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La mia trombamica

Passarono due giorni e Marco suonò alla nostra porta.

“Ci siete? Ho con me un’ospite speciale”.

Milvia andò ad aprire e ci apparve Marco accompagnato da una bella ragazza mora alta circa 1.70 ed anch’essa con tutte le curve giuste al punto giusto.

Milvia la accolse come una sorella “Atina vero? Ho sentito tanto parlare di te, finalmente ti conosco” e corse ad abbracciarla.

Il risultato fu raggelante, lungi dal rispondere a quel gesto d’affetto con uno simile la ragazza la squadrò in tralice “Dunque tu sei la sgualdrina cui si è accompagnato Marco quando, per punirlo del suo tradimento lo ho lasciato. Invece di pentirsi ha preferito raddoppiare” e fece una smorfia schifata “Ed hai pure il coraggio di correrci incontro festosa: ma lui lo sa che razza di puttana ha per moglie? Marco pensava di avermi rabbonita ma io ho accettato questo incontro solo per mettere in guardia tuo marito dalla schifosa che ha per moglie. TROIA!!”.

Milvia era rimasta letteralmente senza parole mentre Marco era avvampato di mille colori e neppure lui era in grado di aprire bocca.
Rimanevo solo io per cui presi in mano la situazione: mi avvicinai e mi presentai: “Piacere Lorenzo” porgendole la mano “Sono il marito che lei è venuta a mettere in guardia. Vogliamo parlarne un po’ o è adirata anche con me?”.

“Certo che non sono arrabbiata con Lei, o non sarei venuta a metterla in guardia” e ricambiò la stretta di mano con una presa franca e vigorosa.

Lasciando gli altri 2 membri ad osservarci basiti, la presi per un braccio e l’accompagnai in giardino: la mia arma segreta.

Qui c’è una piccola pergola che ripara dal sole e soprattutto c’è lui. Pluto il mio cane che, non appena ci vide ci corse incontro abbaiando festoso e saltando su 2 zampe per ottenere 2 coccole.

Come lo vide lei ebbe un moto istintivo all’indietro. Quasi per ritrarsi ma subito dopo, e questa è la magia di Pluto, sporse la mano per accarezzarlo venendone immediatamente conquistata.

Ci sedemmo e lei cominciò a parlarmi mentre entrambi accarezzavamo il cane.

“Deve scusarmi se ho fatto questa irruzione in casa sua, ma sono veramente esacerbata” attaccò “Sono, o meglio, sono stata, dato che non lo voglio più vedere neppure in cartolina, fidanzata con Marco da due anni.
Qualche mese fa l’ho messo alla porta perché avevo scoperto che si era scopato la mia migliore amica, e qui giunge il motivo della mia visita: tempo qualche ora, neppure un giorno, lui si è tanto pentito da prendersi una sciacquetta e da passare la notte con lei. Mi spiace doverglielo dire, ma quella puttanella è sua moglie. Ho ritenuto morale avvisarla perché lei possa prendere gli opportuni provvedimenti dato che, mi spiace dirglielo, sua moglie va a letto con altri uomini”.

Non mi aveva detto nulla di nuovo, niente che non sapessi già.
Subito dopo essere diventata la mia donna Milvia mi aveva salutato ed era andata di corsa a scopare con Marco.

Io avevo superato questa fase, ma ignoravo se sarei riuscito a farla superare pure a lei: ci tentai.

“Molte volte le cose non sono come sembrano” lei mi guardò con sospetto “Le faccio un esempio che potremo prendere a base dei ragionamenti futuri d’accordo?
Fingiamo che lei “dammi del tu, mi interruppe lei, qualunque cosa tu mi dica siamo sulla stessa barca.

Sorrisi “bene, fingiamo che tu, autopalpandoti un seno, avverta un piccolo duro sospetto. Cosa fai?
Semplice vai dal tuo medico e ti fai ordinare una mammografia” ascoltandomi annuiva”. Poi vai al laboratorio d’analisi e scopri che l’incaricato è un bel pezzo d’uomo ma con una fede ad un dito.

Tu sai che lui ti domanderà di metterti a petto nudo e sai in anticipo che ti toccherà le tette, cosa che fin’ora hai consentito solo al tuo amante.

Che fai? Rinunci alla visita dicendo MAI UN UOMO SPOSATO TOCCHERA’ LE MIE TETTE o ti assoggetti e in nome di un interesse superiore ti spogli e lasci che egli ti tocchi il seno come e quando vuole?”.

“Che domande” rispose “certo che gli lascio toccare le mie mammelle, del resto lui lo fa di mestiere e di, spero io, poco piacere, ma che c’entra questo con quei due debosciati?”.

“Eccome se c’entra. Quando ho conosciuto Milvia lei stava cazziando Marco reo di averti tradita. A me è piaciuta subito per la sua verve evidentemente io a lei lo stesso e prima di sera ha accettato di diventare la mia donna.

Cosa da non credere ma la sera stessa, invece di seguirmi a casa mia, è corsa ad infilarsi nel letto di Marco, confessandomelo candidamente la mattina dopo.

Poco è mancato che la lasciassi immediatamente ma mi è apparsa così sincera e fiduciosa nonostante l’illogicità della situazione, che mi è mancato il coraggio di farlo. In qualche modo quei due sono diventati l’uno il dottore e la medicina dell’altro.

Si cercano solo in caso di bisogno e, devo riconoscerlo, con estrema parsimonia.

Per il resto del tempo sono la moglie più fedele ed il miglior amico che esistano”.

Forse cominciava a capire “Prometto di non strangolarli, falli venire qui”.

Mi affacciai alla sala ed invitai Milvia e Marco a raggiungerci.

“Dunque volete farmi credere che facendo sesso tra voi non tradite nessuno?”.

“Mi spiace che tu abbia pensato al tradimento” esordì Milvia “Anche se ammetto che per la morale comune noi possiamo apparire colpevoli, ma Marco ed io ci siamo conosciuti da bambini, assieme ci siamo esplorati ed abbiamo fatto le prime esperienze, rendendoci conto di non amarci, ma di aver bisogno l’una dell’altro per consolarci in caso di eventi spiacevoli. Ci amiamo come un fratello ama una sorella.” Marco intanto faceva segno di sì con la testa” e siamo sempre pronti a mettere a disposizione tutto noi stessi per aiutare l’altro”.

“Davvero?” Atina era un po’ fredda.

“Si è vero, per questo ho abbandonato Lorenzo, il giorno in cui ho accettato di sposarlo, per correre nel letto di Marco. Lui era a terra e disperato, tu lo avevi lasciato ed io ero l’unica amica che potesse consolarlo. Il mattino dopo ho spiegato tutto a Lorenzo che grazie al cielo ha capito ed ha avuto fiducia in me ed ora siamo moglie e marito.
Tu mi hai dato della donnaccia, ma io non ho mai tradito Lorenzo. L’unica mia colpa è stata quella di aiutare ad ogni costo l’amico del cuore ma, non credere, abbiamo stabilito regole molto strette”.

“E quali sarebbero?” s’informò Atina.

Entrambi le parti devono avere rispetto per l’altro; è così semplice: Nessun rispetto.

Si deve essere anzitutto amici sinceri.

Entrambi dobbiamo capire la situazione.

Non abbiamo più una vera attrazione reciproca.

Dobbiamo comunicare ciò che vogliamo, quando vogliamo e come lo vogliamo.

Per esempio si deve essere in stato di necessità.

“La solidarietà deve configurare un dovere più che un piacere. Per questo noi non consideriamo tradimento quanto facciamo quando lo facciamo”. S’intromise Marco. “Poi dobbiamo essere sempre discreti e non dobbiamo far soffrire inutilmente il partner dell’incolpevole. Abbiamo così il vantaggio di un immediato aiuto psichico che ci consente di veder con maggior chiarezza tutte le situazioni.

Siamo un po’ fuori dagli schemi, questo lo so anch’io amore, ma funziona: davvero”.

“E funziona solo tra voi due?” sarcastica.

“Certo che no credo, funzioni per tutti, ma io e Milvia ci conosciamo da una vita e tutta la conoscenza è indispensabile per eliminare la concupiscenza.

Ricorda che si tratta di usare il sesso come medicina, fare le cose in maniera corretta, non è da tutti e se non si fanno le cose come di deve non si fa terapia: si fanno corna.”
“Vi chiamate trombamici vero?” Insistette Atina “Bene allora, se vuoi continuare a stare assieme a me, voglio un trombamico anch’io, uno che sappia consolarmi se tu mi facessi le corna ti va bene la condizione?”.

“Il trombamico devi scegliertelo tu, io posso solo accettarlo” disse Marco “ed amarti per convincerti a non ricorrerci mai, ma ammettendo che tu possa indicarlo, lo conosci da sufficiente tempo da essere certa che poi si tratti di terapia e non di sesso selvaggio?”.

“Tu hai Milvia come trombamica? Io voglio Lorenzo così le coppie si bilanceranno e voi due insegnerete a noi due tutto quello che c’è da sapere”.

Marco scambiò un breve sguardo con Milvia. Non fu sufficiente, si avvicinò e confabularono velocemente poi tornò da noi.

“A queste condizioni tu accetti di restare con me, di restare la mia donna …. E di sposarmi?” Osò lui.

“Certo zuccone, io ti amo ma sono stufa di corna, voglio anch’io un mezzo di reazione, tutto qui”.

“Manca ancora il consenso di Lorenzo, non si può obbligare ad esserti amico se non ti vuole” e mi guardò.

“Io ho accettato la vostra situazione ma, prescindendo da sesso, non credo di avere difficoltà ad essere amico di Atina. Questa è una ragazza simpatica, intelligente ed ama i cani, tutte doti che apprezzo e, non guasta, ti sei scelto pure una bellissima ragazza.”
“Bene allora d’accordo, ma sappiate che la strada sarà lunga e dovete impegnarvi a portarla a termine io e Milvia vi aiuteremo come potremo siete d’accordo?”.

“Per me sarai una sorella Atina” Interloquì Milvia, “e voglio mostrarti la mia fiducia affidandoti il mio Lorenzo: credimi lo amo più di quanto tu possa immaginare”.

“Ancora una cosa ragazzi,” terminò Marco “Lorenzo lo sa già, ma la sincerità verso tutti i membri del nostro gruppo da questo momento diviene la prima regola. Niente silenzi o reticenze e specialmente tra voi 2 non deve esistere nessun segreto. Può e deve capitare che io magari ignori qualche cosa di Atina, ma quella cosa deve essere a conoscenza di Lorenzo. Ok?”.
Io ed Atina ci guardammo negli occhi, poi annuimmo all’unisono.

Cominciò così l’addestramento.

I primi tempi furono piacevolissimi: doversi affiatare con Atina senza altre implicazioni se non il piacere della reciproca compagnia furono una fase che superammo entrambi velocemente e senza difficoltà.

Dopo un mese in cui le 2 coppie si frequentavano quotidianamente Milvia decise che l’affiatamento tra me ed Atina era ormai sufficiente per passare alla seconda fase e, quando fummo tutti e quattro presenti, ce lo disse: “Credo che l’affiatamento sia sufficiente, anche perché, progredire nella conoscenza non potrà che aumentarlo ulteriormente”.

Marco annui “Credo anch’io che sia ora di passare ad un secondo punto che sarà un po’ più complicato.
Dovrete studiare reciprocamente i vostri corpi e le vostre reazioni senza, e qui sta il difficile, cedere alla concupiscenza. Questa è una cosa facile per dei bambini ma diviene ardua per 2 adulti che possono essere all’improvviso travolti dalla passione”.

“Vi sentite pronti?” domandò Milvia.

Io lo ero (forse) guardai Atina in cerca di una conferma che non arrivò.

“Ma parli sul serio?” Domandò Atina “siamo tutti adulti e vaccinati e sappiamo tutti come è fatto il sesso opposto”.

“Questo lo credi tu sorellina” sorridendo Milvia le tenne testa “tu vuoi un trombamico, uno cioè cui ricorrere quando avrai dei problemi, A lui potrai domandare di tutto: dal semplicemente penetrarti, allo scoparti al metterti incinta e lui lo farà perché i vostri corpi sono abituati l’uno altro e perché desidera compiacerti ma, per farlo, dovrà conoscere tutto di te e, naturalmente, tu di lui!
Proseguì Marco “Non vogliamo che le passioni si scatenino, io propongo che anche questa fase si svolga in comune. Saremo presenti tutti insieme e sono certo che questo solo fatto impedirà penetrazioni indesiderate. Inoltre la cosa farà bene anche a me: vedere un altro uomo che si occupa del corpo di mia moglie susciterà una reazione di gelosia che, sapendo la sua motivazione, mi impedirà di guardare altre gonnelle”.

Atina si mise a ridere “Allora ci spogliamo?”.

“Io direi di sì” rispose Milvia “Lorenzo spoglia Atina così da vincere sue eventuali incertezze e tu Atina fai lo stesso a Lorenzo la parità è essenziale.

Cominciò così la seconda fase. Per comodità mettemmo un materassino gonfiabile a 2 piazze in salotto. Quando Atina si liberava dal lavoro ci raggiungeva, io la spogliavo e studiavo coscienziosamente quello splendido corpo mentre lei faceva altrettanto col mio.

“Sai?” mi disse una volta “Oggi una mia collega mi ha domandato dove corressi tutti i giorni così di fretta. A mostrare a mio marito il mio amico che mi tocca la figa, le ho risposto” e si mise a ridere …. Ma era tutto assolutamente vero. Solo la situazione era talmente surreale da sembrare assolutamente inventata.

I giorni passarono. A dispetto delle convinzioni mie e di Alina quelle sedute di studio mi insegnarono molte cose sulle donne che prima mai avrei sospettato e credo che per lei fosse lo stesso.

Vederla nuda e disponibile mi eccitava, come avrebbe potuto essere diversamente, ma poi vedevo Marco passare per un qualsiasi suo motivo ed istantaneamente mi calmavo.

“Ora sembrate pronti” disse una sera Marco “da adesso potete dichiararvi, se lo volete, trombamici. Ricordatevi l’importanza della comunicazione, dovete parlare tra voi, confidarvi cose che non direste a me o Milvia. E ricordatevi il rispetto del corpo e delle idee dell’altro/a”. Poi aggiunse. “Atina, grazie a te credo di essere molto cambiato. Vederti accarezzare Lorenzo mi ha fatto capire quanto devi aver sofferto per i miei tradimenti. Lorenzo, spero non ti dispiaccia se farò in modo che la mia donna non venga mai a cercare il tuo aiuto”.

Sorrisi comprensivo ma Milvia intervenne “Marco può non volerlo ma quello che avete creato in questo periodo deve essere coltivato con cura. Io mi dichiaro non contraria a che Lorenzo continui a studiare e ad accarezzare Atina. Ora loro sono amici in una dimensione che non è la nostra. In questa stanza i due universi si congiungono ma non devono annullarsi. Io e Marco siamo trombamici da una vita, che i nostri compagni lo siano diventati non può che far felici anche noi”.

Fu a questo punto che Atina si avvicinò a Milvia abbracciandola.

“Ti domando scusa per come ti ho investito la prima volta che ti ho visto” disse. “Ancora non posso dire di aver compreso appieno la filosofia tua e di Marco anche se ho fatto del mio meglio per adeguar mici, ma ho capito che tu sei una persona veramente speciale e non ti meritavi tutti quegli insulti”.

Milvia reagì abbracciandola ed Atina rispose all’abbraccio. Io vedendole mi unii abbracciandole tutte e due e Marco, per non rimanere solo, abbracciò tutti e tre.

Questa è divenuta la nostra famiglia allargata uniti a coppie ed in cui la fedeltà dei componenti è garantita, sembra impossibile, dalla possibilità di scopare con gli altri.

About Il tiralatte

Ho deciso di adottare questo pseudonimo in onore di una vecchia professione del mio paese (sono Lombardo) che purtroppo ora è obsoleta me che ritengo sia, per il solo fatto di esistere al top dell’erotismo.

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