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Mercoledì in giro

Quel mercoledì mio marito aveva la giornata libera e mi propose di andare a fare un po’ di shopping in un centro commerciale subito fuori città.
Guardando alcune vetrine fui colpita da una gonna color biscotto ed entrai per provarla accompagnata da Sandro per sentire anche il suo parere.
Lui mi disse che mi stava bene anche se a me pareva un pochino troppo corta (era quasi una mini) ed essendo in misto lycra e cotone mi fasciava strettamente ma lui era entusiasta anche se mi disse che si vedeva il segno in rilievo del reggicalze (indumento che io porto sempre in quanto non sopporto i collant).
Tenni indosso la gonna e visto che avevo con me uno spolverino me ne servii per coprirmi fino al negozio di intimo dove su suggerimento (che mi sorprese non poco) di Sandro acquistai un paio di calze autoreggenti ma lui non era ancora contento e mi fece osservare che avrei dovuto cambiare anche le mutandine mi fece comprare un paio di slip con lo string, quasi un tanga praticamente, e così vestita continuammo nel nostro giro anche se io mi sentivo un po’ strane nel sentire sul mio culetto lo strusciarsi del filo di stoffa che mi sembrava quasi un ditino insistente come facevo qualche volta masturbandomi in segreto.
Camminavo leggermente distante da Sandro quando due ragazzi dissero:
guarda quella si muove come una troia e che culo che ha.
-Hai ragione e da come si muove deve aver voglia di cazzo – ti immagini che cornuto deve essere suo marito, mi sembra sia addirittura senza mutande.
Guardai verso Sandro ma lui non dava segno di aver sentito e ci avviammo verso la macchina dove, io una volta seduta tentavo invano di far scendere la gonna che mi scopriva le cosce fin quasi al bordo lavorato delle calze- Lascia stare mi disse Sandro avviando il motore, hai delle gambe magnifiche e mi piace guardarle , e così dicendo cominciò ad accarezzarle guidando con una mano sola.
Mentre percorrevamo la tangenziale affiancammo per superarlo un camion ed ebbi l’impressione che mio marito rallentasse un pochino mentre continuava con le sue carezze e guardando fuori dal finestrino vidi che l’autista stava osservando dentro la macchina
Non so cosa mi prese ma scivolai un pochino sul sedile per permettere a Sandro di accarezzarmi meglio e osservandolo vidi un sorrisetto apparirgli sul volto mentre la sua mano arrivava al bordo delle mutandine scostandolo leggermente. Il suono prepotente al clacson di una macchina che chiedeva strada ci riscosse e accelerando ci dirigemmo verso casa.
Una volta giunti a casa Sandro mi chiese se avevo voglia di andare in qualche cinema con lui ed io ancora scossa per l’accaduto di poco prima acconsentii dicendogli però che avrei preferito andare in un cinema di qualche paesetto vicino.
Lui prese il giornale trovò quanto cercava e mi disse che lo spettacolo cominciava alle 21. 00 per cui dovevamo mangiare in fretta per arrivare in tempo e poi dovevamo ancora darci una rinfrescata.
Arrivammo fuori del cinema con dieci minuti di anticipo e potevamo vedere dei ragazzi e alcuni uomini che sostavano nell’atrio e ci squadrarono come fossimo delle cose strane mentre ci recavamo alla cassa da dove stava venendo via un uomo dall’aria distinta che dopo averci osservato passando vicino a Sandro sussurrò: Galleria .
Mentre guardavo l’uomo che si allontanava dopo aver sussurato a mio marito “galleria” sentii Sandro chiedere alla cassiera se dalla galleria si vedeva bene lo schermo.
Guardi può andare dove vuole perché il biglietto è unico sia per galleria che per platea, comunque l o spettacolo inizia fra 10 minuti per cui ha tutto il tempo che vuole.
Senti, mi disse Sandro, forse è meglio che aspettiamo qui nell’atrio, non vorrei entrare con la luce accesa.
C’erano due file do poltrone , evidentemente tolte dalla sala messe di fronte una all’altra e decidemmo di sederci là.
In piedi lì vicino c’erano due ragazzi sui 25 anni (credo) che smisero di parlare non appena ci sedemmo quasi di fronte a loro e sorrisero mentre io sedendomi cercavo di tenere chiuso l’impermeabile che indossavo.
Quello biondo con noncuranza mise una mano nella tasca dei pantaloni e riuscivo veder chiaramente che la muoveva come se stesse cercando qualcosa e l’altro nel frattempo si metteva a sedere proprio nelle poltroncine di fronte.
Dopo un attimo mio marito si alzò e mi disse: Vado un attimo in toilette visto che è proprio qui accanto, tu puoi stare qui, torno subito.
Mentre lui andava via notai come quello seduto di fronte a me non facesse niente per mascherare il fatto che cercava di guardarmi le gambe e involontariamente guardai verso la porta del bagno dove si era recato Sandro e vidi che era socchiusa e mi parve di vedere il riflesso degli occhiali che Sandro porta di solito.
Non so cosa mi prese in quel momento ma mi sentii di colpo diversa e accavallando le gambe lasciai che i lembi dell’impermeabile si aprissero scoprendo così le mie cosce fin quasi al bordo delle calze autoreggenti che Sandro mi aveva fatto comperare.
Il tizio biondo si avvicinò al suo amico da dietro e si chinò per dirgli qualcosa all’orecchio ma non in maniera tale da impedirmi di udire qualcosa… queste cose… tirare … cazzo… aspetta.. e andò verso la toilette, spalancò la porta e con la coda dell’occhio vidi che Sandro non era più là.
La porta era rimasta completamente aperta e potevo vedere che il ragazzo era in piedi accanto agli orinatoi e che senza crearsi troppi problemi si accingeva ad estrarre il suo pene, cosa che fece ma invece di orinare cominciò a far scorrere la sua mano lungo il membro, girando la testa vide che io guardavo quasi affascinata e allora si mise di 3/4 dandomi modo di vedere bene cosa stava facendo.
Distolsi un attimo lo sguardo da quello spettacolo che mio malgrado mi affascinava e vidi che l’altro ragazzo si passava la apertamente la mano sulla patta dei pantaloni sempre fissandomi alternativamente negli occhi e sulle gambe che io ormai non facevo niente per coprire eccitata come ero.
Mi riscosse il rumore di una porta che si apriva e vidi Sandro che usciva dalla porta che si trovava all’interno del gabinetto e, quasi sorridendo osservava l’armeggiare del ragazzo biondo che lottava per chiudere i suoi pantaloni e, avvicinandosi mi disse che mi trovava particolarmente attraente quella sera e si chinò per baciarmi.
Si rialzò quasi subito e mi disse che era ora di entrare perché il film stava per cominciare, ma contrariamente a quello che pensavo, si diresse non verso la galleria ma verso la tenda che copriva l’entrata della platea che, una volta entrata, vidi essere quasi deserta, e andammo a sederci verso la metà della sala.
Non mi capacitavo del comportamento di Sandro che mi aveva fatto pensare a tutta un’altra situazione ma non dissi nulla e lo seguii proprio mentre in sala si faceva buio e lui mi faceva accomodare vicino al corridoio fra le due file di poltroncine.
Dopo un attimo Sandro mi disse: perché non togli l’impermeabile tanto qui non ti serve… e poi sei così bella stasera che tutti ti guardano. Mi tolsi l’impermeabile quasi spiaciuta che ci fosse buio ben sapendo che con la luce accesa si sarebbe notato che sotto il golfino non avevo messo il reggiseno e i capezzoli un po’ per lo strofinare dell’indumento e un po’ per l’eccitazione che mi aveva pervasa prima si erano induriti.
Mentre Sandro dopo essersi slacciata la giacca mi cingeva le spalle con il braccio mi accorsi che invece di guardare lo schermo su cui si susseguivano delle scene niente male di un film di prossima programmazione, ogni tanto guardava in alto ed io non afferravo il motivo finchè capii… la galleria era ferro di cavallo per cui da sopra potevano vedere liberamente chi e cosa faceva chi era in platea e infatti guardando anche io in su scorsi varie persone che guardavano verso di noi.
Senza dire niente a mio marito tolsi l’impermeabile che avevo messo sulle ginocchia e lo posai sullo schienale davanti tenendo le gambe accavallate per cui dall’alto potevano vedere quanto fosse corta la gonna che indossavo.
Dopo neanche due minuti sentii dei passi e girandomi vidi che il ragazzo biondo di prima si stava avvicinando e appena oltrepassatici, non senza avermi guardato rallentando il passo, si sedette davanti a noi e dopo un attimo arrivò il suo amico che si sedette dall’altra parte del corridoio alla nostra altezza proprio mentre si accendeva la luce in sala perché erano finiti i trailers e Sandro ritirava precipitosamente il braccio dalla mia spalla.
Approfittai della luce per guardare per bene l’ambiente e guardando distrattamente, ma non tanto, in alto scorsi affacciato l’uomo che avevamo incrociato alla cassa, ma fui distratta dal ragazzo davanti a noi che si era alzato per togliersi il giubbetto e, che mettendosi di profilo mi fece intravedere un bozzo notevole sui pantaloni all’altezza del sesso e visto che con la scusa di accomodare il giubbino sullo schienale della sedia vicino a lui continuava ad osservarmi disacavallai le gambe lasciandole appena appena accostate facendo finta di nulla anche se sentii Sandro agitarsi un po’ sulla poltroncina.
Non appena le luci si spensero ed il film cominciò, Sandro tornò a posarmi la mano sulla spalle e lentamente la spostò iniziando ad accarezzarmi la guancia e l’orecchio che, lui sa per esperienza essere una delle mie zone più sensibili, aumentando il mio stato di eccitazione.
Dato che la mia testa era girata verso mio marito potevo osservare agevolmente il ragazzo davanti che si girava spesso per guardare cosa stesse facendo Sandro e essendosi accorto che ogni tanto lo guardavo, cominciò a passarsi ostentatamente la mano sull’uccello sia pur sopra i jeans, cosa che probabilmente non passò inosservata neppure Sandro che cominciò a strofinarmi l’indice sulle labbra proprio mentre sullo schermo si stava svolgendo una scena in cui una ragazza era alle prese con un cazzo veramente superbo.
Io aprii la bocca leggermente e cominciai a farmi entrare il dito e nel contempo a baciarlo leggermente, cosa che non sfuggì al ragazzo davanti che ormai giratosi quasi completamente verso di noi non perdeva una mossa di quanto stavamo facendo e immediatamente dopo aver guardato verso Sandro aprì la zip dei pantaloni ed estrasse completamente il suo uccello cominciando a masturbarsi apertamente sotto il mio sguardo e, credo anche quello di mio marito che non avevo il coraggio di guardare.
“Hai visto che scena? ” mi chiese Sandro e io non sapendo se si stesse riferendo alla scena sullo schermo o a quella che si svolgeva davanti a noi mi limitai ad annuire sorridendo, sorriso che scomparve dopo un attimo quando lui fece scivolare avanti la mano arrivando così a sfiorarmi il seno e, visto che non obbiettavo nulla lentamente cominciò a giocare con i bottoncini del pullover riuscendo a slacciarne due e spostando così uno dei lembi mostrando così una parte del mio seno. FINE

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