in spiaggia o meno io non sopporto il caldo”
“ma tanto lei è già abbronzata si prenda una giornata di vacanza eheheh non è mica un lavoro la tintarella”
“hai ragione, ma fammi il piacere dammi del tu che mi fai sentire vecchia ok? Io mi chiamo Carla e tu? ”
“piacere Carla io mi chiamo Franco e comunque il lei era puramente di lavoro, non sei affatto vecchia! ”
“grazie ma sai ho 45 anni anche se una donna non lo dovrebbe dire”
“giuro che te ne davo di meno molti di meno”
“ahahahha sei sempre cosi gentile o ci stai provando Franco? ”
“bè non sarebbe un delitto provarci con una bella donna no? ”
“Franco ma fai sempre cosi con tutte? ”
“diciamo solo con quelle belle se ti dicessi di no ti mentirei! ”
“simpatico, realista e… ”
“e? ”
“carino”
“grazie”
“allora te ne vai a prendere il sole? ”
“si Franco anche se devo dire che la tua compagnia mi piace”
“allora potremmo vederci, che ne dici magari domani pomeriggio ti faccio fare un giro dell’entroterra ti va? io sono libero”
“va bene, domani do un breck alla tintarella, dove ci vediamo? ”
“passo a prenderti qui davanti alle 14, va bene ? ”
“va bene, a domani”
Carla se ne andò in spiaggia ed io continuai a fare il mio lavoro ossia a leggere la gazzetta dello sport, visto che i pomeriggi erano sempre fiacchi Il giorno seguente mi presentai alle 14 in punto e lei era li davanti al bar ad aspettarmi, una mini bianca ed una canottiera blu che lasciava vedere il suo bel seno una terza, non mi sbaglio mai e sotto la mini si vedeva un bel perizoma bianco che mi fece pensare di aver fatto bene ad aver portato i preservativi con me sapete non si sa mai con i tempi che corrono
“ciao Carla, sali”
“ciao Franco, dicevo che il mio cicerone non sarebbe venuto ”
“non sia mai”
Mi diressi verso le colline e l’aperta campagna in un pomeriggio d’agosto con almeno 30 gradi all’ombra.
In macchina parlammo di tutto, e mi racconto che insegnava diritto a ragioneria a Roma!
“sai io in diritto andavo sempre male”
“allora mi hai chiesto di uscire per avere delle ripetizioni? ”
“hahaah no Carla no anche se devo ammettere che mi sono sempre piaciute le mie prof. ”
“prof, mi piace! se mi chiami prof, mi sembra di essere a scuola”
“ma non sei in vacanza? ”
“si ma mi piace se tu mi chiami prof”
intanto la mini le era salita sulle cosce stando seduta e io parlando avevo incominciato a sfiorargliele per sottolineare certi punti del discorso, alla prima volta che gliele sfiorai fece un piccolo saltino, ma poi incomincio a guardarmi e a scivolare sempre un pochino di più per sollevare la gonna.
Intanto avevo trovato un bel posticino su una collina deserta che dominava una bella valle fino al mare.
“prof ti va bene se mi fermo qui? , è molto bello il panorama! ”
“ok”
Scendemmo dalla macchina ed iniziai a indicargli i punti all’orizzonte, lei si appoggio a sedere contro il cofano mentre io di fianco a lei indicavo punti e ne inventavo altri poi per indicare un punto alle sue spalle mi trovai proprio davanti a lei che seduta sul cofano apri le gambe un pochino e mi mise le mani sui fianchi…
“prof… ehm ehm” i nostri occhi si fissarono e in un attimo le nostre lingue giocavano fuori dalle nostre bocche.
“Franco si non aspettavo altro, sono passata 20 volte davanti al bar poi quel pomeriggio ho preso il coraggio e sono entrata, sai adoro i ragazzi ch potrebbero essere dei miei allievi, non lo so ma mi eccita da morire sapere che potrei essere la loro prof, ma a casa non ho mai il coraggio di farlo ma in vacanza sai… ”
le presi la testa ed iniziai a succhiargli al lingua con forza.
Mentre lei armeggiava con i miei jeans abbassandomeli ed estraendo 23 cm duri copme il marmo
“wow Franco complimenti che bel cazzo!! ”
“ti piace eh prof tra poco te lo dò ma per ora segalo”
non si fece pregare ed incomincio a masturbarlo piano piano mentre le facevo scendere il top e le liberavo il seno.
Intanto la gonna era salita fino alla pancia e lei si strofinava la mai cappella sugli slippini.
“Franco lo voglio in bocca dammelo”
si chinò ai miei piedi ed inizio un succoso bocchino massaggiandomi le palle mentre io le guidavo la testa nel suo su e giu
“sì da brava prof succhiami il cazzo cosi siii daiiii”
Sembrava volesse mangiarmelo, da quanto se lo infilava in bocca.
“non voglio venirti in bocca per ora voglio scoparti contro la macchina Carla”
“prof chiamai prof ti prego e aspetta hai dei preservativi? ”
ne estrassi uno ma lei me lo prese dalle mani, apri la confezione e se lo appoggio sulle labbra, mettendomelo con la bocca.
“prof sei una troia unagran troiaa2
“Si Franco sono la tua troia trattami come una vacca.. ti prego scopami.. ! ”
la appoggiai contro il cofano e lei sollevo il culetto per prenderlo tutto.
Con un amano lo impugnai e dopo avergli accarezzato il solco delle chiappe con la cappella lo infilai dentro in un colpo tra le sue labbra fradice della figa, ne usci un.
“Siiii daiiiii scopamiiiiiiiii sono la tua troiaaaaaa… ”
“prendilo prof prendilo per tutti i voti di merda che ho preso a scuola toooo prendilo fino alle palle”
“si fammi sentire le palle sulle chiappe dai Franco dammelo tuttoooo”
“siii daiiii Franco cosi daiiii che mi fai venire daiiiiiii si godooooooo ahhhhhhhhhh ahhhhhhhh”
Estratto il cazzo e gettato il preservativo la presi per i capelli e la feci inginocchiare davanti a me, con il cazzo tra le tette inizio un meraviglioso bocchino.
“dai succhialo cosi prof voglio sborrarti in faccia daii2
“si franco dai sborrami in faccia sulle tette ovunque daiiiii” incomincio a succhiare la cappella come una cannuccia movendo la lingia a mulinello..
“Sto per venire prof vengo siiiiiii ti sborro in facciaaaaaaa siiiiiiii”
“si amore mio godi godi siiii” intanto me lo segava forte reggendosi il seno e i miei fiotti di sborra calda le arrivarono ovunque sui capelli sulle labbra sulle tette negli occhi..
mi guardo soddisfatta e mi disse:
“bravo Franco 8+”. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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