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Il gioco senza fine

Dieci anni di matrimonio: una coppia ancora affiatata, economicamente senza problemi… eppure c’era tra noi quel velo di noia che intristiva il quadro della nostra vita.
Siamo sempre stati amanti fantasiosi e appassionati, ho sempre assecondato le sue fantasie, giocato coi suoi desideri: tranne che con uno….
Oggi, alzandomi dal letto ho capito che anche quel tabù andava infranto.
Questa sera festeggeremo diversamente il nostro anniversario… sorrido al pensiero della sorpresa che gli farò.
Gliel’ho detto per telefono e la mia aria misteriosa lo ha incuriosito, intrigato. Lo passerò a prendere nel suo studio verso le 19. 30. Inutili i suoi sforzi d’indagare oltre.
Mi vesto accuratamente, scegliendo i capi più raffinati: il giudizio dello specchio mi soddisfa, una donna piacente di nero vestita mi osserva con i miei stessi occhi chiari.
Sale in machina e mi bacia sussurrandomi che sono pazza… ma ancora lui non sa quanto.
Il locale è appena fuori città, di un’eleganza contenuta, di un’opulenza celata. Lui mi guarda e gli occhi sono colmi di desiderio e malizia: inizia a capire.
Entriamo. Luci soffuse, grandi divani e musica di sottofondo. Mi sento imbarazzata, mi domando dove sia andato il mio coraggio. Lui mi sente e mi stringe la mano: ora è lui ad essere padrone della situazione.
Ci sediamo e subito una coppia ci si avvicina: lei è molto bella dal fascino vagamente esotico, lui un quarantenne distinto dalla risata coinvolgente. Iniziamo a parlare, mentre i nostri sguardi s’incrociano, s’intrecciano…
Lei mi si avvicina e mi sussurra qualcosa nell’orecchio, non capisco la frase, ma il suo profumo mi permea i sensi, eccitandomi. Le sorrido e noto che mi guarda la bocca, la inumidisco con la lingua gesto provocante, sento le sue dita affusolate che mi scorrono sulla coscia.
Mio marito ci guarda, sento i suoi occhi su di me e posso percepire la sua eccitazione.
Non so come, ci alziamo e iniziamo a guardarci intorno… Il compagno di Elisa, così mi ha detto di chiamarsi la mia compagna di giochi, ci propone di andare a curiosare dietro ad una porta. Accettiamo. La stanza è spoglia, normale se non fosse per la parete a specchio di fronte a noi.
Vediamo non visti . Lo spettacolo che ci si offre è degno dei racconti di Miller: una donna e tre uomini. Non c’è tempo per l’imbarazzo, la curiosità è troppa. Ci accostiamo ai vetri e osserviamo, i respiri resi rapidi dall’eccitazione. Lei è nuda, non bella, ma estremamente erotica. Loro sono abbastanza giovani e molto eccitati. La stanno torturando in un vortice di mani, di dita, di lingue… Sentiamo i loro gemiti e i rantoli rochi di lei: la osservo nel suo stato di estatico abbandono e la invidio.
Avverto una mano affusolata che mi risale l’interno delle gambe, ma non m’irrigidisco, anzi le schiudo ancora di più voglio che senta l’umido tra le mie cosce.
Nel frattempo i nostri compagni sono come ipnotizzati dalla scena che si snoda davanti ai loro occhi : la stanno penetrando, senza darle scampo, senza respiro. La donna urla rauca, ma il suo grido è subito bloccato dal sesso del terzo uomo che, duro e gonfio, le riempie la bocca. Non riesco a non gemere alla vista di quella erotica violenza e questo suono sembra risvegliare gli uomini che mi sono accanto. Il mio lui mi guarda, vede che sono in balìa delle dita di Elisa e con voce bassa mi ordina : “spogliati e sdraiati sul quel letto”. Obbedisco. Il vestito scivola via dalla mia pelle e così la biancheria. Elisa fa lo stesso e mi segue. Iniziamo a baciarci, dimentiche dei nostri uomini. Sento la sua pelle strofinarsi con la mia, le cerco la lingua, la succhio, mentre le mie dita le stringono i grossi capezzoli scuri facendola gemere. Lei continua ad accarezzarmi il sesso depilato… la sento aprirmi, accarezzarmi, la sento possedermi con le sue dita affusolate. Ad un tratto mi sento strattonare per i capelli, forte… è il compagno di Elisa, che si staglia nudo davanti a me e avvicina il suo sesso alla mia bocca. Guardo mio marito e lo vedo dietro Elisa, che si muove dentro di lei con colpi potenti e mi osserva. Schiudo la bocca, sporgo la lingua e inizio a leccare il sesso di quell’estraneo mentre le mani e la lingua della sua donna mi torturano facendomi stare sempre ad un passo dal godere. Lo succhio, esperta e attenta a dargli il massimo piacere. Lavoro con la lingua, con il palato, con la bocca. Lo sento ansimare. Mi eccita. Non sono più io. Siamo un groviglio di sensi, di umori, di sessi. Animali. Coscienza del piacere. Niente altro. Gli equilibri si rompono: ora sono io ad essere posseduta dal mio uomo, mentre Elisa mi si siede addosso… sento i suoi umori bagnarmi le labbra. Odore di mare. Sapore salino. La mia lingua guizza, lecca, assapora, tortura. Sento i suoi muscoli contrarsi sopra di me, mentre il mio sesso pulsa dolorosamente assediato dai colpi sempre più forti e esigenti. Veniamo insieme. Tutti. Un mare di umori si abbatte sulla spiaggia delle nostre pelli, penetra nelle voragini delle nostre bocche, riempie le insenature dei nostri sessi. Rimaniamo in quel letto come marionette a cui hanno tagliato i fili. Solo i nostri respiriansanti. Null’altro.
La macchina corre veloce tra i filari degli alberi che portano a casa nostra. Tutto come sempre. Sorrido. La mia mano stringe quella del mio partner. Ci guardiamo negli occhi e pensiamo al gioco che è appena incominciato. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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