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Il matrimonio di Carmela

Preparato in fretta, ma ben organizzato, il giorno più bello per Carmela e lino, era una fresca domenica di maggio, la chiesa piena di fiori, i parenti degli sposi eleganti e sorridenti, attendevano insieme allo sposo, gia davanti all’altare l’ arrivo in chiesa della sposa, anche il padre di lino Mario era impaziente, seduto in prima fila guardava il figlio, vicino a lui i testimoni : per lo sposo a farle da testimone,
il suo migliore amico Roberto e la sua fidanzata Francesca, i testimoni della sposa erano un amica di vecchia data di Carmela, Cristina e il fidanzato Lorenzo.
Mario il padre dello sposo pensava a Carmela la sposa, che era incinta e non sapeva di chi fosse il bambino, lui era tra i probabili imputati perchè anche lui si era svuotato i coglioni nella figa calda e accogliente della donna che suo figlio stava per sposare, per fortuna il figlio era convinto che a mettere incinta la fidanzata fosse stato lui non sospettando minimamente la generosità con cui Carmela donava il suo splendido corpo ad altri uomini.
in ritardo come vuole la tradizione, la sposa entrò in chiesa, bellissima, come bellissimo era il vestito da sposa, bianco, un magnifico corpetto che lasciava scoperte le spalle e parte della schiena, gonna lunga ma aderente un lungo strascico sorretto da due paggetti, guanti che le coprivano le braccia, l’ acconciatura era elaborata e tenuta con un fermaglio adornato con una rosa, che risaltava il viso dolcissimo, lievemente truccato della sposa, quel viso che molti degli uomini presenti in chiesa, avevano avuto la fortuna di vederlo trasfigurare dalla libidine, da dolce viso da bambina innocente a quello di femmina affamata di sesso, tra questi anche Mario e il suo amico aldo, anche lui tra gli ospiti, invitato personalmente dallo sposo che aveva visto crescere; aldo ripensava spesso a quel week end, che la giovane sposa di oggi aveva trascorso nella sua tenuta e dove l’aveva chiavata insieme al futuro suocero.
il rito nuziale si svolse come da copione, gli sposi si dichiararono amore eterno, si giurarono fedeltà per tutta la vita, in quel frangente mentre Carmela giurava, si bagnò tra le coscie, forse con la mente immaginò i sorrisini ironici di alcuni ospiti, con cui aveva scopato e che sapevano, al contrario dell’ uomo che le stava di fianco quanto fosse troia e affamata di cazzo.
finita la cerimonia gli ospiti compresi i genitori degli sposi tranne Mario: lasciarono la chiesa diretti al ristorante, Aldo guidava la colonna di auto festanti perche conosceva la strada meglio di tutti, era stato lui stesso a consigliare il ristorante ai genitori degli sposi che si erano occupati di organizzare il pranzo nuziale.
Mario rimase con gli sposi e i testimoni, che prima di recarsi al ristorante dovevano fare altre foto in una villa poco distante dalla chiesa che disponendo di un ampio parco fiorito era il posto ideale per delle foto da mettere nell’album le cui immagini avrebbero ricordato per sempre quel giorno, il giorno più bello di lino e Carmela.
il parco della villa era veramente ben tenuto, pieno di siepi di fiori colorati, un laghetto al centro dove nuotavano alcune papere, il fotografo e il suo assistente mitragliavano di fotografie i giovani sposini da soli o con i testimoni, Mario se ne stava in disparte, lui aveva avuto la sua razione di foto in mattinata nella sua casa prima di uscire per la cerimonia in chiesa, le altre le avrebbe fatte al ristorante insieme ai consuoceri.
seduto su una panchina si godeva i caldi raggi del sole primaverile, e la vista del culo della nuora, quel culo che lui padre snaturato aveva riempito di sborra, l’attilato vestito da sposa rendeva, sè possibile quel culo ancora più desiderabile, distoglieva lo sguardo solo sè qualcuno guardava verso di lui assumendo un aria annoiata, finchè vide il gruppetto dividersi, il figlio con le fidanzate dei testimoni dirigersi verso il laghetto seguiti dall’assistente del fotografo, la sposa dalla parte opposta con i testimoni e il fotografo.
—dove state andando e perchè vi siete divisi? — domandò ad alta voce Mario al gruppetto della sposa che era il più vicino.
— portiamo la sposa nella serra dove ci sono dei magnifici fiori tropicali, verranno della bellissime foto forse riesco a farle pubblicare da una rivista specializzata in abiti da sposa . — rispose il fotografo
— perchè solo la sposa, e i testimoni ? —domandò ancora Mario .
— la serra e piccola e i fiori che ci sono all’ interno molto delicati, il proprietario a dato il permesso solo a noi, i testimoni mi servono per il sevizio, e un favore che ò chiesto a Carmela e lino.
— si Mario, il fotografo a promesso che sè le foto verranno pubblicate, ci regalerà il servizio del matrimonio. —confermò la sposa.
Mario non era per niente convinto dalla spiegazione, ma non lo diede a vedere rimanendo seduto sulla panchina, appena il gruppetto sparì dietro la casa dove si trovava la serra, li seguì di soppiatto Mario era troppo scaltro la nuora poteva prendere per il culo il figlio non certo lui che conosceva la voglia di cazzo mai appagata di Carmela e la sua predisposizione a fare sesso nei luoghi e nei momenti più inpensabili, sicuramente era eccitata dall’ idea di farsi chiavare con indosso l’abito da sposa e se era questa la sua intenzione lui non si sarebbe perso lo spettacolo per niente al mondo.
trovò un posticino all’esterno della serra da cui poteva agevolmente guardare all’interno, i fiori e le piante che riempivano il locale lo nascondevano perfettamente, nessuno all’interno avrebbe potuto accorgersi di lui; ma il tempo passava e i quattro non facevano niente di più di quanto avevano detto, il fotografo scattava le foto alla sposa da sola ò con i testimoni, due bei ragazzi che non avrebbero sfigurato su nessuna rivista, a Mario per un attimo venne il dubbio di essersi sbagliato.
— va bene adesso se la sposa e d’accordo, io comincerei a fare sul serio. — disse il fotografo.
— era ora non ne potevo più ! — disse Carmela. — dai tiratelo fuori, facciamo qualche foto per la mia collezione privata . — continuò Carmela che aveva cambiato l’espressione del viso, la dolce sposina innamorata aveva lasciato il posto alla sposina depravata e porca, Mario dal suo nascondiglio sorrise soddisfatto non si era sbagliato altre corna stavano per aggiungersi sopra la testa del figlio.
nella serra ai profumi dei fiori tropicali, presto si sarebbe aggiunto l’odore del sesso, la sposa in piedi con la gonna alzata dai due uomini mostrava la lingerie di classe, le calze bianche sorrette da giarettiere, mutandine dello stesso colore trasparenti che lasciavano vedeva chiaramente i peli neri riccioluti sul monte di venere e più in basso le labbra rosse e bagnate della figa, con un abile movimento della mano, il miglior amico dello sposo nonchè testimone di nozze, fece uscire dal corpetto le deliziose tette dove i capezzoli duri testimoniavano la voglia e l’eccitazione della giovane sposa, che prese in mano le mazze dure, masturbandoli con maestria .
Mario eccitato come un toro, guardò la nuora con quei cazzi in mano, notò la fede che il figlio le aveva appena messo al dito scorrere sul cazzo duro dell’uomo che diceva di essere il migliore amico di suo figlio, ma che non aveva esitato un istante a mettere l’uccello in mano alla sua dolce sposina, e che adesso le aveva anche infilato una mano nelle mutandine alla ricerca della figa deliziosa e sicuramente bagnata, anche l’altro testimone il fidanzato della migliore amica di Carmela si dava da fare, con un capezzolo in bocca lo succhiava e leccava, mentre con la mano carezzava il culo sodo infilandole le dita tra le chiappe fino a massaggiarle con i polpastrelli delle dita il tenero buco di culo, i gemiti di Carmela divenivano sempre più osceni e arrapanti, tanto che anche il fotografo che non aveva mai smesso di scattare, mostrava una spettacolare erezione ; Carmela si divincolò dalle dita che le avevano invaso i suoi più intimi buchi, si inginocchio tra i due cazzi senza smettere di masturbarli, li prese in bocca prima uno poi l’altro li ciucciava muovendo la testa, tenendoli sempre saldamente con le mani, nella foga di infilarglielo nella bocca i due uomini le sbattevano le cappelle bagnate di saliva sulle guance, la sposa per accontentare entrambi muoveva la testa porgendo la bocca calda e umida tirando fuori la lingua succhiando le cappelle grosse e rosse, rivoli di saliva sfuggivano dalla bocca quando i cazzi uscivano fuori con un rumore osceno, sopraffatti da quella bocca vorace i due uomini sborrarono quasi in contemporanea riempiendo la bocca e la faccia della sposa di viscida sborra che scivolando lungo il collo arrivò fino alle tette, scrollando i due cazzi che aveva appena fatto godere la porca fece schizzare le ultime goccie di sborra che le caddero sui capelli e sul vestito, il fotografo gettò la macchina tiro fuori l’uccello prese Carmela per la testa e gli infilò il cazzo in bocca, la troia succhiò anche lui che dopo pochi secondi schizzò anche lui sopra la faccia ormai completamente coperta di sperma della sposa che aveva la faccia dello stesso colore del vestito.
—ferma rimani cosi —le disse il fotografo riprendendo la macchina fotografica, scattò un primo piano di Carmela irriconoscibile sotto la maschera di sborra, uno degli uomini tirò fuori dalla tasca un fazzoletto lo porse a Carmela che lo prese ma non si pulì subito , prima raccolse tutta la sborra che poteva con le dita e se lo portò alla bocca, poi usò il fazzoletto .
Mario ipnotizzato dallo spettacolo che la sua oscena nuora gli aveva offerto, si accorse appena in tempo dell’arrivo di suo figlio, si nascose anche da lui, e lo vide che entrava nella serra, non sentì urla, quindi pensò, quella troia della donna che suo figlio aveva appena sposato era riuscita a darsi un contegno dopo la abbondante bevuta di sborra che si era fatta. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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