Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Coppie / L’allarme
copertina racconto erotico

L’allarme

Voglio raccontare un fatto realmente accaduto dove la protagonista è Sara.

Siamo nella seconda metà di giugno l’estate è alle porte, cosicché in questo periodo, in comune accordo con mia moglie decidiamo di ristrutturare parte della nostra casa. I lavori sono in pratica terminati manca solo l’allarme di casa per il quale abbiamo dato il mandato ad una ditta specializza il cui proprietario è un amico di Claudio. Iniziarono i lavori il lunedì dell’ultima settimana di giugno e per l’occasione Sara prese tutta la settimana di vacanza mentre io solo i pomeriggi. Poiché faceva molto caldo, Sara girava per casa quasi sempre scalza, con l’intento di sbrigare i lavori domestici indossando una serie di vestagliette (quasi prendisole) di qualche taglia in più, abbottonate sul davanti, piuttosto corte, leggere e con sempre tre bottoni aperti, due sotto ed uno sopra.

Notai fin dal primo giorno che, quando Sara passava in zona oppure ci chiamava per un caffè gli operai, cercavano in tutti i modi per sbirciare nella scollatura o attraverso lo spacco che si apriva davanti ai loro occhi.

Martedì sera chiacchierando con mia moglie le chiesi se si era accorta del fatto che attirava gli sguardi lussuriosi dei ragazzi, lei rispose che si era accorta già dalla mattina di lunedì, che inizialmente decise di abbottonarsi tutta la vestaglia ma che non lo fece perché si stava divertendo soprattutto quando lo facevano anche in mia presenza. Io preso un po’ in contropiede rimasi per qualche secondo in silenzio cosicché Sara mi affermò che se la cosa mi dava fastidio avrebbe troncato fin dal giorno successivo tutto vestendosi in modo molto casto. Mentre mi parlava io già fantasticavo su come rendere più piccante tutta la scena e fu così che confermai a mia moglie che l’abbigliamento non era appropriato e che da domani doveva presentarsi ancora con le stesse vestagliette ma con un ulteriore bottone sbottonato e senza reggiseno, lei mi affermò che i racconti di questo sito mi avevano dato alla testa, ma che poiché voleva anche farmi ingelosire avrebbe cambiato il suo modo di vestire. Mi pentii quasi subito d’averle svelato un mio desiderio perché un conto è immaginare tua moglie protagonista di scene piccanti ed un altro è renderle realtà (ero gelosissimo ma anche eccitato al sol pensiero).

Inutile dire che trascorsi una notte tormentata, il pensiero che mia moglie poteva fare un po’ di esibizionismo non mi lasciava in pace e credo che non lasciasse in pace nemmeno Sara perché anche lei trascorse una notte tormentata.

Arrivò finalmente l’alba del mercoledì io ero molto combattuto fra la crescente eccitazione e la gelosia che mi attanagliava, ma cercai di non dare molto peso alla mia gelosia cosicché prima di partire per l’ufficio salutai Sara con un bacio sbirciando fra la scollatura se indossava il reggiseno oppure no, ma non potei vedere nulla e fui “cacciato”.

Al mio ritorno corsi subito da mia moglie per sapere se fosse successo qualche cosa ma lei mi disse che non successe nulla fuori dalla solita “routine” anche perché mi aveva detto che se lo avrebbe fatto, sottolineando il se, l’avrebbe fatto solo in mia presenza. Un po’ deluso, perché ormai mi ero convinto a lasciar da parte la gelosia, lasciai mia moglie per raggiungere i ragazzi che stavano lavorando nel mio studio.

Dopo circa un oretta Sara si presentò e lasciando tutti di stucco c’invitò in cucina per il caffè, infatti, aveva tolto il reggiseno e sbottonato non un bottone ma due bottoni in più uno sopra ed uno sotto; si vedevano benissimo ¾ delle cosce e buona parte del seno. I due operai, me compreso, strabuzzarono gli occhi, la visione era veramente superlativa.

In cucina non riuscivano a staccarle gli occhi dalle gambe e dal seno, Sara un po’ in imbarazzo, per allentare la tensione, cercava di intavolare un discorso su come proseguiva il lavoro. Il più anziano, avrà avuto circa 38-40 anni, prese in mano il discorso dicendo che il lavoro proseguiva bene ma necessitava di alcune indicazioni da parte di mia moglie, su dove posizionare alcuni rilevatori di presenza e poiché Sara era quella che girava di più per casa.

Sara ingenuamente accettò e fu così che la situazione “particolare” che doveva chiudersi in un episodio cominciò a ripetersi ogni qualvolta i due operai dovevano fissare o regolare o temporizzare ecc. qualsiasi cosa.

Chiamavano mia moglie per chiederle di passare davanti ad un radar aprire una finestra ecc. lei naturalmente eccitatissima continuava a provocarli sfilando fra di loro senza reggiseno e con la scollatura sempre molto profonda. Io sempre più eccitato ma anche molto geloso assistevo alle esibizioni di mia moglie senza nulla proferire e spesso dovevo rifugiarmi in qualche stanza vuota per riprendermi e calmarmi. Mi sentivo come un ragazzo che si eccitava nel vedere un paio di tette e che doveva nascondersi per masturbarsi.

Il venerdì il lavoro era quasi terminato dovevano, o meglio doveva, perché quel giorno l’operaio fu uno solo, far passare un cavo per dei contatti nello studio ed in camera e poi il sabato mattina testare il tutto.

Voglio raccontare quello che successe quel pomeriggio perché secondo me, ha dato il là all’episodio del sabato.

Venerdì pomeriggio, per fare prima, sia io sia Sara (sempre scosciata e senza reggiseno) avevamo deciso di dare una mano, cosicché ci trovammo io su uno scaletto in un angolo dello studio e mia moglie su un altro scaletto all’altezza dello spigolo superiore di una finestra, mentre l’operaio stava ultimando una saldatura in stanza da letto.

Dovevamo far passare un filo in un tubicino che entrava nel muro, Sara prese una sonda e cominciò ad infilarla nel tubicino ogni volta che spingeva la sonda dava una specie di sventagliata alla vestaglietta che si apriva che era un piacere, mostrava ogni qualvolta completamente le cosce e le tette le ballavano facendo intravedere l’inizio del capezzolo. Era bellissima!

Ad un certo punto ecco il fatto, con un mio strattone ho fatto strappare il filo dalla sonda la quale dopo un gridolino da parte di mia moglie è stata presa al volo con le unghie e per non lasciarla cadere l’operaio corse verso lo scaletto con una pinza appuntita cercando di sostituirla alle dita di Sara e fare più forza per recuperare i filo.

Ebbene giunto alla scala a pioli, alzò lo sguardo e vide tutto di mia moglie, la gonna della vestaglia corta non celava nulla anzi credo sia stato un meraviglioso spettacolo. Cominciò a salire da dietro mia moglie, tenendo con la mano sinistra la pinza e con la destra lo scaletto. Ogni qualvolta che faceva un gradino spostando la mano libera, sfiorava le cosce di mia moglie sollevandole anche la vestaglia! Cazzo la sta palpeggiando! E lei la stronza non si ribella!! Questo fu il mio primo pensiero; cosi scesi dallo scaletto per fermare l’operaio e per cantargliene quattro, ma quando fui sotto di loro vedendo che Sara aveva indossato un perizoma, le sue chiappe nude l’abito sollevato e la mano dell’operaio sulla sua pancia ormai vicinissima alle tette mi bloccai estasiato ed eccitatissimo non riuscii ad aprire bocca. Quasi venni!!

Sara scivolando giù non poté fare nulla per non far fuori uscire una tetta dall’abito accompagnata dalla sapiente mano di quella persona che tossì al momento del contatto. Si girò verso di me rossa in viso e visibilmente eccitata corse in cucina. La sera cenando mi disse che all’indomani mattina sarebbe andata in palestra cosicché da evitare di incontrare ancora l’operaio. Io acconsentii felice ma anche nel profondo un po’ dispiaciuto. Quando andammo a letto cominciai a toccarla spogliandola della camicia da notte ed eccitandola prima con le dita poi con la lingua infine con il mio membro, scopammo come ricci e mentre scopavamo continuavo a chiederle se le era piaciuto essere stata toccata da uno sconosciuto, sull’orlo dell’orgasmo mi urlo nelle orecchie che aveva goduto essere stata toccata da quella persona e che se avesse avuto più coraggio avrebbe voluto scopare con me sulla scrivania dello studio dando a quell’operaio uno spettacolino gratis.

La mattina seguente Sara va di buon ora in palestra, io rimasi in attesa degli operai ma un pensiero mi attanagliava la mente, così decisi di telefonare ai ragazzi pregandoli di venire nel pomeriggio poiché di mattina, a casa non avrebbero trovato nessuno. Loro, accettarono la mia proposta dicendomi che sarebbero arrivati verso le 15, 00.

Tornata Sara la misi al corrente che gli operai avevano avuto dei contrattempi e che sarebbero venuti il pomeriggio verso le 16, 00.

Mia moglie accettò il fatto dicendomi che verso le 14. 30 voleva stendersi nello studio dopo aver fatto una doccia per un riposino chiedendomi di non dire ai ragazzi che era in casa.

Ore 14. 20 Sara è appena uscita dal bagno ed indossa una sua vestaglietta bianca si stende sulla poltrona (sagomata a S) posta nel mio studio e subito si addormenta. Lascio passare circa 30 minuti poi entro in studio chiamando Sara per vedere se dormiva oppure no; non ebbi risposta ciò stava a significare che era in un sonno profondo cosicché mi avvicinai e le sbottonai quasi tutto l’abito, lasciai allacciato solo un bottone, ed uscendo non chiusi la porta lasciandola aperta per metà. Alle 15, 00 puntualissimi ecco che arrivano gli operai ai quali corro incontro dicendo loro di non fare troppo rumore perché mia moglie dormiva in studio.

Io sapientemente appostato in sala con un a specie di gioco di specchi potevo tenere d’occhio la porta dello studio

Cominciarono subito i lavori, il più giovane armeggiava la centralina mentre il più anziano (quello che aveva palpeggiato Sara) girava per tutta la casa accertandosi che tutti i contatti ed i radar fossero a posto e funzionassero; ad un certo punto ecco che passa davanti alla porta dello studio buttando un occhio all’interno non può non fare a meno di non notare Sara distesa sulla poltrona con l’abito quasi completamente aperto, tranne quel bottone, poteva vedere benissimo una specie di corridoio di pelle abbronzata farsi largo fra i lembi della vestaglietta che partiva larghissimo dal collo passava fra i seni fino a chiudersi all’altezza dell’ombelico, per poi riaprirsi prepotentemente sotto l’ombelico scoprendo completamente le gambe e parte del perizoma in pizzo bianco abbastanza trasparente. Si soffermò qualche istante di troppo sulla porta, quasi fosse indeciso se entrare o proseguire. Io lo osservavo attentamente pregando perché non entrasse ma anche per il contrario. Passò circa un minuto poi proseguì chiudendo la porta dello studio. Rimasi perplesso della sua decisione avrei scommesso che entrasse invece…. Chiuse la porta. Dopo pochi minuti lo vidi tornare sui suoi passi, e dopo aver comunicato al suo collega di verificare la zona studio entrò in punta di piedi nella stanza dove dormiva Sara e lasciando la porta aperta si avvicinò a mia moglie squadrandola da capo a piedi.

Lo vidi accasciarsi, sollevare prima un lembo del vestito per sbirciare i seni poi molto lentamente spostandosi verso il basso in con un’impalpabile carezza scostò anche la parte finale della vestaglietta scoprendole completamente le gambe ed il perizoma. Mia moglie non fece una mossa. Subito ebbi un sobbalzo quando l’atmosfera che si stava creando fu interrotta dalla voce dell’altro ragazzo che diceva che non vedeva un radar. Il più anziano prendendo la palla al balzo disse che c’era un radar ceco e che bisognava andare in magazzino per prenderne un altro mentre lui lo smontava. Con una banale scusa si liberò del collega e ebbe il pretesto per rimanere più tempo in studio con mia moglie. Il ragazzo partì subito e lui dopo aver dato un occhiata in giro entrò nuovamente in studio chiudendo questa volta la porta. Nooooooo questo non era previsto io dovevo vedere! Decisi di entrare anch’io ma quando mi trovai sulla porta non ebbi la forza di aprirla, in men che non si dica mi trovai inginocchiato per spiare dalla serratura. Vedevo Sara ancora addormentata e l’operaio che subito aveva smontato un radar ed ora spostava le sue attenzioni su mia moglie. Non era ancora successo nulla ma mi accorsi di essere eccitatissimo. Lui ora era affianco a Sara e con molta calma e delicatezza slacciò l’unico bottone rimasto. L’abitino in un mini secondo si aprì mostrando tutta la pancia le gambe ed il perizoma. Rimase ad osservarla un attimo poi sempre con la solita pazienza e delicatezza scoprì anche i seni e con mia sorpresa vidi che i capezzoli erano già eretti. Appoggiando un fazzoletto sugli occhi a Sara cominciò una carezza un po’ meno delicata appoggiando completamente la mano sulle caviglie cominciando a risalire: vidi Sara muoversi un po’ l’uomo subito si fermò poi subito ricominciò la sua risalita; arrivato al bacino sfiorò il perizoma e prosegui la sua risalita verso il seno sempre più in tiro. Arrivato ai capezzoli cominciò a giocarci leccandoli pizzicandoli leggermente. Più ci giocava e più questi si raddrizzavano. Cominciavo a sentire il respiro di mia moglie farsi affannato. Ecco che ridiscende con una mano, mentre con l’altra si mena il membro tirato fuori dai pantaloni. Si ferma all’altezza dell’elastico del perizoma butta un occhio verso la porta e poi dopo un attimo di esitazione entra con la mano. Subito s’impossessa delle labbra ingrossate ed umide, comincia a giocarci fino a creare un sussulto a Sara la quale dopo aver emesso un gridolino sempre con gli occhi chiusi si gira su un fianco mostrandomi le tette e porgendo il culetto al ragazzo. Non ce la faccio più vorrei entrare e sorprenderlo ma, continuo la mia opera di vojeur; molto delicatamente vedo che scosta in su tutto l’abitino ora tutto il sedere è scoperto e la sua mano si è già insinuata sotto le mutandine, mentre il suo membro sempre più duro sfrega sui fianchi di mia moglie spostandosi mimicamente prima sull’elastico poi fino al seno.

Continua a masturbarla ed a masturbarsi! Azz ora è inginocchiato con la punta appoggiata dietro mentre con la mano continua ad entrare ed uscire dal tesoro di Sara che si bagna copiosamente.

Sto impazzendo vedo il perizoma scendere di due cm circa, è al limite del pelo, continua a scendere, mia moglie piega la testa indietro aprendo la bocca emettendo un altro gemito. Non vedo il suo membro ma mi sembra sia proprio poggiato nel solco. Ora la fichetta di mia moglie è per ¾ scoperta davanti, chissà dietro fin dove avrà abbassato le mutandine. Comincia ad ondeggiare la sento gemere la sua fica gode si sente dal rumore che fa, geme ancora, apre la bocca, gode stà per venire siii gode, viene, anch’io…….. oooooooh sto venendo! Corro in bagno cercando di non farmi sentire. Quando ritorno dopo pochi minuti passo davanti allo studio e vedo la porta aperta entro non c’è il ragazzo solo Sara che si sta svegliando l’abito completamente aperto ed il perizoma tagliato su un fianco posto all’altezza delle ginocchia. Il suo tesoro completamente bagnato. A quello spettacolo subito sono preda di un’ulteriore e violenta erezione ne approfitto chiudendo la porta e spogliando completamente mia moglie che ormai ha gli occhi aperti e facendo l’amore con lei.

Subito la penetrai sentendo la sua micia molto bagnata scopammo per un’ora circa, lei venne per due o tre volte. Alla fine esausti ci riassettammo ed uscimmo a far spese. Non seppi mai se era stata posseduta e non voglio saperlo. So solo che ora mia moglie ha molta meno vergogna a mostrarsi. FINE

About Storie erotiche

Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.