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Regalo di nozze per lui

Finalmente era giunto il tanto atteso momento: Marco e Justine si sarebbero sposati. La cerimonia era stata organizzata sin nei più piccoli particolari, dopo la festa in chiesa era stato preparato un lauto pranzo.
Marco fra le strette di mano e i commenti più o meno scherzosi sulla sua consorte si trovò davanti ad una donna stretta in un vestitino a fasce rosso, i seni abbondanti erano coperti a stento, mentre il vestito era così corto che a stento copriva le mutandine (supponendo che l’aveva indosso).
Marco rimase abbagliato da tanta bellezza e rimase impietrito, ma lei subito lo risvegliò:
“Marco non mi riconosci sono Gaia”
“Certo avrei dovuto ricordarti dalle tette” pensò il novello sposo e subito gli si indurì il membro.
I due si salutarono con una bacio più passionale del convenuto e lei andando via disse:
“Ti ho portato un regalo speciale” e maliziosamente mosse il suo culetto proprio davanti agli occhi esterrefatti di Marco.
Rimase un po’ a pensare su quelle parole, poi decise che era ora di presentarsi al buffet in suo onore.
Il pranzo fu squisito come previsto e si svolse senza problemi anche se Gaia ogni tanto gli sorrideva misteriosa da poco lontano; solo al momento del dolce la donna sparì, Marco non se ne preoccupò molto finchè non sentì una mano accarezzargli il pene sotto la lunga tovaglia, istintivamente guardò la moglie che alcune volte aveva già dimostrato di essere un po’ troia, ma il volto di lei non tradiva alcuna emozione. I pensieri di Marco furono interrotti dalla misteriosa mano che gli sbottonò i pantaloni liberando una maestosa erezione, ben presto il “povero” sposo sentì due labbra carnose posarsi sulla cappella e solleticargli con la lingua il cazzo. Marco faceva degli sforzi incredibili per non tradire le emozioni che provava, Gaia finalmente ingoiò completamente il maestoso fallo e Marco si lasciò sfuggire un debole gemito, molto lieve che però fu udito con sospetto dalla sposa.
Gaia da sotto il tavolo iniziò a dettare un ritmo infernale: la sua lingua disegnava continuamente il perimetro della cappella di Marco, mentre si infilava il membro sino in gola. Dopo un po’ di questa “tortura” Marco sentì l’orgasmo approssimarsi e prese la testa della ragazza bloccandola contro il suo cazzo , Gaia ingoiò tutto con gioia emettendo il classico rumore del risucchio che venne udito distintamente quasi da tutti.
Gaia emerse dall’altra parte con un rivolo di sperma sulle labbra dicendo:
“Davvero buono il dolce”. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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