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Perizoma

Sei bellissima oggi, le avevo bisbigliato incrociandola in corridoio..
Oggi ce l’ho bianco… mi aveva risposto, alludendo ad una puntata che avevamo fatto insieme il giorno prima al mercatino fuori dell’ufficio, che aveva fatto malignare i maliziosi colleghi. Dopo poco mi arrivò un messaggio sullo schermo del computer… vediamoci in bagno, tra cinque minuti, l’ultimo.
Inutile dire che fui puntuale all’appuntamento; si fece trovare con la minigonna già in terra, in piedi, poggiata alla parete di fianco al water…
Vedi quant’è bello, mi disse, alludendo al bianco perizoma in merletto che indossava, che tutto velava ma nulla nascondeva, passandoci sopra su e giù la mano. Mi inginocchiai e la tirai verso di me prendendola per le natiche ed affondando il viso sulle trasparenze del merletto, baciandola con passione e strappandole un primo gemito, mentre le accarezzavo freneticamente il culetto e le cosce ben tornite…
Era già bagnata sotto il perizoma, e la mia lingua percepiva l’eccitazione delle labbra sotto il tessuto, mentre lo spingeva su e giù a carezzarle la pelle; le mie dita intanto vagavano per il solco delle sue natiche, le carezzavano in modo circolare l’altro buchino, sempre meno misterioso man mano che le mie dita lo facevano contrarre in modo sempre più insistente.
All’improvviso mi scostò da lei, e con gesto consumato lasciò che il perizoma le scivolasse giù per le gambe, rivelandomi un boschetto rugiadoso e riccio, molto folto in altro, che si andava diradando verso la sua fessura che si vedeva ormai completamente aperta; su quella mi lanciai con la bocca, riafferrandola dal di dietro, per baciarla con tutta la passione di cui ero capace, mentre il mio indice continuava l’esplorazione tra le natiche, iniziando a penetrarla pian piano…
Mandavo su e giù la lingua tra le labbra, poi d’improvviso mi producevo in una veloce penetrazione che aveva l’effetto, combinandosi con le spinte del mio dito, di farla scattare di colpo col corpo verso l’alto. Mi scostai leggermente ed reiniziai ad accarezzarla con la lingua sulle labbra, notando che nel frattempo lei aumentava la sua eccitazione carezzandosi freneticamente i seni di sopra il vestito; iniziai ad andar su e giù tra le labbra ed il clitoride, come la mia mano sinistra andava su e giù tra le natiche sode, il mio indice nel buco del culo; il suo sesso era sempre più aperto e bagnato, finchè il suo centro del piacere si rivelò del tutto, bottoncino rosso ed eretto; la mia lingua lo raggiunse e ci fermò, esercitando una pressione leggera… tolsi di colpo l’indice e le infilai il pollice in culo… il suo corpo vibrò come frustato; si mise la mano in bocca e se la morse per non gridare. Mi fece rialzare a forza e quasi mi strappò la patta dei pantaloni per tirar fuori il mio membro, rosso e duro come non mai; mi gettò a sedere sul water e se lo fece entrare tutto dentro, mentre le mie mani la afferravano per il culo e la aiutavano ad andare su e giù; si fermò un instante permettendomi di toglierle la camicetta; sapeva che il suo seno mi attirava in modo particolare; le tolsi il reggiseno, di pizzo bianco anch’esso, e presi fra le mani le sue tette, mentre il cazzo dentro di lei mi si tendeva allo spasimo; aveva due seni non particolarmente grandi ma che mostravano senza pudore la loro eccitazione… le areole rosse, un po’ irritate dal suo strofinare di poco prima… i capezzoli scuri ed eretti, come piccoli peni, disse lei…
Succhiameli…
Non mi feci pregare, e mentre saliva su e giù, inizia a succhiarle il un capezzolo, afferrandolo e rilasciandolo con forza tra le labbra, mentre strizzavo l’altro con la mano; sempre più forte; poi prendemmo a baciarci, spingendo le nostre lingue nei luoghi più sconosciuti della nostra bocca; man mano tornai a sostenerle il culo con le mani, mandando ogni tanto un dito a ricordarle il piacere delle visite di poco prima; il suo sesso era sempre più stretto e bagnato, pulsante, mi prendeva e lasciava il membro con una intensità che ci fece esplodere presto entrambi…
Dobbiamo uscire ora, disse, dopo un attimo di silenzio.
Si sfilò pian piano, gemendo leggermente, dal mio membro…
Ancora un bacetto! , disse, ed appoggiò la sua bocca sul glande, leccando lo sperma rimasto su di esso…
Si alzò per rivestirsi, riprese il perizoma per terra… ; colsi l’attimo le ricambiai il favore baciandole il sesso madido, succhiandone gli umori misti ai miei, assaporando quel sapore unico… poi la aiutai a reinfilarselo, a rivestirsi, fino a riallacciarsi la gonna…
Uscimmo uno per uno dal bagno…
Dopo un po’ un nuovo messaggio sul video…
Di che colore lo vuoi domani? FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere…

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