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La moglie del dottore

Anche questo racconto è frutto unicamente della mia fantasia.

Ogni riferimento a fatti o persone realmente accaduti è puramente casuale

Io e Mia ci siamo conosciuti alle superiori.

Ci siamo persi un po’ di vista durante l’università, io studiavo medicina mentre lei, ottenuto il diploma, aveva iniziato a lavorare.

Ci eravamo re incontrati subito dopo la mia laurea ed i nostri rapporti avevano avuto un’accelerazione. Ci eravamo innamorati ed avevamo cominciato a progettare il nostro futuro andando a coabitare.

Tutto bello vero? Ma anche questa rosa nascondeva la sua spina.

Ero un dottorino neolaureato per cui, all’ospedale. I turni di notte toccavano sempre a me.

In queste occasioni non potevo neppure tornare a casa: dovevo limitarmi a poche ore di riposo, al termine del turno, su una brandina lasciata a disposizione del personale.

“Perdonami Simeone!” mi disse Mia un giorno: “Ma ieri notte non ce l’ho fatta a rimanerti fedele. Tu eri, come al solito di turno ed io avevo cattivi pensieri. Pensavo a te, e mi bagnavo. Poi mi guardavo in giro. Vedevo un uomo ma quello aveva le tue fattezze, e mi bagnavo ancora di più. Per disperazione ho fatto un giro al centro commerciale: forse vedere la massa avrebbe influito positivamente su di me. Ed è stato proprio li che ti ho visto!”

“Impossibile! “risposi” Non mi sono mosso un attimo dalla mia guardiola.”

“Ora lo so.” riprese lei: “ma ti giuro, eri tu!”

Mi guardò serena sostenendo il mio sguardo

“Ti sono corsa incontro e ti ho abbracciato senza neppure domandarti come mai non fossi all’ospedale.

Eri li. E tanto per me bastava. Siamo corsi a casa nostra, ci siamo spogliati ed abbiamo trascorso una splendida notte d’amore.

Certo, facevi azioni cui non sono abituata. Invece di carezzarmi i seni me li mordicchiavi, mi hai penetrata più violentemente del solito, ma non mi importava. Sai che a te concedo tutto per il solo fatto che sei tu a chiedermelo. Ti ho lasciato fare. Ti ho concesso il rapporto completo e quando ti sei tolto, con la pancina bella piena, mi sono addormentata tra le tue braccia.”

L’ho guardata accigliato: “Ma cosa stai dicendo? Io sono stato in ospedale tutta la notte!”

Lei fece cenno di si con la testa: “Poi stamattina, ancora nuda mi sono svegliata: sentivo il tuo corpo nudo sotto il mio viso. Mi sono alzata un po’ per darti un bacio … e non eri tu! Raffaele stava dormendo tranquillo al mio fianco. Ho trascorso la notte con lui ma, ti giuro, ero convinta fossi tu!”

Raffaele era un amico occasionale che avevamo conosciuto quell’unica volta in cui avevamo potuto concederci una discoteca, poi non l’avevo più visto ma ricordo che, come un cane da caccia, aveva puntato Mia.

Non era poi così sorprendente che la mia ragazza fosse caduta nella sua rete, quindi l’abbracciai e la strinsi forte a me: “Ti credo Mia. Ti credo quando dici di amarmi. Ti credo quando dici di avermi visto dove non potevo essere e ti credo quando dici di aver fatto l’amore con me. Ti amo: scordiamo questo increscioso incidente e pensiamo solo a noi.”

Facemmo l’amore e lasciai la mia donna sul letto soddisfatta e convinta di aver avuto il fallo giusto tra le sue cosce questa volta.

La settimana successiva, tanto per cambiare, avevo il turno di notte ed al venerdì, quando rientrai dall’ultimo periodo di servizio Mia mi accolse con la notizia ;”Amore, mi spiace dirtelo ma stavolta sono stata io a non resistere. Mi mancavi, mi mancavi tanto che sentivo dolore alle viscere ed allora ho avuto un’idea. Mercoledì sera ho telefonato a Raffaele, che già una volta mi aveva scopata, e lui si è dichiarato felice di raggiungermi.

Stavolta la copula era alla luce del sole, sapevo che stavo ciulando con lui, ma non mi importava, Sentivo tutto il mio basso ventre soddisfatto: una sensazione di benessere partiva dalle mie viscere diffondendosi in tutto l’organismo.

Sono stata talmente bene che anche le due notti successive le ho trascorse con lui.”

La guardai con tristezza “Stai dicendo che vuoi lasciarmi forse?”

“Assolutamente no! ” rispose lei “Ti amo da morire ma, quando tu non puoi soddisfarmi, non trovi giusto che io possa avere un sostituto, un facente funzione che possa appagarmi?”

Mi ricordai, tristemente, che qualcuno mi aveva avvertito al momento di intraprendere gli studi per la professione medica: -Un buon medico deve anzitutto saper scegliere un buon amante a sua moglie. La professione è tanto impegnativa che da solo non riuscirà mai a soddisfarla ed il rischio concreto è la fine del matrimonio.

Io amavo veramente Mia, e non volevo perderla, per nessun motivo : “Amore mio,” le risposi “vorresti forse inserire un terzo nei nostri rapporti?”

Lei annuì :”Ma solo sesso sarebbe. Tanto per calmare quei bollori che mi colgono quando non sei vicino a me.”

“Ma che garanzie avrei poi che in futuro tu non mi lascerai? Io posso anche concederti un amante, ma se lo faccio è perché voglio assolutamente che tu rimanga al mio fianco.”

“Il futuro giace nel grembo di Giove, Simeone.” mi rispose “Questa è un’assicurazione che nessuno ti può fornire.

Tu devi solo pensare che io ti amo e sperare che anche Raffaele sia una persona di parola. Posso chiedergli di darti la sua assicurazione che, con me, lui voglia solo divertirsi, di più non posso fare.”

Aveva ragione naturalmente: l’unica cosa che potevo fare era quella di approvare la sua scelta :”Perché non lo inviti a casa una di queste sere? Avrò così il piacere di conoscerlo e potrò, a ragion veduta, approvare o censurare la tua scelta.”

“Ti amo Simeone!” rispose Mia “Credo proprio che solo un uomo che veramente sia innamorato di me possa farmi una simile proposta, ed in risposta ad essa voglio farti una promessa: se tu non lo approverai io mi libererò di lui. Se mi concedi un amante è giusto che egli piaccia anche a te, non solo a me!”

La cena si svolse due sere dopo. Fu piacevole e Raffaele si mostrò un uomo simpatico e disponibile. Solo al termine del pranzo, dopo che io ebbi dato il mio placet alla sua candidatura, pretese di andarsi immediatamente a scopare Mia, mentre io avrei dovuto restare in attesa in sala da pranzo.

“Devo essere certo che un uomo troppo geloso non intervenga mai ad interrompere i nostri rapporti. Odio il coitus interriptus.” Questa la scusa ed io mi assoggettai, lui spogliò completamente Mia davanti a me, mi lanciò le sue mutandine già bagnate e la portò sul nostro letto lasciando la porta aperta perché io potessi ben sentire tutti i gemiti di Mia mentre la montava.

Da allora, e fino al nostro matrimonio, che avvenne un anno dopo, questo fu il nostro tran tran. Quando avevo la notte in ospedale Mia andava direttamente a dormire in casa di Raffaele. (Mia mi ha detto che fanno una quasi sveltina prima di dormire tanto per poterlo fare compenetrati. Poi organizzano le grandi manovre al mattino al risveglio, lui è già dentro, rinviene ed ottiene così una copula favolosa in cui la sua sborra alla fine trasborda.) Quando finivo il turno mi raggiungeva poi a casa nostra, sempre piena come un uovo e sempre vogliosa di fare all’amore con me, (onestamente un po’ mi da fastidio trovarle sempre la figa colma di sperma ma non oso farglielo notare) ed era sempre comprensiva quando non potevo accontentarla.

Quando non ero di turno invece era Raffaele che veniva ogni giorno a casa nostra, si portava Mia nella nostra camera e se la ciulava tranquillo adducendo il pretesto di un prurito al pene che solo gli umori di Mia avrebbero potuto calmare. Neppure pensava il desso che io sono un medico, ma Mia era tanto soddisfatta che fingevo di accettare la sua spiegazione.

Dopo circa un anno Mia ed io abbiamo deciso di dare una ulteriore accelerata al nostro rapporto: abbiamo fatto le pubblicazioni e ci siamo sposati. Lei era bellissima nel suo abito bianco ed io ero incantato mentre attraversava la navata della chiesa. In quel momento Raffaele, che era uno dei testimoni, mi sussurrò ad un orecchio perché nessuno potesse sentire : “Simeone, io ho un piccolo sogno. Vorrei essere il primo a scopare la sposa di un altro il giorno delle sue nozze e passare le notte con lei. Me lo concederesti?”

Già avevo fatto tante concessioni a quei due: risposi “Se Mia è d’accordo io non mi opporrò. “

Ed ho fatto un passo avanti per accogliere la mia sposa ed accompagnarla sull’altare.

Mia ha rifiutato di soddisfare quel sogno e questa è la vera prova di quanto lei mi ami: la notte di nozze ha voluto passarla solo con me lasciando a lui le sue mutandine bagnate ed un ciulino, tanto per farmi poi trovare la vagina ben lubrificata e piena.

Raffaele è solo un sostituto, un vice cui si può sempre rinunciare. Per il suo stesso bene è meglio che se ne renda conto il più presto possibile.

Per il momento Mia continua a trascorrere le nottate di turno nel letto di Raffaele ma mi ha annunciato di voler avere al più presto un bambino. Il seme che la feconderà, dice, deve essere solo ed unicamente il mio. Ha rinunciato alla pillola ed ha cominciato a chiedere a Raffaele di togliersi, almeno un momento prima dell’eiaculazione, quando la scopa nel nostro letto e le macchie sul lenzuolo dimostrano che lo fa (anche se una volta su due lui, per errore, sbaglia riempiendola completamente: nessuno è perfetto). Però quando dorme da lui questo non è possibile: un uccello ammosciato non rientrerebbe più in vagina e non potrebbero più dormire compenetratati come ormai sono abituati a fare. Quindi lui si scarica dentro lei alla sera e per sopramercato, abbondantemente, anche la mattina. Gli piace troppo vedere quel liquido bianco traboccare dal buco e scendere lungo le cosce di Mia, come lo capisco!

A me va bene così: loro ci mettono tutta la loro buona volontà (a parole) ma non si può pretendere l’impossibile o andare contro il volere degli dei. Serve qualche altra prova del loro amore per me? Ora attendo solo, e con ansia, il momento in cui Mia mi comunicherà di essere incinta.

Non sono sciocco ma amo immensamente mia moglie.

Per fare un figlio basta un po’ di sesso. Il difficile viene dopo: è per allevarlo che serve tanto tanto Amore.

Anche se Raffaele, col consenso di Mia, mi fregherà la fecondazione voglio diventare papà!

Anche questa volta domando commenti ed opinioni. Tutto è accettato; tutto può servire a migliorarsi per il futuro

About Il tiralatte

Ho deciso di adottare questo pseudonimo in onore di una vecchia professione del mio paese (sono Lombardo) che purtroppo ora è obsoleta me che ritengo sia, per il solo fatto di esistere al top dell’erotismo.

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