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La mia ex moglie

….giro annoiato tra gli scaffali del supermercato, sono rimasto con il frigo quasi vuoto e devo assolutamente riempirlo di alimentari, anche se sto forse esagerando, ma non ho la misura dell’acquisto, e tutto ciò che vedo lo deposito nel carrello, ormai è stracolmo.
– …ciao…. !!!!! La voce mi è famigliare, mi giro e vedo un sorriso che non vedevo già da parecchio tempo, è la mia ex moglie, anche lei con il carrello della spesa, anche lei sembra annoiata, un sorriso e ci diamo il solito bacio di saluto sulla guancia.
– Ciao!!!! Anche tu qui? ?
– Bè, la spesa è da fare, ma anche tu a quanto vedo….. ma hai messo su una trattoria per caso? ? mi fa lei. Alzo le spalle e l’unica cosa che riesco a dire è
– …. a volte non riesco a fermarmi….. e poi tu mi conosci vero? ? . La guardo bene in viso, anche se non è più una ragazzina, gli occhi sono rimasti quelli di allora, sbarazzini, appena truccati, i capelli di un nero carbone che più nero non si può, un po’ più corti di come li ricordavo, il sorriso sempre solare e indossa una tuta rossa con strisce bianche ai lati, aderente, scarpe da ginnastica, non ha mai avuto un gran seno, a differenza dei fianchi un po’ larghi, ma nel complesso rimane un bel tipino. Parliamo del più e del meno: lavoro, amicizie, vacanze e mi descrive non tanto entusiasta del suo nuovo compagno, dice che un po’ ‘troppo tranquillò…….. capita le dico io. Ormai a corto di argomenti, anche perché non voglio approfondire il discorso su quel “troppo tranquillo” guardo il suo carrello e le chiedo cosa ha comprato.
-Le solite cose … – ed inizia un elenco di cose banali, quando, per finire, solleva un piccolo sacchetto aggiungendo
-… e un paio di calze autoreggenti nere …… solo per ‘svegliarè qualcuno!!! -. Queste parole hanno l’effetto di una bomba…. la immagino sul mio letto, con addosso solo le autoreggenti nere, gambe divaricate e la figa oscenamente semiaperta e bagnata, mentre mi guarda ed implora di essere scopata ancora…..
– e tu cosa hai comprato….. spendaccione? ?
-……ehmm….. scusa…. a sì….. ecco…. – ed inizio a spostare i pacchetti e le scatole ma la mia visione continua a martellarmi i pensieri
– ma perché non vieni a cena da me una sera? …dai così facciamo due chiacchere
– ma che cazzo stò dicendo mi dico fra me e me, potevo almeno invitarla a cena fuori, ma così è troppo esplicito, stò facendo la pessima figura dello sfigato.
– fammi pensare……. facciamo venerdì….. io sono libera… per le otto….. se a te va bene! ? – dice lei per niente preoccupata.
-….. ssi….. va bene…. – le rispondo io senza nemmeno pensare.
-Beh… ti saluto, devo andare, dammi la conferma però giovedì, ok? , ciao! – dice dandomi i soliti due bacetti sulle guance. Mi dico più volte che sono un cretino mentre torno al parcheggio, ma cosa ti credi che venga per farsi scopare da te, subito così su due piedi? ? E finalmente arriva il venerdì. è leggermente in ritardo, come suo solito, io sono in cucina a preparare gli spaghetti allo scoglio, cazzo è tutto il pomeriggio che ci lavoro, ed ecco che suona il campanello di casa, sono emozionato, vado ad aprire e vedo, con il cuore a mille, il suo volto dal videocitofono
– .. secondo piano…. vieni!! – dico seccamente. Cazzo, devo calmarmi… rimango sulla porta e, dopo poco compare lei dalle porte dell’ascensore, ci salutiamo civilmente e la faccio accomodare mentre vengo investito dal suo profumo.
– seguimi in cucina – le dico indicando poi dalla cucina il terrazzo
– se intanto vuoi prendere un po’ di aria – Mentre percorre quei pochi metri, la osservo da dietro. Ha una giacchetta nera con sotto una camicia bianca e una mini aderente, nera come le calze, i tacchi alti rendono ancora più belle le sue gambe, facendola inoltre camminare un po’ da troia… sento già una bella erezione, ancora più forte quando lei, per osservare il panorama, si appoggia con i gomiti alla balaustra, mettendosi quasi a 90 gradi.
-è bellissimo da qua….. ! –
-Anche tu sei bellissima – ribatto, ma mi pento subito della risposta banale, lei mi guarda sorridendo senza parlare
– …è quasi pronto – dico guardando il tavolo. Servo gli aperitivi e iniziamo a cenare, parlando di cose normali
-Sei un bravo cuoco ….. non ti ricordavo così bravo!!!! però mi sa che stiamo bevendo troppo…!!!! mi dice ridendo dopo il secondo, spiedini di gamberi, alzando la bottiglia di vino effettivamente vuota. Cazzo se beve! Io mi sono fatto solo due bicchieri, il resto l’ha bevuto lei. Torno con il dolce e una bottiglia di bracchetto: voglio proprio vedere… Inizio a raccontarle un po’ di cose divertenti mentre le verso spesso da bere quando, dopo un’ora di risate e una nuova bottiglia vuota, le chiedo se vuole il caffè
-Non lo voglio il caffè, fammi vedere le foto che dicevi prima –
-Va bene, andiamo in salotto – rispondo guardandole la scollatura della camicetta, il vino e il pensiero del sesso mi stanno trasformando. Mi rendo conto che anche lei è un po’ ubriaca quando si lascia cadere sul divano con un gridolino, mentre torno con le foto promesse, una gita di tanti anni fa sul Conero dove avevamo scopato come ricci sopra un plaid, le guardo sfacciatamente le coscie accavallate, scorgendo per una frazione di secondo la fascia elastica nera delle autoreggenti… cazzo….. mi siedo vicinissimo a lei e le do le foto. Osservo le sue tette dalla scollatura della camicetta mentre guarda le foto… stò impazzendo, ho il cazzo durissimo, devo trovare il coraggio di saltargli addosso
-Oddio come son venuta male! –
-Fammi vedere! – Inizia un tira e molla della foto, una piccola lotta che mi porta in breve ad abbracciarla di spalle: o adesso o mai più… Le bacio il collo gentilmente, con le labbra, senza lingua: lei rimane immobile, decido di far capir meglio le mie idee e punto deciso all’orecchio, mentre con la mano sinistra le accarezzo il seno, stringendola sempre più. Oppone una piccola ma dignitosa resistenza… non devo arrendermi! Inizio a palparle le cosce adesso del tutto scoperte ed effettivamente velate da un paio di autoreggenti, quelle probabilmente che aveva comprato al supermercato, senza mollare l’orecchio. La mia ex inizia a gemere
– .. daiii…. non fare così…. noooo…. – Vado su per le cosce e arrivo alla figa, sotto le mutandine sento il suo pube molto pronunciato, ed inizio ad accarezzarglielo. Le nostre bocche con un po’ di contorsioni si trovano e ci baciamo furiosamente, attraverso le mutandine trovo il solco delle grandi labbra, è caldo e profondo, lo percorro e poi inizio un lento affondo con il dito medio che trascina con se anche il pizzo umido. La mia lei, ubriaca, ansima sempre più ma improvvisamente si divincola e si alza in piedi, penso sinceramente di avere fatto una grossa cazzata, lei rimane immobile a guardarmi per alcuni secondi con la camicetta semiaperta e la mini ridotta ad una cintura, le autoreggenti le danno un’aria da troia e come tale si mette a cavalcioni su di me, ficcandomi la lingua in bocca e strofinandosi il pube contro il bozzo formato dal mio cazzo durissimo che scalpita sotto il jeans. Apro del tutto la camicetta, lecco e succhio i capezzoli duri come punte di limoni e le stringo con forza le chiappe tonde e sode, scendo con le mani verso la figa e con la sinistra scosto di lato le mutandine ormai inzuppate mentre con il medio della destra ripercorro il solco fradicio. La mia ex nel frattempo, sempre più ubriaca di vino e di voglia, si accarezza e si stringe con gusto le tette, offrendole alla mia bocca famelica, le labbra della figa , gonfie e bagnate, sono adesso aperte ed affondo medio ed anulare nel buco allagato e dilatato dal forte desiderio. Le dita vengono come risucchiate, le pareti della vagina sono aderenti ma molto elastiche e apro-chiudo velocemente le due dita tenendole però ben piantate a fondo, lei allarga le gambe al massimo e con poche ma decise spinte arrivo perfino ad infilare le mie dita fino alle nocche. Ricordo con piacere che alla mia ex piacciono i modi forti, la sua figa non è mai stata stretta, anzi, ed io preferisco le gnocche navigate alle semi-verginelle… Continuo questo selvaggio ditalino per parecchi minuti, durante i quali, godendo con trasporto, mi dà simpaticamente del porco, del maiale, che detto da lei in quel frangente mi eccita ancora di più, neanche ce ne fosse bisogno.
– Facciamo un gioco? ? – Mi guarda con aria interrogativa
– Cosa mi vuoi fare? – Rispondo tirando fuori le dita e mettendole davanti alle tette arrossate: sono lucide, umide e un buon odore di figa si spande nell’aria. Sotto il suo sguardo incredulo ma divertito, le spalmo i suoi umori sui capezzoli con le dita bagnate, per poi succhiarglieli avidamente: è una cosa che mi eccita e piace anche a lei. La mia ex apprezza molto la novità e si scatena quando, senza smettere di ciucciare i suoi capezzoli duri, le pianto nella figa sempre più bagnata e dilatata un terzo e poi un quarto dito, spingendole su con un pizzico di violenza, ma a lei piace da matti e la sua splendida figa slabbrata le prende tutte. Affondo le dita per un bel po’, fino a quando l’affanno crescente di lei mi fa capire che l’orgasmo è prossimo, e visto che ci sono e mi voglio divertire aggiungo in figa anche il medio della mano sinistra, tanto ci sta, è larga da far paura, ma solo per bagnarlo un po’, lo estraggo di nuovo, le bagno i bordi del buchetto, infilo con facilità una prima falange e inizio un corto movimento rotatorio che rilassa subito il suo sfintere, le piace e me lo fa capire andando incontro con il suo posteriore alle mie dita.
– ….. nooo…. nooo… ti prego….. così nooooo….. !!!! si lamenta lei ed infatti viene subito, respirando e gemendo a bocca aperta mentre le spingo sempre di più le mie dita nelle umide profondità del buco del culo e della sua figa. Il suo orgasmo sembra non finire mai, le mie dita ficcate per intero nella figa e nel culo la fottono e non le danno tregua fino a quando con un sommesso ‘basta-bastà mi invita a liberarle gli orifizi, gentilmente ma con decisione mi prende la mano destra e guardandomi fisso negli occhi con un’espressione da cagna devota inizia a pulirmi con la bocca le dita invischiate dei suoi umori di figa, ripulendole tutte. è una porca, non me la ricordavo così, si vede che con il passare degli anni oppure la novità della serata la rendono così sfrontata e maiala, la bacio in bocca in un misto di sapori quando le nostre lingue si intrecciano. Adesso però è il mio turno e così mi alzo in piedi e mi tolgo maglietta, jeans e boxer, subito aiutato da lei che capisce al volo le mie intenzioni, rimango completamente nudo e un cazzo pietrificato. Lei, seduta sul divano, loda con compiacimento le dimensioni del mio uccello, dice che non si ricordava fosse cosi grosso e lo prende in mano e avvicina la bocca alla cappella violacea, ma io ho voglia di quella figa da troia che ha in mezzo alle gambe, anche perché non è mai stata una gran succhiacazzi.
– …dai…. mettiti alla pecora – le ordino con decisione e lei si toglie la mini, scarpe e mutandine e rimane con la camicia.
– …. le calze le puoi tenere, sembri davvero una maiala così…. !! le dico gustandomi lo spettacolo
– …sei sempre più un porco…. – dice con aria di sfida, mentre inginocchiandosi sul divano mi porge la sua figa bagnata. Per tutta risposta le metto i due pollici nella figa e, allargandole il buco, appoggio la cappella alle labbra gonfie e bagnate ed inizio una lenta e inesorabile spinta. La sua figona lo ingoia tutto e sento i muscoli vaginali che si contraggono ritmicamente, da bastardo rimango fermo, con il cazzo completamente dentro e aspetto sadicamente, gustandomi le contrazioni sempre più spasmodiche e la sua supplica che non tarda ad arrivare
– …. lo voglio …… muoviti …dai……. – ed io obbedisco. Appoggio le mie mani ai suoi fianchi ed inizio a scoparla con forza da farle ogni tanto perdere l’equilibrio, le piace essere trattata da puttana e dimena il culo per farselo piantare nella figa sempre di più. La chiavo furiosamente per parecchi minuti, sento che la sborrata è vicina ma voglio farla venire prima di me, così tiro fuori l’uccello e lo faccio scivolare lungo il solco fra le chiappe, inumidendolo bene, e lo rificco tutto dentro nella figa. Lei ha già capito le mie intenzioni
– …. nooo ti prego… è troppo grosso! –
– …. e questo va bene? – le chiedo puntandole un pollice all’ingresso del buco del culo. Lei risponde muovendo con troiaggine i fianchi, spingo lentamente il dito nell’orifizio stretto ma scivoloso, sentendo il mio cazzo che scivola nella sua figa larga. Infatti con questo trattamento, la maiala viene dopo pochi minuti, ed io ne approfitto per allargarle il culo roteando il pollice in profondità: gode come una vacca mentre sento le palle che mi scoppiano, gonfie di sperma, ma non oso venirle dentro, non si sa mai… ! metti che non prenda più la pillola!!! Fortunatamente la mia ex, sconvolta dall’orgasmo, cade sdraiata sul divano lasciandomi in piedi col cazzo ritto e lucido del suo succo vaginale
-…mi hai fatto morire… ma tu non vieni mai? – dice un po’ stupita dalla mia resistenza.
– .. veramente non ne posso più …ma mi hai fatto venire un’idea …. – e così la prendo per mano e la porto in camera, facendola sedere sul bordo del letto, metto il cazzo ancora umido di fronte al suo viso.
– …. fammi venire sulle tue tette – le dico mentre penso di essere veramente un porco Lei mi guarda negli occhi e si toglie la camicetta rimanendo solo con le autoreggenti, si sta veramente comportando da vacca, e comincia con labbra e lingua a ripulirmi l’uccello, ogni tanto se lo infila in bocca, mentre con la mano me lo mena lentamente, devo dire che è migliorata anche in questa pratica, resisto pochi secondi e con un grugnito le sparo uno schizzo di sperma sulla guancia che scivola subito via sul suo seno, alza il mento e menandomi forte l’uccello dirige gli ultimi schizzi disordinati sulle tette facendo gridolini di gioia. Raccoglie poi amorevolmente le ultime gocce dalla cappella ancora gonfia con la lingua, mentre dal seno colano fili biancastri sulla sua pancia. Con un profondo sospiro si butta all’indietro sul letto con le braccia allargate, ha chiazze di sperma su tutto il corpo e alcune anche sulle calze. Mi sento davvero svuotato.
– Vado a prenderti un asciugamano – le dico
– ….. ma …. mi sa che ci vuole una doccia – mi dice indicandomi il suo ventre
– ti scoccia se la faccio, maiale che non sei altro? ?
– .. io maiale? ? e tu invece cosa saresti? ? ? le rispondo Ridendo mi da del perverso e tirandosi su a sedere sul letto mi tempesta di schiaffetti. Le chiedo se dorme da me, lei acconsente, specificando, con occhio furbetto, che è libera per tutto il weekend e che il suo compagno è via per lavoro. Apro gli occhi e sento il cuore che batte a mille, l’uccello è durissimo, e sono tutto sudato, giro la testa e vedo una chioma di capelli scuri sull’altro cuscino, tra i capelli sciolti vedo il viso beato della mia piccola, i suoi occhi chiusi, le labbra accennano un sorriso nel sonno, il respiro è lento, delicato, guardandola bene ha un viso angelico, è stupenda, è il mio amore. Mi sposto verso di lei e l’abbraccio stretta, la mia mano destra corre ai suoi glutei scoperti, poi la lascio scivolare tra le sue gambe lisce, le do un bacio sulla fronte e lei debolmente apre gli occhi.
– ho avuto un incubo, amore mio !!!! – le sussurro lei si stringe ancora di più al mio corpo
– …che incubo tesoro….. – mi domanda lei
– …cazzo, ….. la mia ex moglie, l’avevo invitata a mangiare qua da me e poi abbiamo scopato…. e tu non c’eri!!!!! ….. capisci, ero da solo in questa casa!!!!!! – …. sei un orsacchiotto…….. non ti lascerò mai…… lo sai….. e poi se quella si azzarda a toccarti la sistemo per le feste….. dai raccontami che scopata avete fatto……!!!
– Intanto allunga una sua mano e mi accarezza l’uccello ancora eccitato e duro.
– ….. però che porco che sei….. senti qua ……. bè adesso vediamo chi scopa meglio tra me e quella troia della tua ex…….. – fa lei con aria di sfida infilando la testa sotto le coperte. Neanche a dirlo anche questa mattina farò tardi al lavoro…… cazzo!!!! FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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