Ultimi racconti erotici pubblicati

La mia amante

Come tutte la mie storie pure questa è frutto esclusivo della mia fantasia per cui ogni riferimento a persone o cose realmente esistenti è puramente casuale. (Liberamente ispirato alla canzone “La mia ganza” musica di Brassen tradotta e cantata da Nanni Svampa)

Stamattina, al risveglio, ho aperto la finestra. C’era il sole ma il cielo era nero! Un fiotto di luce solare è entrata dalla finestra avvolgendomi: anche il sole era freddo e non riusciva a scaldarmi, strano per essere in luglio.

Ho acceso la radio ma anche qui sentivo solo marce funebri a ritmo di Roch.

Ho provato a fare colazione ma persino il caffè era insipido e privo di ogni sapore.

Il bello (o il brutto) di questa situazione era che non me ne importava nulla!

Ho capito di essere solo ed in attesa della morte visto che la vita aveva perso ogni significato per me, ed ora sono qui, in attesa della Nera Signora, piangendo e scongiurandola di venirmi a prendere.

Tuttavia non credo che verrò esaudito tanto presto: ho quindi tutto il tempo necessario per raccontarvi come sono giunto a questo punto.

Tutto è cominciato qualche anno fa allo stadio.

C’era il derby: azzurri contro rossi e le tribune riservate alle opposte tifoserie erano stracolme.

Noi avevamo vinto ed all’uscita il mio gruppo di azzurri ne incrociò uno di rossi.

Goliardicamente il mio gruppo fece loro il mazzo e quelli reagirono … male.

In breve i due schieramenti passarono dalle celie scherzose agli insulti ed alle mani.

Io non sono un violento, prudentemente nascosi in tasca la sciarpa coi miei colori togliendomi dal gruppo e portandomi ad una certa distanza dalla rissa.

Similmente notai una persona dell’altro gruppo fare lo stesso. Era una donna e, infischiandomene del tifo, la abbordai.

-Sciocco usare le mani a questo punto, non crede? Oramai la partita è finita.

Lei mi guardò fulminandomi collo sguardo.

-Che dici azzurro? Siete stati voi a provocarci.

-Ammetto che i miei “amici?” abbiano voluto prendervi in giro. È normale che al termine di una partita i vincitori infieriscano coi lazzi sugli sconfitti ma voi avreste dovuto abbozzare riproponendovi poi di rendere gli sfottò alla prossima occasione. Invece si è giunti a questo punto. Come mai?

-Perché siete degli infingardi e dei violenti (rispose accigliata) . Guardi quella specie di armadio su due gambe che sta picchiando mio marito!

Guardai nella direzione indicata dove due uomini di pari dimensioni stavano menandosi con entusiasmo

-Se quello è suo marito non mi sembra affatto sia una vittima sacrificale: anche qui c’è parità di forze, non crede?

La rissa stava avvicinandosi pericolosamente per cui l’afferrai per un braccio per trascinarla lontano dal pericolo:

-Venga, andiamo al bar a prenderci un caffè e lasciamo che questi imbecilli si azzuffino tra loro senza rischiare di farci coinvolgere.

Mi guardò un po’ perplessa ma, visto che il pericolo di essere coinvolti era reale, accettò con un sorriso tirato.

Pochi minuti più tardi, seduti al tavolino di un bar davanti ad una bella coppa di gelato, potemmo proseguire il discorso.

-Io sono Cris (mi presentai), ha capito che tifo azzurro ma non per questo sono un cattivo ragazzo.

-Ed io Claudia (rispose improvvisamente lei ridendo), e sono una rossa sfegatata, come mio marito del resto.

-Possiamo seppellire l’ascia di guerra allora? Ci basterà non parlare di pallone ed io credo che potremmo andare daccordo. Azzardo, addirittura amici!

-D’accordo per l’ascia ma stai attento: io nascosta ho una scure ben più pericolosa.

Toccò a me ridere e lei era passata al tu in modo tanto naturale che non potei non risponderle:

-Va bene, giurin giuretta non te la farò estrarre.

Il ghiaccio era rotto. Dimenticato il pallone lei si rivelò un fiume in piena. Venni così a sapere quasi tutto di lei: che aveva 22 anni, che si era sposata da 8 mesi ma che non era entusiasta del marito ed, anzi, che l’unica cosa che li univa era la passione per quei “maledetti” rossi.

Il marito era pure lui un bel pezzo di Marcantonio ma neppure io ero tisico.

-Io sono pacifista ma sono ben palestrato ed amo praticare, udite udite, il pugilato, cosa che mi ha ben consigliato di evitare la rissa anche per evitare guai coi celerini.

-Veramente fai pugilato? Io invece sono patita del Judo, e me la cavo bene, sono arrivata ai limiti della convocazione in nazionale.

Il gelato era terminato pagai e ci alzammo dirigendoci a piedi verso il centro città

Era domenica ed era bello passeggiare senza tutta quella calca in movimento che puntualmente trasforma la città nei giorni feriali in un inferno.

Era quasi ora di cena e, pur senza speranza, la invitai in un ristorantino li vicino e lei mi stupì accettando.

Entrati nel locale vedemmo che la televisione (accesa) stava trasmettendo un servizio sui disordini susseguenti alla partita. Lo schermo mostrava quasi in primo piano un barellato che stava per essere portato all’ospedale. Lei lo riconobbe immediatamente:

-Ma quello è Marco

Io la guardai con aria interrogativa.

-Mio marito (spiegò lei). Quel cretino non sa proprio quando fermarsi!

-Devo accompagnarti all’ospedale? Io abito qui vicino. Prendiamo la mia macchina e ti porto dove vuoi.

-Direi di no. Se la è cercata. Ci ha visti andare via, avrebbe potuto disimpegnarsi e correre a difendermi. Tu avresti potuto farmi qualsiasi cosa, per quanto ne sapeva lui, ed invece ha preferito continuare a fare a botte col tuo amico. Una notte solo in ospedale gli farà bene. (cambiando poi argomento) Non avevi detto di volermi offrire la cena?

Alla cena seguì un cinema ed infine la mia camera. Tutto mi sarei aspettato tranne questo.

I nostri odii calcistici si erano evoluti in un amore passionale che ci aveva spinti l’uno belle braccia dell’altra.

Fu una notte incredibile. Lei era passionale e vogliosa, addirittura in grado di insegnare qualche cosa a me che di certo non ero un verginello.

La mattina ci trovò nudi ed abbracciati in mezzo a quello che era stato un vero campo di battaglia: il mio letto.

-Non avevo mai tradito mio marito (esordì) ma non me ne pento.

-Io non sono sposato, ma mai avevo avuto una donna come te (risposi)

-Allora ti sono piaciuta? Non ardi dalla voglia di liberarti di Claudia la Rossa?

-Liberarmi di te? Ma che dici? Ti sei mostrata bravissima sotto le lenzuola, ma non è questo il motivo che mi spinge verso di te. Mi sono accorto che tra noi c’è un idem sentire unico. Io vorrei che tu ti stabilissi stabilmente qui da me e che diventassi la mia donna fissa: la mia UNICA donna fissa!

-Si può fare! (sorrise lei). Accompagnami a casa mia a raccogliere le mie cose intanto che mio marito è ancora in ospedale.

Senza por tempo in mezzo l’accompagnai con la mia vettura a casa sua.

Davanti al portone incrociammo la classica vecchietta che la apostrofò con queste parole:

-Ieri sera è stata qui la polizia a cercarla signora Claudia. Sembra che suo marito sia all’ospedale. Come sta?-

-Va tutto bene signora Edvige (rispose) Si risolverà tutto in poco tempo.

Claudia si precipitò quindi nel suo appartamento da cui riemerse, dopo circa un’oretta, con due valige che mi consegnò:

-Ecco fatto (affermò mentre le sistemavo nel bagagliaio) ora dovremmo però fare un salto al nosocomio. Anche se Marco è un pirla è giusto che sappia che lo abbandono e che domanderò il divorzio.

Anche questa incombenza richiese ben poco tempo nonostante gli strilli del marito, ingessato in più punti e confinato in un letto.

Assolta anche questa evenienza, io e Claudia potemmo dare inizio alla nostra storia d’amore, una splendida storia!

Eppure lo scorso martedì qualche cosa deve essersi rotto dato che rincasando, passai per il parco è la vidi abbracciata … a suo marito.

I due stavano baciandosi con passione ed erano impegnati, pur da vestiti, in un match degno dei migliori film porno.

La terra mi franò sotto i piedi.

Io credevo che lei fosse veramente innamorata di me ed ero certo di essere pure più bello del marito

Invece tutto il mio mondo è crollato quando ho visti il mio amore nelle braccia di quello la!

Da quel momento ho perso la parola.

Avrei voluto poterla affrontare:-Ti piace fare la baldracca? Io sono un uomo di mentalità aperta, disposto a perdonare anche una eventuale scappatella (dopo tutto TUTTI SIAMO UOMINI E DONNE) ma, accidenti, se volevi mettermi le corna proprio tuo marito doveva scegliere?

Invece non so più trovare parole adatte ad insultarla. Ho un bel cercare nel mio lessico. All’improvviso non so più cosa dirle, non trovo più espressioni adatte a lei.

-Per fare le corna al tuo uomo, perché scegliere tuo marito? Non si può nemmeno concepire una cosa più immorale.

Nei primi anni d’amore, mi ha partorito due figli che sono tutta la mia gioia.

Il primo un anno dopo il nostro primo incontro, in coincidenza dell’ulteriore vittoria degli azzurri sui rossi(ed io per assisterla ho rinunciato a vedere la partita), e secondariamente della ufficializzazione del divorzio tra lei e Marco. Il secondo due anni più tardi ed ora è ancora incinta.

Casa mia si era trasformata in una nursery ed io ero felice.

Di giorno i bambini riempivano la mia vita, di notte ci pensava Claudia a cancellarmi le preoccupazioni-

Chi ha mai detto che dopo il primo figlio le donne si trasformano? NON È ASSOLUTAMENTE VERO! Credo che Claudia avesse trovato la sua aspirazione segreta: riprodursi appunto, ed ogni notte era più vogliosa della precedente.

Beh, da un annetto mi sembrava addirittura diventata una donna superiore. Era diventata altezzosa e mi baciava a fatica- Ma la passione era immutata, solo ero io che dovevo raggiungere la sua bocca, mai il contrario.

Non eravamo sposati ma stavo cominciando a farci un pensierino. Dopo quasi 6 anni d’amore e 2 figli ero convinto che il nostro fosse un affiatamento adatto anche a quella cerimonia.

Per meglio colpirmi al cuore col suo tradimento sapeva usare diabolicamente toni suadenti.

Gli amici spesso mi prendevano in giro: -Guarda che ti tradisce!

E se era presente lei stessa rispondeva loro: -Il maggiore cornuto non è mai quello che si pensa.

Zittendoli immediatamente e tranquillizzandomi.

Ho fatto mente locale e mi sono reso conto che il secondo bambino non mi somigliava neppure! Quindi chissà da quanto tempo va avanti questa storia!

Ora questi due sporcaccioni stanno progettando di voltarmi le spalle e di risposarsi nuovamente.

Mi sembra immorale che la mia amante scambi un cornuto per un altro

Dopo averla vista anche lei mi notò ed ebbe un gesto di disappunto.

Io la ignorai sedendomi su un’altra panchina colla testa tra le mani.

Non so quanto tempo sono rimasto così ma quando sono tornato a casa l’appartamento era vuoto. Non si udiva il riso dei bambini e pure tutti i cassetti con le sue cose erano stati svuotati!

VA ALL’INFERNO TRADITRICE!

Fine

Come sempre mi succede mendico critiche motivate (anche negative) e pareri, indispensabili per migliorarsi

About Il tiralatte

Ho deciso di adottare questo pseudonimo in onore di una vecchia professione del mio paese (sono Lombardo) che purtroppo ora è obsoleta me che ritengo sia, per il solo fatto di esistere al top dell’erotismo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *