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La mia donna

Tatiana è una puttana, nel senso che è una zoccola. Non la definisco una troia, ma solo una ragazza di ampie vedute a cui piace scopare. In questo non ci trovo nulla di male. Per mia fortuna oltre ad essere molto disinibita è molto attraente e giovanile, poco più di 19 anni. Alta sul m1, 70, un fisico formoso, bel seno abbondante, sederino adorabile, mora e due bellissimi occhi marrone, dallo sguardo furbo ed accattivante. Le piace giocare con me e con gli altri. La nostra ultima avventura è stata straordinaria. Qualche settimana fa, è passata a prendermi a casa, dovevamo uscire. Era vestita con una minigonna molto corta e top attillato con ombelico scoperto, naturalmente senza mutandine e reggiseno. Scarpe col tacco aperte, in modo da intravedere i suoi bellissimi piedi. Sento bussare alla porta, sicuramente è lei.

“Chi è? ” rispondo.

“Sono Tatiana. Lascio socchiusa la porta, mi accomodo in salotto ed aspetto il suo ingresso. Finalmente entra, e non posso non rimanere colpito dalla sua bellezza, allo stesso tempo sembra una bambina ed una troia. Mi vede, viene da me e mi dice:

“Cosa vuoi fare? “, rispondo:

“Voglio scoparti. Ma prima vai in bagno e piscia. A questo lei si volta e si dirige verso il bagno, io la seguo. Una volta entrata lascia aperta la porta, si tira su la gonna in modo molto lento e sensuale, si siede sulla tazza del water e comincia a pisciare. Io la seguo e resto incantato nel vedere quella pioggia dorata uscire in modo così naturale e fanciullesco. Lei mi guarda negli occhi e vede che comincio ad eccitarmi, ma anch’io capisco che da puttana qual è le piace da impazzire. Ormai col cazzo eretto, mi avvicino:

“Succhiamelo! E lecca bene anche i coglioni”. Senza proferire parola comincia proprio dai coglioni. Li lecca, li bacia, li morde tra le labbra. Intanto con una mano accarezza il mio cazzo, comincia a fare su e giu. Senza lasciare la presa, con la lingua comincia a salire fin su la punta del mio uccello, arrivata alla cappella la ingoia con fare avido. Sento la sua lingua vorticare intorno alla mia cappella, intanto continua ad aiutarsi con le mani. Una accarezza e gioca con le mie palle, mentre l’altra strofina il mio cazzo. Ad un certo punto inghiotte in un sol colpo tutto il mio uccello, continuando così per un po’. Quando sente che sto per venire prende la cappella tra le labbra e mi fa venire usando soltanto la mano, per non perdere nemmeno una goccia del mio seme. Le inondo la bocca, lei butta giù tutto con gioia ed avidità. Dopo avermi ripulito, le dico di vestirmi ed usciamo.

“Senti Tatiana oggi ho voglia di fare qualcosa di nuovo, un giochetto speciale, prendiamo l’autobus”. Naturalmente lei d’accordo non dice una parola. Saliamo sul primo autobus, e ci accomodiamo in fondo, in modo da essere coperti dai seggiolini davanti. Alla prima fermata, sale subito un ragazzo che si accomoda accanto a noi, ma un posto più in là. Penso che è perfetto per quello che voglio fare. Sussurro nell’orecchio a Tatiana:

“Ora devi farlo impazzire, appoggiati a me, apri le gambe e mostragli la tua splendida figa pelosa”, senza esitazione fa come le ho detto. Il ragazzo se ne accorge subito, senza sapere cosa fare e diventando rosso, cerca di far finta di niente. A questo punto Tatiana gli dice.

“Ragazzino ti piacerebbe toccarmi la passera, per me non l’hai mai nemmeno vista così da vicino”. Imbarazzato si gira:

“Dici a me……? ” guarda anche me, ma con un gesto gli faccio capire che non ci sono problemi. Si avvicina e tende la mano, quando Tatiana:

“Fermo un attimo, te la faccio toccare, ma devi farti una sega qui davanti a me! Tiralo fuori! “. Non perde tempo, apre la cerniera e lo tira fuori, già bello duro. Continuando ad avvicinare la sua mano tremante alla mia schiava, finalmente la tocca, sento un gemito da parte di Lisa. Deve piacergli un mondo, farsi toccare da uno sconosciuto in un posto pubblico. Il tipo un po’ impacciato comincia a fare un ditalino alla mia donna, prima un dito poi prende coraggio e ne infila un secondo, intanto si sta facendo forse la sega più bella della sua vita.

“Continua bello che mi piace!!! Ah, Ah, Si……” le parole di Tatiana. Dopo un paio di minuti il ragazzo viene copiosamente sui suoi pantaloni e alla prima fermata scende quasi terrorizzato esce dall’autobus, lasciando Tatiana “vuota” con la sua figa all’aria. Fà appena in tempo a ricomporsi che si accomoda vicino a noi un vecchietto. Però penso che il vecchietto sia troppo, quindi scendiamo anche noi. Vedo la soddisfazione negli occhi della mia femmina, ma so che per lei non è ancora abbastanza. Ci accomodiamo in una trattoria. Naturalmente seduti in un tavolo per due, con una tovaglia molto lunga da coprire interamente le nostre gambe. Lo scelto appositamente. Ordiniamo e tutto il resto. A metà cena. “Tatiana voglio che tu mi faccia una sega con i piedi, qui adesso mentre stiamo mangiando”.

“D’accordo, adesso mi sfilo le scarpe………………”. Sento i suoi piedi salire ed arrivare al mio cazzo, comincia a tastare con tutti e due, poi con uno mi massaggia le palle e con la pianta del piede di quell’altro fa su e giù. Sento crescere le dimensione del mio pene, e vedo che anche lei se ne accorge, perché mi fa un sorriso soddisfatto. Sono quasi sul punto di venire. Quando:

“Basta così puttana, andiamo in bagno che proseguiamo………. tra 5 minuti nel bagno delle donne”. Si alza prima lei, io la seguo poco dopo. Per mia fortuna a parte lei non trovo nessuno. La vedo ed entriamo insieme nel bagno più lontano.

“Siediti troia ed allarga bene le gambe che voglio la leccare la tua dolce passera”.

“Dai, finalmente non vedevo l’ora che il mio padrone mi leccasse tutta”. Comincio a leccare dal basso le piccole labbra, salendo fino al clitoride, dove mi soffermo a mordicchiarlo e baciarlo come se fosse un piccolo cazzo. Comincia a bagnarsi di più, in parte lo era già. Poi torno giù e lecco le pareti interne delle piccole labbra ed infilo la mia lingua dentro la vagina. La tirò fuori torno giù e do una passatina di saliva anche al buco del culo. Dopo torno su a baciare il clitoride ed intanto infilo due dita dentro la vagina movendole su e giù prima con velocità e forza e poi all’improvviso più delicatamente e lentamente alternando per un po’ così, fino ad infilarle un dito in culo senza preavviso e con estrema decisione. La sento mugolare di felicità:

“Si continua, dai, ancora, ah, si…….. “. A questo punto, d’un tratto mollo la presa e la lascio vuota. Vedo la sua espressione di sofferenza, ne vuole ancora.

“Non fermarti ti prego! Continua! “. Adesso è il mio turno, lo tiro fuori e gli l’ho sbatto dentro tutto d’un colpo. Comincia una delle più belle chiavate della mia vita, spero anche della sua. Sento il suo corpo fremere di gioia e passione. La giro passando io sotto e lei sopra. Tolgo l’uccello dalla figa e glielo infilo in culo. Dopo un paio di colpi le infilo anche due dita davanti. Con un movimento ritmato cerco di farla godere da entrambi i buchi che si ritrova. In un attimo veniamo entrambi. Io le ho riempito il culo di sborra,

“Grazie amore mio” mi da uno stupendo bacio sulla bocca. Non ci eravamo ancora baciati… FINE

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