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Il trasferimento

Per Giuliana e Pietro non era stata una scelta facile. La proposta era giunta tanto improvvisa ed inattesa quanto allettante. Ne avevano parlato per la prima volta la sera stessa che lui ne era stato messo a conoscenza. Era evidente che Pietro ne era felicissimo anche se cercava di non darlo a vedere per evitare di condizionarla nelle sue scelte.

Ma quell’offerta per lui rappresentava molto, il riconoscimento del suo valore ma soprattutto una svolta, la possibile fine di un momento difficile fatto d’incomprensioni e battaglie con i suoi capi ed i suoi colleghi. Poi c’era il lato economico che non era da trascurare. L’auto, la casa, uno stipendio notevolmente incrementato oltre che all’indennità di trasferta per i primi tre anni ed un congruo contributo straordinario per le spese di trasloco…..

Giuliana sapeva tutto questo, ma sapeva anche che per lei non sarebbe stato facile se avessero accettato. Avrebbe dovuto lasciare il suo posto alla scuola, certo avrebbe potuto mettersi in lista per ottenere una cattedra, ma chissà quanto ci sarebbe voluto. E poi andare a vivere in una grande città…. Lei che aveva sempre vissuto in un piccolo paese di meno di 10000 abitanti…. Avrebbe dovuto cambiare la sua vita… le sue abitudini.
Per Pietro sarebbe stato più facile… lui aveva il suo lavoro che lo avrebbe assorbito al 100%.. soprattutto i primi tempi, i più difficili e così lei sarebbe rimasta ancora più sola.

Avevano un mese per decidere, ma trascorse quasi completamente prima che Giuliana si decidesse ed accettasse. Pietro le fu molto grato, e quella notte fecero all’amore con una dolcezza ed una passione raramente provata e lei si convinse di aver fatto la scelta giusta.

Subentrò subito un periodo molto piacevole, Giuliana si lasciò prendere dalla ricerca della nuova casa, dall’arredamento e dal fascino della novità … furono settimane e mesi molto intensi che la aiutarono a dimenticare ciò che lasciava. Poi lentamente l’impegno iniziò a scemare a mano a mano che le cose si sistemavano e la vita riassumeva connotazioni più normali.

Fu in quel periodo che lei e Pietro, fecero amicizia con Sabrina e Luca. Luca era un collega di Pietro e Sabrina sua moglie. Vivevano in quella città da parecchi anni ormai e Sabrina si offrì di aiutare Giuliana nell’ambientamento. Era una donna aperta e gioviale, della stessa età di Giuliana e le due fecero amicizia in fretta.

Sabrina era anche una donna molto bella, dalle fattezze tipicamente mediterranee con lunghi capelli nerissimi ed un corpo sinuoso. Amava molto vestirsi elegantemente ma con un pizzico di sensualità. Lei e Giuliana passavano molte ore in giro per la città ad ammirare negozi ed a fare compere.
Generalmente a comperare era Sabrina mentre Giuliana si limitava ad osservare e raramente si lasciava coinvolgere dalla febbre dello shopping che pareva invece pervadere Sabrina. Sulle prime quella novità, la vita frenetica della città e le sue luci sfavillanti parvero riuscire a distrarre Giuliana, ma poi lentamente non bastò più e lei incominciò a sentire sempre più la lontananza dai suoi luoghi natii.

Pietro era ormai completamente assorbito dal lavoro e rientrava sempre più tardi, spesso si recava al lavoro anche i Sabato e riuscivano a passare sempre meno tempo insieme. La solitudine contribuiva a deprimere sempre di più Giuliana.
Sabrina se ne accorse e cercò a suo modo di aiutarla sforzandosi freneticamente di coinvolgerla sempre di più in shopping e lunghissime giornate passate a farsi belle in centri estetici.
Ma ormai alla sempre più depressa Giuliana anche quello costava fatica sin che un giorno mentre si abbronzavano solo le lampade dei lettini non si decise a parlare chiaramente con l’amica. , di sfogarsi.

“Senti Sabrina… non vorrei che tu la prendessi male…. Devi capire che io ti sono molto grata per quello che stai facendo …” iniziò a dire titubante “Senti senti che discorso serio….. c’è qualche cosa che vorresti dirmi per caso…” la sfottè Sabrina “Non mi prendere in giro…” replicò Giuliana “Non è facile per me.. tu sei così cara a cercare di distrarmi… di aiutarmi ad ambientarmi…” “Ma… c’è un ma suppongo…” continuò Sabrina.

“Già.. c’è un ma… non funziona… non funziona niente nella mia vita… e mi sento sempre così depressa…. ” Confidò Giuliana quasi scoppiando a piangere “So che non dovrebbe essere così…. Ho una bella casa… tutti i soldi ed il tempo libero che voglio, un marito che mi ama…. non c’è nessun motivo perchè mi debba sentire infelice eppure…. ” Continuò. “Si vede che abbiamo sbagliato tutto, dovremo trovare qualche altra cosa da fare… devi essere diversa da me.. a me lo shopping fa rinascere…” cercò di sdrammatizzare Sabrina.

“Ma non è solo quello… è anche perché Pietro non fa altro che lavorare… lo vedo così poco e quando anche siamo assieme riesco sempre a rovinare tutto…” la interruppe Giuliana “Scusa la domanda indiscreta… ma cosa significa che riesci a rovinare tutto ? ? ? Litigate forse ? ? ? ” domandò Sabrina “No almeno…. Sarebbe qualche cosa.. la parvenza di un rapporto… ma invece nulla… pensa che da quando siamo qui avremo fatto all’amore si e no due volte…. E sempre nel primo mese da quasi tre mesi a letto dormiamo e basta…. ”

“Caspita adesso capivo perché incominci ad assomigliare ad una suora di clausura…” ridacchiò Sabrina. “Non scherzare Sabrina…. credo che il mio matrimonio stia cadendo a pezzi… è forse è tutta colpa mia… il poco tempo che è a casa Pietro è così carino e premuroso… sono io che mi sento oppressa bloccata e svuotata…. senza più passione e senza più desideri…. “.

“Sabrina si alzò dal suo lettino e la raggiunse sedendosi sul bordo di quello di Giuliana, “forse non hai tutti i torti… stai veramente mandando tutto a rotoli… anch’io ci sono passata sai…. ” Le disse mentre le asciugava le lacrime e le accarezzava i lunghi capelli rossi… ma non devi disperare… basta reagire e vedrai io ti aiuterò a reagire…. ” Continuò “Ma come ? ? ? Come faccio a reagire se ho solo voglia di piangere…” si disperò Giuliana “Ancora non so, ma vedrai che escogiterò qualche cosa, promessa di Sabrina…anzi prendi nota… dopo domani alle due vengo a prenderti per iniziare una nuova vita……” “No.. lascia stare…. non servirà a nulla…” protestò Giuliana che già si sentiva angosciata alla sola idea… ma Sabrina non ammise repliche.

L’indomani non si videro, come sempre accadeva il Martedì, , ma il mercoledì pomeriggio allle due di pomeriggio Sabrina come promesso suonava alla porta della casa di Giuliana. “Sono in ritardo… entra pure…” rispose Giuliana mentre la suamente si sforzava d’inventare una scusa per evitare di uscire con Sabrina dal momento che si sentiva ancor più depressa del solito.

Sabrina piombò in casa con la sua solita allegra furia “Allora dormigliona sei pronta a dare la svolta alla tua vita….. ” sbaritò appena entrata “Come ti ho detto sono in titardo…. Non mi sono sentita bene…” iniziò ad inventare “Non cercare scuse piccola… ogii esci con me…. ” La interruppe Sabrina “Meno male… visto che non ti sei ancora preparata… ti darò una mano a scegliere ciò che metterai….. ” disse dirigendosi verso la camera da letto. Giulianaassumento un’spressione sconfitta la seguì, e non potè fare a meno di notare che Sabrina aveva indossato un vestitino di maglia aderentissimo e cortissimo che lasciava pressoché interamente scoperte le sue belle gambe rese ancor più lunghe dai chilometrici tacchi delle calze che indossava. Il vestito poi aderiva strettamente ai suoi fianchi prosperosi ondeggiando sinuosamente ad ogni passo .

La raggiunse dopo che Sabrina aveva già aperto l’armadio iniziando a togliere velocemente i vestiti “Questo non va… questo nemmeno… ma dove hai trovato questo ? ? ? Nella boutique di un convento ? ? ? ” continuò a dire mentre gettava con aria disgustata i vestiti sul letto…. “A me piacciono che cos’ha che non va questo ? ? ? ” domandò un poco risentita Giuliana. Sabrina le lanciò un’occhiata svogliata…”Nulla semplicemente non è adatto all’occasione…. ”

Le ci vollero quasi 10 minuti prima di trovare qualche cosa che la ispirasse “Questo può andare… non è ideale ma passabile…” disse mostrandolo orgogliosamente a Giuliana “Ma sei impazzita… è un vestito che metto solo in vacanza al mare…” protestò Giuliana “Mi sono dimenticata di avvisarti…. Da oggi la nostra città e diventata una città di mare… deve essere stato un terremoto notturno… non discutere ed indossalo…”.

Giuliana alla fine cedette ed indossò l’abitino di stoffa nera che tante volte aveva indossato come prendisole al mare…. Si accorse di essere un poco ingrassata da come le stringeva i fianchi ed il seno, ma specchiandosi dovette ammettere con se stessa che non le stava male… anzi la stoffa che aderiva più strettamente alle curve scattanti del suo corpo metteva in risalto il suo seno pieno e sodo con un effetto decisamente piacevole..

Anche Sabrina apprezzò con un eloquente gesto della mano con il pollice ed indice chiusi tra loro. Giuliana cercò di capire che cosa l’amica avesse in mente ma inutilmente. Sabrina la trascinò via e le due salirono in macchina e partirono “Ma lo sai che sei una bella matta… mi fai vestire così… mi trascini via senza dirmi niente…. ” Protestò Giuliana “Tutto a fin di bene mia cara… come ogni buon medico non posso permettere al mio paziente di sottrarsi alla cura… ma ora che sei seduta in macchina e che sto guidando ad oltre sessanta chilometri all’ora posso anche sbilanciarmi… andiamo ad un defilè…. “.

“Cazzo Sabrina… non sono proprio in vena…e poi odio le sfilate di moda…. ” Sbottò Giuliana. Provocando solo l’allegra risata di Sabrina “Ma che cosa hai capito… noi non saremo le spettatrici del defilè…. Noi saremo le modelle…. Ce ne andremo a spasso per le via della città ancheggiando sinuose e scatenando i pensieri libidinosi di tutti i maschi che incontriamo….. ” spiegò allegramente la bruna “Tu devi essere impazzita…. ” Replicò immediatamente l’inorridita Giuliana “…. L’altro giorno ti ho confessato che non ho nemmeno più voglia di fare all’amore con mio marito e tu hai la bella pensata di portarmi in giro a rimorchiare per le strade della città ? ? ? ? “.

“Ma chi ha parlato di rimorchiare…. noi andiamo solo in giro a farci ammirare e desiderare….. dai non dirmi che non lo facevi da ragazzina…. Non dirmi che non ti ricordi le mille sensazioni che ti travolgevano prima dopo e durante…. Dio al solo pensiero mi va il sangue in ebollizione….. ” Giuliana scosse la testa sconsolata “E dai confessa… dillo che l’hai fatto…” la incalzò Sabrina “Cosa cazzo centra…. Certo che l’ho fatto… ma ero una ragazzina…. ” Rispose alla fine Giuliana.

“Già ed ora sei una seria signora sposata di più di trent’anni…” le fece eco Sabrina forzando la voce in un’intonazione caricaturale di serietà e pomposità… ma subito dopo scoppiò a ridere “Per uscire dalla depressione hai bisogno di tornare un poco ragazza… non soffrivi di depressione a quell’epoca vero….. “.

Continuarono a parlare sino a che Sabrina non arrestò la macchina….. ma alla fine seppur impacciata ed a disagio Giuliana scese e si mise a passeggiare con l’amica. Ad ogni occhiata che qualche passante lanciava loro Giuliana arrossiva voltandosi dall’altra parte… mentre Sabrina non mutava minimamente iol proprio atteggiamento… quando non ricambiava apertamente lo sguardo.

Per giuliana era una continua tortura, ma in fondo piacevole… sentiva qualche cosa di strano e di dimenticato agitarsi in lei……
Dopo circa mezz’ora Sabrina la condusse in un elegante bar con tavolini all’aperto, situato in una grande piazza. Si sedettero, e naturalmente Sabrina scelse un tavolino molto vicino al passaggio della gente. Giuliana arrossì per lei vedendola accavallare sensualmente le gambe sollevando la già corta gonna. “Come va ? ? ? ” domandò Sabrina “Mai stata tanto imbarazzata in vita mia… mi aspetto da un momento all’atro che qualcuno ci abbordi…. ” Rispose Giuliana. Sabrina annuì “Già anch’io…ma oggi deve essere una giornata fiacca… ma non disperiamo, il pomeriggio è ancora lungo…. ” E concluse con la sua risatina maliziosa.

“Dai si seria per una volta…. ” La supplicò Giuliana guardando preoccupata un giovane che le puntava “Ma io sono serissima.. , . cosa ci sarebbe di male a fare qualche chiacchiera con un simpatico signore incontrato per caso ? ? ? ” replicò la bruna “Incomincio a farmi un’idea di cosa tu intenda con chiacchiere…” ribattè Giuliana .

La giornata proseguì sino a sera sullo stesso tono prima che Sabrina la riaccompagnasse a casa. Mentre preparava la cena e si apprestava ad attendere il rientro di Pietro Giuliana ripensò a quanto accaduto con ancora un certo senso d’incredulità… ma dovette ammettere che si sentiva un poco meglio… almeno per poche ore le angosce l’avevano abbandonata.
Nei giorni e nelle settimane successive si lasciò trascinare da Sabrina a ripetere l’esperienza e lentamente iniziò a sentirsi più a suo agio. Iniziarono persino una specie di gioco tra di loro… cercando di decidere a chi delle due s’interessassero maggiormente gli uomini che le guardavano..
La confidenza tra loro aumentò continuamente.

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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