Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Coppie / Le vicende di Ariana
copertina racconto erotico

Le vicende di Ariana

Ariana e Carlo erano sposati da 3 anni.
Un fidanzamento più o meno breve, tanta passione ed una vita sociale moderatamente intensa, li aveva portati ad una unione serena e tranquilla.
Lui pubblicitario 36enne di bell’aspetto, appagato dal lavoro e dalla famiglia. Lei ex attrice di B movies 34 enne, dedita ormai ai due figli che avevano avuto di comune accordo.
Sessualmente le cose andavano per il meglio, e non poteva essere diverso vista la prorompente bellezza di lei, forse troppo volgare e con un viso appena segnato da una vita dissoluta, lunghi capelli corvini un seno pieno e sodo (tale rassodamento era frutto di un piccolo ritocco), il tutto condito da un fisico degno di rilievo, bel culo abbondante, e cosce levigate. Aveva un’aria da troia inarrivabile, talmente stuzzicante da suscitare fantasie perverse più che semplici scopatele fugaci.
La relazione andava avanti senza intoppi che non fossero banalmente superabili.
Carlo di temperamento pacato e vagamente religioso, residuo di anni passati tra i banchi di una scuola cattolica non aveva particolari vizi e difetti, Ariana che invece diversa educazione aveva ricevuto, non rinunciava ai piaceri che la vita aveva da offrirle.
Aveva tradito Carlo da sempre e con una certa costanza, senza mai strafare, senza approfondire troppo le relazioni con i singoli partners e senza coinvolgere mai uomini legati all’ambiente che entrambi frequentavano assiduamente.
Aveva avuto per l’esattezza 9 amanti diversi da quando si erano uniti in matrimonio, il primo proprio il giorno delle nozze, godendo appieno nel fare cornuto il maritino appena dopo la cerimonia.
Questo suo atteggiamento non implicava odio o disprezzo nei confronti di Carlo, anzi credeva di esserne sinceramente innamorata, non si sarebbe ma sognata di umiliarlo o di parlarne male davanti a parenti ed amici, ne esaltava le doti artistiche, a lui si concedeva totalmente provando sincero piacere, e adorava letteralmente i figli che gli aveva dato, con i quali però era davvero troppo permissiva, spinta forse dal desiderio di non far mancare loro nulla.
I suoi tradimenti erano atti puramente sessuali a se stanti, ed era in quei frangenti che il rispetto per il marito andava a decadere, come se una personalità doppia scatenasse in lei, una profonda brama sessuale ed una cattiveria repressa, che avrebbe voluto il marito umiliato di fronte a lei e soltanto a lei.
Marito al lavoro e figli all’asilo, il suo dedicarsi alle attività fisiche in compagnia dell’amica Mirella, la portava facilmente a conoscere varie persone, ma essendo il suo bisogno di tradire, un ciclo particolare che poteva interrompersi bruscamente, non dava peso ai corteggiatori vari ed ai fastidiosi molestatori occasionali.
Si dedicava al tennis tre volte alla settimana, stando ben attenta a non lasciare ad intendere cose sbagliate ai maschietti che la divoravano con gli occhi.
Quella era un’altra regola. In quell’ambiente il suo unico scopo era rilassarsi e praticare uno sport che le piacesse.
Mirella che condivideva con lei passioni e stili di vita, scherzava sempre sul fatto che le occasioni migliori capitassero a lei in fatto di uomini, anche se ridendo e scherzando, lei rossa atletica con un viso pulito ed un culo bello come il sole, si era data da fare molto di più di lei ed in maniera spesso sfacciatamente sospetta.
Stavano bene insieme, e le loro chiacchierate non si limitavano a commentino persi nel vuoto ma spesso a resoconti veri e propri delle relazione che entrambe, seppur in maniera diversa amavano avere.
Erano passati quattro mesi da quando l’ultimi stallone l’aveva infilzata a più riprese, un attore conosciuto durante una rimpatriata con il primo regista che all’epoca l’aveva lanciata in un horror vagamente erotico, e che spesso le proponeva il ritorno sul set.
C’erano sempre feste e festicciole a casa di Leonard (così si faceva chiamare e nessuno aveva idea di quale fosse il suo vero nome) ed ogni tanto Ariana partecipava curiosa oppure desiderosa di far festa con alcuni dei vecchi amici
Spesso persino Carlo le faceva compagnia, divertendosi e scherzando con tutti i presenti.
Il giorno in cui appose la nona tacca al suo personale palmares di amanti, aveva accettato l’invito e quasi senza rendersene conto, Leonard l’aveva messa al centro dell’attenzione proiettando alcuni scampoli di pellicola in cui lei appariva come attrice, e persino un provino fatto anni prima, che lui aveva gelosamente custodito.
Senza sosta, dopo averla presentata a tutto il cast del suo imminente nuovo lavoro, aveva attaccato a parlarne bene, esaltandola come attrice e come professionista.
L’ambiente adibito alle proiezioni era la stanza apposita, di cui però leonard era molto geloso, arredata come se fosse un postribolo, risultava comunque gradevole passarvi del tempo.
Marco, che nel film avrebbe interpretato il ruolo del mostro, goffamente camuffato e con chili di gomma addosso, l’aveva puntata senza nemmeno saperne il nome, ma aveva desistito subito, intuendo che non era libera.
Bel ragazzo, atletico ma non particolarmente muscoloso, identificava i suoi punti di forza nell’altezza ed in un viso bello e ruvido, molto mascolino.
Ariana lasciò che le cose andassero avanti senza ammiccamenti, ed al momento giusto strizzando l’occhio a Leonard, si fece sgombrare il campo, pronta ad andare fino in fondo qualora fosse stato possibile.
Marco si dimostrava imbarazzato, ma si vedeva lontano un miglio, la gioia di poter stare da solo con lei.
-Ha ragione Leonard, sei fantastica, davvero! –
Ariana rise e lo ringraziò-
-Lo pensi davvero o lo dici solo per farmi piacere…magari per non contraddire il tuo regista-
-Assolutamente, sei splendida, in tutti i sensi-
-Lì avevo qualche ruga in meno ed un aspetto migliore-disse indicandogli lo schermo.
-Non capisco a quali rughe tu ti riferisca, ma adesso sei dieci volte più fascinosa di allora-
-Ancora più che non vestita da Dark Lady? –
Marco rise-anche ora non mi sembri lontana da quello stile-
In effetti indossava un vestito nero con un lungo spacco, forse troppo scollato ma che davvero faceva la sua bella figura su di lei.
Forse era l’alcool, forse Marco era un bel figlio di puttana determinato e cinico, fatto sta che avvicinandola le fece notare la fede.
-Spero tu sia felice, perché quella vorrei strappartela a morsi! –
Lei stese la mano mostrandola-Perché a te crea problemi? -rispose con un sorriso che diceva tutto e forse anche di più.
Lui tramortito non fece nulla, se non fissarla negli occhi. Quella splendida 34enne truccata in maniera un po’ pesante a voler essere onesti, ma comunque arrapante oltre il limite umano lo stava incoraggiando.
-Lui, non è qui? –
-No, mio marito è al lavoro, e francamente non credo abbia in programma di fare un salto! –
-Capisco, ti sentirai sola allora-
La donna annuì, il suo sguardo pareva dirgli se adesso non ti dai da fare ti mangio vivo, cosicché Marco in uno slancio passionale la cinse con vigore e la baciò, subito dischiudendole le labbra con la lingua.
5 minuti di petting spinto in cui dopo averle strizzato con foga le tette, gliele aveva liberate dedicandosi poi a frugarle nelle mutandine.
Delle voci li ridestarono inducendoli a ricomporsi. Dopo qualche minuto Leonard tornò e sorrise loro.
-Marco perché non le fai vedere i costumi-disse ridendo con un buffo cappellino a punta sulla testa.
Probabilmente aveva cominciato a sbronzarsi.
Marco la condusse in una sala buia, dove la luce filtrava appena dalle persiane rigorosamente anti-curioso, era lì che venivano radunati effetti speciali ed altro.
C’era un via vai incredibile in quella casa, la festa prendeva ritmo sebbene fossero solo le 6 del pomeriggio, quindi di scopare non se ne parlava, anche se nel buio, fingendo di spiegarle in corretto funzionamento di alcuni aggeggi del suo costume aveva preso a palpeggiarla e dopo averlo tirato fuori, aveva cominciato a strusciarglielo sul sedere, sempre con maggior vigore.
Ariana lo sentì diventare duro e con la coda dell’occhio notò che non doveva essere particolarmente voluminoso, quanto lungo. Forse erano un 19 centimetri circa, un bel bastone.
Prese a masturbarlo confermando la sua ipotesi, era sottile, lungo e sottile.
Marco le carezzava i seni e le baciava il collo, standole dietro sulla sinistra, le facilitava la sega, il cui ritmo aumentava sempre più.
Con la mano destra le carezzò il pube, mentre teneva sempre saldamente stretto quel magnifico seno.
Lui gemette sommessamente e venne, sporcando con lunghi getti la gamba del suo costume, il pavimento e la mano di lei che si contorceva sotto le sue carezze.
-Cavolo che sega-fu tutto quello che fu in grado di dire l’appagato attore.
Lei si voltò mollando la presa e baciandolo. Lui ricambio stordito, mai nessuna donna lo aveva fatto godere in quel modo solo con una mano, quella era una bomba erotica che sentiva di non doversi lasciare sfuggire.
Nei giorni seguenti, Ariana visitò il set due volte, e la loro prima scopata avvenne una decina di minuti prima delle riprese, nel camerino di Maria Paola, amica di lei e bonariamente condiscendente nel donarle l’alcova.
Scoparono in piedi dopo essersi quasi strappati i vestiti di dosso.
Lui le morse i seni a lungo, lei carezzandogli le spalle lo incitava a suggerli con forza.
Poi senza sprecare il momento, la donna si ritrovò alla pecorina, mani contro il muro, con l’uccello del nuovo amante che spingeva ad una velocità impossibile.
Solo un minuto forse più e Marco venne estraendolo dalla figa fradicia e spruzzandole il culo tatuato nella parte destra.
Si baciarono si ricomposero e si salutarono con la promessa di rivedersi al più presto.
Nel frattempo le cose andavano per il meglio, Mirella le aveva raccontato di un nuovo ganzo che la corteggiava insistentemente, e lei non fu da meno nel metterla a parte dell’attore, anche se senza dovizia di particolari e con un maggior riserbo.
Un martedì, quando la presenza di Marco sul set non era prevista, si incontrarono a casa di lei.
Chiacchierarono di come andava il film e senza indugiare troppo, dopo un bicchierino di circostanza si denudarono completamente.
Era stata lei a volerlo, visto che avevano tutto il tempo di consumare con tranquillità.
Lo fece distendere a pancia all’aria, gambe larghe e piegate.
Con una maestria degna della miglior puttana, leccò quell’uccello che non impiegò molto a mostrarsi in tutto il suo vigore.
Tocchi di mano, e colpi di lingua, qualche pausa sulle palle, e poi tanto lavoro martellante sul glande, fino a che ingoiandolo lo succhiò senza sosta. Marco si contorse e le fece notare che se non si fosse fermata di li a poco sarebbe venuto.
Ariana non accennò pause ne sguardi, continuò a pompare fino a che gli spruzzi caldi arrivarono a sporcarle il palato.
Anche allora non smise di pompare, e senza aprire la bocca mandò giù tutto, un getto dopo l’altro con tanti piccoli mugugni.
Quando il vulcano smise di eruttare, allora lo abbandonò per tirarsi su ed osservare il viso di Marco, distrutto e compiaciuto. Era molto attratto da lei, l’intensità degli orgasmi che poteva dargli lo provava.
-Sai che finora non mi hai mai fatto godere-
Lui sorrise un po’ imbarazzato
-Non ne ho avuto il tempo-disse con un viso da cucciolo bastonato.
Lei si stesse in una postura molto simile alla sua facendogli segno di rialzarsi
-Adesso hai la possibilità di rifarti-
Gli offrì il pube oscenamente, carezzandosi piano i grossi seni.
-Dai! –
Marco si avvicinò facendosi desiderare il più a lungo possibile.
La vagina completamente rasata si dischiuse lentamente sotto i colpi della sua lingua veloce, le baciò il monte di venere e carezzandole le cosce spinse la faccia con prepotenza come a volerla divorare.
Ci sapeva fare, era fantasioso ed abile, ma per lei ci voleva ben altro, così dopo una decina di minuti di trattamento intenso di lingua, notando che il pene era tornato ad essere la spada che aveva gustato poco prima, gli strinse la testa tra le mani, lo bacio e gli si fece sotto, pronta a farsi infilzare.
Lui lo strinse diede tre o quattro colpi e certo della consistenza entrò senza tanto accorgimento, provocandole un gemito.
I suoi colpi erano veloci e costanti, molto lenti e mirati a far uscire il pene del tutto prima di tornare ad infilarlo.
Ariana in estasi strinse il copri lenzuolo.
Quello era il letto in cui Carlo le massaggiava le spalle, le carezzava i fianchi e la baciava con passione rinnovando il suo voto di eterna fedeltà ed unione, invece lei su quel letto aveva succhiato cazzi e offerto tutta se stessa ad altro uomini che poi erano scomparsi dalla sua vita.
Il giochetto di Marco durò poco, perché la sua voglia di distinguersi sparì progressivamente alla sua eccitazione.
Cominciò a spingere come un toro assatanato, e senza curarsi di altro se non di se stesso le venne direttamente dentro, poggiandole il viso tra i seni.
Anche quella volta Ariana non era riuscita a venire.
La relazione con Marco durò solo altri 4 incontri, nel corso dei quali, la donna venne solo una volta, dentro la stanza in cui gli aveva tirato la prima sega, con lui che indossava il costume di scena e lamentava in ginocchio alla pecorina.
Lasciò che la cosa morisse in assoluta tranquillità, concedendogli un pompino di commiato e proibendogli nel modo assoluto di cercarla.
Quella nel bene e nel male, era stata la sua nona tacca. FINE

About Sexy stories

Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Perversioni gastronomiche

Marco si destò da quel lungo sonno comatoso molto tardi, era già mezzogiorno quando aprì …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.