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Il trombamico di mia moglie 2

Il prete si fermò un attimo, vista la mia interferenza, con un sorrisino sul volto che spiegava tutto delle sue intenzioni, ma Milvia lo sollecitò “Su Matteo finisci in fretta che di la ci attendono”.

A quelle parole il pretino ricominciò la sua azione incurante della mia presenza e dopo pochi minuti “Sto per venire” disse.

Subito Milvia esclamò “Lorenzo guarda nella mia borsa che dovrebbe esserci un TAMPAX”, poi rivolta al prete: “Non intendo sposarmi con la tua sborra che mi cola tra le cosce”.

Mentre il prete eiaculava io prendevo il tampax e, non appena lui tolse il suo lumacone ora rammollito lo applicai all’intimità di Milvia soddisfatta di non dover lasciare tracce tanto evidenti.
Rialzate le mutandine, mentre il prete reindossava i paramenti la accompagnai all’altare dicendole: “Oggi mi hai fatto fare la parte del Cuckold Non la amo. Ti concedo di rispettare la tua parola, ma per favore, non mettermi più in mezzo”.

“Hai assolutamente ragione” mi rispose in un sussurro “ma non è stata colpa mia: piuttosto delle circostanze. Inviterò pure Matteo ad essere più discreto.”
Fu così che ci sposammo, felici, innamorati e con lei che aveva la figa piena dello sperma di un altro, dopo che Marco, volendo farci un regalo, non l’aveva toccata per 10 giorni.

Dopo il fatidico doppio “SI'” cominciò la festa organizzata in un vicino ristorante dove ci trasferimmo con tutti gli invitati riservando naturalmente un posto pure a Matteo.

Un bel banchetto nuziale poi demmo il via alle danze sulla pista del locale.

Dopo il primo ballo il prete ci si avvicinò ed io, credendo che volesse la mia signora mi fermai pronto a cedergliela.

“Siete una bella coppia e mi scuso se ho approfittato di una concessione che mi è stata fatta tempo fa” esordì un po’ mogio “Ma ero realmente in difficoltà dopo tutto quel seminario”.

“Tranquillo Matteo, tutto è a posto” rispose subito Milvia “Lorenzo sa del nostro patto di mutuo soccorso e lo approva. Solo, se dovesse ripresentarsi la necessità, ti preghiamo entrambi di voler essere più discreto.

Lui mi ama, è geloso e non vuole vedermi far sesso con altri anche se è una necessità”.

“Naturalmente Milvia, lo terrò ben presente se in futuro si dovesse ripresentare l’occasione. Piuttosto, sai che oggi hai peccato? Mi aspetto che tu mi faccia visita al più presto per una bella confessione. Ora vi lascio, devo tornare in chiesa dove mi attende un confessore e certo una grande punizione”.

Con un casto bacio sulla guancia di Milvia ed una stretta di mano a me si congedò lasciando che noi proseguissimo i nostri festeggiamenti.

Verso sera, mentre già alcuni invitati stavano cominciando ad andarsene, ebbi occasione di parlare con Marco che mi apostrofò allegramente “Allora pronto per il grande slam?” e fece un gesto che imitava il coito.

“Io sono pronto” risposi ” ma Milvia non so. Oggi ha incontrato Matteo che l’ha rivendicata, lei ha acconsentito ma non si è certo trattato di un rapporto tranquillo. Oltretutto mi ha fatto fare la parte del Cuckold, parte che credimi odio visceralmente.

Le consento di soddisfare le necessità tue e di quel prete perché la amo ed ho fiducia in lei, ma in realtà sono geloso. Scusami, so che tu ti sei comportato bene e non ne hai approfittato più di tanto, ma quel pretucolo mi è sembrato diverso. Sai che lei si è dovuta sposare con la pancia piena del suo seme?
E come non bastasse sai che l’ha invitata a raggiungerlo per una confessione?”
“Matteo è uno stronzo” replicò lui ” che vuol fare mettertela incinta? Lo sa che è tua, visto che è stato proprio lui a sposarvi.

Una cosa per volta: anzitutto Milvia. Sai qual è il suo periodo fertile?”
“Ha terminato il mestruo la settimana scorsa, per cui temo siamo proprio ora in quel periodo” risposi.

“Allora imponiti; senza perdere tempo va in farmacia e prendile la pillola del giorno dopo obbligandola ad assumerla, poi per sicurezza falla assistere da un medico”.

Marco sembrava deciso ma Milvia non era tanto facile da gestire e mi ricordai dell’esempio che lei mi aveva fatto dei figli “Non so Marco. Lei è assolutamente fedele al vostro patto”. Lui annuì”. Pure io lo sono” continuai “Se tu o Matteo voleste metterla incinta lei non si opporrebbe perché, anche se sposata con me, generare è una funzione che lei può svolgere e voi no ed io ho accettato perché la amo più della mia stessa vita e non potrei più neppure concepire la vita senza di lei”
“Giusto, la necessità, ove non ci fosse una donna adatta …. Ecc ecc
Io spero proprio di riuscire a tornare con la mia donna per cui, magari presto toglierò il disturbo e potrai tranquillizzarti sulla mia vera buona fede, lui …. NON HA NESSUN DIRITTO in questo campo”
“Come sarebbe a dire che non ha diritti sull’utero di Milvia? Se lei lo ha concesso a te lo ha dato anche a lui”.

“Vero, se non che lui vi ha implicitamente rinunciato. Scegliendo una carriera come quella ecclesiale in cui le donne non sono consentite ha volutamente rinunciato ad una donna adatta a dargli dei figli. Figli poi che non potrebbe mantenere, assistere e crescere come qualsiasi bravo padre deve fare.

In realtà quel vigliacco, sta cercandosi un’amante rifilando a te il frutto della sua relazione.

Cosa pensi che voglia fare invitando Milvia (che tra l’altro non è molto credente) ad una confessione?
Te lo dico subito: le darà una bella assoluzione per i fatti della chiesa, salvo poi domandarle di stendersi e rifarcirla con comodo.

LEI ORA è TUA deve rendersene conto; deve rispettarla e deve rispettare pure te.

Comunque non fare nulla salvo andarle a prendere la pillola, lascia che ci pensi io, solo non lasciarla andare a confessarsi”.

Capii di aver trovato un amico vero ed il fatto che ogni tanto avesse pure lui bisogno di una vagina per le sue polluzioni passò in secondo piano.

Con la scusa di un breve viaggio di nozze impedii a Milvia di raggiungere troppo presto la chiesa per la confessione.

L’obbligai ad assumere la pillola, cosa che face con una certa riottosità ma aveva imparato a rispettarmi per cui, anche se controvoglia mi obbedì.

Colla scusa che se le girava la testa poteva essere un problema di salute (e non del vino) la accompagnai da un medico locale che indottrinai anticipatamente sul vero motivo di quella visita a dopo una decina di giorni tornammo a casa.

Casa dolce casa: non mi ero reso conto prima di quanto mi fosse mancata e ancora di più la apprezzai quando incontrai Marco.

“Tutto a posto” mi comunicò “Non ti dico cosa abbia fatto o che pedine abbia mosso ma se Matteo non è stato trasferito sulla Luna è stato solo perché non c’erano razzi in partenza.

In compenso c’era un posto libero in un’isoletta sperduta nel mezzo del Mediterraneo dove più di una cagnetta ed un gatto non troverà come fedeli.

Sarà difficile rivederlo ancora e così imparerà che gli amici vanno anzitutto rispettati.

Per il sollievo lo invitai a pranzo con grande gioia di Milvia a cui il suo amico era veramente mancato.

Mentre Milvia entrava in un negozio per acquistare delle provviste mi domandò “Il mio dono di nozze quel tremendo lo ha rovinato, vorrei fartene un altro.

So che non ami apparire o fare il Cuckold ma te la sentiresti di darmi fiducia per un’oretta qualsiasi cosa accada?”.

Ovviamente aveva qualche cosa in mente: era chiaro, mi aveva appena liberato da un imbecille e questo contava ben qualche cosa. Assentii col capo.

“Quando pensate di passare un’oretta guardando la televisione?, Magari per digerire prima di andare a letto?”.

Domanda da cento milioni: ero appena tornato dal viaggio di nozze, che ne sapevo dei programmi televisivi? Lo condussi ad un’edicola ed acquistai un giornale.

La sera stessa c’era un vecchio film con un attore che mi piaceva.

“Perfetto” mi disse “Invitami anche a cena, Al temine ci siederemo tutti e tre sul divano per guardare il film.

Tu non reagire, qualunque cosa succeda ed attendi il mio segnale per muoverti- Scoprirai che un trombamico non è solo foriero di negatività!”
Questo ora lo sapevo, mi fidavo di lui.

La cena fu semplice e succosa e dopo di essa ci accomodammo tutti e tre sul divano davanti allo schermo acceso: Milvia al centro e noi ai suoi lati.

Stavano ancora andando i titoli quando, con la coda dell’occhio vidi la sua mano appoggiarsi sulle gambe di Milvia e poi risalire decisamente sino alle mutandine.

Lei gli lanciò uno sguardo interrogativo che lui ignorò artigliando però la preda e tirandola verso il basso fino a sfilarla.

“Marco cosa fai?” gli sussurrò ad un orecchio ” Non vedi che Lorenzo è presente?”.

“Gli sto facendo un regalino” rispose sempre sottovoce “Ora prendimi il pene ed impalati”.

Io, fedele alla parola data, continuavo a fingere di guardare il film, ma mi sentivo proprio quel cornuto che avevo pregato Marco di evitarmi.

Milvia, cautamente obbedì e Marco la girò in modo che potesse guardare lo schermo e le ordinò di massaggiargli a dovere il pene con la vagina.

Io fingevo una certa sonnolenza per fare credere di non accorgermi di nulla ma vedevo una cosa strana: i bacini dei due erano assolutamente immobili mentre sembrava che Marco avesse 1000 mani, carezzava 1 seno, pizzicava il sedere andava a strizzare 1 capezzolo passando contemporaneamente una mano sul clitoride. Non fossi stato geloso a quel punto mi sarei domandato come diavolo ci riuscisse.

Non durò molto: ad un certo punto pose le sue mani sui fianchi di Milvia sfilandosela e rimettendola al suo posto.

Si alzò “Forza campione ora tocca a te. Dacci dentro e mostra cosa sai fare!”
Capii ed obbedii: mi aveva scaldato Milvia al punto giusto. Onestamente debbo riconoscere che fu una copula memorabile: mai la mia donna mi era apparsa così soffice, disponibile, vogliosa, affamata.

Mentre ci davamo dentro Marco si era trasferito in cucina, per lasciarci alla nostra intimità.

Fu un’unione memorabile ed alla fine mi trovai letteralmente spompato mentre Milvia era ancora frasca come una rosa, disponibile e vogliosa.

Capendo che ero ormai esaurito lei sorrise baciandomi dolcemente “Ho ancora voglia di te amore, sei stato grande ma non voglio abusare di te. Ora potrei chiamare Marco, ma voglio che tu sappia che essere trombamici significa soprattutto fedeltà. Io sono tua e solo tua voglio restare”.

Con un ultimo bacio mi staccai da Milvia, chiamai Marco e lui riapparve immediatamente.

“Soddisfatto? Ho fatto un buon lavoro?”
“Grazie Marco” rispose per entrambi Milvia “Avevo pensato che volessi trasgredire il nostro patto e stavo pensando a come farti smettere senza svegliare Lorenzo che si era addormentato”.

“Hai veramente fatto una cosa notevole, ed hai mantenuto la promessa. Ad un certo punto mi sentivo cornuto ma poi ho capito, mai mi hai messo in quella condizione Ma come hai fatto?”
Rise “Sin da bambini ho imparato a toglierle le mutandine, ti ricordi Milvia?”
Lei confermò sorridendo.

“Quante volte abbiamo giocato al dottore, che ero io mentre tu facevi la paziente! Eravamo bambini ingenui ed il mistero del sesso ci attirava, me e Matteo, mentre tu eri talmente generosa di te stessa da concederci di tutto senza richieste. Sin da allora ti abbiamo toccata, accarezzata, annusata e leccata praticamente dappertutto e tu pazientissima ci lasciavi fare.

Mi sembra evidente che tutte quelle giocate ci hanno insegnato cose, sul tuo corpo, che forse neppure tu stessa conosci.

Poi siamo cresciuti. Non avevamo più bisogno della scusa del dottore per studiare ed imparare il tuo corpo ed i suoi segreti.

A 15 anni abbiamo provato anche a scopare, per questo abbiamo stretto quel patto che ancora oggi rispettiamo, ma ogni volta che ti concedevi era per me uno stimolo in più a studiarti.

Capisci perché ti conosco tanto intimamente?
A quel tempo avrei dovuto farti definitivamente mia” aggiunse con una nota di tristezza, ma ero giovane ed ho perso l’occasione ed ora tu sei sua moglie lasciando a me il ruolo di amico.

Però devo darvi una notizia speciale: mi sono rimesso con Atina. D’ora in poi non dovrai preoccuparti troppo di un trombamico invadente, e questo vale anche per Marco, gelosone nostro, da oggi lei sarà tutta e solo tua”.

A queste parole Milvia sobbalzò e si precipitò ad abbracciarlo “Veramente avete fatto pace? Sono proprio contenta, ma questo non deve significare che non ci frequenterai più vero? Puoi portarla con te e possiamo dare belle uscite in 4”.

Marco sorrise felice e tornò a casa sua dopo averci però promesso che si sarebbe fatto vivo accompagnato da lei così che potessimo conoscerla.

About Il tiralatte

Ho deciso di adottare questo pseudonimo in onore di una vecchia professione del mio paese (sono Lombardo) che purtroppo ora è obsoleta me che ritengo sia, per il solo fatto di esistere al top dell’erotismo.

Un commento

  1. Una così la lascerei in un attimo. Il raconto è molto dettagliato e l’autore deve avere una mete molto aperta. Bello.

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