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copertina racconto erotico

Umidità

<<Abbiamo scoperto la causa della macchia d’umidità in camera di suo figlio, signora>> era l’amministratore del condominio<<c’è un’infiltrazione dal bagno di sopra. Giovedì arrivano gli operai per iniziare i lavori>>.
<<Spero che non dovranno trafficare per casa mia>> l’idea di avere operai in casa non mi andava affatto a genio.
<<Mi dispiace per lei ma il lavoro dovrà essere fatto tutto dal suo appartamento, credo che per un paio di settimane la camera di suo figlio sarà impraticabile>>.
<<Ma si rende conto di quello che dice. Dove dormirà Andrea ? Lei sa bene che l’appartamento è piccolo e non ho altre camere .. Possibile che non ci siano altre soluzioni.. >>
Non c’erano altre soluzioni. I lavori dovevano essere fatti dalla camera di Andrea che per quindici giorni avrebbe dovuto arrangiarsi a dormire da una altra parte.
Pensai di mandarlo da mia madre, ma era troppo distante da scuola, così a malincuore mi adattai all’idea di farlo dormire con me, anche se ormai aveva 18 anni e da quando era andato via suo padre nessuno aveva più dormito nel mio letto.
Mi rassegnai all’idea e pensando alla confusione che ci sarebbe stata nei prossimi giorni iniziai a sgombrare la cameretta, misi i teli di cellophane sul letto e sulla scrivania e tolsi quello che potevo dalla camera.
Fu mentre spostavo i suoi vestiti per portarli in camera mia che mi accorsi che in fondo al cassetto c’era un pacco di riviste, le presi per metterle nella scrivania quando mi resi conto che erano riviste pornografiche.
Ne sfogliai qualcuna, erano veramente molto spinte.
<< E bravo il mio porcellino>> pensai <<chissà quante seghe si sarà fatto con questa roba>>.
Il mio rapporto con Andrea era molto aperto, vivendo da soli avevo dovuto fargli anche da padre, parlavamo apertamente tutto e lui non provava alcun imbarazzo a raccontarmi le sue cose più intime.
Per cui non mi scandalizzai affatto di quelle riviste, era normale che a quell’età fosse curioso e cercasse uno sfogo alla sua sessualità.
Quando tornò Andrea gli spiegai come stavano le cose e gli dissi che per un paio di settimane avrebbe dovuto dormire con me.
<<Altrimenti potresti andare da tua nonna, scegli tu>>
<<È troppo lontano dalla scuola, poi qui ho le mie cose… Spero solo che tu non russi troppo>> disse scherzando.
<<Ti comprerò i tappi per le orecchie. A proposito, ho trovato una ricca collezione di riviste porno in fondo al cassetto, è così che spendi i miei soldi ? >>.
<<Me l’hanno prestate. Sai bisogna documentarsi… >>
<<Si chiama documentarsi adesso.. >> ridemmo tutt’e due.
Gli operai arrivarono e la casa diventò un cantiere. La prima sera andammo fuori a mangiare una pizza, Andrea bevve un po’ troppa birra ed era euforico.
<<Da quanto tempo non andiamo a cena fuori>> mi disse mentre tornavamo a casa.
Aveva ragione fra il lavoro e altri impegni miei e suoi era parecchio che non uscivamo più insieme.
Tornati a casa ci preparammo per la notte. Andrea si infilò a letto con una maglietta e gli slip, io ero indecisa, faceva caldo e a me piace dormire quasi nuda ma, vista la situazione dovetti però infilarmi un paio di pantaloni del pigiama, senza mutandine però perché di notte non le sopporto, e una maglietta.
Ci scambiammo la buona notte spensi la luce e mi addormentai.
Dormivo già da un po’ quando fui svegliata dallo strano movimento del letto, realizzai che c’era Andrea con me, ma non riuscivo a capire cosa fosse, stavo per accendere la luce quando dai gemiti soffocati capii che Andrea si stava masturbando.
Ero confusa, non avevo nulla in contrario a che si masturbasse, è del tutto normale, anche a me piace farlo, ma nel mio letto, con sua madre vicina mi sembrava davvero troppo, stava esagerando.
Stavo per dirglielo quando il movimento cessò, sentii un sospiro più profondo, era venuto il porcello.
Attribuì la sua esuberanza alla birra e decisi di lasciar perdere. Mi riaddormentai.
La mattina successiva tutto procedette normalmente ci vestimmo, facemmo colazione ed andai al lavoro.
Non combinai gran che quel giorno, ero turbata ed imbarazzata. Trovavo sconveniente quello che aveva fatto mio figlio, forse ero stata troppo permissiva. A me non sarebbe mai venuto in mente di fare una cosa simile nel letto con i miei genitori. Avevo dato troppa confidenza ad Andrea? Dovevo essere più severa?
Non lo sapevo neanche io, ero confusa, a pensarci bene non era successo nulla di grave, ma dentro di me sentivo che non qualcosa non andava.
Mi augurai che fosse un episodio isolato.
Durante il pranzo ne parlai anche con Gloria che, oltre ad essere una collega, è anche la mia migliore amica.
<<Povero ragazzo, chissà con che “mise” ti sei presentata per la notte>> mi disse per sdrammatizzare.
<<Macché “mise”, con questo caldo mi sono bardata come una suora, pantaloni lunghi del pigiama, maglietta pesante, mai sofferto tanto caldo in vita mia>>
Lei rise di cuore <<Povera te non ti invidio affatto. Comunque non mi preoccuperei più di tanto. Sai i ragazzi a quell’età sono molto esuberanti, dormire a letto con una donna, anche se sua madre, li scombussola un po’. E poi non dimentichiamolo sei una bella donna, anche se bardata come una suora qualche idea gli sarà balenata… >>.
<<Vuoi dire che si faceva delle fantasie su di me? >>
<<Non mi stupirebbe affatto. Te l’ho detto sei una bella donna “una splendida quarantenne”>>
<<Sarà … comunque spero che la cosa non si ripeta più>>
<<Ma si… vedrai che sarà così. Comunque anche se si ripetesse non ci darei troppo peso, i giovani oggi sono molto meno inibiti di noi, fanno quello che sentono >>.
La sera, al momento di andare a letto mi attardai un po’ in bagno, speravo che si addormentasse nel frattempo.
Invece quando tornai in camera era sveglio e pimpante, gli augurai la buona notte e spensi la luce.
Non riuscivo a prendere sonno, in cuor mio non mi facevo molte illusioni. Infatti dopo un po’ senti il tremolio del letto che si interruppe dopo il solito sospiro.
Mi addormentai.
Il mattino dopo mi rassegnai all’idea che per tutto il tempo che Andrea avrebbe dormito con me, prima di prendere sonno, si sarebbe masturbato, magari fantasticando su me. L’idea ormai non mi turbava più tanto.
Anche Gloria mi consigliò di non dare peso alla cosa e di prenderla con filosofia, il suo atteggiamento divertito mi aiutò molto ad accettare il comportamento di mio figlio.
Ormai la sera aspettavo che Andrea finisse di masturbarsi per prendere sonno.
Dopo qualche giorno cominciai anch’io ad aver bisogno di dare sfogo alle mie voglie.
Di giorno col casino che c’era in casa non avevo un momento per me, di notte con Andrea nel mio letto non avevo il coraggio, morivo dalla voglia di masturbarmi ma non trovavo un momento per me.
Dopo qualche giorno decisi che non avevo più voglia di fare la sauna di notte, così misi un paio di pantaloncini corti ed una canottiera molto larga, pensai che visto il comportamento di Andrea tanto valeva stare comodi, e poi, in cuor mio cominciava a divertirmi l’idea di eccitare quel porcello di mio figlio.
Quella notte iniziò prima del previsto e mi sfiorò col piede la gamba più volte, venne anche in maniera più rumorosa.
Io dal canto mio morivo dalla voglia di accarezzarmi, ero liquefatta, i capezzoli si indurivano per un nonnulla ma non trovavo il coraggio di farlo nel letto, così mi alzai, andai in bagno e iniziai a masturbarmi.
L’astinenza forzata aveva centuplicato la mia eccitazione, il clitoride si ergeva reclamando le carezze che gli avevo negato in quei giorni, con la mano libera mi torturavo i capezzoli, ad un certo punto mi venne un’idea, presi due mollette da bucato e me le strinsi sui capezzoli e mentre continuavo a strofinarmi il clitoride, pensavo alle cose più strane, ad un certo punto mi venne in mente l’immagine di Andrea che si masturbava nel mio letto, immaginai di masturbarci insieme, l’eccitazione salì alle stelle, con la mano libera mi stimolai il buchetto dietro, lo forzai con un dito e iniziai a venire. Sentivo il mio odore che saliva ad ondate.
Mi godetti l’orgasmo poi sfinita me ne tornai a letto.
Una volta a letto ripensai all’immagine di me Andrea che ci masturbavamo insieme nel letto e non mi scandalizzai più di tanto.
Un paio di sere dopo, mentre eravamo a letto, Andrea cominciò a lamentarsi, scherzando, che la notte non lo facevo dormire perché mi rigiravo troppo nel letto.
<<Ah si e tu che tutte le sere, dico tutte, fai i tuoi comodi e io devo aspettare che finisci di masturbarti per poter dormire allora… e mi tocchi pure le gambe.. >>
L’avevo colto di sorpresa <<Credevo dormissi… non pensavo mi potessi sentire… >> cercava di scusarsi.
Mi misi a ridere <<Dai, non prendertela troppo, anche se potresti pure controllarti un po’. Possibile che tutte le sere tu senta il bisogno di masturbarti ? >>
<<È tutta colpa tua>> si era ripreso dall’imbarazzo << sei così arrapante.. >>
<<Ruffiano… e così ti fai le seghe pensando alla tua mamma. Ho proprio un figlio porcello.. >>
<<Non faccio il ruffiano, sei proprio bella sai. E poi mica tutti sono santi come te>>
<<E chi te l’ha detto che sono una santa. Anche se non sto con nessuno non è detto che non abbia la mia vita sessuale, solo che non lo faccio davanti a te… sono cose che richiedono una certa discrezione>>.
<<A me l’idea che tu sia vicina a me non mi dispiace proprio, anzi… senti>> il tono di voce divenne più confidenziale<<ti dispiace se lo faccio con la luce accesa? >>
<<Che sfacciato, adesso vuoi anche assista alle tue prodezze>> nonostante tutto non riuscivo ad arrabbiarmi.
<<No… è che mi piace guardarti e… >> era diventato tutto rosso.
Mi fece tenerezza, guardai fra le sue gambe e vidi che aveva l’uccello in erezione.
Lo abbracciai <<Ma guarda questo pisellino come è diventato >> Glielo accarezzai da sopra gli slip, gli scostai l’elastico e la punta dell’uccello uscì fuori, era paonazzo.
<<Vuoi che mi spogli, vuoi vedere la tua mamma nuda mentre lo fai? >>
<<Sì, ti prego, sarebbe bellissimo>> mi spogliai in un attimo, anche lui si era liberato della maglietta e degli slip.
<<Sei bellissima mamma>> mi stinse forte, la fantasia dei giorni precedenti mi ritornò in mente, gli presi in mano l’uccello e glielo accarezzai lentamente.
<<Mi fai morire.. >> mi strinse forte un seno <<Credo che questa sera faremo un’eccezione al bisogno di discrezione>> pensai fra me.
Eravamo sdraiati supini, Andrea aveva appoggiata la testa sul mio seno e stava masturbandosi con foga, mi misi una mano fra le gambe e mentre con l’altra abbracciavo mio figlio iniziai a masturbarmi. La stanza si riempì di gemiti soffocati.
Andrea iniziò ad inondarmi la pancia con la sua sborra calda mentre anch’io venivo senza più nessun ritegno.
Ci guardammo soddisfatti.
<<Non so per te>>>> mi disse Andrea sfiorandomi le labbra <<ma per me è stato molto più bello che farlo da solo>>.
Gli sorrisi. <<Siamo due porcelli>>. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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