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La seconda moglie

Questo è quello che voglio raccontarvi, in barba a tutti quelli che raccontano di avere rapporti con le loro sorelle, le quali sono tutte strafighe, bionde , occhi azzurri, tette e culi da sballo, la mia è assolutamente il contrario .
Io mi chiamo Roberto ho 34 anni e sono felicemente sposato da circa 5, mia moglie Sabrina ha 30 anni, siamo una coppia normalissima non bellissima, ma innamorati ed affiatati, da sempre aperti verso tutte le nuove esperienze.
Da parte mia ho sempre manifestato un attrazione feticista per gli indumenti intimi femminili e spesso da ragazzo mi masturbavo con le calze usate di mia madre,
Ho una sorella Michela ventiquattrenne, molto dolce e simpatica, però non è quel che si dice una bella ragazza, infatti è alta 1, 60 per 102 chili di peso, insomma è grassa, malgrado un bel viso e splendidi capelli a ricci castani.
Essendoci conosciuti con mia moglie da giovanissimi, lei aveva 16 anni, tra loro si è andato creando un rapporto di amicizia molto intenso.
Molte volte Michela usciva con noi a passeggio, e fummo noi a portarla a ballare od ai concerti, in più diventammo i suoi confidenti, ci raccontò dei suoi innamoramenti non corrisposti e delle sue crisi.
Quando ci sposammo, e ci trasferimmo in un’altra città, Michela cadde in una crisi profonda, non trovava lavoro ed in più aveva perso il punto d’appoggio con noi, dopo qualche tempo mia madre mi chiamò piangendo dicendomi che mia sorella stava male, che non usciva più di casa e che si stava rinchiudendo sempre più in se stessa, chiedendomi se potevamo aiutarla un po’ a risollevarsi.
Ne parlai con Sabrina e pensammo di invitarla a stare un po’ da noi , durante il giorno eravamo sempre fuori per lavoro e Michela avrebbe potuto aiutarci nelle faccende domestiche, così il sabato seguente andammo a prenderla lei preparò la sua valigia e partimmo, appena salì in macchina cominciò a sfogarsi con noi raccontandoci di come non riuscisse a trovare uno straccio di ragazzo, e che aveva bisogno di dare tutto l’affetto che aveva.
A casa si sistemò nella cameretta a fianco alla nostra, e ridendo ci chiese di non fare troppo rumore durante la notte dato che aveva il sonno leggero, un po’ sorpresi da questa sua insinuazione io e Sabrina ci guardammo negli occhi, mai Michela aveva scherzato sui fatti di sesso.
Passarono i giorni e la nostra vita era cambiata parecchio, Michela era tornata ad essere allegra e sorridente, ed io e Sabrina più sollevati dal suo aiuto, infatti trovavamo sempre la casa pulita e la cena pronta al nostro rientro, l’unico problema era il sesso, infatti optammo per farlo alle prime luci dell’alba per non farci sentire e dovemmo limitare i nostri gemiti.
Dopo circa due mesi Sabrina si buscò un forte raffreddore che la costrinse a stare a letto per un paio di giorni, e fù durante quel periodo che avvenne il fatto che cambiò la nostra vita.
Mentre Sabrina era letto, Michela si dedicò alla sua cura, le preparava i pasti caldi e gli dava le medicine, ma tra di loro si instaurò un dialogo ancora più intenso, Michela confidò a mia moglie di essere ancora vergine e di avere un bisogno intenso di fare sesso, gli disse di essersi masturbata spesso mentre ci sentiva scopare in camera nostra .
Quella sera Sabrina mi raccontò del suo dialogo avuto con Michela, e la cosa mi fece strano effetto, sapere che mia sorella si masturbava sentendoci scopare mi eccitò da morire, e non solo me, la riprova fù che quella notte mia moglie arrapata mi concesse di fargli il culo, cosa che avveniva raramente, entrambi godemmo come da tempo non ci accadeva.
Dopo quella confidenza vedevo mia sorella con un occhio diverso, cercavo di capire dai suoi atteggiamenti se lei sapesse che Sabrina mi avesse parlato, mi parve di notare una certa malizia in lei, come quando sedendosi sul divano allargava le gambe, o di come a tavola si leccava le dita, credetti di scoprire certi suoi sguardi maliziosi, e mi scoprivo eccitato come non mai, desideravo scopare mia sorella.
Il sabato le ragazze uscirono a fare spese, io avevo delle faccende da sbrigare in garage e così rimasi in casa, terminate le mie faccende andai in bagno per farmi una doccia, mi spogliai e mentre stavo per aprire l’acqua, notai che dal cesto della biancheria sporca uscivano un paio di collant color carne, non erano quelli che portava Sabrina, come in trance li presi ed istintivamente li annusai, alle punte c’era un forte odore di sudore ed il cavallo sapeva d’urina, il cazzo mi divenne durissimo, mi sparai una sega memorabile con le sue calze sotto il naso.
Mi feci la doccia ma il mio pensiero era sempre li, Michela orami volevo farmela ma non sapevo come, mi diressi in camera deciso a dormire per non pensarci più, mi stavo rincoglionendo, dopo un po’ riuscii ad addormentarmi, mi risvegliai quando sentii delle voci in camera, Sabrina e Michela erano rientrate e non avendomi trovato mi cercarono in camera, io mi ero addormentato dopo aver fatto la doccia senza aver indossato nulla, e forse a causa dei miei sogni il cazzo era eretto.
Sentii Sabrina che diceva a mia sorella “è sempre il solito porco tuo fratello, chissà cosa starà sognando ? “, poi uscirono dalla camera.
Mi ricomposi e vergognandomi un poco tornai in sala, per farmi perdonare decisi di portarle fuori a cena e poi a ballare, loro accettarono, mi dissero che si sarebbero cambiate e che intanto io avrei dovuto mettere a posto la spesa, mentre sbrigavo le mie faccende, le sentivo ridacchiare chiuse in bagno, impiegarono circa un ora a prepararsi, ma il risultato fù sorprendente, non le avevo mai viste così, Sabrina indossava un vestitino rosso in raso aderente con le spalline sottili ed aveva le braccia nude, doveva aver indossato un reggiseno di quelli che alzano il seno, dato che le sue tette sembravano voler prendere il volo, l’abito gli arrivava appena sotto il ginocchio, calze color nudo velate ed un paio di décolleté rosse con 10 cm di tacco, i suoi capelli biondi tagliati a caschetto ed i trucco accurato la facevano sembrare diversa dalla ragazza acqua e sapone che conoscevo.
Michela aveva scelto un vestito lungo nero abbastanza largo, il davanti tutto in pizzo ricamato lasciava intravedere il solco tra le sue tettone, calze nere coprenti ed un paio di stivaletti neri alti alla caviglia con un tacco di circa 5/6 cm a spillo, lasciava i capelli lunghi sciolti sulle spalle, anche lei truccata e profumata come non mai, mi accorsi della strana luce che aveva negli occhi, quando mi chiese se gli piacevo vestita così.
Gli risposi di si, e Sabrina affermò che stasera volevano farmi fare bella figura, prendemmo l’auto e ci dirigemmo al ristorante, la cena fù più lunga del solito e, stranamente le due ragazze bevvero parecchio vino, erano su di giri, facevano apprezzamenti pesanti al cameriere e discorsi sconci, io ero esterrefatto mai avrei pensato che potessero essere così lascive, pagai il conto e mi diressi verso il locale dove avremmo dovuto finire la serata, quando Sabrina mi disse che non avevano voglia di andare a ballare e che volevano tornare a casa, io non insistetti dato che mi sembravano ubriache, durante il tragitto di ritorno passammo accanto ad un distributore automatico di videocassette e Michela mi fece fermare dicendo che voleva prendere un film da vederci a casa, Sabrina disse di aspettarle in macchina che avrebbero scelto il titolo, impiegarono circa un quarto d’ora a scegliere mentre continuavano a ridere sguaiatamente.
Arrivati a casa mi dissero di sedermi sul divano e Michela si sedette al mio fianco mentre Sabrina inseriva la cassetta nel videoregistratore, poi si venne a sedere anche lei vicino a me, schiacciò il tasto play ed io capii perché dopo aver preso il nastro continuavano a ridere, il titolo era “Un marito porco” chiaramente un film porno.
Stupito dissi se erano diventate sceme per voler vedere davvero quel genere di film, ma Michela mi disse di tacere con un tono leggermente autoritario, la storia peraltro banale raccontava di un uomo che avendo sempre voglia di sesso cornificava la moglie con le sue amiche, fino a quando lei non scopriva tutto e decideva di punirlo, a quel punto la trama prendeva una piega sadomaso dove la moglie aiutata da un amica sottoponeva il marito alle più turpi umiliazioni.
La visione mi aveva eccitato terribilmente, infatti molte volte avevo desiderato di essere sottomesso da mia moglie ma a lei non andava quel genere di situazione.
Ad un certo punto mia moglie mi disse che aveva sete e mi ordinò di andargli a prendere qualcosa da bere, mi alzai e mi diressi in cucina, presi tre birre dal frigo e tornai in sala, Sabrina e Michela si erano allargate su divano e per me non c’era più posto, gli chiesi di spostarsi, ma Sabrina visibilmente eccitata mi disse che il mio posto era seduto per terra ai loro piedi, il gioco mi piaceva e così feci per sedermi in terra, quando lei mi disse che non aveva intenzione di lavarmi i vestiti e che quindi avrei dovuto toglierli, aggiunse anche che i cani sono nudi e non dovevo aspettarmi un trattamento diverso.
Gli dissi che c’era anche mia sorella e che mi vergognavo a farmi vedere nudo, a quel punto Michela affermò che nudo mi aveva già visto e che non potevo ribellarmi, così mi tolsi i vestiti e rimasi con i boxer che non potevano contenere la mia potente erezione, le due mi intimarono di togliermi anche quelli e alle mie proteste Sabrina si alzò e me li abbassò con uno strattone, il mio cazzo svettava imperioso e per darmi un po’ di contegno mi sedetti per terra.
Appena mi fui seduto in mezzo alle loro gambe, Michela disse a mia moglie che era fortunata ad avere un marito così servizievole ma che doveva stare attenta, in quanto ero un porco, Sabrina rise affermando che aveva trovato il modo per farmi stare tranquillo spompandomi tutte le sere, a quel punto mia sorella mi diede un calcetto con la punta del suo stivaletto al mio pene, e disse a Sabrina certo che deve proprio soddisfarti il mio fratellone con quel pistolone che si ritrova tra le gambe.
Sabrina gli disse che se voleva poteva farmelo diventare ancora più duro, guarda e così facendo sollevò il suo piede ancora calzato nelle décolleté rosse e me lo mise davanti alla faccia, dicendomi annusalo cane, io esitai e per tutta risposta mia sorella mi schiacciò il cazzo con la suola della sua scarpa, il dolore mi fece perdere ogni freno inibitore e iniziai a leccare la scarpetta di mia moglie, la mia lingua saettava veloce dalla punta alla suola fino a quando lei non mi fece aprire la bocca e mi infilò il tacco in bocca, ordinandomi di succhiarlo per bene.
Durante quel trattamento Michela si alzò andò in bagno e dopo un attimo tornò, si era tolta il vestito adesso indossava solo il body nero, le calze nere e gli stivaletti, quella vista di tutta quella carne straripante mi mandò in estasi e quasi sborrai senza toccarmi, mia sorella teneva in mano le calze con le quali mi ero masturbato nel pomeriggio.
Le diede a Sabrina dicendogli guarda quel maiale di tuo marito che cosa fa quando siamo fuori, mia moglie mi mollò due ceffoni in pieno, adesso ti tolgo la voglia di fare il maiale, fece sedere Michela sul divano, mi passò le collant attorno al collo ed usandole come un guinzaglio mi fece strisciare fino a portarmi di fronte alle cosce spalancate di mia sorella, forza cane fammi vedere che ti piace annusare la fregna.
Mi fece infilare il naso in mezzo alle coscie spalancate di mia sorella, l’odore che emanava la sua vagina sebbene ancora coperta dalla stoffa era intenso e, la cosa mi piacque moltissimo, mi strusciai su di lei e capii subito che a Michela quel trattamento doveva piacere infatti mi afferrò per i capelli e mi strinse a se.
Sabrina intanto mi incitava ad annusarla per bene, anche lei era visibilmente eccitata, vedevo con la coda dell’occhio che si stava accarezzando la figa.
Incominciai a tastare con le mani l’interno delle splendide gambe di Michela, leccandole i polpacci attraverso le calze.
Mia sorella non riusciva a dire una parola, il piacere del tutto nuovo che la stava invadendo la ipnotizzava.
Decise di non opporre resistenza, anche se questo le sarebbe potuto costare moltissimo.
Si abbandonò con le spalle sul divano , ed io come una belva che le faceva tutte quelle cose fra le gambe…
Mi prese la testa fra le mani, solo per sentirla muoversi.
intanto le avevo slacciato una giarrettiera, e gli leccavo avidamente la bianca carne delle cosce grasse e burrose.
“Sorellina puttana, ti piace, vero? Fammi sentire di che sa la mia grassa sorellina” gli dissi, e cominciai a leccarle le mutandine.
Quella lingua che leccava e spingeva, senza levarle le calze e le mutandine la faceva impazzire.
Nessuno glielo aveva fatto fino ad ora.
La stoffa delle mutandine era bagnata delle sue secrezioni e della mia saliva.
Michela dimenticò ogni inibizione e cominciò a toccarsi le sue stupende mammelle, sentendo il capezzolo duro e sensibilissimo.
Si infilò l’indice dell’altra mano in bocca e cominciò a leccarlo, per poi toccarsi, e tornare a leccarlo.
A quel punto Sabrina mi obbligò a staccarmi da mia sorella e prese il mio posto tra le sue gambe
Michela sentì che la lingua di sua cognata che si insinuava dentro alle mutandine, nel suo splendido, bagnatissimo solco.
“Ora ti faccio morire” gli disse Sabrina
E così fu: mia moglie si mise a succhiarle il clitoride eretto, mai avrei potuto immaginare una scena simile ed ero arrapato , sentivo il rumore della lingua che saettava veloce tra le labbra della figa di mia sorella e la vedevo godere.
Le perle e gli orecchini di Michela tintinnavano ritmicamente.
Ogni succhiata sparava tonnellate di endorfina nel cervello di Michela, che ad un tratto credette davvero di morire dal piacere.
L’orgasmo giunse inaspettato e violento.
Sentiva fiumi di piacere che le sgorgavano dalla fica, e dovette mordersi le dita per non urlare.
Subito dopo Sabrina si alzò in piedi, paonazza e sporca dei succhi di sua cognata, sorrise e disse:
“Sai di buono, vuoi sentire? ”
Le si avvicinò e la baciò appassionatamente.
Michela le restituì’ goffamente il bacio, assaporando il suo sapore per la prima volta.
Mi ripresi dallo choc dovuto allo spettacolo che avevo visto e nemmeno mai immaginato, avevo il cazzo durissimo e la voglia che mi scoppiava dentro, feci appoggiare mia moglie al divano e rapidamente le rovesciai la gonna sulla schiena le spostai le mutandine nere e gli infilai la mia verga nella figa, Sabrina era bagnatissima, iniziai a pomparla lentamente dato che non volevo venire subito.
Intanto mia sorella guardava la scena e si toccava la fregna furiosamente, Sabrina mugolava dal piacere sentendo il mio cazzo che le scivolava dentro, e spingeva il culo per prenderne ancora di più.
Stavo per godere e mia moglie se ne accorse e mi disse:
” Non venirmi dentro, faglielo assaggiare a quella zoccola che non l’ha mai provato”, e così facendo si sfilò il cazzo e tenendomelo in mano lo avvicinò alla faccia di Michela, continuò a menarmelo fino a quando un potentissimo getto di sborra finì sulla faccia di mia sorella, le schizzai il seme sulle labbra, sugli occhi e nei capelli, era piena di sperma dovunque.
Senti Sabrina dire:
“Forza adesso puliscilo per bene”, ed afferro la testa di Michela costringendola a prendere il cazzo in bocca.
Michela prese a leccarmi l’uccello con impegno passò la lingua sul asta poi la spinse attorno alla cappella, ripulendola dalla sborra, come una bambina golosa.
Forse per il fatto di vedere mia sorella intenta a leccarmelo, il cazzo mi tornò duro, colto da un raptus, la afferrai per i capelli e la costrinsi a succhiarmelo.
“Dai sorellina succhiami il cazzo che poi ti allargo per bene la figa”.
Sabrina intanto si era avvicinata a me passandomi alle spalle si inginocchiò, prese a palparmi il sedere, poi di colpo sentì la sua lingua farsi strada tra le mie natiche ed arrivare all’orifizio anale, persi ogni freno inibitore, mia sorella che mi spompinava e mia moglie che mi leccava il culo, poi sentì un dito farsi largo dentro il mio culo, urlai il mio piacere.
“Siii troione mi fate godere”.
“Ti piace maiale, farti succhiare il cazzo dalla sorellina vero ? “, disse Sabrina.
“Si ma tu sei una vacca schifosa, mi hai infilato un dito in culo”.
“Non dirmi che non ti piace porco, ora è pronta dai sfondala per bene”.
Sabrina fece stendere Michela sul divano, gli allargò le sue coscie, mi condusse vicino a lei e disse:
“Fagli sentire il cazzo, voglio che la svergini e che tu la faccia godere come fai con me, dai stallone sfonda la tua sorellina vacca”.
Mi puntò il cazzo sulla figa di Michela, era bagnatissima, e la punta entrò senza difficoltà, Michela fremette sentendo il mio pene entrale dentro, mi fermai a guardarla in faccia aveva gli occhi spalancati e le labbra aperte, aspettava solo che togliessi la verginità.
L’afferrai per le gambe e la vista della cellulite mi rese ancora più eccitato, con un colpo le ruppi l’imene e scivolai dentro mia sorella.
Michela urlò e mi piantò le unghie nei fianchi, presi a pomparla lentamente ma con forza, la sentivo contrarsi ad ogni affondo.
Mia sorella incominciò ad insultarmi pregandomi di fotterla più forte, cosa che feci con piacere, mia moglie intanto mentre osservava la scena si masturbava infilandosi le dita nella figa.
Credevo di essere in paradiso, stavo fottendo mia sorella davanti a mia moglie che eccitata si toccava come una liceale in calore.
Scopai Michela per una mezzora facendogli provare un paio di orgasmi, poi quando stavo per venire, Sabrina mi fece fermare.
“Tiralo fuori Roberto voglio vederti mentre gli sborri in faccia amore, fagli una bella maschera di sperma”.
Sfilai il cazzo dalla vagina di Michela e lo avvicinai al suo viso, me lo menai e con pochi colpi venni, spruzzando il mio seme in faccia a mia sorella, facendogli colare il trucco.
Ci stendemmo tutti esausti sul divano per riprenderci, poi Sabrina disse:
“Perché non ci facciamo una bella doccia e poi non andiamo tutti sul lettone? “.
La notte la passammo intenti a sperimentare ogni posizione, e Michela si rivelò molto rapida nell’imparare. FINE

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