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In spiaggia

Claudio ed io siamo sposati da 10 anni .
Sessualmente ci intendiamo e siamo stati entrambi d’accordo nel voler provare esperienze particolari. A Claudio piace anche guardarmi mentre faccio il bagno o mi tocco quando sono particolarmente eccitata.
L’estate scora avevamo prenotato una stanza in una pensioncina vicino a ******* e passeggiando lungo la spiaggia abbiamo scoperto che non lontano da lì c’era una spiaggia per naturisti.
Il giorno dopo ci siamo andati, ci siamo trovati benissimo e senza alcun imbarazzo da parte dei vicini di spiaggia ci siamo mesi a prendere il sole nudi integralmente.
La seconda o terza volta che eravamo là mio marito mi disse che aveva osservato nei giorni precedenti uno strano movimento lungo le dune retrostanti: secondo lui , al riparo da occhi indiscreti, avvenivano incontri di sesso. Sospirai perché Claudio secondo me ha la fissa, ma effettivamente notai che la nostra vicina di ombrellone accompagnata dal marito ogni tanto si assentava dietro le dune e ritornava poi talvolta con i capelli un po’ in disordine o con la pelle come bagnata: avevo pensato ad una crema abbronzate.
Con la scusa di andare prendere qualcosa al bar della spiaggia lasciai Claudio e, facendo un giro largo entri tra le dune. In effetti dalla spiaggia non sembrava ci fossero tante persone ma vidi chiaramente alcuni giovani abbronzati aggirarsi tra le dune ed in lontananza una coppia che sembrava in particolare intimità. Evidentemente avevo dato nell’occhio perché mi ritrovai circondata da due ragazzoni di 20 anni, abbronzati e scarmigliati che mi sorrisero guardandomi in un modo così provocante che se non fossi stata nuda mi avrebbero già spogliato con il solo sguardo.
Il più alto dei due mi si avvicino ulteriormente sorridendomi ed accarezzandomi il seno. Sotto i suoi slip era evidente l’eccitazione e, in una spiaggia di nudisti, colsi per un attimo il contrasto tra il suo portare il costume ed il mio essere nuda! I miei capezzoli reagirono immediatamente e le areole si raggrinzirono svelando ancora prima a me che a loro la mia eccitazione. L’altro, moro anch’esso, ma più tarchiato, dispose un asciugamano sulla sabbia e mi sorrise come per farmi segno di sdraiarmi su quel letto improvvisato.
Mi vidi camminare e sedermi sul telo mentre il primo ragazzo , seguendomi, estrasse il suo pene dagli slip porgendomelo vicino al volto. Senza guardarlo negli occhi gli presi il pene in mano, sentendo sotto le mie dita il piacevole contatto con la sua pelle vellutata e morbida. Toccare il pene di un uomo da sensazioni tattili non facilmente descrivibili né comparabili con esperienze diverse. Una stilla trasparente scendeva dalla punta, oltre l’orifizio del prepuzio: sentii le sue mani tra i capelli spingermi la testa verso di lui. Con la punta della lingua ne assaporai il gusto salato, leggermente amaro. Circondai il prepuzio sopra il glande con la mano ed introdussi delicatamente la punta della mia lingua, giocando con un leggero movimento rotatorio. Nel frattempo sentii l’altro ragazzo accarezzarmi le gambe e divaricarle: mi lasciai fare senza opporre resistenza, abbandonandomi ad una sensazione di aspettativa perciò che sarebbe seguito. Dita leggere ma decise accarezzavano il mio inguine separando le piccole labbra con un tocco sapiente. Sentii il ragazzo che mi sovrastava forzarmi sulla testa, come a spingermi ulteriormente sul suo pene, che ormai avevo in gran parte in bocca. Mandavo giù i suoi umori salati e copiosi, tanto che mi sentivo perfino i seni bagnati. Mi fecero distendere sulla schiena mentre il ragazzo più tarchiato si poneva tra le mie gambe sfoderando un pene grosso e violaceo che già mi accarezzava il sesso umido per le carezze. Lo guardai un attimo negli occhi, prima di essere penetrata agevolmente, come se non avessi fatto altro in tutta la mia vita. Il ragazzo imperlato di sudore cominciò a pomparmi profondamente, tenendo le mie gambe aperte come il manubrio di un motore. Il suo compagno contemplava la scena accarezzandosi il sesso durissimo e lucido dei suoi umori e della mia saliva. Chiusi gli occhi concentrandomi sulle sensazioni e sul
ritmo della scopata, con il rosso delle palpebre illuminate dal sole accecante del primo pomeriggio.
L’orgasmo era vicino ed accompagnai con le anche il movimento del ragazzo, andando incontro ad ogni spinta, quasi a voler essere trafitta maggiormente dal suo sesso, fino ad annullarmi in una sensazione di liberazione che mi costrinse a contrarmi in una sorta di estatica paralisi.
Stravolta ancora per l’orgasmo sentivo il pene aumentare il ritmo finché anche il ragazzo riversò
dentro di me il suo liquido vitale. L’altro sorridendo ne prese il posto e mi penetrò sugli umori dell’amico.
Ebbi la chiara sensazione di sentirmi il loro oggetto di esclusivo piacere: non una parola era stata
scambiata tra noi. Quello che aveva riversato i suoi umori in me avvicinò il pene molle alla mia bocca , mentre ero squassata dai colpi dell’amico alla ricerca ora della sua porzione di piacere, che ben presto sentii arrivare sotto forma di una serie di fiotti caldi. Ci lasciamo così, senza neanche guardarci e me ne tornai da Claudio, che disteso prendeva beatamente il sole. Mi sedetti accanto a lui come se nulla fosse e presi a leggere il giornale, in realtà pensando a quello che mi era appena successo. Mi sentivo bagnata dello sperma dei due ragazzi, ed in effetti un rivolo biancastro scendeva lungo le mie cosce, mi asciugai rapidamente e guardai senza vederlo l’orizzonte.
Claudio non mi disse nulla né mi chiese dove ero stata. Il giorno dopo ritornammo come al solito alla spiaggia.
Ero rimasta eccitata tutto il giorno e la sera avevo fatto fatica a dormire pensando a quello che mi era capitato, ripromettendomi di non cascarci più, ma sicura in cuor mio che ci sarei ricaduta. Indecisa ogni tanto guardavo l’orologio e se vedevo del movimento sospetto dietro le dune circostanti. Ad un certo punto Claudio mi chiese sorridendo se stavo cercando qualcuno con cui fare del sesso! Rabbrividii per un attimo e lo guardai per vedere se era una battuta o se aveva immaginato qualcosa del giorno prima. Conoscendolo non ebbi dubbi che sapeva ed infatti accennò al giorno prima e al fatto che non tornando io era venuto a cercarmi e mi aveva visto
molto indaffarata!
Lo guardai negli occhi ma Lui non sembrava dolersene, anzi aveva lo sguardo divertito. Mi propose di ripetere l’esperienza dicendo che sarebbe rimasto a guardare, non fosse mai che..
Confusa non sapevo che pesci pigliare ma certamente il fatto di non saperlo arrabbiato, ma anzi un divertito spettatore mi eccitò, facendo leva sul mio sentimento di sfida.
Mi alzai lentamente, scrollandomi pigramente la sabbia dalle natiche e dalle gambe e gli rivolsi un’occhiata intensa e mi avviai verso le dune. Per poco non inciampai in una coppia intenta a darsi reciproco piacere: li osservai scivolando vicino a loro mentre il ragazzo mi rivolse uno sguardo ammiccante. Eccitata mi avventurai tra le montagne sabbiose e ben presto fui raggiunta da un distinto signore che salutandomi mi si affiancò come un compagno di strada.
Non ci mise molto e ben presto, presentatosi come Giorgio, mi propose di seguirlo lì vicino dove c’era anche sua moglie. Mi voltai cercando con la coda dell’occhio Claudio ma non lo vidi, comunque seguii l’uomo e dopo poco incontrai la moglie: avrà avuto una cinquantina d’anni al massimo, biondina un po’ slavata, non brutta, ma non particolarmente curata; il marito portava bene i suoi sessant’anni e dei due sembrava quello più deciso: mi disse che gli sarebbe piaciuto vedermi con sua moglie e che se fossi stata d’accordo sarebbe intervenuto poi. Mi fece accomodare su un grande asciugamani azzurro e si sedette lì vicino, come in attesa.
La moglie mi si avvicinò a carponi e iniziò ad accarezzarmi lungo le gambe. Con gli occhi chiusi mi abbandonai al suo tocco che ben presto divenne estremamente piacevole; la donna si era come trasformata, con cento mani e cento dita. Mi sentivo esplorata e frugata come mai ero stata: sembrava una macchina del piacere, tutto dando e nulla pretendendo.
Sentii il marito incitarla a fare di più, apostrofandola con parole estremamente volgari; mi fece girare sulla schiena e prese a massaggiarmi le spalle scendendo lungo le reni con piccoli pizzicotti e pressioni fin sulla natiche. Il tocco della sua lingua mi prese di sorpresa , dandomi una sensazione di freschezza dovuto alla brezza marina. La sentii indugiare tra le mie natiche stuzzicandomi delicatamente l’ano, ma senza penetrarlo e poi lungo le labbra del mio sesso.
Quando il marito l’incitò a penetrarmi mi sentii subito (finalmente) riempire dalle sue dita: prima
una, poi due e tre. Iniziò a muovere la mano come un tentacolare pene e mi scoprii ad andare incontro con movimenti del bacino alle sue spinte sempre più veloci e profonde. Davanti a me il marito si stava toccando il sesso, ora rigido ed eretto: vicino a lui c’era Claudio, del cui arrivo non mi ero resa conto, anch’egli evidentemente eccitato. Giorgio si avvicinò e la moglie mi abbandonò immediatamente per andare dal marito che la mise carponi e la penetrò. Eccitata guardai Claudio che si godeva la scena di Giorgio e sua moglie: mi si avvicinò montandomi da dietro come l’altra coppia. Affiancate l’una all’altra eravamo montate dai rispettivi consorti, mentre i nostri seni sfregavano ad ogni colpo sulla sabbia.
Mi sentivo riempire ad ogni spinta e senza più timori era come se fossi solo sesso, tutta tesa al
raggiungimento del mio piacere, assecondando ogni suoi movimento, ogni sua carezza, sempre più rude, ormai, come se volesse possedermi con rabbia. Quando uscì da me e lo sentii lasciare il posto a Giorgio nei fui colpita come da una scossa elettrica: i due di comune accordo avevano deciso di scambiarsi la femmina, loro personalissimo oggetto di desiderio.
Due mani sconosciute, più pesanti e grandi mi afferrarono in breve lungo i fianchi, attirandomi sul suo pene, che così si sostituì a quello di Claudio. Mio marito, osservai, faceva lo stesso con la donna di Giorgio.
Mi lasciai andare, sopraffatta dalle nuove sensazioni, cercando di cogliere le differenze, ma ben presto sentii montarmi l’orgasmo e presi a contrarmi, sotto le spinte di Giorgio, che, accelerando il proprio ritmo e la profondità dei colpi cercava di starmi dietro, sbuffando e scambiando apprezzamenti con mio marito.
Lo sentii riempirmi del suo sperma, gemendo in un ultimo assalto, e ci abbandonammo sul telo per un meritato riposo, osservando Claudio e sua moglie continuare la loro cavalcata. Giorgio, che evidentemente godeva nel vedere la propria moglie così montata da un altro uomo gli si avvicinò per osservarli meglio e prese ad accarezzare insistentemente il culo della sua donna, penetrandola con un dito. D’intesa con Claudio le separò le natiche e permise al mio uomo di sodomizzarla rapidamente.
Claudio, ormai esausto le venne dentro, senza aspettarla.
Stanchi ma felici, come si dice in questi casi, ci godemmo in silenzio il sole. FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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