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La seconda volta

Avevamo conosciuto una coppia di giovani sposi, Massimo ed Elisa, durante una vacanza al mare. Erano simpaticissimi ed, a parole, molto disinibiti. Soliti scambi d’indirizzi, poi non ci pensammo più; finché non andammo nella loro città per alcuni giorni, a casa di nostri parenti. Telefonammo, si dissero felici di rivederci e c’invitarono a cena. Io avevo già parlato con Massimo, durante la vacanza, e lui, sia pure con un certo pudore, mi assicurò che gli sarebbe piaciuto fare un’esperienza un po’… diversa. Arrivammo puntuali, e loro ci stavano aspettando con evidente piacere. Mia moglie, Adriana, piccola, bionda, molto graziosa, aveva indossato un abito leggero, ampio e comodo; Elisa ci accolse con un abito quasi trasparente; era anche lei piccola, mora, un po’ pienotta ma molto sexy. La cena era pronta; il tempo di un aperitivo e fummo a tavola. Durante la cena ricordammo i giorni della vacanza, specialmente i momenti più maliziosi. Si parlò di quella volta che entrammo in cabina all’improvviso, e vedemmo Adriana nuda, la quale non si scompose e tutti ci mettemmo a ridere per vincere l’imbarazzo; al ricordo di quell’episodio, Massimo ed io ci strizzammo l’occhio, in segno d’intesa.
Dopo cena andammo in soggiorno e ci sedemmo sul divano; Elisa servì da bere, ed io evitai gli alcolici: questa volta volevo essere sobrio. Dopo un po’ di conversazione maliziosa, proposi una partita a “strip poker”; tutti accettarono con entusiasmo: la posta doveva consistere solo in indumenti. Naturalmente il primo a perdere un indumento fui io, che sono una schiappa o, forse, perché volevo dare il buon esempio. Presto anche gli altri perdettero qualche cosa; era inteso che quando uno avesse vinto un indumento precedentemente perso, non avrebbe potuto ri-indossarlo. Ci trovammo ben presto con indosso solo gli intimi, poi Adriana perse anche quelli e fu nuda. La mia eccitazione era alle stelle: vedere la mia adorata mogliettina, con quell’aria da santa, nuda sotto gli sguardi di Massimo, che se la mangiava con gli occhi, mi faceva impazzire. Anche Elisa si dovette togliere il reggiseno: era bellissimo, pieno e sodo; Adriana la guardò con evidente piacere, si avvicinò e le accarezzò una mammella; Elisa si ritrasse, forse era solo pudore, ma Adriana ne fu delusa. Il gioco proseguì ma, poiché Adriana non aveva più niente da togliersi, la posta in gioco furono toccamenti e carezze sempre più intimi; ad un certo punto, a furia di rilanci, Massimo vinse una scopata; io ero impaziente di vedere Adriana all’opera e, poiché tutti erano un po’ titubanti, dissi che chi perde al gioco deve pagare subito; Adriana non se lo fece ripetere e si sdraiò sul divano, tenendo però le gambe strette; Massimo le fu sopra e mimò l’atto senza penetrarla effettivamente; Elisa aveva un sorriso forzato, ma era imbarazzatissima; a questo punto, per togliere tutti dall’imbarazzo, proposi che i due andassero in camera; loro accettarono subito: entrarono e chiusero la porta. Io rimasi fuori con Elisa; ero al colmo dell’eccitazione, pensando a quei due dietro la porta, che chissà cosa facevano; avevo il cazzo durissimo e mi avvicinai ad Elisa, ma lei mi respinse. Non passò un minuto che la porta si aprì e ne uscì Massimo che mi disse:
«Adriana vuole che ci sia anche tu»; non me lo feci ripetere, entrai in camera invitando Elisa e seguirmi, ma lei rifiutò, rimanendo sulla porta a guardare; la mia dolce Adriana era sdraiata sul letto a gambe oscenamente aperte, in attesa. Massimo cominciò a leccarla dappertutto, finché arrivo al folto cespuglio che nascondeva una conchiglia succulenta e bagnata per l’eccitazione; Adriana chiese di essere penetrata, ma lui:
«vieni sopra tu»; si sdraiò supino ed Adriana gli andò sopra; io presi il cazzo di Massimo e lo infilai nella figa aperta, che lo risucchiò. Adriana cominciò subito a gemere per il godimento ed io mi rivolsi ad Elisa, sperando che quella scena l’avesse eccitata, invitandola ad unirsi a noi, ma lei osservava la scena con occhi sbarrati e non accennò ad entrare. Io non ne potevo più; avevo il cazzo durissimo e dovevo fare qualche cosa; mi abbassai e cominciai a leccare il culo di Adriana, facendo penetrare la lingua nel buchetto: lei cominciò ad urlare di piacere e ad agitarsi sopra il cazzo di Massimo. Mi tirai su ed appoggiai il cazzo al buco e cominciai a spingere, ma Adriana si lamentò che le facevo troppo male e dovetti smettere; ripresi a leccarla e ciò, evidentemente, le piaceva moltissimo perché si agitava sempre più; ad un certo punto il cazzo di Massimo uscì dalla figa ed io me lo trovai che mi sbatteva sul mento; tanta era l’eccitazione e la voglia di fare qualche cosa che, senza pensarci, lo presi in bocca e lo succhiai con piacere, mentre il mio naso penetrava nella figa di Adriana; quasi subito Massimo sborrò con un gemito ed io inghiottii con libidine tutto quella sborra aspra e dall’odore di castagne amare; poi misi il mio cazzo nella figa di Adriana, che continuava ad urlare, e le godetti dentro. Rimanemmo così, esausti, per qualche minuto, poi ci rialzammo. Elisa era ancora sulla porta che guardava senza fiatare. Ci rivestimmo e poco dopo ce n’andammo. Prima di uscire Adriana disse ad Elisa:
«non sai cosa ti sei persa». FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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