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Il culo di mia moglie

Eravamo distesi sul letto consumando interminabili preliminari volti a scaldarla ed eccitarla il più possibile al fine di ottenere un consenso alle mie infinite richieste di regalarmi la verginità del suo culo.
Scopavamo con una frequenza per lo più giornaliera ed il mio desiderio non calava di un centimetro anche grazie a quella profanazione sempre promessa e mai concessa fino a quel galeotto 15 luglio.
Giornata dall’afa insopportabile, l’ora del riposino pomeridiano, i corpi sudati e caldi, adoravo il sudore di mia moglie, quando la pelle perde la liscia purezza e acquista e trasmette invece quel senso di passione e di voglia di sesso.
Ci baciammo un po’, poi scivolai sul suo ventre verso il paradiso, un po’ di saliva per lubrificare ed il sudore che fece il resto, un guizzo e la mia lingua esplorava in profondità la porta della vita, il gusto salino e l’aumentare dei colpi che mia moglie infliggeva sul mio viso col suo venereo basso ventre annunciavano un orgasmo di lusso per la mia signora; e qui tergiversavano le nostre abitudini perché io avrei voluto restare li a gustare i suoi umori salini e a preparare la strada al mio bell’uccello ma lei nonostante avesse goduto, colando copiosamente, un po’ per non spingersi “oltre” un po’ e soprattutto perché la voglia a questo punto la attanagliava, mi tirava su di se senza sforzo, perché comunque non mi sarei fatto pregare e mi baciava, e la baciavo riversando nella sua bocca il suo stesso gusto salino.
Curioso che se le chiedevo di masturbasi e leccarsi le dita si infuriava e invece gemeva quando lasciavo colare saliva e umori nella sua gola in quei vortici di lingue vogliose e respiri affannosi.
Poggiai il mio cazzo duro come la roccia sulle sue seconde labbra ma la strada era tutt’altro che aperta, anche perché la mia eccitazione dava di volta in volta l’impressione che le dimensioni aumentassero, dovetti cosi quasi pregarla di prenderlo in bocca, pratica mai accettata, ma sempre con maestria praticata, per salivare senza riserbo lo strumento del suo piacere, e di li a poco del suo dispiacere.
Saliva e scendeva lungo l’asta del mio pene allungando i tempi come da manuale, nelle sue profonde discese generando dei colpi dai miei reni che le procuravano, e si vedeva, conati di vomito. Quando i movimenti cominciavano ad aumentare di velocità ed il piacere invece cominciava a calare era tempo di riprovare a scoparla anche dalla fica e non solo dalla bocca con tenacia e decisione invasi quel suo corpo così delicato, il pompino aveva scaldato oltre modo anche lei ed ora sentivo scivolare in un calore corposo il mio cazzo, che non cedeva di un millimetro, le spinte coitali si facevano violente e i suoi orgasmi ormai facevano gocciolare la sua fica di umori abbondanti che sembrava fossi venuto io, quella vista mi faceva venire la voglia di poter essere li sotto con la lingua a bere quella densità di umori magari mentre un altro cazzo più grande la pompava senza tregua.
Nella foga di quella folle scopata la sollevai nella sua leggerezza e la posi in ginocchio sopra di me, che seduto, avevo più difficoltà a muovermi e quindi ritardavo il mio orgasmo tenendola per le natiche, sode, e abbondanti ma non troppo, non potei resistere, e cominciai a sgrillettare il suo culo vergine, ormai era un lago, cosi provavo mentre lei si ritraeva, ad infliggere colpetti nello sfintere per cercare di profanare quel canale stretto eppure morbido.
Niente da fare la delicatezza e la pazienza non bastavano i suoi mugolii negativi non lasciavano spazio alla più lontana possibilità che le potessi aprire quel buchino che avevo desiderato sempre, ma mai come quel giorno.
Ma tentar non noceva, così sicuro che non me lo avrebbe concesso, per l’ennesima volta avanzai la mia porca proposta.
Poco mancò che mi sentissi male quando invece del solito secco no accompagnato da relativo calo dell’atmosfera erotica ricevetti per risposta un si, insicuro ma comunque un si, e questo lasciava molto più spazio alla certezza che non al dubbio.
Tenevo dell’olio comprato non ricordo più da quanto tempo apposta per questa occasione e lo passai lungo l’asta del mio uccello che pulsava di desiderio, al pensiero che finalmente poteva deflorare quel culo, (che eccelleva tra quelli della comitiva che frequentava prima di conoscere me), ed era notevolmente aumentato di volume tanta era l’eccitazione; non mi concesse di lubrificare con due dita anche la sua entrata, cosa che avrei fatto per cominciare ad allargare i tessuti di quel canale cosi stretto che avevo l’impressione di non riuscire ad attraversarlo neanche con un dito figuriamoci con quel cazzo che avevo, ma per lei sarebbe stata una situazione troppo “hard”, così a suo discapito mi disse di cominciare e fare presto, ovviamente presto a venire non ad aprirla con foga.
Aumentai la dose di olio sul mio cazzo per procurarle meno dolore possibile e cercare di fare di quella volta la sua prima volta, così oleato che non riuscivo a tenermelo in mano cominciai a premere nell’orifizio di mia moglie, ma il mio cazzo anche duro come il marmo scivolava sopra e sotto ad ogni spinta che impostavo, così chinata e inarcata con la testa stretta tra i cuscini le massaggiai le natiche cercando di farla distendere dato che il suo culo era diventato più duro del mio cazzo.
Con non poca fatica riuscii ad ottenere la rilassatezza e la distensione che necessitavano per realizzare quel sogno galeotto, e provai di nuovo con delicatezza ad appoggiare la mia cappella ormai livida allo sfintere della mia signora applicando ora si ora no maggiore pressione.
Lo spettacolo visivo bastava a far venire chiunque, la notevole differenza di mole corporea i miei 80chili contro i 50 di mia moglie posti in quella posizione a natiche larghe, fica ancora spalancata e gocciolante per le precedenti stantuffate e cazzo evidentemente sproporzionato per un buchetto simile davano a quella situazione un tono incestuoso che fece aumentare le mie pulsazioni, comunque i minuti passavano e il culo di mia moglie era ancora intatto quando ad un tratto in una di quelle spinte che ormai si susseguivano da un po’ l’eccitazione scalzo la ragionevolezza e qualcosa si ruppe, non so cosa ancora oggi, ma qualcosa si ruppe ed io lo potei sentire molto bene perché oltre all’urlo disumano che sprigionò mia moglie, un istante prima ho avuto la netta sensazione fisica di rompere qualcosa e addirittura potrei coniugare questa rottura con un “trraacc” le lacrime scalfivano il viso di mia moglie almeno quanto i suoi umori continuavano a scalfire il suo interno coscia, un colpo d’occhio e mi resi conto che la punta era dentro pensai che ormai era fatta, e cercando di non lasciarlo scivolare fuori, accennavo leggere spinte, e senza farmi vedere lasciai cadere dalla mia bocca un fiotto di saliva sulla base del suo osso sacro ormai come anestetizzato e sulla base del mio glande che misto all’olio agli umori di mia moglie e al sudore ebbero l’effetto viscoso che desideravo per cercare di aumentare la penetrazione e cercando di distrarla dall’orribile dolore che stava provando le massaggiavo le natiche e la schiena su per il collo passando per le tette sode e i capezzoli turgidi e sotto il mento fino dentro la bocca dove le mie dita già fradice ricevevano morsi animaleschi che trasmettevano il suo dolore e raccoglievano saliva che gocciolava dai lati delle labbra forse perché non riusciva più neanche a deglutire intanto fra il rossore che le avevo provocato e la morbidezza che ormai a furia di olio e saliva le avevo generato ero riuscito a possederla dal culo per poco meno della metà del mio cazzo e questo mi permetteva di poter cominciare a muovermi un po’ senza il rischio di scivolare fuori e andando e venendo aumentava la lubrificazione di quel canale che ormai si avviava a non essere più tanto stretto.
Con la mano sinistra le tenevo leggermente ma autoritariamente il collo stringendo e mollando generando almeno li un po’ di sollievo dato che il martirio non voleva trasformarsi in piacere e con la destra le carezzavo il basso ventre cercando di invadere la sua fica con due o tre dita passando per la clitoride, giusto il tempo di sentire che straripava tanto era bagnata che strappò via la mia mano l’idea di essere presa dal culo e masturbata dalla fica si avvicinava troppo all’idea di essere posseduta da due uomini per la sua indole puritana.
Fortuna mia mi lasciò continuare a deflorare quel culo maestoso perché io a differenza stavo godendo e la montavo come un toro monta la sua vacca, ormai senza pensare quasi che era mia moglie, e nell’immaginario non potevo pensare neanche fino a quel giorno di montare la mia adorata mogliettina in quel modo.
Avevo le gambe quasi immobilizzate per la fatica della posizione e così dovetti a malincuore uscire per qualche secondo dal suo sfintere per guadagnare una posizione più comoda e vidi non senza un pizzico di compassione che l’ano di mia moglie era rimasto vistosamente dilatato, scrutare l’interno del suo orifizio ormai sverginato fece scattare ulteriormente la molle animalesca che si andava forgiando in me, cosi ci sputai dentro un grosso fiotto di saliva presi un insulto del tipo mi fai schifo o qualcosa del genere e affondai il mio cazzo ormai enorme fino alla base in un solo colpo, adesso le urla e le lacrime di mia moglie mi apparivano appena percettibili e il mio imminente orgasmo le cancellava totalmente dalla camera, la pompavo violentemente e lei mi picchiava come poteva ma era, purtroppo per lei, impossibilitata a muoversi più di tanto, l’avevo soggiogata non tenendo assoluto rispetto per lei.
Le esplosi nel culo una notevole quantità di sperma accumulato dall’intensa eccitazione godendomi quell’inculata senza pensare che a lei non piaceva e non provava nessun piacere.
Tirando fuori il mio cazzo stremato la vedevo immobile colare da ogni parte lacrime, saliva, umori, e sperma enormemente dilatata e arrossata come me senza la forza di muovere un passo io per lo stremo dato da un rapporto che solo lei poteva darmi e lei da un dolore che probabilmente non ricordava di avere mai provato.
Questa è la storia nuda e cruda di una donna che dona la verginità del suo culo al proprio marito non senza dolore non godendo come una vacca non assecondando nei movimenti e nelle parole le intenzioni di un marito porco come me.
Ma dell’affrontare il dolore che necessariamente in comparazioni simili di misure e di stazze, implica, il voler concedersi “diversamente” al proprio compagno.
Da allora abbiamo ripetuto altre volte consenzienti questo tipo di rapporto ma a mia moglie continua a non piacere…
A me continua a non fregarmene niente basta che me lo da…

Il racconto è basato su fatti realmente accaduti…
Non pubblico i nomi perché non ritengo essi abbiano importanza…
I personaggi narrati hanno tutti compiuto il diciottesimo anno di età…
In qualità di narratore ideatore e redattore di questo testo mi sono preso la libertà di apportare qualche lieve e fantasiosa modifica rispetto alla reale sequenza dei fatti …
Solo lieve…
Poiché la mia fantasia erotica va ben oltre… FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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