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Troia per mio marito

I 5 giorni di lavoro come prostituta nella villetta al mare che la mia amica Paola mi ha prestato, mi hanno fruttato la bellezza di 9.200 €!
Praticamente, quasi 6 mesi di stipendio da impiegata in soli 5 giorni di lavoro, ed inoltre, lavoro molto ma molto piacevole! Ora, lunedì 22 aprile sono rientrata in ufficio, ma soltanto per 3 giorni, perché poi il nostro ufficio farà il ponte dal 25 aprile al 1° maggio. Ora, per questi giorni di vacanza, io e Paola abbiamo deciso che venerdì 26 lavoreremo insieme nella sua villetta al mare, poi, con i soldi che faremo col nostro lavoro da prostitute, ce ne andremo con i nostri uomini a fare un tour per i club privè del centro e nord Italia, alla ricerca di serate di sano e sfrenato sesso orgiastico! Ma non è questo il racconto che vi voglio fare, ma bensì voglio raccontarvi quello che è successo la sera di martedì 23 aprile. Mio marito in mattinata ha avuto un appuntamento di lavoro con tre persone di un ‘importante industria lombarda, che sono interessati al rinnovo dell’intero loro software aziendale e, per questo, si sono rivolti alla società di mio marito. Durante il loro colloquio, i tre hanno cambiato diverse volte argomento, chiedendogli se per la serata lui avesse la possibilità di portarli in uno di quei club “particolari” dove ci si può divertire, oppure se lui conoscesse qualche bella ragazza con la quale passare una serata molto piccante nella suite del loro albergo o da qualche altra parte. Mio marito dice loro che forse un’idea ce l’ha e che gliene darà conferma più tardi. Così, come i tre se ne vanno, Alex mi chiama al cellulare: “Senti amore, sto chiudendo un affare molto importante con tre soci di un’industria della provincia di Como; ora, loro mi hanno chiesto se conosco qualche club privè dove farli divertire stasera, oppure se conoscessi una o più belle ragazze con cui si possono divertire. ” Lo interrompo subito, ho già capito tutto: “Senti, amore, ma che tipi sono? ” Lui me li descrive subito: “Ma guarda, sono tre signori sulla quarantina, uno forse anche qualcosa in meno, molto distinti, educati e precisi; classici industriali del nord pieni di soldi. Uno dei tre è anche in politica, nel consiglio comunale della sua cittadina. Da quello che mi hai raccontato tu della scorsa settimana, di tipi così, te ne dovresti essere scopati un po’ mentre facevi la puttana!
Praticamente, dovresti farla anche stasera, amore! Da quello che mi hanno fatto capire, dall’esito della serata dipende la firma del contratto domani mattina. C’è in ballo un bella cifra. Pensa che se firmiamo e prendiamo questo lavoro, si tratta di 20. 000 €! ” Penso che per una cifra del genere si possa proprio fare una cosa del genere no? “Come si svilupperà la serata, amore? ” chiedo a mio marito. “Ma guarda, andiamo prima a cena, penso da Consolini, poi andiamo nella loro suite del Park Hotel Costanza. Comunque io
sarò a casa per le sei, così abbiamo tutto il tempo di prepararci con calma. ” Rimaniamo d’accordo così, mentre mio marito telefona ai tre industriali dicendo loro che per questa sera ha in serbo una bella sorpresa per loro! Arrivo a casa verso le 5, 30, mio marito una mezz’ora più tardi. Mi sviluppa ancora la situazione, nei dettagli, poi iniziamo a prepararci.
Impeccabile giacca e cravatta per Alex, che mi chiede di mettermi qualcosa di molto, molto sexy. Gli rispondo un “Si, amore, certamente! ” che lo tranquillizza molto su come andrà la serata. Nonostante la sera non faccia poi così caldo, praticamente sono quasi nuda: indosso un abito molto osé, lungo, nero laminato argento, scollatissimo sia avanti che dietro, praticamente si vede l’inizio del fondoschiena, molto trasparente e con uno spacco che arriva all’inguine. Sotto metto un tanga ed un reggiseno neri, ai piedi, senza calze nonostante l’aria frizzante della sera, un paio di zoccoli aperti avanti, la cui parte sopra è di lattice trasparente con delle strisce color argento e delle piccole borchie, la zeppa è color argento ed il tacco a spillo da 15 cm. è per la metà superiore trasparente e per la metà finale argentato. Alex si eccita moltissimo nel vedere mentre mi vesto, così, non riuscendo a resistere fino a dopo cena, mi si avvicina e mi chiede, mentre mi bacia, “Dai amore facciamoci una sveltina! ” Io sorrido, ed allungo la mano dentro i suoi pantaloni, ed inizio a constatare la sua incredibile durezza. Lui mi infila la lingua in bocca in un bacio appassionato, e le sue mani sono dappertutto sul mio corpo. Poi io mi inginocchio e tiro giù la lampo dei pantaloni, da dove esce il suo cazzo marmoreo ed incomincio a menarglielo per poi mettermelo in bocca gemendo di piacere. Diventa ancora più duro, sembra che debba scoppiare mentre gli lecco la cappella. Poi Alex mi prende per i fianchi e mi mette sopra il tavolo dello studio, mi alza il vestito e mi abbassa il tanga, iniziando poi a leccarmi la fica; come sente che è ben bagnata, si prende in mano il suo pene e me lo infila nella mia passera inzuppata di umori, iniziando a sfondarmi energicamente! Siamo eccitati da matti e finiamo col venire quasi subito, con Alex che per non sporcarmi il vestito, mi inonda la vagina del suo sperma bollente! Una volta ricompostoci, siamo pronti per andare a cena, anche se durante il viaggio per andare a prendere i tre industriali in albergo, non smettiamo mai guardarci e di sfiorarci. Il loro albergo dista circa un quarto d’ora da casa nostra, e quando arriviamo, facciamo chiamare i tre dalla hall. Quando scendono, i tre si avvicinano alla nostra macchina, io scendo e loro mi guardano stupefatti. “Oh, signor …, e questa bella ragazza chi è? ” chiede uno di loro a mio marito. “Questa è mia moglie, Barby, Dott….” I tre mi guardano sempre più sorpresi, ed io gli chiarisco subito le idee:
“Si, sono io la sorpresa di cui vi ha parlato mio marito! ”
Ora i tre hanno capito tutto, e da questo momento passiamo dal lei al tu, molto confidenzialmente. I tre si chiamano Paolo, Gianni e Mario. Andiamo al
ristorante; inutile dire che nella sala, gli occhi di tutti gli uomini e anche di qualche donna sono su di me e sul mio abbigliamento non proprio da educanda! La cena procede benissimo, tutta a base di pesce squisitissimo e di un vino bianco frizzantino che ci rende tutti molto più allegri. La conversazione inoltre, va avanti in allegria con risate ed ammiccamenti vari. Improvvisamente, durante una risata generale, sento la mano di Paolo, che è affianco a me, che si posa sulla mia coscia e, carezzandomi, pian piano sale verso l’interno delle cosce. Io intanto, mi sfilo uno zoccolo a spillo ed allungo il piede nudo sulla patta dei pantaloni di Gianni, che è di fronte a me, sentendo chiaramente la sua notevole erezione. La mano di Paolo, intanto, risale lungo la mia coscia e arriva al bordo del tanga, iniziando poi a sfregarmi la fichetta con un dito da sopra il tessuto.
Andiamo avanti così, tirando al massimo l’eccitazione, fino alla fine della cena, poi, pagato il conto, ci dirigiamo verso il loro albergo. Arrivati nella loro suite, Gianni apre l’ennesima bottiglia della serata, presa nel loro frigobar e brindiamo ancora a noi. Mentre bevo, Paolo allunga di nuovo le mani sotto il mio vestito, arrivando presto sotto il tanga ed iniziando ad accarezzarmi le labbra della fica e titillandomi il clitoride. Sentendomi bagnatissima, si sente in obbligo di andare avanti, e subito dopo mi ritrovo stesa sul divano con lui che mi succhia avidamente il clitoride, dandomi poderose leccate dalla fica fino ad arrivare all’ano. Alex intanto si mette nella poltrona di fronte al divano ed inizia a smanettarsi l’uccello, dicendo che questa sera vuole proprio gustarsi quella troia di sua moglie!
Intanto, aiutata dagli altri due, mi sfilo il vestito ed inizio a succhiarmi provocantemente i capezzoli. Gianni e Mario non stanno chiaramente fermi; il
primo si inginocchia tra le mie gambe, mi toglie il tanga ed inizia a leccarmi con golosità la fica, mentre il secondo si smanetta l’uccello e, avvicinandomelo alla faccia, me lo mette in bocca, ed io inizio a succhiarlo inghiottendolo fino alla radice. Mentre pompo il cazzo di Mario, anche gli altri due avvicinano il loro cazzo alla mia bocca per avere la loro pompa.
Paolo ha un grosso cazzo leggermente curvo, mentre Gianni ha un cazzo da cavallo! Inizio a spompinarli tutti e tre a turno, mentre ne succhio uno, smanetto gli altri due. Mentre mi esibisco nella regina dei pompini, Paolo, preso da un’eccitazione irrefrenabile, mi solleva in braccio a lui e mi mette sul tappeto, mi stende di schiena e, piazzatosi tra le mie gambe, con un colpo poderoso di reni, mi pianta il cazzo nella fica, così, senza preservativo. Lancio subito un urlo di goduria, subito soffocato dai cazzi degli altri due che mi mettono a turno in bocca. Dopo i primi affondi leggeri nella mia fica, Paolo inizia a pomparmi sempre più velocemente, mandandomi al settimo cielo, il suo grosso cazzo mi fa sbrodolare la fica di umori di goduria, mentre nel frattempo succhio gli altri due cazzi, che ormai sembrano quasi pronti per sborrare. La mia fica cola umori ed il cazzo di Paolo provoca in rumore di sciacquio. Godo due volte, con svariati mugolii a causa del ritmo sempre più veloce del mio partner e dal considerevole ingrossamento del cazzo nella mia fica, che mi sembra debba esplodere! In un raro momento di lucidità, sto quasi per dirgli di non sborrarmi dentro, ma i due cazzi di Gianni e Mario che sto pompando, mi impediscono di parlare. Così, dopo un paio di colpi che mi danno la sensazione di sentire il cazzo nell’utero, sento Paolo che sborra copiosamente riempiendomi la vagina fino in fondo. Continua a pompare ancora un po’, dandomi l’impressione che se ne farebbe un’altra volentieri senza smettere, ma Gianni lo prega di cedergli il posto. Paolo esce dalla mia fica col cazzo semi eretto, cedendo il posto a Gianni, il quale si sdraia e mi prende mettendomi sopra di se, strusciandomi l’enorme cappella contro la mia fica fradicia di sperma allo scopo di lubrificare meglio il suo uccello. Io allargo bene le gambe e colando sperma dalla fica spalancata, mi impalo piano piano su questo cazzo enorme. Quando entra, godo come una troia, lubrificando ancor di più l’asta pulsante. Poi inizio, aiutata dalle mani di Gianni che mi tengono il culo, a stantuffarlo con la fica, mentre Paolo mi ficca in bocca il suo cazzo ancora gocciolante sperma. Gianni è implacabile, pompa come un forsennato dando colpi di reni verso l’alto, sollevandomi ad ogni suo affondo, ed il suo cazzo, aiutato dai miei umori e dallo sperma di Paolo, penetra sempre di più nella mia fica. Nel frattempo, Mario ha adocchiato il mio culetto e parte alla carica. Si aiuta con le dita e con la saliva per lubrificarmi un po’ l’ano, poi me lo infilo tutto nel culo. Una scarica elettrica mi percorre tutta ed inizio ad urlare come una matta tutta la mia goduria per gli orgasmi che si susseguono uno dopo l’altro. Anche Gianni, arrapato dalla mia doppia penetrazione, anzi tripla poichè ho sempre il cazzo di Paolo in bocca, tenendomi le chiappe mi sbatte su e giù come forsennatamente. La mia fica è in fiamme, gonfia d’eccitazione, ed il mio culo, con l’aumentare del ritmo dell’inculata, arriva a farmi godere. Poi sento un vero clistere di sperma che mi inonda l’intestino, mentre Mario, spompato, si abbatte sulla mia schiena schiacciandomi le tette contro il petto di Gianni, il quale, con un getto violentissimo mi riempie ancora di più la fica di sperma. Da sotto, dopo che Mario è uscito dal mio culo, Gianni continua a stantuffarmi e sento lo sperma colarmi lungo l’interno delle cosce. Mi abbatto sopra il suo torace, disarcionandomi dal suo cazzo nonostante un suo mugolio di dispiacere. Paolo, nel frattempo, con il pompino che gli ho fatto, è tornato bello turgido ed mi prende da dietro, palpandomi le tette e la fica per farmi risvegliare l’ardore. Non c’è ne è affatto bisogno, così mi metto alla pecorina e lui inizia a strofinarmi la cappella sull’ano. Mi infila due dita nella fica, ritirandoli fuori sporchi di sperma e me lo spalma sullo sfintere, benché non ce ne fosse bisogno perché sento che ho il culo dilatatissimo. Poi inizia a spingere dentro la sua mazza , prima piano poi con un colpo lo fa entrare tutto e, dopo un attimo di attesa inizia a stantuffarmi nel culo. Ormai ho perso la testa ed inizio un’altra serie di orgasmi che mi scuotono il cervello. Gianni, eccitato dall’inculata di Paolo, mi da il suo cazzo da succhiare, mentre Paolo, stantuffandomi velocemente, arriva presto all’orgasmo riempiendomi ancora il culo di sperma. Gianni e Mario, invece non sono ancora soddisfatti e Gianni, che ho rimesso in sesto con il pompino, prende il posto di Paolo nel mio culo. Il suo cazzo da cavallo nell’ano mi fa impazzire, facendomi venire tre volte, poi esce e me lo pianta nella fica. Lo sento fino nell’utero, stringo i muscoli della fica per sentirlo di più ed inizia una chiavata memorabile. Sento il cazzo che ti struscia le pareti interne della fica, provocandomi un’ulteriore secrezione di umori che lubrificano ancora di più questo cazzo mostruoso. Ogni colpo lo sento in gola, riempiendomi la pancia con il suo volume, poi lo sento aumentare il ritmo ed ansimare e capisco che sta venendo. Infatti gode abbondantemente riempiendomi per l’ennesima volta la fica di sperma! Mi alzo in piedi, ed i miei due buchi colano una quantità smisurata di sperma. Nella suite c’è odore di sesso ed i tre industriali si sdraiano sul divano invitandomi a leccare per bene le loro aste. Non mi faccio ripetere l’ordine ed inizio a leccarle a turno. Il porco di Mario, che ha sborrato una sola volta, sotto i colpi della mia lingua si rindurisce subito, così continuo il pompino fino a quando gode con un urlo riempiendomi di sperma la bocca e la gola. Bevo una quantità di sperma considerevole, non pensavo che questo cazzo alla sua seconda sborrata, potesse produrre così tanto sperma! A questo punto Gianni, sicuramente il più porco dei tre, mi da un suggerimento nel suo tipico
accento lombardo:
“Dai Barby, adesso facci vedere come fai godere anche l’Alessandro! ” Così mi avvicino a mio marito, che nel frattempo si è fatto una bella sega sulla poltrona ed ha il cazzo ancora bagnato di sborra, e, inginocchiandomi davanti a lui, glielo prendo in bocca facendoglielo tornare presto duro. Come sento che è pronto mi alzo e mi siedo sopra di lui sulla poltrona, impalandomi la fica sul suo cazzo ed inizio a cavalcare. I tre mi rivolgono parole di apprezzamento e di incitazione nello scoparmi mio marito, poi Gianni si alza e si mette dietro di me, piantandomi il suo cazzo di nuovo duro nel culo. Urlo e godo come un’ossessa, poi Paolo viene a chiudermi la bocca col suo cazzo, mentre Mario si mette di fianco a me e, prendendomi la mano, mi invita a fargli una sega. Godo ancora come una vacca, poi, prima Alex, poi Gianni mi scaricano nella fica e nel culo, ulteriori dosi di sperma, Alex una quantità colossale, Gianni invece me ne lascia poca, visto che è alla sua terza sborrata. Come Gianni esce dal mio culo, mi alzo dalla poltrona sfilandomi anche da mio marito, ma ecco che Paolo mi fa girare intorno alla poltrona e mi fa mettere in piedi appoggiata alla spalliera, con il culetto ben in fuori, ed inizia a scoparmi di nuovo.
Godo ancora, ancora e poi ancora, sotto i colpi violenti, veloci e forsennati di questo pistone, che dopo un po’ mi riempie ancora la fica di sperma. Come esce Paolo, entra Mario, lasciandomi nella stessa posizione, e regalandomi altri orgasmi ed altro sperma nella fica. Dopo esserci ripresi, lavati e sistemati, io e mio marito ce ne andiamo, visto che è anche notte fonda. Ho la fica ed il culo doloranti, a casa mi faccio un’altra doccia, poi ci infiliamo a letto e, a forza di riparlare di quanto è accaduto in quella suite, sento che mio marito ha di nuovo il cazzo duro. Scopiamo ancora, una scopata veramente intensa e passionale, che mi regala altri orgasmi, poi però, chiedo a mio marito di venirmi in bocca, perché questa sera ne ho bevuta veramente troppa poca! La mattina, verso mezzogiorno, mio marito mi chiama in ufficio: “Amore, hanno firmato il contratto! Abbiamo preso il lavoro! Mi hanno detto anche di salutare moltissimo la signora! ” FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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