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La centralinista

Ero divorziato da sei mesi, passati nella tristezza e nella disperazione, quando mi capitò questo fatto.
Non volendo rimanere solo incominciai a chiacchierare con la centralinista della mia azienda, all’inizio erano le solite paranoie, le sue e le mie.
Un mattino mi fermai a chiacchierare e lei mi disse che non aveva chiuso occhio tutta notte, pensando a me.
Io rimasi sorpreso dalla cosa, lei conviveva con uno ed aveva anche una figlia.
Mi disse che forse sarebbe rimasto solo un suo sogno, ma il fatto che vivevo da solo avrebbe potuto realizzare il suo sogno più nascosto.
Diverse volte aveva perdonato il ‘maritò, per i suoi tradimenti e che forse era arrivato il momento di togliersi uno sfizio.
Mi telefonò a casa verso le 17. 00 chiedendomi di andare a comprare delle fragole e della panna.
Ero confuso, non sapevo cosa fare, ma incuriosito accettai la proposta.
Andai a comprare le fragole e la panna.
Verso le 22. 00 mi chiamò, dicendo di andarla a prendere in un pub, mentre la sua amica gli reggeva il gioco.
Arrivai nel locale dopo poco tempo, e non mi fermai molto.
Eravamo già in macchina e la sua mano si era già infilata nella mia patta.
Il mio pene era già al massimo.
Lo tirò fuori con delicatezza e iniziò a maneggiarlo delicatamente ed ogni tanto lo prese furtivamente in bocca.
Arrivammo a casa, e la mia patta era ancora aperta, e lei non mi teneva per mano.
Entrati in casa mi buttò subito sul letto ordinandomi di spogliarmi.
Lei andò in cucina e prese le fragole e la panna.
Mi mise due fragole sui capezzoli ed una nell’ombelico.
Spalmò il mio pene di panna.
Addentò una fragola e porgendomi con la bocca l’altra metà.
La mangiammo e poi ci baciammo avidamente.
La sua lingua scorreva lungo il mio corpo e addentava e succhiava le fragole che mi aveva messo. Iniziò a farmi un pompino incredibile.
La sua bocca lo stringeva avidamente e la sua lingua lo ripuliva dalla panna, ma dopo poco inghiotti anche il mio sperma.
Il mio pene era ancora al massimo e non ne voleva sapere di smettere.
Lei si mise a cavalcioni su di me ed iniziò a scoparmi.
Prese la panna e me la spalmò sulla bocca, che iniziò a leccare e baciare. Fece altrettanto con i miei capezzoli.
Non potevo stare li senza far nulla.
La tolsi dal mio pene e spalmai la sua fica di panna e la leccai tutta. Andammo avanti così per molto e venni diverse volte.
Alla fine, ormai esausti, c’erano avanzate ancora delle fragole e le mangiammo raccontandoci di come era stata questa esperienza irripetibile. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere…

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