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copertina racconto erotico

Festa da un’amica

Sono venuta a conoscenza di questo sito grazie al mio “amante” con cui ho condiviso questo racconto veramente accaduto.
Sono una ragazza che non ha mai avuto molti problemi con l’altro sesso e i ragazzi mi giudicano “Una bella gnocca”. Ho due bei seni (porto la quarta) e, grazie a consigli molto utili, ho trasformato le mie povere “pere” (per la forma) in sodi seni. Ho le curve al posto giusto, grazie a dio, e un sedere abbastanza bello ma, per contro, ho le gambe non tanto graziose e belle come vorrei.
Mi sono da poco lasciata con il mio ragazzo, o meglio ex ragazzo, e per ora voglio stare sola. Pochi giorni or sono ho invitato dei miei amici di Genova a trascorrere halloween con me e le mie amiche. Premetto che io sono di Bologna e quindi non li vedo spesso i miei amici. Arrivano con puntualità, strano a dirsi, alla stazione di Bologna e subito li riconosco. C’è Luca, Marco e Lorenzo. Faccio conoscere, a chi non si conosceva ancora, le mie amiche ai tre. Passiamo tutta la giornata a travestirci come delle matte, e i ragazzi, ci vengono dietro con la loro pazzia. Passiamo una serata fantastica tra la musica, gli scherzi di halloween e la compagnia. Telefona mia madre alle 3, 30 di notte e mi raccomanda di non fare tardi. Per mia madre non fare tardi al telefono vuol dire che devo tornare. Pochi minuti o meglio poche decine di minuti e siamo sulla strada di ritorno. Luca e Lorenzo sembrano “cotti” ma lo stesso non vale per Marco che sembra ancora avere energie. Arriviamo a casa e, mia madre, è lì, sveglia e preoccupata per l’ora tarda anche se conosce bene i miei amici di Genova e si fida di loro. Prepariamo alla meno peggio la sala in una camera. Spostiamo il divano, il letto a divano e un materasso in sala per far dormire tutti e tre nella stessa stanza. Mi scuso con loro e gli dico che sarei andata a cambiarmi per la notte. Mia madre va a letto e ci augura la buona notte. Penso che si stiano cambiando anche i ragazzi a quanto sento dalle loro voci. Luca si avvia in bagno per lavarsi i denti ma mi sorprende semi svestita. Mi stavo cambiando per la notte e avevo addosso un completino intimo azzurro che tra l’altro e il mio preferito. Il mio completico traspare dalla camicia da notte rosa quasi trasparente modello vedo non vedo. Luca si ferma a guardare per un paio di secondi e, porgendo lo sguardo verso di lui, si scusa profondamente e se ne va via. Finisco di completare le ultime fasi per la notte e mi aggiusto la vestaglia da notte rosa. Vado in sala e, esponendo solo la faccia, per paura di farmi vedere, auguro la buona notte a tutti e tre. Luca, forse per scherzare sul fatto appena accaduto, mi dice:
“E se eravamo tutti semi nudi!! ” Ci pensai per un istante e poi risposi a Luca:
“Bhe, non mi scandalizzo mica. Ho già visto dei ragazzi semi svestiti”. Riauguro la buona notte e i tre si alzano per salutarmi. Forse non avevano capito come mai mi ero solo affacciata allo stipite della porta. Li fermo subito dicendogli che ero già vestita per la notte e che ero un po’ provocante con la vestaglia addosso. I tre capiscono il mio imbarazzo e indietreggiano. Vado a dormire e, intanto ripenso al fatto accaduto in bagno creandomi un senso profondo di eccitazione. Sono fortemente eccitata ma decido comunque di dormire. Luca, da come mi racconterà in seguito, si sveglia perchè sente dei rumori. Era mio padre che andava al lavoro. Si alza e si dirige in bagno per svegliarsi un po’. Passa davanti la mia camera e la vede semi aperta. Passa oltre e va in bagno. Uscendo dal bagno entra in camera mia vedendomi semi scoperta dalle coperte. Non fa tanto caldo e decide così di coprirmi come se fossi la sua piccola bambina. Mentre mi stà coprendo, vede il mio bel reggiseno azzurro che mi fascia per bene i miei seni. Toglie lo sguardo dai miei seni e mi copre. Mi sveglio ed entro nello stato di dormi-veglia. Vedo così a malapena i contorni del viso di Luca che si era avvicinato al mio corpo per coprirmi. Penso per un paio di secondi e, non so se ho fatto bene, ho deciso in un attimo di follia di farlo venire sotto le coperte. Luca accetta credendo che fossi troppo “casta” per fargli delle avance provocatorie e giudica il mio gesto come un gesto da amica. Mi sento tutto d’un tratto tutta accaldata. Penso quasi di scoprirmi un po’ ma subito dopo vedo Luca che continua a dormicchiare girato di spalle. Povero ingenuo. Crede che me ne stia lì ferma e buona come una brava bambina. Muovo la mia mano dolcemente su di lui, è anche lui molto sudato ed eccitato, poco tempo dopo mi chiede se avevo intenzione di fare qualcosa di strano con lui. Risposi fermamente di no e, contemporaneamente avvicinai la mia mano verso il suo membro e lo strinsi forte tra le mie dita. Luca stava godendo non poco e, preso da un raptus di follia, decise di girarsi e di bloccarmi le braccia sulla sponda del letto. Aveva raggiunto il limite umano di resistenza ad avance. Ora era scoppiata in lui una forza e una voglia di sottomettermi che non era paragonabile con niente altro. Mi sfilò quasi in un colpo solo la mia vestaglia, al chè rimasi semi vestita con gli indumenti intimi che mi aveva visto in bagno! Sentivo le sue mani che vagavano per tutto il mio corpo e cominciavano a procurarmi del dolore sempre più crescente sui miei seni. Il ferretto del reggiseno stava quasi entrando nella mia pelle. Luca era diventato tutto d’un tratto focoso e voglioso del mio corpo. La sua mano abbandonò per poco tempo il mio corpo e, subito dopo, me la ritrovai tra le mie gambe. Le mutandine azzurre le sentivo bagnate dei miei umori e Luca non faceva altro che accentuare quello stato di eccitazione. Con movimenti lenti e sensuali sale sopra di me. Sento il suo fallo che piano piano penetra nella mia passera anche se Luca ha ancora il pigiama. Decido di approfittare della posizione di Luca e gli sfilo il pigiama. Rimane solo con i boxer neri che a me piaciono da impazzire. Ora la grandezza del suo fallo si sente sempre di più tra le mie cosce e muore dalla voglia di uscire da quei boxer. Luca muove le sue mani ad un ritmo forsennato e mi palpa in tette le mie parti intime. Si gira velocemente e si mete a 69. é molto erotica questa posizione dal punto di vista. Raggiunge il bordo delle mutandine e delicatamente me le sfila lasciando la mia passera rasata tutta in piena vista. Tenta di abbassarsi i boxer ma lo fermo velocemente. Voglio essere io a sfilarglieli. Gli abbasso i boxer e vedo in tutta la sua imponenza il suo fallo. Non me lo aspettavo così grande. Sussurro nell’orecchio di Luca: ” Ti voglio dentro di me… Ora”. Lui è un po’ titubante perchè non ha il profilattico ma io lo tranquillizzo dicendogli che prendo la pillola. Rassicurato, mi lecca con avidità la passera mentre io gli faccio una pompa. Le mie labbra fanno da ventosa a quella cappella rossa e dura come il marmo. Dai mugulii che sento, Luca deve provare un immenso piacere. Continuo nella mia opera ma sento dagli spasmi di Luca che stà per venire. Gli dico di fermarsi e di penetrarmi. Si gira con la stessa velocità di prima, mi toglie il mio reggi che diventava sempre di più insopportabile e mi dice:
“Bel fisico”. Accetto i suoi complimenti e vedo che si mette sopra di me per incominciare la sua opera. Entra dentro di me in poco tempo. é diventato una macchina da guerra e con movimenti veloci spezzati da movimenti più lenti ma profondi, viene riversandomi tanto liquido caldo nel mio basso ventre. Non voglio farlo smettere anche se lui vuole staccarsi e così costringo Luca a continuare mettendo le mie mani sul suo sedere sodo ed orgoglioso. Vengo anche io con un piccolo ma erotico gemito. Chiudo le gambe in modo da impedire a Luca di uscire dal mio corpo. Sento ancora il suo membro che allarga le mie pareti vaginali. Allargo le gambe e ordino a Luca di pulirmi per bene la mia figa. Luca non l’ha mai fatto dopo un rapporto ma si fa coraggio e lecca con avidità tutto il miscuglio di succo tra le mie cosce. Infila una mano nella mia figa tanto da inzupparsi le mani. Continua poi strofinando le stesse contro i miei seni che sembrano come non mai sodi e belli. Comincia a leccarli per poi finire sui miei capezzoli duri ed eccitati. è una sensazione fantastica sentire il frutto del nostro rapporto per Luca e poco dopo decide che era giunta l’ora di farlo provare anche a me. Lo faccio sdraiare e continuo quello che avevo terminato bruscamente prima. La sua cappella è calda come non mai e anche molto appiccicosa. La pulisco per bene ingoiando tutto il succo rimasto. Ora è completamente pulita. Voglio lasciare un piccolo regalo a Luca e così gli faccio un piccolo succhiotto tra il pene e l’interno coscia. Esce dalle coperte velocemente e così posso vedere bene il suo cazzo che poco tempo prima mi aveva fatto sognare. Si avvicina al mio viso e mi sussurra:
“Non sapevo che eri così porca e maiala”. Voglio rispondergli per le rime e gli rispondo:
“Non lo faccio con tutti quelli che conosco. Lo faccio solo con chi giudico porco e dotato per farmi godere bene”. Mi alzo anche io così Luca può vedere cosa ha ciucciato e scopato per tutta l’ora. Apro la porta socchiusa e vedo la mia sorellina che ci stava spiando con la sua telecamera. Non so bene se picchiarla, sculacciarla come se avesse 5 anni(le ha un anno in meno di me) oppure…
Rifletto un po’ e decido di far finta di sgridare Maria, prendo Luca per mano, indietreggio fino a colpire con il mio sedere la punta del cazzo di Luca. Mi giro di scatto abbassandomi e stimolo nuovamente con la bocca e con le mani il cazzo di Luca. Il suo pene reagisce velocemente, lo inumidisco e mi rigiro. Capendo cosa volevo fare, Luca mi prende per le cosce mentre io mi abbasso a pecorina. Luca con un colpo lento ma deciso entra nel piccolo buchino facendomi godere fino allo spasmo. Mi allontano da lui e lo ringrazio per avermi fatto godere così tanto e così bene.
Da quel giorno io e Luca siamo diventati due amanti che se ne fregano dei propri compagni sentimentali e che si concedono una volta ogni tanto un piccolo svago. FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un’altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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