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Giovanni e Antonella

Giovanni si era da poco laureato in economia e commercio ed aveva da poco iniziato a fare il praticantato in uno studio commerciale. Gli venne assegnata come tutrice Antonella che lavorava gia da alcuni anni nello studio: carina, magra anche se un po’ altezzosa; sempre elegante e raffinata Antonella trattava, inizialmente, Giovanni con un po’ di distacco e questo al giovane pesava non poco. Timido e riservato, infatti, Giovanni soffriva della difficoltà nel rapporto con la collega e questo non gli facilitava certamente l’inserimento nel mondo del lavoro. Tuttavia piano piano con il passare del tempo i loro rapporti migliorarono fino a che tra i due si instaurò un rapporto di amicizia e complicità e Giovanni cominciò ad osservarla anche sotto un altro punto di vista… Una mattina, in particolare, quando lei arrivò sul lavoro lui notò subito che sotto la maglietta di cotone bianco non indossava il reggiseno. Mai prima d’ora lei lo aveva fatto ed al momento lui, sebbene ne fosse attratto, non ci fece più di tanto caso. Nei giorni successivi però la cosa si ripeté e lui non riusciva a fare a meno di immaginare come dovevano essere i suoi seni sotto quella maglietta. Il suo desiderio fu presto esaudito: una mattina mentre compilavano un registro lei si sporse in avanti sulla scrivania e lui poté chiaramente vederle il seno. Non era molto grande (una seconda, forse una terza misura) ma stupendamente disegnato, con la classica forma a “coppa di champagne”; l’areola relativamente grande ed il capezzolo si stagliava rosso e turgido. Distratto da questa visione rimase un po’ inebetito con la penna in mano e la testa tra le nuvole e così quando lei gli chiese se aveva riportato le cifre, lui le rispose:
-Ma dove le devo scrivere?
-Ma Giovanni guarda che te l’ho appena detto!!!!! Dove hai la testa? ?
Lui consapevole di non poter dire dove realmente aveva la testa, fece finta di nulla e stringendo le spalle disse:
-Scusa sai ma ieri ho fatto tardi e oggi sono un po’ rimbambito
Antonella si era resa perfettamente conto a che cosa stesse pensando il suo giovane collega. I suoi sguardi nei giorni precedenti l’avevano eccitata da morire: sebbene sposata da poco la sua voglia di trasgredire e restituire al marito la sua scappatella prematrimoniale, che lei aveva scoperto da poco, era troppa. Quel bel ragazzo con cui lavorava e sul quale esercitava un forte ascendente era la preda ideale e a giudicare da quell’episodio era riuscita nell’intento di sedurlo. Il giorno successivo decise che avrebbe affondato il colpo.
Il giorno dopo fu una mattina molto tranquilla e completato il lavoro iniziato il giorno prima Antonella passò all’attacco. Chiuse distrattamente la porta della loro stanza e si slacciò un altro bottone della camicetta, si avvicinò a Giovanni ed iniziò un massaggio alle spalle delicato e sensuale.
– Sai che è bello lavorare con te! In più oltre ad essere un ragazzo intelligente ed in gamba sei pure carino… ! – Dicendo questo Antonella si sedette sulla scrivania e si sporse verso Giovanni scoprendo chiaramente il seno. Imbarazzato Giovanni scattò in piedi: la sua erezione era ormai visibile attraverso i pantaloni e lei allora allungò la mano e, sfiorando delicatamente il pene del collega, disse con aria maliziosa:
– Vedo che anche tu mi trovi attraente, eh? ? Magari un giorno di questi potremmo trascorrere un po’ di tempo assieme dopo il lavoro, che ne dici? “-
Giovanni arrossì e Antonella era convinta di averlo in pugno… Ma ecco che accadde ciò che lei non aveva previsto. Il giovane timido lasciò il posto all’uomo determinato ed aggressivo. Giovanni si sedette sulla sedia di fronte e disse:
– Io posso anche farlo ma se tu vuoi me devi accettare le mie regole –
Antonella era spiazzata: la rabbia e l’orgoglio le suggerivano di dargli una sberla ed andarsene ma l’eccitazione per quella situazione imprevista era tale che decise di stare al gioco:
– Sentiamo, cosa vorresti?
– Voglio una cosa speciale: voglio sodomizzarti e farlo a modo mio!!!
Questa era grossa:
– Sei impazzito? ? ? ? è una cosa che non ho mai fatto!
– Meglio – rispose lui voglioso
– Guarda che io non ci penso nemmeno e comunque se decidessi di farlo non lo farei senza poter comandare il gioco –
– Va beh!! Peggio per te, se cambi idea fammelo sapere –
Nei giorni successivi la tensione tra loro era palpabile: lui ignorava il suo sguardo, lei era inferocita ma tremendamente attratta da quel ragazzo così audace. Senza contare poi che sebbene avesse una paura boia, l’idea di prenderlo nell’ano l’attirava non poco. Una sera Antonella era a casa da sola e per stemperare la sua tensione decise di farsi una doccia: mentre si insaponava le gambe cominciò a risalire e quando giunse alle natiche decise di esplorare il suo ano con l’indice. Provò subito un fastidioso bruciore, decise di proseguire e la sensazione non cambiò, eppure nonostante tutto si stava eccitando e sentiva la vagina inumidirsi: in quel momento decise che avrebbe accettato la proposta!!!!
Il giorno dopo prese Giovanni sottobraccio e portatolo nel retro dell’ufficio tirò fuori dalla tasca un tubetto di Luan e disse:
– Accetto la tua proposta, dimmi tu dove e quando!
– Bene: domani con la scusa di dover finire un tabulato fatti lasciare le chiavi dell’ufficio e quando tutti se ne sono andati chiamami sul telefonino; poi aspettami alla scrivania.
Il giorno successivo per Antonella sembrava non passare mai: i suoi sentimenti erano un misto di eccitazione e paura per quello che le sarebbe potuto succedere. Finalmente venne l’ora di chiudere: lei spiegò al suo capo che doveva finire un lavoro e che avrebbe chiuso lei. Quando l’ultimo degli impiegati se ne fu andato lei compose il numero di cellulare di Giovanni.
– Sono sola! Ti aspetto. –
– OK! Arrivo –
Giovanni arrivò una decina di minuti dopo e Antonella era seduta alla scrivania con la sola luce della tavola accesa.
– Sei eccitata? – chiese Giovanni con aria sorniona
– E tu? – rispose smaliziata Antonella, mascherando bene la sua ansia
Giovanni si avvicinò ed iniziò a spogliarla. Prima le tolse la camicetta: naturalmente era senza reggiseno e i suoi capezzoli erano già turgidi per l’eccitazione. Quindi le sfilò le scarpe e la gonna lasciandola con i soli slip che presto sparirono.
Nuda nella stanza Antonella si sentiva indifesa ed in balia di quel ragazzo così deciso e sicuro. Giovanni iniziò a giocare con i capezzoli della donna che se possibile divennero ancora più duri e rossi. Il respiro le si fece più affannosa e quando la mano di lui le accarezzò il pube soffermandosi sul clitoride gemette e le gambe le cedettero. A questo punto Giovanni si liberò dai suoi vestiti e rimase nudo davanti a lei! Antonella ebbe un sussulto: il suo pene era molto più grosso di quello di tutti gli uomini che aveva avuto fino ad ora.
Lui la fece girare e le disse:
– Appoggiati con le braccia e i gomiti sulla scrivani e sporgiti indietro con il sedere –
– Ti prego non si potrebbe rinunciare? – disse lei impaurita?
-No è deciso- rispose secco Giovanni mentre tirava fuori la crema lubrificante ed iniziava a spalmarla attorno allo sfintere. Quindi prese un po’ di crema e se la spalmò sull’indice e lentamente ma deciso lo infilò nell’ano di Antonella che si irrigidì e sollevando si in punta di piedi serrò gli occhi e si morse il labbro inferiore. Sentiva un bruciore intenso anche se si stava eccitando da morire. Quando lo sfintere si allento Giovanni infilò un secondo dito: questa volta il dolore fu più intenso e Antonella emise un lamento e poggiando la testa sulla scrivania iniziò a respirare profondamente.
Quando lui le sfilò le dita Antonella emise un sospiro di sollievo; Giovanni le lasciò un attimo di tregua mentre si spalmava di crema il pene. Antonella sentì dopo poco che la cappella dell’uomo le stava puntando lo sfintere e quando penetro la fitta fu terribile. Si morse il braccio per non gridare: le sembrava di svenire. Sempre lento ma deciso Giovanni affondò il pene fino alla radice, questa volta lei non resistette e gridò, gridò forte:
– Ti prego, basta!! Non ne posso più!!! –
– Coraggio – la rincuorò lui – il peggio è passato –
Oramai l’eccitazione iniziale era bella e passata: ora sentiva solo quell’enorme sesso che le violava il sedere procurandole un bruciore terribile. Cercò di rilassarsi ma quando lui prese a muoversi il dolore ricominciò e lei gridava e singhiozzava ad ogni spinta come se la violasse ogni volta per la prime volta. Lui sovraeccitato venne rapidamente schizzandole nel retto lo sperma.
Dopo che lui fu uscito da lei, Antonella non riusciva ad alzarsi da quella scrivania.
Si salutarono ed andarono a casa.
Il giorno dopo sul lavoro quando lui arrivò lei era già la; lei chiuse nuovamente la porta e gli disse:
– Porco questa notte non sono riuscita a dormire per quello che mi hai fatto e non so come farò alla riunione di oggi… Ma quello che ho provato è stato incredibile!!
Ho deciso che lo rifarò e sempre più spesso fino a quando non riuscirò a goderne e magari quando sarò pronta a prenderti lo rifaremo –
– Io aspetto fiducioso –
Dopo un po’ di tempo via da una cena di lavoro lei lo trascinò in ufficio e gli offrì nuovamente il suo ano ora allenato. All’inizio soffrì ugualmente un po’ ma poi riuscì a rilassarsi e dopo l’inculata più lunga della loro vita godettero entrambi in modo incredibile! Quando se ne andarono lei , seppur dolorante, aveva la meravigliosa e stranissima sensazione di avere lo sfintere incredibilmente dilatato e quella non fu l’ultima volta che se andò dall’ufficio in quelle condizioni!! FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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