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La dottoressa Ornella

-Bene, non si tratta di niente di grave, solo un po’ di pressione alta-
Ornella tolse il bracciale per misurare la pressione dal braccio del paziente e lo congedò, ripose lo stetoscopio, e guardò dalla finestra, anche se era primavera inoltrata, la notte era fresca, si sedette alla scrivania a compilare il registro, anche se lei era già specializzata da tempo, infatti era ginecologa, ancora lavorava con i turni di guardia medica..
Le guardie mediche erano interminabili, finito di compilare il registro, si sgranchì le gambe, si guardò nello specchio del corridoio, le piaceva la figura che vedeva nello specchio, dimostrava meno dei suoi 42 anni, era alta 168, i capelli biondi sciolti sulle spalle la rendevano sbarazzina, si girò per vedere come stava, la gonna le fasciava il culo mettendolo in risalto, il bordo si fermava sopra il ginocchio mettendo in mostra le sue gambe, il tessuto della camicetta bianca era teso a causa del seno quinta misura, in trasparenza si indovinava il reggiseno ricamato.
Il suono del telefono la richiamò alla realtà, andò a rispondere, era una richiesta di una visita a domicilio, probabilmente il solito vecchietto con la pressione alta, odiava dover uscire di notte, anche se Monreale, dove svolgeva il suo servizio, era relativamente tranquillo, non si sentiva troppo sicura, comunque prese la valigetta, indossò la giacca ed uscì.
La visita non era niente di impegnativo, come pensava un anziano che si era sentito male, si sbrigò in fretta, voleva ritornare alla guardia medica.
Quando ritornò dalla visita erano già le due, le vie del quartiere erano deserte, parcheggiò la macchina e si avvicinò all’ingresso, quando si avvicinò vide tre figure ferme davanti alla porta dell’ambulatorio, Ornella sentì la schiena percorsa da un brivido, il quartiere non era dei più sicuri a quell’ora, si fece coraggio e si avvicinò, l’unico rumore che si sentiva nella strada era il ticchettio dei suoi tacchi. Quando fu vicino vide che si trattava di tre africani, forse keniani o senegalesi, pensò che dovevano venire dalla vicina Palermo, dove molti di loro trovavano alloggio, restò ferma davanti alla porta, le chiavi in mano, aspettando in silenzio che si spostassero per aprire, l’uomo appoggiato alla porta si spostò lentamente, lasciandole appena lo spazio per passare, Ornella aprì ed entrò, per entrare fu costretta a strofinarsi sull’uomo appoggiato, i tre entrarono dietro di lei, aveva sperato fino all’ultimo che rimanessero fuori, o che se ne andassero, appese la giacca all’attaccapanni, gli occhi dei tre sembrarono illuminarsi, lei si pentì di non essersi vestita in modo diverso, adesso aveva l’impressione che il suo seno volesse uscire dalla camicetta.
Ornella cercò di prendere in mano la situazione, in fin dei conti lei era un medico, e quella una guardia medica, i tre uomini dovevano essere là per motivi di salute, era lei che si faceva prendere da strani pensieri, si rivolse ai tre uomini con il suo tono più professionale;
-Ditemi, cosa vi serve? –
I tre si guardarono in viso, sorridendo in maniera strana, si scambiarono alcune parole nella loro lingua, Ornella pensò che forse non capivano l’italiano, stava per parlare nuovamente, ma venne preceduta;
-Il mio amico ha male allo stomaco-, l’uomo aveva parlato con un accento strano, ma facendosi capire bene, Ornella tiro quasi un sospiro di sollievo, indicò il lettino e si rivolse all’uomo;
-Si sdrai, che controlliamo-, l’uomo si coricò sul lettino, i suoi amici si misero a lato, la cosa era fastidiosa, ma non disse niente,
-Tiri su la camicia-, l’uomo assunse un aria interrogativa, il suo amico tradusse e lui la sollevò, le mani di Ornella cominciarono a tastare l’addome dell’uomo, l’uomo emise un grugnito quando lo toccò vicino al bordo dei pantaloni;
-Abbassi i pantaloni, devo controllare-, anche questa volta l’amico tradusse, l’uomo abbassò i pantaloni scoprendo le mutande, le mani di Ornella tastarono l’addome fino al bordo delle mutande, vide che le mutande iniziavano a gonfiarsi, si affrettò a finire la visita, e si diresse al lavandino per lavarsi le mani;
-Il suo amico non ha niente, può rivestirsi, si tratta di una semplice indigestione, le do un digestivo e vedrà che domani starà già meglio-,
Si diresse verso l’armadietto dove tenevano i medicinali, e si abbassò per cercare la medicina, non si accorse che nel chinarsi la gonna si era alzata, e adesso mostrava il bordo delle sue auto reggenti, i tre uomini avevano lo sguardo fisso sul bordo della sua gonna, quando si rialzò con la scatola di pillole, vide che l’uomo non aveva ancora tirato su i pantaloni, e adesso il rigonfiamento nelle sue mutande era perfettamente evidente, lei lo guardò irritata, come si permetteva…
-Si vesta e se ne vada, subito! -, il suo tono era duro, l’uomo non sembrò curarsene, anzi, le sue mani abbassarono i pantaloni sfilandoli, Ornella fece per prendere il suo telefono sul tavolo, si era dimenticata degli altri due, due mani forti la presero per le braccia, lei tentò di divincolarsi, ma inutilmente, la sua bocca si aprì per lanciare un urlo, la mano del terzo individuo soffocò l’urlo sul nascere.
Ornella adesso era terrorizzata, l’uomo sul lettino si era avvicinato a lei, le sue mani iniziarono a slacciare i bottoni della camicetta mentre gli altri due continuavano a tenerla ferma, quando finì di slacciare i bottoni la aprì mostrando il suo seno, stretto nel reggiseno ricamato, la sua bocca si atteggiò in un sorriso cattivo, infilò le mani nelle coppe del reggiseno tastando la consistenze dei suoi seni, poi li tirò fuori dalle coppe, lo sguardo di tre uomini brillava di lussuria, abbassò la cerniera della sua gonna abbassandola, Ornella non indossava gli slip, amava indossare i tanga, inoltre teneva sempre la fica depilata, l’uomo le abbassò anche il tanga, e stette a guardarla, le calze nere autoreggenti fasciavano le sue gambe, la fica depilata la faceva sembrare ancora più nuda, l’uomo avvicinò il volto alla sua fica, lei strinse le gambe, le mani forti dell’uomo la costrinsero ad aprirle, la sua lingua iniziò a leccare la sua fessura, Ornella cercava di divincolarsi dalla stretta degli altri due, gli uomini irritati dalla sua resistenza la sdraiarono a forza sul lettino delle visite, uno le tenne le mani, mentre l’altro continuò a leccarla la fica, sdraiata sul letto lei non poteva opporsi, il terzo aveva tirato fuori il suo cazzo, e l’aveva avvicinato alla sua bocca, Ornella girò la faccia dall’altra parte, per sottrarsi a quella violenza, l’uomo le strinse la faccia con una mano facendola girare, un odore misto di urina e sudore le riempì il naso, cercò di trattenere lo schifo che sentiva, ma l’uomo le infilò a forza il suo cazzo nella bocca, Ornella sentiva la durezza dell’asta, la sua lingua avvertiva anche le vene pulsanti che lo avvolgevano, l’uomo iniziò a muovere il bacino, il cazzo le scivolava fino in gola facendole venire dei conati.
L’uomo che parlava italiano sembrava seccato, si rivolse a lei con tono duro;
-Se continui così, ti riempiamo di botte-, fece seguire le parole da uno schiaffo e un manrovescio, due colpi forti, cattivi, dati per fare male, per la forza dei colpi cadde dal lettino, il sapore del sangue le invase la bocca, nel cadere aveva sbattuto il naso, che adesso lasciava colare un filo di sangue, lei si immobilizzò, realizzando che i tre potevano diventare ancora più violenti, la sua resistenza si afflosciò di colpo, i tre dissero qualcosa tra di loro nella loro lingua, una risata li prese.
Adesso avevano tirato fuori i loro attrezzi, Ornella pensò che era una fortuna, che le leggende sulle misure fuori dall’ordinario degli africani fossero stronzate, i loro cazzi erano di dimensioni normali, la tirarono su dal pavimento, mettendola in ginocchio, loro si misero davanti a lei, la sua testa bionda spiccava sui loro corpi, i loro cazzi puntavano verso la sua faccia.
Ornella li vedeva dritti e lucidi, la luce della lampada dava un aria sinistra a quelle aste che puntavano verso di lei, uno di loro la prese per i capelli infilandogli il cazzo in bocca, lei sentì la durezza del cazzo sulla lingua, l’odore di sudore dell’uomo le riempiva le narici, l’uomo iniziò a scoparla nella bocca, muovendo il bacino, lei rimase passiva, lasciando che il cazzo duro le invadesse la bocca;
-Puttana, muovi la lingua-
Il tono con cui l’uomo aveva parlato era irritato, fece seguire le sue parole da una stretta ad un capezzolo, una fitta di dolore percorse il corpo di Ornella, iniziò a muovere la sua lingua sulla cappella che le invadeva la bocca, la lingua cerca di muoversi attorno all’asta che le occupava la bocca, il sapore acre del cazzo le invadeva la bocca, gli uomini dissero qualcosa ridendo.
Ornella si ritrovò con tre cazzi che le entravano e uscivano dalla bocca, mentre la sua bocca era impegnata, le loro mani stringevano i suoi seni, giocando con i suoi capezzoli, continuarono a lungo, quando si stancarono la sdraiarono nuovamente sul lettino, uno dei tre si mise tra le sue gambe, iniziando a strofinare il suo cazzo sulla fessura di Ornella, iniziò a spingere per penetrarla, la vagina era scarsamente lubrificata, l’uomo si insalivò il cazzo e spinse, la scarsa lubrificazione le faceva provare fastidio, ma non poté pensarci, gli altri due avevano iniziato a strofinarle i loro cazzi sulla bocca;
-Leccali-
Era un ordine, lei tirò fuori la lingua timidamente, iniziando a dare piccole leccate alle loro cappelle dure, sentiva il sapore pungente dei loro cazzi sulla lingua, l’odore di sesso le riempiva le narici, gli uomini emettevano grugniti di soddisfazione, Ornella si accorse, che l’uomo che la scopava aveva aumentato il ritmo, non sentiva più fastidio, quanto piuttosto, un vago calore in fondo alla vagina, iniziò a muovere la sua lingua sui cazzi che aveva davanti alla bocca, adesso cercava di avvolgerli, assaporandoli, la sua mano andò a toccare il suo clitoride, iniziando a muoversi sopra, .
I tre si accorsero del cambiamento del suo comportamento, iniziarono ad incitarla nella loro lingua, lei faceva scorrere la lingua sulla superficie di quei cazzi duri, arrivava fino alle palle, i due la guardavano e ridevano, adesso li faceva sparire nella sua bocca facendoli scorrere tra le labbra serrate, per sentirne la consistenza, la sua testa si muoveva per accoglierli sempre più in fondo, l’uomo che la scopava le teneva le gambe facendo sbattere le sue palle sul suo culo ad ogni affondo, a dispetto della volontà di Ornella la sua fica iniziava a bagnarsi abbondantemente, il calore che sentiva dentro cresceva, la sua mano si muoveva frenetica sul suo clitoride.
Adesso succhiava affannosamente il cazzo dei due uomini, si sentiva una troia, ma non poteva impedirsi di godere di quella violenza, gli uomini si diedero il cambio, volevano provare tutti il piacere di entrare nella sua fichetta imberbe, nella sua bocca sentiva il sapore dei cazzi che erano entrati dentro di lei, il sapore della sua fica si mischiava a quello dei cazzi, e lei succhiava tutto avidamente, n fremito scosse il suo corpo, un orgasmo l’aveva colta, improvviso, l’uomo che la stava scopando sentì la sua fichetta contrarsi negli spasimi del piacere, se ne venne dentro di lei scaricandole lunghi schizzi nella fica, Ornella si attaccò al cazzo che aveva in bocca, succhiandolo forte.
L’uomo tirò fuori il cazzo gocciolante, un rivolo di sperma uscì dalla sua fica, macchiando il lettino, un altro uomo occupò la sua fica, il suo cazzo affondò nella vagina ancora colma di sperma, iniziando a scoparla con forza, lei sentiva il cazzo sguazzare nel liquido lasciato precedentemente, il cazzo risuonava oscenamente ad ogni affondo, facendo uscire rivoli di sperma, che scivolavano fino a toccarle il buchino.
Non contento di scoparla l’uomo tiro fuori il suo cazzo dalla sua fica, la fecero mettere carponi per terra, Ornella si trovò il cazzo lucido dello sperma che si trovava nella sua vagina, davanti alla bocca, l’odore forte e penetrante riempiva le sue narici, lei iniziò a leccare la superficie di quel palo ripulendolo degli umori che c’erano sopra, l’ultimo degli uomini si era messo dietro di lei, si aspettava che la penetrasse nella fica a pecorina, sussultò quando un dito forzò l’apertura del suo culo, fece per protestare, ma l’uomo che aveva davanti la prese per i capelli spingendole il cazzo nella bocca, il dito nel suo culo iniziò a muoversi per allargare il buchino, l’uomo lo lubrificava con gli umori che uscivano dalla fica, Ornella sentì la punta del cazzo premere sul suo buchino, cercò di girarsi, ma l’uomo che la scopava in bocca glielo impediva, il cazzo iniziò a premere, Ornella fù invasa dal terrore, cercò di divincolarsi, ma con un colpo secco l’uomo forzò l’apertura del suo culo, si sentì aprire completamente, la sensazione di di riempimento che gli dava quel palo dentro la faceva soffrire, incurante dei suoi lamenti l’uomo iniziò a muoversi dentro di lei, ad ogni affondo l’aria le sfuggiva dai polmoni, l’uomo pompava con forza, il dolore cominciò a lasciare posto a una sensazione indefinita, un piacere sordo e indistinto.
Gli uomini si scambiarono alcune frasi nella loro lingua, Ornella si chiese cosa avessero ancora in serbo per lei, Quello che se ne era venuto aveva di nuovo il cazzo dritto, scivolo sotto di lei che continuava a stare carponi, con difficoltà puntò il suo cazzo duro verso l’apertura della sua fica, L’uomo che la inculava si fermò per facilitare la penetrazione, Ornella si trovò la fica e il culo occupati dai due cazzi, stava per urlare, non sapeva se di piacere o di dolore, quando il terzo cazzo le occupò la bocca, iniziarono a muoversi dentro di lei, era come se fosse una bambola nelle loro mani, i tre si alternavano nei suoi buchi senza chiederle niente, lei era costantemente penetrata, la sensazione di piacere che provava, adesso si era trasformata in un orgasmo unico e continuativo.
Ornella perse la cognizione del tempo, quando i tre uomini uscirono da dentro di lei restò a terra senza fiato, il corpo ancora percorso da brividi di piacere, i tre iniziarono a menarsi il cazzo ridendo, caldi schizzi di sperma la colpirono al volto, impiastricciando i capelli e gli occhi, si scaricarono completamente su di lei, quando finirono lei restò a terra ansimante, le calze erano solcate da strisce bianche, i capelli impastati di sperma, lei tirò fuori la lingua leccando lo sperma che aveva sulle labbra.
Gli uomini si rivestirono e se ne andarono ridendo, portandosi via il digestivo.
Ornella rimase seduta a terra, per riprendersi dagli orgasmi appena avuti, man mano che l’eccitazione passava, sentiva il dolore al viso dove era stata colpita, si alzò barcollando e si recò in bagno, il viso che si rifletteva nello specchio era un disastro, lo sperma sulla faccia si mischiava con il sangue che le era colato dal naso e dal labbro, il labbro si era gonfiato e adesso le faceva male, il naso era tumefatto, si lavò come meglio poteva, l’acqua lavò via le tracce più grosse dell’incontro che aveva avuto.
Cercò i suoi vestiti, non trovò il tanga, se lo erano portati via come trofeo, le sue calze presentavano striature di sperma secco, che spiccava netto, anche la gonna e la camicetta portavano i segni della serata, quando si ebbe rivestita, tornò a guardarsi allo specchio, lo sperma finito nei capelli era ancora là, guardò l’orologio, il suo turno stava per finire, non voleva che il suo collega la vedesse, decise di tornare a casa, avrebbe trovato una scusa.
Guidò fino a Palermo, le strade iniziavano a popolarsi, aveva l’impressione che ogni auto che incontrasse sapesse cosa era accaduto, arrivata a casa, lasciò la macchina ed entrò, non l’aveva vista nessuno, si spogliò velocemente entrando in bagno, non voleva che il marito la vedesse con ancora le tracce degli uomini con cui aveva goduto, entrò nella doccia ed aprì l’acqua, il getto caldo la investì lavando via le tracce di sperma che ancora aveva addosso, insaponò bene i capelli per togliere le tracce che erano rimaste, voleva fare in fretta prima che arrivasse il marito, mentre si lavava, il suo pensiero andava ai cazzi che l’avevano violata in ogni buco, la sua mano si trovò a carezzare il suo clitoride, iniziò a muoverla veloce, cercando di rivivere le sensazioni provate poco prima, due dita scivolarono nella sua fica, iniziò a pomparsi da sola, sentendo salire la sua eccitazione, stava per venirsene quando la porta si aprì;
-Ornella, sei tornata. Come stai? -, Il marito era appena entrato in bagno, Ornella tolse rapidamente le dita nella sua fica, sentiva i suoi sensi ancora infiammati,
-Cosa hai? Stai male? – Il marito si era accorto del suo respiro affannoso;
-Niente… , mi stavo facendo una doccia… , è stata una nottata stancante-
L’uomo aveva aperto il box, Ornella gli apparve nella sua nudità, l’acqua continuava a scorrere sul suo corpo, lei pensò che era una fortuna che le tracce di sperma si fossero già tolte;
-Ma cosa ti è successo? Il tuo labbro… , e il naso… Chi è stato? –
-Ma cosa dici, sono caduta in ambulatorio, e ho sbattuto sullo spigolo del tavolo, non è successo niente-, la sua voce era stranamente alta;
-Ti sei fatta vedere dal tuo collega? -, Il tono del marito era preoccupato, ma una nota di sospetto affiorava,
-No, non ce n’era bisogno, ti ho detto che non ho niente-
Lo sguardo del marito adesso era posta sui vestiti di Ornella che erano ammucchiati per terra, lo stoffa presentava macchie sospette;
-Ornella, ho l’impressione che tu mi abbia detto tutto… -,
-Ma cosa dovrei dirti, ti ho detto che non è successo niente, sei tu che stai facendo un processo… -, Ornella uscì dalla doccia mettendosi davanti al marito, aveva notato il suo sguardo ai suoi vestiti, voleva impedirgli di guardarli meglio, Prese l’asciugamano iniziando ad asciugare i capelli, doveva riprendere il controllo della situazione;
-Senti, perché non prepari un caffè? Sono distrutta, continuiamo a parlare dopo-
Il marito uscì dal bagno con un espressione dubbiosa, Ornella tirò un sospiro di sollievo, per il momento aveva evitato che lui si accorgesse delle macchie sui suoi vestiti.
Ma dopo? FINE

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