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Mutandine? No, grazie! (2° episodio)

In corsica, dopo cena a Portovecchio Corsica fine agosto.

Non eravamo mai stati a Portovecchio ed ovviamente non conoscevamo
niente delle caratteristiche della località.

Normalmente i locali più caratteristici sono nella zona del porto e la ci dirigemmo per la cena.
Dopo cena mia moglie si reca in bagno ma la cosa non costituisce un elemento di particolare interesse.

Uscendo dal locale vediamo parcheggiato una specie di trenino, abbastanza affollato, pieno di scritte pubblicitarie.
Guardiamo da dove proviene ed infine troviamo una biglietteria con scritto "Alla città vecchia".

Dimenticavo. Mia moglie quella sera indossava un golf di cotone ed una gonna larga a pieghe appena più lunga del ginocchio.
Una di quelle che brucerei sul rogo in favore di gonne piu’ corte ma si rilevò funzionale.

Insomma prendiamo il trenino e scopriamo che la zona del porto era assolutamente deserta in quanto a Portovecchio tutta la vita si svolge nella città’ vecchia.
Ci tuffiamo nella serata e trascorriamo oltre due ore girando fra i vicoli, scrutando i locali per le serate successive, fermandoci a bere qualcosa ai tavolini di un locale.

E’ poco prima di andar via che incrociamo una signora accompagnata ad un uomo piuttosto anziano.
Lei indossa una tuta attillatissima con due inserti trasparenti sui lati (dalle ascelle alle caviglie) che, se non fosse bastata l’impressione data dall’aderenza toglievano ogni dubbio sul fatto che la tuta fosse indossata sul nudo.

Alcuni episodi senza mutandine erano gia’ trascorsi nel frattempo ma sempre ed esclusivamente dietro lunga insistenza.
La mia voglia era comunque permanente e l’incontro casuale aveva risvegliato il desiderio.

Non potei quindi trattenermi dal dire: hai visto che lei non se le e’ messe! con la voce piu riprovevole e rammaricata che riuscii a trovare.

La sua risposta fu un sibillino: Davvero?
Detto con una malizia indescrivibile.

Avrei voluto infilarle una mano sotto la gonna nella piazza del paese.
Anzi provai a farlo ma rischiai il divorzio.
Fortunatamente anche a lei era presa particolarmente bene e cominciava ad essere eccitata.

Ci dirigemmo verso il trenino non dimenticando di scegliere l’ultima fila di sedili.

Lungo il percorso in discesa l’esplorazione fu tollerata, direi gradita e la gonna lunga veniva sempre più ripiegata sulle cosce fino a coprirle solo simbolicamente.

In macchina, rientrando al residence, la pregai di sollevarla integralmente e lei si scopri in tutta la sua nudità appoggiando il culo sul sedile e spostando tutta la gonna all’estrema destra verso lo sportello.

Questa e’ stata la prima volta nella quale fu sua la spontanea iniziativa.

Ma anche all’arrivo al residence, aiutati dalla ora tarda inoltrata, le iniziative non mancarono.

Per rientrare all’appartamento dal parcheggio c’erano due percorsi: quello carrabile e quello attraverso il giardino del minigolf.
Ci inoltrammo per il giardino.

Ho già detto dome la gonna lunga e morbida si rilevò funzionale.
Una larga falda dell’orlo fu inserita nella cintura creando una specie di profondo spacco che, sopra al niente sottostante, non mancava di lanciare flash intriganti.

Ogni ostacolo del percorso del minigolf diventava una scusa per una diversa posizione del corpo, delle gambe, dei fianchi.

Fu alla fine di questo "tormento", scelto l’angolo del giardino più lontano, che dopo averla fatta appoggiare ad una cunetta provvedemmo a dare sfogo alla nostra eccitazione

FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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