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Marito curioso

Vi è mai capitato di vedere un filmino porno? forse succede anche a voi, per molti versi li trovo “stimolanti”, c¹è però un particolare che mi fa innervosire e non è la spesso totale mancanza di una trama coerente ma piuttosto l¹assoluta “improbabilità” delle situazioni.
Credo che a nessuno di noi “umani” sia mai capitato di incontrare una ragazza e questa, senza dire ne¹ a ne bà ti apre la patta e ti fa un pompino, arrivano due amici e, sorridendo, lei li invita ad unirsi alla allegra comitiva…

D¹accordo, mi direte, i tempi e le scansioni di un filmato, di un racconto per immagini sono altro dalla realtà ma, diciamocelo francamente, questa è fantascienza!
Eccitante quando gli interpreti sono belli e sexy, ma pur sempre fantascienza.

Le medesime situazioni da “fiaba” le ho riscontrate nei racconti, veri o presunti, che trattano di scambio di coppie.

Questo, devo confessarlo, è un argomento che mi ha sempre intrigato. Ma anche qui quello che mi sembra strano è l¹assoluta “nonchalance” con cui le mogli si fanno decine di maschi allupati e, soprattutto, l¹assoluta disinvoltura dei mariti che non dimostrano la minima sensibilità alla cosa, come se fosse del tutto naturale.
E¹ veramente così nella realtà “vera” o anche qui, come per i filmini porno è fantascienza. O forse sono io che mi faccio troppi problemi?

Il fatto è che mi ha sempre eccitato l¹idea di vedere mia moglie alle prese con un altro uomo.

Io ho 40 anni, Beatrice, Bea, 36, abbiamo due bambini ancora piccoli, ci siamo sposati da pochi anni e come succede, dal punto di vista sessuale, entrambi avevamo avuto le nostre belle , più o meno numerose, precedenti esperienze.
Come penso succeda a tutte le coppie, nel corso del tempo abbiamo avuto modo di raccontarcele, senza però mai entrare nei particolari più scabrosi.
Anche nelle chiacchiere che si fanno durante l¹amore, quando l¹intimità è al massimo, Bea, non si è mai sbilanciata nel raccontarmi nei dettagli le sue esperienze precedenti, tuttalpiù si è esposta, dopo che il nostro rapporto si era più consolidato, nel mettermi al corrente delle sue fantasie, precisando che solo di fantasie si trattava e che mai avrebbe avuto il coraggio o la curiosità di metterle in pratica.
Per me il sentirla raccontare che immagina di fare l¹amore con degli sconosciuti i quali, mentre io la possiedo davanti, magari in una via fuori mano, appoggiati ad un muro, le sollevano le gonne, la penetrano da dietro, le toccano i capezzoli, mi fa venire all¹istante anche se normalmente sono piuttosto resistente e riesco a raggiungere l¹orgasmo più o meno quando lo desidero.

Più d¹una volta ho cercato di spingere Bea a confessare che le sarebbe piaciuto passare dalla fantasia alla pratica; spesso ho stimolato il discorso ricorrendo a “bassi espedienti” del tipo di noleggiare filmini porno sapendo che erano imperniati su scambi di coppie, doppie penetrazioni, orge e guardandoli insieme la sera facendo l¹amore ho cercato di stimolare la sua fantasia a spingersi oltre.
Ogni volta lo stesso muro. Bene la fantasia, nemmeno parlarne di tradurla in pratica.

Io del resto mi sono spesso chiesto:
“ma veramente mi piacerebbe vedere mia moglie penetrata da un altro uomo? ” che effetto potrebbe farmi?
Non si scatenerebbe una gelosia tremenda nel vederla godere con il membro turgido di uno sconosciuto tra le sue belle cosce?
Come potrebbe proseguire il nostro rapporto di coppia dopo una esperienza simile?

Questi pensieri ogni volta mi hanno fatto desistere dall¹insistere nella mia opera di blanda convinzione, ma la curiosità e l¹eccitazione restavano.

L¹idea che ha dato una svolta decisiva alla mia fantasia sessuale è nata, come spesso accade, per caso.
Una sera Bea mi ha chiesto di massaggiarle la schiena perché si sentiva “tutta rotta”.
Mi piace e mi eccita massaggiare il suo corpo dalla pelle così morbida, le sue curve piene, il suo sedere sodo e carnoso.
Spesso il massaggio è la scusa, il “via” al rapporto sessuale che si scatena dopo che mi sono preso cura di tutto il suo corpo.
Quella sera sono partito dalle spalle e quando sono arrivato a massaggiarle i piedi, inginocchiato alla base del letto, guardando le sue cosce leggermente divaricate, il suo sesso ben in vista, il sedere pieno e morbido ho avuto una folgorazione; avevo trovato il sistema di coinvolgerla, a sua insaputa, nella mia fantasia erotica.

La convinzione che mi ha indirizzato è stata quella che quasi tutte le donne, anche le più magre e perfette, senza un grammo di cellulite, trovano se stesse “grasse” e poco in forma, e quindi generalmente amano i massaggi e qualcuno che professionalmente si prenda cura del loro corpo, sia questi il parrucchiere, l¹estetista o semplicemente l¹allenatore se vanno in palestra.
I massaggi in particolare, riferendomi al vero obiettivo della mia fantasia, presentano il vantaggio di venire praticati nudi.

L’idea che ho escogitato è dunque la seguente: ho predisposto un cartoncino, un vero e proprio depliant pubblicitario realizzato con il mio computer dell¹ufficio (devo dire che, lavorando in una agenzia di pubblicità sono stato particolarmente avvantaggiato) ed una lettera di accompagnamento il cui tono era: se non hai tempo di venire in palestra da oggi la palestra può venire a casa tua.
Un massaggiatore professionista ti propone una serie di massaggi direttamente al tuo domicilio, il primo massaggio di prova è gratuito.
Telefona per prenotare ad un determinato numero di telefono (ho comprato per questo una nuova scheda ricaricabile per il mio telefonino).

Il secondo passo è stato quello di trovare un complice.
Questo, nella realizzazione del mio piano è stata la cosa più difficile. Ho risposto ad annunci, ho inserito un annuncio su tutte le bacheche che ho trovato su Internet e ho ricevuto decine di risposte dei personaggi peggiori: assatanati, volgari, maleducati o, semplicemente non assolutamente in grado di apparire credibili come massaggiatori in quanto neppure dilettanti come mi ritengo io che pur ho una certa tecnica.
Il pericolo era di fare una figura meschina; Bea avrebbe capito subito l¹imbroglio e sarebbe stata una rovina per il nostro rapporto doverle confessare il trucco.
L¹avrebbe presa come una mancanza di fiducia, come uno sgarbo incancellabile, come una dichiarazione di “disamore” nei suoi confronti.
Questo naturalmente non è vero: il mio amore per Bea non ha nulla a che vedere con l¹eccitazione e con un gioco trasgressivo che avrei veramente voluto giocare con il suo consenso.

Fra tante risposte inaccettabili finalmente una lettera “civile”.
Stefano, massaggiatore sportivo per hobby, sistemista informatico per professione si diceva incuriosito dal mio annuncio e disposto a farmi da “complice” anche solo per il gusto della trasgressione senza aspettarsi una conclusione sessuale certa e a breve termine.

Ci siamo incontrati in ufficio da me dopo un breve contatto telefonico di lì a pochi giorni.
Devo dire che l¹ho trovato subito all¹altezza dell¹aspettativa: fisicamente piacevole, 35 anni circa, alto, muscoloso ma non grasso e soprattutto simpatico, aperto e cordiale e per nulla imbarazzato dalla mia proposta che è stata fin da subito chiara.
Gli ho spiegato quale era la mia fantasia e non gli ho negato che avrei avuto difficoltà ad andare fino in fondo, non ero preparato cioè ad accettare un rapporto sessuale vero e proprio tra mia moglie e un altro uomo.
Tuttavia mi intrigava l¹idea di vederla massaggiata e accarezzata da un estraneo; mi incuriosiva anche vedere il suo atteggiamento.
In quell¹occasione gli ho mostrato un paio di foto di Bea nuda vista da dietro e devo dire che questo ha fatto a Stefano un effetto che lo ha stimolato a proseguire nel tentativo; dal mio punto di vista, mostrare le foto con Bea nuda, il sedere bene in vista, ha procurato un eccitamento notevole.
In quell¹incontro ci siamo anche chiariti che il primo approccio sarebbe stato estremamente professionale, il seguito sarebbe stato in mano mia.

Terminato il primo massaggio assolutamente asettico e professionale, avrei condotto la discussione che inevitabilmente sarebbe nata, o che avrei stimolato, sull’eccitazione, sul ripetere la cosa, sull’andare avanti magari spingendosi un po’ più oltre…

Dopo questo incontro tra me e il mio futuro complice mi sono deciso ed ho spedito il messaggio per posta.
Quando dopo un paio di giorni l’ha ricevuto Bea me l’ha mostrato distrattamente; ho dovuto insistere per convincerla che in fondo mi pareva una buona idea, non aveva nulla da perdere e io sarei stato comunque presente.

Mi sono proposto di telefonare direttamente a questo massaggiatore per capire se si trattava di una cosa seria e nel caso avrei fissato un appuntamento.

La sera dopo, tornato a casa, durante la cena, con ostentata indifferenza ho comunicato a Bea che sì, avevo sentito questo massaggiatore, le ho spiegato che era un massaggiatore sportivo che cercava di allargare il giro di lavoro e arrotondare lo stipendio con clienti privati, che mi aveva fatto una buona impressione e che avevo fissato un appuntamento per venerdì sera alle 9, 30 perché così potevamo essere certi che i bambini fossero già a letto e comunque lui prima di cena non aveva uno spazio libero.
L¹ho subito tranquillizzata dicendole che era un¹ ottima occasione per me per ³carpire² la tecnica del massaggio e poi poterla utilizzare su di lei.

Quel venerdì è stata una giornata di grande tensione emotiva, non riuscivo a concentrarmi che su quanto ci aspettava quella sera.
La cena è stata veloce e i bambini sono stati messi a letto presto; rimaneva il dubbio sul luogo e il “supporto” più adatto per il famoso massaggio.
Quando ero io a massaggiarla il luogo deputato era naturalmente il letto anche perché la conclusione era più o meno fissa!
In questo caso il letto era da escludere perché decisamente poco adatto ad un massaggio professionale.

Stavamo ancora discutendo di questi particolari quando è suonato il citofono.
Stefano era puntualissimo, ci siamo presentati come se ci fossimo sentiti solo telefonicamente e l¹ho presentato a mia moglie che per l¹occasione indossava una classica sobria gonna al ginocchio e un golfino a maniche corte con sotto una deliziosa maglietta senza maniche.
Bea non porta quasi mai il reggiseno, con la sua 2° misura e un seno sodo e sostenuto dice di non averne proprio bisogno e di sentirsi “impacciata”.

Stefano l¹ha messa subito a suo agio chiedendole dell¹età dei bambini e raccontando di essere neo padre di un maschietto.
Per il massaggio il suo consiglio è stato quello di sistemarci in salotto, per terra, usando come base un paio di coperte ripiegate e un lenzuolo.
Predisposta la base mi sono seduto sul divano di fronte al lettino improvvisato e Bea ha cominciato a prepararsi.
Si è levata prima il golfino, subito dopo la gonna ed è rimasta in mutande e maglietta. Pensavo che per l¹occasione si fosse messa almeno il reggiseno.
Mi sbagliavo.
Tolta la maglia è rimasta a seno nudo e mutande e subito si è stesa a pancia in giù sulle coperte ripiegate.
Mentre Stefano si preparava strofinandosi le mani con l¹olio per massaggi, notavo il bel corpo di mia moglie di fronte a me, le mutandine bianche, senza pizzi, molto sobrie e castigate, che le fasciavano completamente il sedere, la pelle ancora dorata dell¹abbronzatura dell¹estate.

Il massaggio è cominciato dalle spalle.
Stefano non aveva scherzato, si capiva subito che era un vero professionista.
Io non stavo nella pelle per l¹agitazione sapendo che tutto quanto era un trucco organizzato da me.
Ero eccitato ma non sessualmente. In poche parole non l¹avevo duro.
Nello stesso tempo ero turbato.
Con la scusa di vedere se i bambini dormivano mi sono alzato e uscendo dalla sala ho socchiuso la porta.
Dalla soglia potevo vedere le mani di Stefano scendere sempre più lungo la schiena di Bea.
Sono rientrato e Stefano mi ha chiesto se potevo abbassare la luce e mettere una musica bassa di sottofondo per favorire il rilassamento.
Fatto questo mi sono di nuovo assentato con la scusa del bagno.
Tornato dal bagno, dalla soglia ho avuto una visione che mi ha procurato un tuffo al cuore. Bea era sempre distesa sulla pancia ma questa volta aveva le mutandine abbassate fino oltre metà sedere.
Le mani di Stefano massaggiavano il sedere di mia moglie in maniera delicata ma decisa, mano a mano che il massaggio procedeva lui provvedeva a spostare l¹elastico delle mutandine sempre più in basso senza però arrivare alle cosce e mettere così in vista il sesso di Bea.
Sicuramente in quella posizione vedeva il buchino di mia moglie aprirsi e chiudersi a seconda della pressione delle sue mani sui glutei.
A quel punto toccandomi tra le gambe ho sentito di avere l¹uccello più duro da anni a questa parte.
Quando sono rientrato mia moglie si stava tirando su le mutandine prima di voltarsi sulla schiena e cominciare il massaggio di fronte.
Prima le gambe, poi la pancia e finalmente il seno, massaggiato morbidamente e con delicatezza, appena sfiorato senza mai toccare i capezzoli che si ergevano duri e sfrontati a dispetto della timidezza di Bea. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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