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Lavori domestici

Lavori domestici

Per ravvivare il rapporto è necessario inventarsi qualcosa e sperimentare forme nuove per tener desti interessi ed eccitazione.
Giocare ad interpretare parti e ruoli è divertente e stimolante.
Quando mio marito mi legò per la prima volta le mani dietro la schiena mi bagnai come una ragazzina al primo bacio con la lingua in bocca e strillai il mio piacere quando con lentezza mi accarezzò laggiù indugiando con sapienti manovre rotatorie sul bottoncino infuocato.
Subito me lo ficcò dentro con prepotenza, duro come da tanto non lo sentivo e l’orgasmo arrivò in un attimo lasciandomi languida e soddisfatta . Lui mi slegò le mani e con dolcezza mi si accoccolò vicino sussurrandomi il suo amore.
Un misto di sensibilità e passione, di maschia rudezza e coccole è quel che ci vuole per non appiattire nell’abitudine la vita coniugale.
Così ogni tanto torniamo sul tema con qualche variante.
Un giorno rientrò in casa prima del solito e mi trovò in cucina a trafficare.
Le sue mani non tardarono a palpeggiarmi tette e culo . Mi trascinò vicino alla porta del ripostiglio, dove qualche giorno prima aveva applicato una di quelle barre ad espansione
– così per far ginnastica
aveva detto il porco!
Dalla tasca tirò fuori un paio di manette e in un momento mi ritrovai immobilizzata a braccia in alto.
Mi aspettavo palpate e sana trombatina finale, invece si accomodò su una sedia della cucina e si mise a sfogliare il giornale, commentando le notizie ad alta voce.
Si fece un caffè che sorseggiò con lentezza senza degnarmi di uno sguardo, si alzò e si allontanò fuori dalla cucina.
Lo sentii armeggiare in camera da letto.
Tornò con il mio vibratore un po’ difettoso che si fermava da qualche tempo sul più bello, lasciandomi nervosa ed irritabile.
Sul tavolo di cucina pose i suoi arnesi da bricolage e con calma smontò l’aggeggio dissaldando e risaldando i contatti e mettendo a punto tutto il poco poetico meccanismo.
– smettila e slegami subito, non ha intenzione di rimanere a guardare un riparatore del cazzo , esclamai; cosa intendi fare ?
– ti preparo un bell’ uccello di riserva, visto che sei insaziabile, mia bella porcella!
– smettila di dire e fare cazzate! dissi irritata

Sembrò non sentirmi, e continuò sul suo lavoro.
Tutto soddisfatto dopo qualche minuto disse :
– Bene, è tutto OK.
Ora ti scopiamo tutti e due!
– Basta con le tue porcate, devo cucinare, liberami!
Si alzò di scatto, aprì un cassetto della cucina e afferrò un grosso coltello.
Mi si avvicinò con un sorrisetto cretino, e
– Abbiam voglia di divertirci , oggi!
– Scordatelo!
Aprì la mia vestaglietta da casa e vide che sotto indossavo una canottiera senza reggiseno e le mutandine.
Prese la forbice trinciapolli e tagliò a metà la canotta .
Le tette sgusciarono fuori , con i capezzoli già inturgiditi, passò poi a tagliare a metà le mutandine creando con poche forbiciate un capo di abbigliamento da porno shop.
– La troietta si sta eccitando , disse ficcandomi senza indugi un dito in figa.
– Sento un certo sguazzamento!
– Dai scopami, e falla finita!
– Prima devi soddisfare il mio amico!
Afferrò il vibratore e me lo infilò dentro, bloccandolo con quel che restava delle mutandine.
Aprì il frizeer e prese dei cubetti di ghiaccio.
Con coca e rum si fece un Cuba libre che mi offrì con malgarbo :
– Bevi questo, che poi ti faccio rifare la bocca con un po’ di crema!
– Toglimi quel coso e slegami se no grido!
Con uno strofinaccio da cucina allora mi imbavagliò e prese a passarmi i cubetti di ghiaccio su tutto il corpo. La sensazione era piacevole. Insistette sui capezzoli e mise in moto il vibratore, che non tardò a crearmi una intensa eccitazione.
Mi muovevo per come potevo limitata dall’ esser bloccata a braccia in alto, con un vibratore in figa bloccato dalle mutande, i capezzoli eretti e piena di brividi di freddo e di piacere.
– oh! avevo dimenticato il bucato! disse lo stronzo.
Prese le mollette del bucato e iniziò ad applicarle sul seno, a corona. Finì poi col metterne due anche sui capezzoli. Il dolore , sopportabile, si confondeva col piacere, ed il vibro, continuava instancabile il suo lavoro, l’ aveva riparato bene il mio maritino!
Si mise seduto a guardarmi, sorseggiando la bevanda, interessato allo spettacolo che offrivo.
Si sbottonò i calzoni e tirò fuori il suo pene già rigido e di buone dimensioni, e prese a menarselo lentamente, descrivendomi quel che un maschio prova a vedere una donna legata e in quelle
condizioni.
Finalmente si decise a slegarmi , dicendomi
Se hai capito la lezione fa sì con la testa!
Cosa che mi precipitai a fare. Mi tolse il bavaglio dalla bocca mi fece inginocchiare davanti a lui sulla sedia.
Capii cosa voleva, lo presi in bocca e lo pompai per bene.
Il vibratore cadde giù e
– l’amico si è divertito, ora tocca a me!

Mi fece accomodare a gambe larghe col petto sul tavolo di cucina , mi si avvicinò da dietro e si mise ad osservare la scena, accarezzandomi l’interno delle cosce ed indugiando sui peli pubici, fuoriusciti dal buco delle mutande.
In quel buco, ed in quello sottostante in breve mise il suo arnese che trovò la strada spianata dall’ amico meccanico che in confidenza aveva fatto un buon lavoro.
Dopo qualche minuto che mi trapanava, mi balenò un’idea:
– vi voglio dentro tutti e due!
– Ottima scelta signora, stavo per proporglielo!

Fuoriuscì dalla mia passerina ben lavorata, recuperò il vibrante arnese, me lo ficcò un po’ in bocca
Per inumidirlo e allargatemi le natiche iniziò a lavorarmi il buco del culo con le dita e poi con la lingua, che a tratti si faceva strada all’interno, assaporando tutte le creste anali matide di umido colato dalla fichetta in calore.
Cominciavo a gorgheggiare come una palombella, quando sentii la cappella farsi strada nel buco nero che poche volte gli avevo concesso, penetrando piano e ritirandosi un poco, per poi tornare a ficcarsi più in profondità nell’intestino.
Era entrato tutto e mi pompava il culo con passione.
* dimentichi l’ amico, non fare il cafone!
– oh , pardon

Afferrato il vibratore, mentre mi teneva sempre il cazzo in culo, me lo fece penetrare senza soverchia fatica su per la fica e lo riaccese al massimo.
Cazzo in culo, vibro in fica e dito a sgrillettarmi, è una vera goduria!
Dimenticavo le mollette che mi torturavano i capezzoli e muovevo le chiappe come a sottolineare le mie parole
– ne voglio ancora, scopatemi ben bene!
– siamo ai suoi ordini, ma mettiamoci più comodi!

Andammo in camera , mi tolsi le mollette, lui si sdraiò e io mi posi a cavalcioni, mostrandogli le terga e impalandomi sul suo affare.
La visione del buco del culo già ben aperto dal precedente lavoretto, lo spronò a non dimenticare l’amico meccanico che riprese il suo posto, offrendo al mio caro maritino la splendida visione della trombata a spegnicandela con il buco anale turato a dovere dal vibratore che lui sapeva maneggiare con cura.
Mi sentivo riempita di cazzo e quando scorsi sullo specchio la mia immagine di troia infoiata, sentii salire un orgasmo scuotente che lasciai giungere senza più resistere, dicendo:
* amore, vieni anche tu! FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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