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La mia vita con Danielle

Era stata una giornata particolarmente lunga ed estenuante in ufficio ed il caldo mi aveva fiaccato, ma ho deciso di fermarmi tornando a casa e comprarmi un paio di mutandine veramente sexy sapendo che a Danielle avrebbe fatto piacere. Comprato il paio più sexy, più merlettato di reggiseno e mutandine che avevo potuto trovare, non ho pensato a nient’altro che alla mia bella per il resto della strada. Conoscevo Danielle da quasi sei anni, fin dal liceo, ed eravamo state insieme quasi continuamente negli gli ultimi quattro. Ci eravamo tradite in molte occasioni, salvo poi confessarci le nostre trasgressioni con molte lacrime che erano servite ad avvicinarci ancora di più. Il suo appetito sessuale, come il mio, era insaziabile.
Non penso che ci sia qualche cosa che non abbiamo provato o che non cercheremmo di farci l’un l’altra per renderci felici. Il mio lavoro di segretaria era noioso e non portava molta soddisfazione alla mia vita, ma c’era sempre Danielle al termine della giornata. La sua vita, con un lavoro ad orario ridotto, era molto più affascinante e le offriva più di un’opportunità di avere relazioni sessuali fuori della nostra (sia con maschi che con femmine), ma le lasciavo le briglie sciolte perché sapevo che poi tornava da me. Danielle era la più bella ragazza come avessi mai conosciuto, aveva compiuto ventiquattro anni il mese precedente. I suoi lunghi capelli biondi ed il bel viso, col delizioso naso ed i profondi occhi blu, aveva adornato le copertine di molte riviste negli ultimi anni. Preferiva fare la modella di biancheria intima e spesso era apparsa sui cataloghi nella tipica posa con nulla addosso eccetto mutandine e reggiseno. Come la maggior parte delle modelle di questo genere, non aveva seni particolarmente grandi, tuttavia quello che aveva da offrire sotto quei sexy reggiseni di pizzo che amava portare erano più che sufficiente per aguzzare il mio appetito. Le sue gambe erano lunghe, lucenti e perfettamente abbronzate, tutte le teste si giravano quando entrava nei grandi magazzini indossando vestiti corti. Non sono bella quanto lei, ma devo dire, senza sembrare immodesta, che la batto in quanto sviluppo del corpo. Benché sia più vecchia di soli tre mesi, penso che le mie tette siano rimaste nel forno più a lungo ed abbiano aggiunto altra pasta; il minimo che si possa dire è che sono grosse, probabilmente sono meglio dotata di molte attrici. Devo ammettere, comunque, che il mio aspetto è solo leggermente sopra la media, così, malgrado i miei beni fisici, non attiro l’attenzione come fa Danielle con il suo viso notevole ed i lunghi capelli biondi. Sono castana e mi piace tenere i capelli corti, fino alle orecchie al massimo. Ma soprattutto, dove realmente conta, mi piace tenere i miei peli della micia tagliati molto corti! Spesso ho lasciato che Danielle mi rasasse, sapendo che sarei stata ricompensata con un lungo orgasmo, soddisfacente in quanto non poteva resistere alle mie gambe aperte ed alle labbra sporgenti. Spesso non era in grado di trattenersi dal leccarmi prima di terminare la rasatura; non è insolito per noi interrompere questa attività con del sesso veramente pesante. Di solito mi rade mentre sono sdraiata sul letto con una stuoia di gomma sotto le natiche, ma questi dettagli mi stanno portando troppo lontano, il mio piano è di raccontare tutto di me e Danielle, e prometto di includere alcuni paragrafi sulle rasature tra le mie gambe. Tornare a casa, come quel giorno, portando della nuova biancheria sexy appena comprata, era sempre una gioia; mi piace sorprenderla. Qualche volta mi siedo e faccio vedere un po’ una gamba, facendo in modo che possa vedere sotto il vestito o la camicia da notte. Diventa selvaggia quando lo faccio senza indossare le mutandine! Per qualche ragione si eccita particolarmente quando le giro la schiena e mi curvo offrendole la vista del retro delle mutandine o, talvolta, del culo nudo! Appena entrata ho sentito profumo di cibo. Una bistecca? Che buon profumo. “Ciao, Danielle, dove sei?” “Ciao, Laura!” ha gridato dal soggiorno. Mi sono incamminata verso il soggiorno sentendomi veramente sexy, sapendo che quello che portavo sotto la gonna blu scuro e la maglia l’avrebbe fatta veramente eccitare. Era sdraiata sul divano e leggeva una rivista, indossava una maglietta rossa, sotto quale non portava evidentemente nulla, ed un paio di pantaloncini corti bianchi. Mi sono diretta verso di lei e curvandomi leggermente le ho carezzato con le labbra la guancia mentre lei alzava leggermente il viso per salutarmi. “Com’è stata la tua giornata?” ha domandato con un largo sorriso. “Di merda” ho risposto “Come al solito; se Giorgio mi pizzica ancora il didietro un’altra volta gli do un calcio nelle palle.” Danielle ha riso. Ha mosso le sue anche sul sofà in un gesto d’offerta affinché mi sedessi vicino a lei. Ho piantato le natiche sul divano, ho messo l’avambraccio sotto la sua spalla sinistra; il suo braccio destro si è appoggiato istintivamente sulla mia coscia; vi ho messo sopra il braccio sinistro. “La bistecca è nel forno” ha detto “Hai un bel aspetto” ho detto, fissandola negli occhi blu, fingendo di ignorare il suo commento le ho dato una piccola stretta al braccio sinistro. Mi ha guardato negli occhi, fino alla mia anima ho pensato. “Mi sei mancata oggi” ha bisbigliato nell’orecchio facendomi percorrere la spina dorsale da brividi. “Fin da questa mattina?” Ho domandato fingendo di non accorgermi della pelle d’oca che ora adornava il mio braccio. “Uh-uh” ha risposto. “Ho avuto una giornata noiosa. Una telefonata, mi hanno chiamato per una seduta martedì prossimo. Ho pensato molto a te, Laura.” Ho sorriso. L’amore era qualche cosa di speciale tra noi, nessuna di noi due aveva vergogna di rivelare i suoi sentimenti intimi, avevamo comunicato sempre le nostre necessità, sessuali o altro, con tale candore che non avevamo paura di dire quello che realmente sentivamo o cercavamo. “Anch’io ho pensato a te” ho detto, portando la destra alla sua fronte e carezzando via una ciocca di capelli biondi. Dopo quattro anni di sesso praticamente continuo, uno potrebbe pensare che ci fossimo stancate una dell’altra. Al contrario la nostra attrazione fisica era vicendevole ed incessante. “Non ho fame” ho bisbigliato in maniera sexy con un grande sorriso, finalmente rispondevo al suo accenno alla bistecca forno. “Potresti spegnere il forno” ha detto sporgendo il labbro inferiore, comprendendo che avevo in mente qualcosa d’altro oltre alla cena. “Hai qualcosa di meglio di una bistecca?” Ho domandato, conoscendo già la risposta alla mia domanda. “ho qualche cosa che è estremamente a basso numero di calorie; penso che lo troverai piuttosto piacevole” ha risposto muovendo il corpo sotto il mio braccio appoggiato alla spalliera e spingendo leggermente la spalla sotto la mia ascella. Ho mosso la mano libera al suo seno coperto dalla maglietta e ho cominciato a giocherellarci, usando solo la punta delle dita delicatamente sul capezzolo turgido; sapevo che la cosa la eccitava sempre. Danielle ha spostato la sinistra sulla mia maglia, proprio sotto il seno sinistro. Ho pensato volesse toccarmi lì, ma non l’ha fatto; la mano è rimasta vicino alle mie costole. Curvando leggermente la testa ho piantato un bacio leggero sui suoi capelli morbidi, d’oro. Ha spostato strisciando le dita della mano libera dalle costole alla nuca, ha girato attorno alla mia tetta, mi ha attirato a lei delicatamente, gentilmente. Ha girato la testa e ha posato le sue labbra sulle mie. Il bacio ma non chiaramente sexy, mi piace chiamarlo un bacio “di riscaldamento”. “Scusami, ma penso che non necessitiamo di più di un fuoco alla volta” ho detto, interrompendo il bacio e il suo abbraccio, mentre mi alzavo e mi dirigevo verso la cucina. Ho portato il forno a 100 gradi, sufficienti a tenere calda la bistecca mentre Danielle scaldava il mio corpo. Quando sono ritornata da lei, era sdraiata prona, dondolava la gamba sinistra, piegando il ginocchio, sopra lo schienale del sofà, e teneva la gamba destra distesa. L’effetto era di aprire completamente le gambe offrendomi una visione sexy dell’inguine dei suoi pantaloncini. Un rapido sguardo tra le sue gambe ha rivelato una leggera apertura dell’inguine dei pantaloncini bianchi, sotto quale potevo distintamente vedere l’orlo di delle mutandine bianche. Invece di ritornare alla mia posizione seduta vicino a lei, sono rimasta i piedi su di lei continuando a fissarla. “Ho abbassato il forno,” ho detto. “Allora alza me” ha risposto facendomi un cenno col braccio disteso. “Prima ho una piccola sorpresa per te” ho bisbigliato nel tono più sexy che potevo. “Mi piacciono le sorprese” ha detto con un grande sorriso. “Chiudi gli occhi” ho comandato. “Non sbirciare.” Tenendo gli occhi incollati al suo viso per evitare che mi ingannasse, ho afferrato il bordo inferiore della mia maglia e l’ho alzato sul torace, poi l’ho fatto passare sopra la testa. Ho guardato il reggipetto nuovo, una parte anteriore di tipo solido che mi imbrigliava le tette ed un merletto trasparente, ricamato a piccoli fiori. Gran parte della fessura era visibile attraverso il merletto sottile. Curvandomi leggermente ho afferrato l’orlo della gonna, l’ho tirata su con un rapido gesto verso l’alto rivelando le mutandine nuove, sexy, intonate col reggiseno. Sapevo, per essermi guardata allo specchio nel negozio, che la fessura rasata della fica era chiaramente visibile proprio sopra il rinforzo dell’inguine. Il merletto fiorito adornava tutta la mutandina. Ho mantenuto il vestito sopra la vita tenendolo per l’orlo, mi sentivo veramente sexy. Ho sperato che a Danielle piacesse quello che portavo, avevo comprato la stoffa ornata che piaceva a lei. “Apri gli occhi” ho bisbigliato. Lentamente, come se si svegliasse, ha aperto gli occhi per vedermi davanti a lei esibire il mio recente acquisto. I suoi occhi si sono allargati e la bocca si è aperto. “Oh! Che belli!” ha esclamato, fissando prima le mutandine e poi il reggiseno. Si è leccata istintivamente le labbra, poi ha deglutito. “Li ho comprati proprio per te, Danielle,” ho detto, girandomi in tondo lentamente per permetterle una visione del sedere solido, stretto nella stoffa satinata. Sapevo che la biancheria intima sexy la eccitava, le piaceva fare da modella per queste cose così delicate come le piaceva vedere altri fare la stessa cosa. Avevamo ambedue una collezione di biancheria intima sexy, il mio favorito della sua erano delle mutande combinate col reggiseno completamente trasparenti, dall’inguine al reggiseno a coppa. Forse la parure che indossavo ora per lei non era dello stesso tipo, ma sapevo che lo trovava estremamente attraente. “Oh, Laura, dove li hai comprati?” ha domandato allungando una mano per toccare la parte anteriore delle mutandine con la punta di un dito. “In quel negozio all’altro isolato. Ho pensato che ti sarebbero piaciuti!” “Oh, wow! Li adoro, Laura! Sono belli, hanno un aspetto fottutamente sexy! Girati di nuovo, voglio vedere quel culo splendido ancora una volta.” Mi sono girata ed intenzionalmente ho spinto in fuori il posteriore piegando leggermente la vita. Ho sentito il suo fischio dietro di me, poi ho sentito il calore del palmo della sua mano posarsi sulla mia natica sinistra.
“Queste mutandine sembrano dipinte su di te” ha sospirato spostando la mano sul mio culo. Sentendo la sua mano mi sono imbaldanzita, mi sono mossa a ritroso verso il sofà aprendo le gambe il più possibile e chinandomi sempre di più. Guardando indietro tra le mie gambe, ho visto la mano sinistra di Danielle sul suo inguine e stringerlo proprio mentre muoveva la punta di un dito tra le mie gambe. “Oh, sì!” Ho sospirato sentendo la prima pressione diretta verso l’alto della sua mano contro l’inguine delle mutande, spingere nelle labbra della mia fica. “È così morbido” ha bisbigliato spingendo il medio proprio nella fessura, vicino all’ingresso della vagina che si stava già riempendo dei miei succhi. “Avvicinati, Laura.” Sono indietreggiata verso il divano, finché non ho sentito i polpacci colpirne l’orlo. Il mio culo coperto dalle mutandine ora era proprio sopra la sua testa. Sentivo i suoi occhi fissare la mia area privata. Lei continuava a mantenere una pressione costante del dito contro la mia vulva, abbassando il mio didietro ancora di più, mi sono accosciata su lei, l’inguine coperto dalle mutandine ad alcuni centimetri dal suo viso. Ho guardato di lato, la sua mano si muoveva nel suo inguine, stuzzicava il clitoride completamente eretto mentre guardava il mio culo sopra di lei. “Che vista!” ha esclamato, io era piena di desiderio, ho alzato ulteriormente la gonna e mi sono infilata la destra tra le gambe. Audacemente ho afferrato uno orlo dell’inguine delle mutandine nuove con quattro dita e l’ho tirato di lato scoprendo la fica aperta, completamente senza peli, agli occhi che la stavano sbirciando. “È questo quello che vuoi?” Ho detto con voce roca sapendo che la stoffa rivestiva le pareti della fessura della mia fica e che l’umido ingresso vaginale era chiaramente visibile a Danielle. La mia impudicizia ha sorpreso la mia amante. “Lo sai che lo è, diavolo!” Ho usato l’indice per tirare una delle labbra ed allargare l’ingresso della vagina fumante. “Usa la lingua, amore” ho ordinato abbassando il culo sopra il suo viso, quasi soffocandola con la mia fica carnosa. La lingua è saettata dentro di me come una freccia riempiendo un vuoto che tale era stato troppo a lungo. La sentivo leccare rumorosamente il premio che le era offerto e la lingua calda cominciare la ricerca dentro di me mentre io mi aggrappavo alla spalliera del divano per tenermi in equilibrio. Avevo conosciuto altri amanti, maschi e femmine, ma nessuno aveva una lingua come quella di Danielle. Sapevo che poteva baciare e succhiare la mia micia per ore, una volta l’aveva fatto per una sera intera quando aveva scommesso con me che mi avrebbe fatto godere dieci volte. Si era sbagliata, ero venuta almeno una dozzina di volte, ogni volta in maniera più intensa della precedente. Ha leccato l’intera lunghezza della fessura della fica, fino a raggiungere la mia area anale super sensibile, muovendo la testa avanti ed indietro sotto il mio culo. “Oh! È meraviglioso!” Ho gridato cercando di controllare il mio corpo ancora per un po’ e permettere alla sua lingua di compiere le sue magie dentro di me. Lei gorgogliava e tubava nella mia fessura incollata al suo viso, non ne avevo mai abbastanza di questa cagna in calore (ma lo ero anch’io). Mentre con una mano entrava nei suoi pantaloncini, sotto le mutandine, a giocare con la sua calda femminilità, l’altra mano mi sosteneva il culo. Ho lasciato che mi leccasse per almeno dieci minuti, arrivando in molte occasioni al limite, lasciando che le alte sensazioni mi riempissero i lombi. Alla fine ho alzato il culo dal suo viso. “Andiamo in camera da letto, cara” ho bisbigliato roca. Senza attendere risposta e senza guardarla sono entrata nella camera da letto e sono saltata sopra il letto, sdraiandomi sulla schiena, a gambe aperte. Ancora una volta ho tirato da parte il cavallo delle mutandine e ho aspettato. Danielle è entrata lentamente con un’espressione di pura sessualità sul viso; la parte anteriore dei pantaloncini era stata sbottonata e la cerniera aperta, la stoffa della patta aperta. Ho presunto avesse aperto i pantaloncini quando stava giocando con se stessa mentre mi succhiava. Lentamente si è avvicinata al letto e si è seduta tra le mie gambe aperte fissando la fica rasata che offrivo alla sua vista. Si è sdraiata col corpo parallelo alla mia gamba sinistra e ha appoggiato la testa alla mano sinistra, a pochi centimetri dalla fessura oscenamente esposta. Ha messo la mano libera all’inizio della mia coscia sinistra e si è leccata le labbra. “Cosa vuole la ragazzina?” ha bisbigliato. Essendo senza peli, spesso chiamava il mio sesso “ragazzina”. “Vuole molta attenzione” ho detto sottovoce. Guardando il suo corpo potevo vedere la parte superiore delle mutandine dove i pantaloncini erano aperti a ‘V’. I suoi capezzoli, ora completamente eretti, spingevano contro la maglietta, avrei voluto succhiarli. “Vuoi dire come questa?” ha domandato mostrandomi la lingua insalivata prima di spingerla nel mio sesso e colpire dalla vagina al clitoride. Ho gridato in estasi. “Sì!” Ho rantolato “Oh, fammelo cara!” “Mostrami dove le ragazzine vogliono tutta l’attenzione,” ha detto in un tono sexy, ora mi stuzzicava. Tenendo ancora di lato il cavallo delle mutande, scoprendo la fica, ho mosso la punta dell’indice al cappuccio del clitoride, sotto il quale era la fonte dei miei meravigliosi piaceri, circondata da tessuti sensibili. “Proprio qui” ho detto, spingendo il dito contro la nocciolina e nella fessura superiore della micia. “E in quale altro posto?” ha bisbigliato fissando il mio dito scavare nell’inguine spalancato. “Qui” ho risposto aprendo le gambe ancora di più e spostando la punta di un dito all’ingresso vaginale. “La tua lingua entrerà molto profondamente qui!” Danielle ha guardato, ad occhi spalancati, mentre forzavo la vagina col dito; dentro di me c’era un lago, i miei succhi d’amore fluivano copiosamente. “Penso di poterlo fare” ha detto sorridendo, avvicinando la testa all’inguine. “Calma, ragazza! Non ti ho ancora indicato tutti gli obiettivi.” “Quale manca?” Continuando a tenere da parte il cavallo delle mutandine, ho spostato le dita alla carne morbida circostante la mia regione anale e ho spinto per aprire le due metà scoprendo il mio ‘O’, la mia apertura inferiore, l’ingresso alla mia cavità rettale. “Anche qui” ho detto. “Hai abbastanza coraggio per farlo?” Conoscevo la risposta, mi aveva leccato lì almeno cento volte, ma mi piaceva pregustare quello che la mia amante stava per farmi. “Potrei anche cominciare da là per prima cosa” ha risposto con un sorriso storto. “Ho in animo di farti molte cose, ho in serbo alcune belle sorprese.” “Per esempio?” “Se te le dico non sono più sorprese, non è vero?” “Dimmene alcune” ho implorato. Mi eccitava sentirla parlare di quello che aveva in mente per me. “È un po’ imbarazzante” ha mentito. “Te lo bisbiglierò in un orecchio, muovi la gamba.” Si è mossa di fianco a me mentre io spostavo la gamba destra per accoglierla. Ho tolto la mano dal cavallo delle mutandine, lasciando ricadere la stoffa sopra la micia e l’ho circondata con un braccio. La sua testa si è incastrato nell’incavo del mio collo, era una bella posizione, con la sua mano sinistra, che mi graffiava leggermente, sulla mia testa e la destra, che mi carezzava delicatamente, sulla guancia; il suo avambraccio era posato sopra il seno sinistro. Io tenevo le gambe più aperte che potevo. “Vuoi veramente sentire cosa sto per farti?” ha domandato con la bocca vicino al mio orecchio, il calore del suo respiro mi faceva impazzire di desiderio. “Uh uh” ho risposto. “Comincerò dall’alto e scenderò. Prima qui, sul tuo viso” ha detto carezzando con le dita. “Ti bacio la guancia molto delicatamente. E qui” ha detto portando la punta dell’indice sopra le mie labbra “ti voglio baciare bene e lentamente sulle labbra, poi penetrarti con la lingua.” Mentre parlava le sue labbra mi carezzavano l’orecchio, sospirando le parole nel canale, sapendo come fossero tremendamente sexy e aumentassero la mia libidine. Non potrò mai esprimere con le parole cosa provavo, sapeva come eccitarmi! “E poi” ha continuato muovendo la mano al lato del mio collo e spostandosi lentamente verso la cima del torace, “penso che comincerò a muovermi verso le montagne.” Ho riso mentre la punta delle dita si muoveva dentro il mio reggiseno; le piaceva chiamare i miei seni “montagne” e la mia fica depilata “valle.” Spesso faceva delle escursioni sulle montagne e quattro passi nella valle, con mia grande delizia. “Poiché sono tanto grandi, spenderò molto tempo a succhiare e baciare le tue belle tette, specialmente… proprio qui.” “Ahhh!” Ho gridato mentre il suo indice trovava il mio capezzolo turgido sotto il merletto e lo pizzicava in maniera sexy, eccitandomi ancora di più. “Ti piace, Laura?” mi ha bisbigliato nell’orecchio, spingendo dolcemente sul capezzolo con la parte anteriore del dito. “Oh!” Ho tubato. “Lo sai che mi piace!” Ha disegnato dei cerchi intorno al capezzolo con la punta di un dito, eccitava i tessuti estremamente sensibili e le membrane dell’areola mentre mi soffiava leggermente aria calda nell’orecchio, facendomi rabbrividire in tutto il corpo. L’atmosfera sessuale che riempiva la stanza era incredibile. “Dappertutto sulle montagne, Laura, ci passeggerò sopra con le labbra e la lingua. Ti succhierò il capezzolo così forte e lo morderò da farti gridare di dolore. Ma non sarà finita perché c’è molto di delizioso sul tuo corpo da esplorare. Quaggiù, sull’altro lato della montagna, c’è una strada che conduce ad una valle sconosciuta.” Le sue dita hanno cominciato a muoversi sul mio corpo, sopra l’ombelico, verso il mio monte di Venere. Ho cominciato ad inarcare il corpo verso l’alto ad incontrare la sua mano che vagabondava. Quando le sue dita hanno toccato il mio pube, quasi sono saltata fuori dalla pelle! Il suo tocco, della mano o delle labbra o della lingua, era elettrizzante, spediva onde in tutto il mio corpo, le sue dita magiche non avevano mai cessato di stupirmi. “Nella valle” ha bisbigliato spingendo leggermente nella fessura della fica sotto le mie mutandine, c’è una caverna che deve essere esplorata; devo entrarci e controllare. Penso sia proprio… qui.” Ho rantolato forte mentre il suo medio scivolava sul cavallo delle nuove, belle mutandine, sopra il germoglio del mio clitoride e si insinuava leggermente nell’orifizio vaginale. Non potevo resistere più a lungo! Girato il mio corpo verso il mio amore, l’ho circondata con un braccio e l’ho tirata a me, avvolgendomi intorno a lei. “Oh, ti desidero tanto! Fottimi con la tua lingua ed il tuo dito.” Le nostre labbra si sono incontrate in un accesso di passione pura mentre lei pigiava il palmo della mano tra le mie gambe ed afferrava il mio sesso sotto il cavalo fradicio delle mutandine. Io ho gorgogliato e tubato di delizia, sperando che le sue esplorazioni sul mio corpo non finissero mai. Non avevo mai conosciuto nessuno, uomo o donna, che avesse un tale completo controllo di me, avrei fatto qualunque cosa, qualunque cosa mi avesse domandato. E lei lo sapeva. “Ti voglio nuda” ha detto mentre mi baciava la bocca. “Voglio che tu sia nuda per me” ha ripetuto, enfatizzando l’ultima parola della frase prima di morsicarmi delicatamente il labbro inferiore. E quanto volevo essere nuda per lei! E lei per me. Volevo tutto questo ed altro. Non ci poteva mai essere troppo di Danielle. “Ti amo! Oh, quanto ti amo!” Ho pianto contro la sua lingua che si insinuava, sapendo che la lingua morbida, calda che ora esplorava la mia bocca, presto avrebbe riempito la mia vagina o il mio buco del culo, a seconda del suo capriccio. L’attesa era troppo per me. Ho pigiato i lombi contro di lei mentre la mia mano sinistra ha alzato il retro dei suoi pantaloncini già aperti e si è fermata sulle sue mutandine dove ha afferrato una manciata della sua carne opulenta. “Amo il tuo culo!” Ho pianto, aprendo la bocca contro Danielle mentre le nostre lingue continuavano ad incontrarsi. Ci siamo baciate per un’eternità e, più ci eccitavamo, più sfacciato diventava il nostro vagabondare, carezzando una tetta carnosa qui, un culo là, usando le nostre dita sull’inguine dell’altra. La mia mano si è mossa furtivamente dalle natiche sode di Danielle e si è infilata nella parte anteriore già aperta dei pantaloncini, strisciando sotto le mutandine di seta, dove ha schiacciato le dita nei ricci morbidi della sua micia. Si è lamentata dal profondo della gola poi, improvvisamente,
ha mosso le mani alla parte anteriore del mio reggiseno. “È un reggiseno talmente bello” ha detto fissando il merletto fiorito “ma devo vedere cosa c’è sotto.” “Toglilo” ho detto. “Tu, Laura… Voglio che lo faccia tu. Fai un bello spogliarello sexy per me.” Ho sorriso. “Dici sul serio?” “Sì” “Alzati vicino al letto ed eccitami.” “Sul serio!” “Ora!” ha ordinato. Piuttosto di malavoglia ho tolto la mano da dentro i suoi pantaloncini, dove avevo cominciato a divertirmi a giocare con la sua dolce micia e mi sono alzata dal letto facendo cadere la gonna. Danielle ha girato leggermente le gambe nella mia direzione, aprendole abbastanza per farmi vedere il contorno della fessura della fica nel cavallo dei pantaloncini. Aveva un aspetto così sexy sdraiata là, la gamba destra allungata, la sinistra piegata. Sfrontatamente ha appoggiato la mano sulla parte anteriore dei pantaloncini, dove c’era la mia sino a poco prima e ha alzato la testa in attesa del mio spettacolino. Ho messo le mani sulle anche e l’ho fissata negli occhi leccandomi sensualmente le labbra. La nocca del medio di Danielle sporgeva dal cavallo dei suoi pantaloncini, proprio sopra il clitoride, era ovvio che stava giocherellando con la sua nocciolina mentre mi guardava. Ho deciso di stuzzicarla un po’, lentamente, facendo scivolare le mani verso l’alto, sopra il mio diaframma nudo, finché non sono arrivate al reggiseno. Ho girato i palmi verso l’alto e ho preso i due pesanti meloni; la bocca di Danielle si è aperta leggermente. Ho spostato gli occhi ai movimenti della sua mano tra le sue gambe. “Se continui a giocare così ti ecciterai.” “Sono eccitata, Laura,” ha bofonchiato spingendo il dito sempre più in fondo nelle mutandine, spingendolo, ne ero sicura, in mezzo al suo sesso. “Mi piace vederti nuda.” Ho spostato la mano al gancio del reggiseno. “Vuoi dire che vuoi che apra il reggiseno per te?” L’ho stuzzicata. “Per favore fallo!” ha implorato. Ho finto che il gancio si fosse inceppato, prolungando il tormento. Danielle ha tolto la mano dai pantaloncini, poi, alzatasi anche lei dal letto, rapidamente ha fatto scendere i pantaloncini per le gambe lunghe, lucenti. La bella bionda ora portava solo una maglietta e mutandine di raso bianco. La sua mano rapidamente è tornata a scivolare nelle mutandine, non più costretta dai pantaloncini. Ha carezzato l’intera lunghezza della fessura della fica col medio mentre mi guardava, a gambe aperte ed appoggiata al gomito sinistro. Ho sganciato il reggiseno, ma ho lasciato le tazze al loro posto. Era così concentrata sul mio spogliarello e sulle sue attività masturbatorie che le sue sopracciglia erano aggrottate ed il viso rosso. Quando ho alzato il reggiseno e ho lasciato che i meloni penzolassero liberi, la sua bocca si è allargata e ha fissato le mie tette enormi come se non le avesse mai viste prima di allora. I miei capezzoli color corallo erano completamente eretti. “Sono così belli!” ha sospirato. “Ti piacciono veramente?” Ho bisbigliato sensualmente spingendo in fuori il torace più che potevo lasciando scivolare il reggiseno sulle braccia; la stoffa merlettata è caduta silenziosamente sul pavimento. Ero orgogliosa dei miei seni e mi piaceva eccitare Danielle mostrandoglieli. Lei ha sorriso, i suoi denti erano bianco perla, perfetti. “Potrei passare due ore a succhiarti i capezzoli.” “Mm” ho detto muovendo la punta di ciascun indice in piccoli cerchi sopra i noccioli, le areole circostanti erano punteggiate da pelle d’oca; i capezzoli formicolavano mentre ci giocavo. Curvandomi in avanti ho lasciato che i seni pendessero ed il movimento del corpo li ha fatti ondeggiare; sapevo di farla impazzire. Ho lasciato che i meloni penduli ondeggiassero e si scuotessero per parecchio tempo osservando me stessa con fascino narcisistico. Vicino al letto c’era una sedia con braccioli di velluto blu, l’ho allontanata dal muro, a due metri dal letto, davanti a Danielle; ho girato la schiena alla ragazza sdraiata, mi sono curvata in avanti e ho afferrato i braccioli della sedia, ho spinto indietro il mio didietro coperto dalla gonna mentre le mie tette pendevano e ondeggiavano avanti ed indietro. Aprendo le gambe più che potevo, la gonna si è tesa sulle natiche, scoprendo più di metà delle cosce. Sapevo che Danielle poteva vedere il mio inguine coperto dalle mutandine dalla sua posizione dietro di me, volevo che mi guardasse là. Lentamente ho mosso il didietro in un piccolo cerchio per stuzzicare il mio amore. Guardando indietro, da sopra una spalla, ho visto la mano di Danielle muoversi profondamente tra le sue gambe aperte. Il cavallo bianco delle sue mutandine mi ha eccitato immensamente; con un movimento lento, delicato allora mi sono girata a fronteggiarla. Silenziosamente ho alzato il culo sopra il cuscino della sedia, guardandola diritto nei grandi occhi. La mia gonna blu era a metà delle cosce, ma tenevo le gambe chiuse, spingendo le mani sulle ginocchia nude. Mentre Danielle cercava di trovare uno sguardo significativo dentro i miei occhi e mi fissava, io mi sono morsa il labbro inferiore poi lentamente ho alzato la gamba destra, centimetro dopo centimetro, rivelando secondo delizioso dopo secondo sempre più delle mie gambe nude. Gli occhi di Danielle istintivamente hanno zoomato sulla mia gamba diretta verso l’alto, come per implorare una visione migliore. Non era passato molto prima che la V superiore delle mie mutandine venisse in vista. Sapevo che Danielle riusciva a vedere l’inizio della fessura della mia fica depilata proprio dove iniziava il merletto. Mi eccitava sapere che le stavo dando una visione molto piacevole della mia area privata. Danielle ha deglutito, le sue labbra hanno vibrato leggermente mentre il mio piede destro è venuto a posarsi sul sedile, rivelando ai suoi occhi gran parte della la mia nuova biancheria intima sexy. Ho lasciato che la guardasse per alcuni momenti preziosi mentre le sue dita continuavano a giocare con la sua micia. Lentamente, poi, ho cominciato ad alzare la gamba destra, piegando il ginocchio verso il soffitto e poi drizzandola completamente fino a che le dita del piede non hanno puntato verso il soffitto. Ho spostato le mani al polpaccio poi le ho fatte scendere lentamente facendo scendere contemporaneamente la calza lungo la gamba. Le sue sopracciglia erano imperlate di sudore, aveva sul viso un’espressione di estasi pura, di completo abbandono sessuale, le sue guance, che prima erano pallide, ora erano cremisi; il suo respiro era sibilante. Le mie mani si sono fermate dietro la mia coscia. “Ti piacciono anche le mie gambe?” Ho bisbigliato sensualmente. Danielle ha ingoiato un po’ di saliva e ha fissato intensamente lo spettacolo di gambe e mutandine che le stavo recitando. Era troppo eccitata per rispondere alla mia domanda. Ho deciso di eccitarla ancora di più e ho lasciato cadere la gamba sulla poltrona. Guardandola ancora una volta negli occhi, ho visto che il suo sguardo era focalizzato sulla mia gonna, ho cominciato ad alzare la gamba sinistra verso l’alto, lentamente e sensualmente, fino a che il piede non è venuto a fermarsi, come il destro, sulla poltrona. Ora tutto il mio inguine coperto dalle mutandine bianche era disponibile alla sua ispezione. L’ho lasciata guardare per un po’ poi, imbaldanzita dal suo respiro più affannoso, ho cominciato ad aprire le ginocchia, poco a poco, offrendo sempre più della mia area privata ai suoi occhi fissi. Ora aveva una visione senza intralci di tutto il mio inguine e della parte bassa dell’addome. “Che bella vista!” ha cominciato a dire con voce rauca. Ho spostato le mani sotto le gambe che ora, piegate alle ginocchia, erano appese ai due braccioli della sedia. La punta delle dita si è avvicinata agli orli del bianco inguine di seta, sentivo le labbra della micia divise ed appiccicose dei miei umori sotto la stoffa tesa. “Mi piacerebbe mostrarti quello che ho dentro le mutandine” ho bisbigliato. “Sì, mi piacerebbe” ha detto, deglutendo con forza e con gli occhi fissi al mio sesso. Ho sorriso, comprendendo quanto era eccitata, il contorno della fessura della fica era evidente come tutto il mio inguine bagnato di umori. Ho giocherellato con gli orli della stoffa con la punta di un dito, stuzzicando la povera ragazza. “Prima” ho detto “voglio che ti tolga la camicetta. Se puoi vedere le mie tette, io devo poter vedere le tue.” Rapidamente si è seduta sul letto, ha tolto la mano dalle mutandine, ha infilato le mani sotto la maglietta rossa proprio ai lati delle tette e rapidamente ha tirato la stoffa sopra i seni che sono saltati fuori in vista, poi l’ha fatta passare sopra la testa. Non si avvicinavano alle dimensioni dei miei, i suoi seni di alabastro sormontati da capezzoli rosa sporgevano ritti dal suo torace. Quasi coniche, le sode protuberanze carnose erano ben fatte e perfettamente proporzionate alla sua taglia. “Fai diventare più duri i capezzoli” ho ordinato. Si è guardata i seni poi vi ha mosso sopra le mani, ha messo il pollice e l’indice sopra ciascuno capezzolo rosa, ha spremuto le noccioline erette e di tanto in tanto le tirava. “Così?” ha domandato sentendosi orgogliosa di se stessa. “Sì, così” ho risposto. “Ora togliti le mutandine.” “Laura! Pensavo che ti saresti spogliata per me!” ha protestato. “Ti ha divertito quello che hai visto finora?” Ho domandato portando le dita sull’inguine delle mutandine. “Sì” ha risposto. “Avrò un incentivo migliore se sarai sdraiata nuda sul letto mentre lo faccio. Su…” ho implorato “Non essere timida!” Danielle ha lasciato cadere il corpo indietro sul letto, le sue mammelle si sono appiattite come frittelle sul suo torace. Ho fissato il tumulo pubico coperto dalle mutandine bianche, vedevo i contorni dei ricci sotto la stoffa sottile. Ha alzato le gambe in aria, esponendo la parte più bassa del suo culo sexy e la parte posteriore dell’inguine delle mutandine; teneva le gambe chiuse. Lentamente ha infilato i pollici ai fianchi, nell’elastico delle mutandine, e ha cominciato a spingere la stoffa sulle natiche senza alzare le anche dal letto. Ben presto la fessura del culo è stata in vista, ho guardato rapita ed in dolce attesa mentre i primi pochi ricci chiari della micia si intravedevano sotto la biancheria intima che stava muovendosi salendo lungo le gambe. Attraverso i ricci potevo distinguere il retro della fessura che divideva le labbra paffute della micia. Quando le mutandine sono arrivate a metà delle gambe, ha piegato le ginocchia e poi ci ha spinto sopra le mutandine facendole scendere sui piedi. Ha calciato le mutandine nella mia direzione facendole cadere sul pavimento davanti a me, poi ha alzato le gambe ancora una volta e le ha tenute ermeticamente chiuse. “Apri le gambe, Danielle.” Ha piegato le ginocchia ancora una volta, spingendo i talloni contro il retro delle cosce per stuzzicarmi ancora di più, poi, senza avviso, rapidamente ha spalancato le gambe mostrando interamente la micia splendida. Ho rantolato forte, il cuore mi batteva rapidamente. È rimasta così per parecchio tempo, lasciando che mi lustrassi gli occhi a quella splendida visione. Alla fine ha lasciato cadere le gambe sul materasso e si è spinta verso l’alto. C’era un’espressione di puro ardente desiderio sessuale sul suo viso. Ho guardato il suo corpo nudo scivolare dal letto al pavimento di fronte a me che stavo ancora seduta a cavalcioni del bracciolo della sedia. Senza una parola ha chinato la testa e ha piazzato le labbra in mezzo all’inguine delle mie mutandine fradice. Ho rantolato di nuovo, la sensazione era elettrica, onde di shock emanavano dalla piccola parte che stava baciando e si spandevano dappertutto. “Oh! Danielle!” Ho gridato prendendole la testa e tirando il suo viso più vicino al mio sesso. Lei ha baciato appassionatamente l’intero inguine, forzando la lingua nelle mutandine appiccicose, scoprendo i punti che mi eccitavano attraverso la seta. Quando le sue labbra hanno localizzato la nocciola del clitoride, l’ha succhiata voracemente colpendola leggermente con la lingua, accendendo altre fiamme di lussuria dentro di me. Ho fatto scivolare il culo più vicino all’orlo della sedia e ho arcuato le anche, offrendole un più facile accesso al centro delle mie gambe aperte. Mentre baciava e succhiava, le sue mani lentamente si sono mosse sul mio corpo e hanno trovato le mie tette nude. Ha afferrato più carne che poteva con le due mani, ha impastato delicatamente i meloni colpendo di tanto in tanto con un dito i capezzoli duri come roccia. “Mi piace tanto, Laura,” ha bisbigliato nel cavallo fradicio delle mie mutandine. “Potrei succhiare per sempre.” Ha aggrottato le labbra intorno al clitoride e l’ha baciato dolcemente. “Toglimi le mutandine!” ho gridato, la mia fica doleva per il lavoro squisito della bocca di Danielle e della lingua contro le labbra glabre tra le gambe spalancate; volevo quella cagna più di quanto le parole potessero esprimere adeguatamente. Ho alzato le anche per parecchi centimetri sopra il letto mentre Danielle infilava le mani dentro l’elastico della mia biancheria intima e cominciava a muoverla sopra le mie anche. Il mio cuore martellava in attesa, sapendo che fra qualche secondo le labbra della sua bocca avrebbero succhiato le labbra della mia fica come solo lei sapeva fare. Mentre portava le mutandine alle mie cosce, ho alzato le gambe diritte in aria, puntando i piedi verso il soffitto. Ho guardato il mio amore spingere la stoffa sottile sulle gambe e sopra i piedi e, una volta superatili, ha gettato di lato la biancheria intima. Tenendo le gambe in aria, serrate ermeticamente, sapevo che Danielle aveva una bella vista del retro della fessura della fica, i suoi occhi mi fissavano là. “Apri le gambe” ha implorato inarcando le sopracciglia. Ho portato le gambe indietro oltre la mia testa e così facendo ho esposto di più le mie natiche nude, poi, lentamente e sensualmente, mi sono aperta al mio amore. Immediatamente ha lasciato cadere il suo corpo dietro alle mie natiche e ha passato le labbra sulla fessura della mia fica rasata. Tutto il mio corpo è sembrato spasimare al tocco della sua bocca; usando quattro dita di ogni mano, ha indagato le labbra paffute separandole. Ho gridato di felicità, era così squisitamente bella la sensazione della sua bocca sulla mia fica. Danielle aveva l’abilità di estrarmi fino all’ultimo grammo di energia quando mi leccava, fiaccando tutta la mia forza mentre raggiungevo un piccolo orgasmo dopo l’altro finché finalmente non sono esplosa. Sembrava conoscere esattamente dove conficcare la lingua ma, soprattutto, conoscere esattamente il momento giusto. Variava il movimento delle labbra e della lingua, qualche volta mi lavorava lentamente, qualche volta passava avanti ed indietro dal clitoride alla vagina con tanta forza che il letto veniva letteralmente scosso dai suoi movimenti; i suoi sforzi avevano lo stesso vigore ed energia di quando mi aveva leccato per la prima volta quattro anni prima. Spesso Danielle parlava con la mia fica mentre la leccava, gli si rivolgeva in seconda persona proprio come se fosse un’entità completa e separata dal mio vero essere. Forse lo era. “Oh! Com’è fottutamente bello. Mmmmm. Che buon sapore. Apriti di più, baby. Oh, ne esce tanta che debbo aver ingoiato mezzo litro dei tuoi dolci umori. Dammene ancora di più piccola fica!” E beveva i miei umori il più rapidamente possibile ed io sapevo che lo faceva per eccitarmi ancora di più. La cosa che mi piaceva di più di Danielle era il fatto che non smetteva di leccare finché non superavo il limite, e sapeva esattamente quando ciò stava per accadere e come spedirmi in orbita. Una volta raggiunto l’orlo del precipizio dove Danielle mi aveva portato nella sua maniera speciale: ” Vuoi venire, non è vero, baby. Ci sei quasi, lo sento. Resisti, piccola!” Ed allora portava l’indice al mio ano, bagnato dagli sgocciolamenti dalla mia vagina. Se rantolato con forza, come di solito facevo, capiva che ero pronta e cominciava a spingere il dito lentamente dentro di me. Questo mi faceva letteralmente impazzire e le mie anche cominciavano a sgroppare selvaggiamente, non c’era possibilità di ritorno. È impossibile descrivere la sensazione incredibilmente meravigliosa del suo dito che mi attraversava lo sfintere e penetrava nel retto. Allora, proprio mentre cominciavo a venire, toglieva il dito e lo sostituiva con la lingua. Suonavano campane, fuochi artificiali esplodevano! Tutto il mio corpo si aggrappava convulsamente a quel magico momento; le campane ed i fischi sembravano non finire mai mentre la sua lingua esplorava le profondità del mio essere. Spesso, quando tutto era finito, mi diceva quanto era bello sentire il mio ano cercare spasmodicamente la sua lingua. Sempre, al termine, mentre scendevo dalle altezze dell’estasi, si sdraiava vicino a me e mi circondava con un braccio in un abbraccio delicato. “Ti amo” bisbigliava sottovoce nel mio orecchio. “Ti amo anch’io, Danielle.” Spesso le rendevo il piacere e le facevo quanto lei faceva a me, se mi rimaneva la forza per farlo, ma lei non se l’aspettava né lei me lo domandava.

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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