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Il regalo di matrimonio

Mi chiamo Rosa e qualche giorno fa, facendo le solite pulizie domestiche, mi è capitata tra le mani una fotografia del mio matrimonio, avvenuto circa tre anni fa, e guardandola mi sono ritornati in mente i ricordi del giorno più bello della vita. Certo il giorno del matrimonio, per una ragazza, già e da ricordare di per se, se poi capita quello che è successo a me diventa indimenticabile per sempre. All’epoca avevo 25 anni alta circa un metro e 65, molto formosa una IV misura abbondante di reggiseno e convogliavo a nozze dopo un fidanzamento di circa 5 anni con Marco, mio marito. Abitavo in periferia, quindi il pranzo con tutti gli invitati lo facemmo in giardino a casa dei miei, ero la seconda di tre figli con una sorella maggiore già sposata e un fratello minore, Antonio o meglio Antonino come lo chiamavamo noi, di 18 anni appena compiuti e cresciuto in una scuola privata gestita da suore, quindi sempre un po’ timido e riservato. Quel giorno era un giorno di allegria ed io mi sentivo eccitata ed euforica, certo non ero vergine avevo già avuto rapporti con il mio ragazzo, ma quel giorno non so perché (o meglio il pensiero della prima notte, ……. è sempre la prima notte) ero fuori di testa. La cerimonia andò avanti con balli e fiumi di vino così tutti eravamo trasportati dall’entusiasmo, tutti tranne Antonino che con il suo carattere riservato sembrava un po’ triste. Arrivò così il momento di cambiarmi di abito e risalii nella mia camera, mi accompagnarono mia madre e mia sorella maggiore ma io per godermi per l’ultima volta la mia cameretta decisi di restare da sola avvertendo ai mie che avrei fatto le cose con molta calma. Ero seduta sul letto quando qualcuno busso alla porta, era Antonino che mi disse di aver portato il suo regalo, così io aprii, lo feci entrare e saltandogli al collo gli dissi
“Grazie, Antonino, ero ansiosa di vedere il tuo regalo, come mai non l’hai mostrato giù a tutti ? ? ? ” Lui arrossendo in viso “Be Rosa sai….. mi vergogno, ti ho regalato una cosa…… forse un po’ troppo personale e non volevo essere preso in giro da tutti ” io risi e scartocciando il pacco dissi
“ma Antonino non devi essere così timido, ormai sei maggiorenne e devi affrontare le cose con lo spirito di un adulto non sei più un bambino” quando finii di scartocciare il pacco mi ritrovai tra le mani un completino intimo formato da un paio di mutandine molto sgambate, quasi un tanga, e un reggiseno merlettato bianco che era una favola. Rimasi senza parole e vidi che Antonino ormai era tutto rosso e con voce emozionata disse
“spero che ti piaccia……… non so se la misura ti vada bene ma puoi cambiarlo….. ho speso tutto quello che avevo, ……. Avrei voluto farti di più”. Capii che la non contentezza di mio fratello era dovuta al fatto che da quel giorno io sarei andata a vivere fuori città e lui sarebbe rimasto solo, sapevo pure che lui spesso mi spiava quando ero in bagno o quando mi svestivo in camera, ma trasportata dalla euforia del giorno gli risposi ”
Antonino è stupendo, ti giuro è il più bel regalo che abbia ricevuto ” Rosa veramente non fare cerimonie se non ti piace o la taglia è sbagliata puoi cambiarlo ” “ma no , Antonino ti dico che è stupendo, non sto facendo cerimonie e poi non credo che la taglia sia sbagliata, tu dovresti sapere quali sono le mie misure? ” l’ultima frase la dissi con aria furba di chi voleva mettere in difficoltà Antonio, che sembrava tristissimo . lui sentitosi scoperto delle spiate dal buco della serratura replicò quasi a difendersi
“no Rosa mi sono regolato ad occhio………….. e poi mi sono fatto consigliare dalla commessa….. si …. si la commessa ” io vista la difficoltà in cui si trovava replicai
“ma dai non devi scusarti tanto so che se triste perché da domani, non sarò più in questa casa e tu non potrai ………. ” Lasciai la frase appesa per vedere la reazione ma mio fratello non rispose e chinò la testa. In quel momento mi sentii in difetto forse avevo infierito troppo su di lui e iniziai a provare uno strano senso di colpa, io ero così euforica e lui così triste dovevo fare qualcosa, così trasportata dal clima di euforia e ripresa l’eccitazione precedente chiusi la porta a chiave ed esordii
“Visto che ti sei regolato ad occhi per la misura e visto ……….. che quando si fanno i regali poi bisogna sapere se sono veramente piaciuti ……….. insomma tu sei triste perché da domani non potrai più spiarmi quando mi spoglio……… ” lui mi interruppe
” ma quando mai ….. chi io? ? ……… ” io allora ripresi
“dai non fare così tanto lo so che mi spiavi e a volte ero io che pur sapendolo ti lasciavo guardare……. Insomma………. Se può servire a farti sorridere puoi rimanere qui …………. ” Ero frastornata non sapevo neanche perché mi stavo comportando così, forse speravo che lui se ne andasse chi sa o forse mi eccitava farlo eccitare. Comunque lui si sedette sul divanetto e io ancora in abito da sposa ero davanti a lui. Così spinta dalla eccitazione iniziai a spogliarmi, tirai fuori le braccia dal vestito e lo feci scivolare fino alla vita rimanendo solo con il reggiseno di pizzo bianco trasparente che mostrava le mie grosse poppe con in capezzoli che dall’eccitazione stavano quasi per bucare il tessuto, non avevo il coraggio di guardare Antonino. Continuai sfilandomi completamente il vestito bianco e rimanendo in calze auto reggenti e slip bianchi che lasciavano intravedere il mio sesso castano scuro in contrasto con il candore dell’abbigliamento. Alzai gli occhi e vidi che Antonino quasi si vergognava a guardarmi e la sua patta era visibilmente gonfia ed accentuava maggiormente il suo disagio. Trascinata da quel gioco perverso che si era innescato mi slacciai il reggiseno mostrando tutte e due le mammelle nel loro splendore e dopo averle lasciate libere per un po’ le coprii con il reggiseno regalatomi da Antonino, lui intanto quasi sbavava e la sua patta stava quasi per esplodere. Feci la stessa cosa con gli slip, e feci in modo che lui potesse vedermi bene completamente nuda poi indossai quelli regalati che mi davano un aria ancora più sensuale. Ad un tratto il silenzio fu rotto dal coro degli invitati che mi invitavano ad affacciarmi così dissi ad Antonino di non farsi vedere mentre io andavo alla finestra e gli dissi con aria di complicità
“mentre io mi affaccio se vuoi puoi guardare anche da vicino ” lo dicevo in preda alla eccitazione più completa. Mi girai verso la finestra e aperta la porticina dell’anta tira fuori la testa assumendo una posizione china in avanti e divaricai anche le gambe per avvantaggiare la visuale ad Antonio, non immaginavo che di lì a poco sarebbe successo. Stavo salutando gli invitati e mio neo marito che ballavano quando sentii Antonino avvicinarsi alle mie spalle, senza farmi notare gli dissi di non farsi vedere, avrei voluto che il gioco innescatosi finisse lì, ma ormai non potevo più controllarlo. Sentii la sua mano appoggiarsi sulla mia schiena e iniziare un lento massaggio prima sulla schiena e poi man mano scendere verso il fondo schiena, sudavo freddo e non potevo reagire. Ad un tratto la sua mano si poggiò sulle mie natiche e con il dito inizio a esplorarle, mi sentivo raggelata non potevo reagire ed ero quasi pietrificata cercavo di non far capire cosa stesse succedendo alle mie spalle con sorrisi sforzati, intanto dietro di me la mano di Antonino diventava sempre più intraprendente il suo dito si conficcava sempre più con insistenza quasi a voler sfondare lo slip, poi inizio a proseguire andando verso le parti più intime, ero eccitata e confusa, mi sentii spostare le mutandine e il suo freddo dito entro a contatto con la mia calda parte intima che era bagnata dall’eccitazione, mi penetrò e il mio urlo di piacere fu mascherato da un olè intonato con la musica. Il ritmo del movimento del suo dito mi mandò in estasi non resistevo, anche perché nel frattempo aveva aggiunto anche la sua lingua che mi percorreva le parti intime. Salutai tutti dicendo che mi dovevo vestire e rientrai la testa, voltandomi trovai mio fratello in piedi e con la testa china mi disse
“scusa Rosa ma non ho resistito………. In fondo sei stata tu a provocarmi” avrei voluto riempirlo di schiaffi ma aveva ragione lui ero stata io ha provocarlo lo guardai e notai che la sua erezione ormai era indescrivibile allora gli dissi
“cerca di non sporcarti i pantaloni altrimenti cosa racconterai? ? ? ” e lui candidamente
“non posso farci nulla sta su da solo ”
“forse e meglio se li sbottoni, almeno non si macchieranno ” gli dissi spinta da una voglia di vederlo, lui si sbottonò i pantaloni e quando la sua verga fu coperta solo dagli slip con mano delicata lo toccai e glielo tirai da fuori, era bellissimo nonostante la sua giovane età aveva un pistolone niente male. Lo tenevo in mano e lo guardavo negli occhi, poi iniziai a scappellarlo e a carezzaglielo in modo inconfondibile, lui inizio a toccarmi le tette e cercava di denudarle io mi chinai e dopo averlo baciato iniziai a fargli un pompino, era una sensazione strana avere il pisello in bocca di mio fratello, dopo qualche colpo dalla finestra arrivarono di nuovo i richiami
“Rosa Rosa” così dovetti mollare la presa e riaffacciarmi. Mentre salutavo con il sorriso sulle labbra Antonino inizio ad abbassarmi le mutandine, lo feci fare consapevole di quello che intendeva fare. Inarcai la schiena e divaricai le gambe, sentii la sua cappella infuocata entrare a contatto con la mia vagina, che ormai non aspettava altro, e con un colpo sicuro mi penetrò, giù tutti sventolavano i tovaglioli ed io in preda ormai all’orgasmo più puro fingevo di divertirmi per le loro cavolate ma in realtà stavo godendo per la stupenda scopata che Antonino mi stava regalando. Dopo circa cinque/dieci minuti rientrai con la testa e mi scatenai in un corpo a corpo con Antonino il quale mi fece raggiungere l’orgasmo almeno tre volte, scopammo sul lettino e trasportata dalla eccitazione gli donai anche il mio culo che fu profano dal suo bastone quasi come un coltello affilato entra nel pane caldo. Mi scopò in posizione prona per quasi dieci interminabili minuti dopo sborrò dentro e venimmo insieme in un apoteosi di orgasmo che non avevo mai raggiunto. Dopo circa mezzora dissi a mio fratello che quello che era successo era stata una debolezza comune, forse trasportati dal troppo vino che avevamo bevuto, lui si rivesti e lascio la mia stanza. Dopo essermi lavata e rivestita scesi tra gli invitati e continuammo a festeggiare il mio matrimonio, ero sposata da meno di 10 ore e già avevo tradito mio marito. Facemmo una foto di gruppo tutti e Antonino capitò alle mie spalle mentre ci preparavamo sentii la sua mano appoggiarsi sul mio culo, feci finta di niente e il fotografo scattò. Da quel giorno abito in un’altra città e non ho mai confessato a nessuno quella mia debolezza il giorno del mio matrimonio, non ho mai più tradito mio marito e forse non lo farò mai. Ma ancora oggi conservo gelosamente la foto di gruppo dove tutti eravamo felici, compreso Antonino. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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