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Un bel dì

Sono le sette e quaranta del mattino, e il sole di maggio è già abbagliante.
Un raggio di luce filtra dalle imposte, illuminando fiocamente la stanza da letto, ma Giulia è perfettamente sveglia.
Accanto a lei, Federico dorme ancora, tutto stretto attorno al suo cuscino, una abitudine da single che neanche due anni di matrimonio sono riusciti a scalfire.
Giulia lo osserva come incantata, immobile e con un vago sorriso sulle labbra, poi si avvicina, gli sussurra “buongiorno” all’orecchio, e lo sfiora con un bacio sul collo.
La giornata di Giulia Antinori, trent’anni, azionista e amministratore delegato di una società di relazioni pubbliche, è appena iniziata. Federico Olivieri, ingegnere trentasettenne titolare di una azienda di trasporti, invece lavora molto vicino a casa e può permettersi di crogiolarsi almeno un’ora di più tra le lenzuola.
Sono le otto e venti, quando Giulia si mette in macchina per andare al lavoro, ma anziché varcare la soglia del suo ufficio, si avvia nella vicina farmacia.
“Buongiorno, sono Giulia Antinori, dovrei ritirare un esame”
La farmacista comincia a scartabellare uno schedario, e tira fuori una busta “ecco qua signora”. Giulia prende la busta ed esce dalla farmacia, entra nel bar, ordina cappuccino e brioche e si siede a un tavolino. La busta è nelle sue mani, la guarda ancora un po’, sorseggia il cappuccino e la apre.
è incinta!
Un’ondata di emozione la travolge. Ha trent’anni, un lavoro magnifico, un tenore di vita piuttosto agiato, un marito che adora, e adesso un figlio, insomma una vera famiglia. è proprio un giorno speciale.
Telefona in ufficio per avvisare che prenderà la mattinata libera e torna a casa, per fare una sorpresa a Federico.
è emozionatissima. Entra in casa senza fare rumore, per non svegliarlo, ma si accorge subito della presenza di una borsetta sul tavolino dell’ingresso.
Percorre lentamente la sala con lo sguardo, e vede un vestito sul bracciolo del divano, e un paio di sandali poco distanti. Scivola silenziosamente verso la camera da letto. La porta è socchiusa, Federico è a letto, impegnato in un sessantanove con una bionda. Giulia ha un attimo di smarrimento, le sembra di sognare, ma è tutto terribilmente vero. Sono vere le labbra della bionda che vellicano con esasperata perizia il membro turgido di lui e lo fanno scomparire in gola, e i gemiti soffocati di entrambi, e le mani di Federico che divaricano le natiche di lei per sprofondare meglio nella sua intimità, e l’intenso odore che si respira…
Poi quei gemiti si fanno più violenti, i respiri affannati, finchè la bionda è costretta a lasciare la presa per godere pienamente il suo orgasmo, e lui ne approfitta per girarla, sollevarle il bacino e penetrarla da dietro.
Adesso Giulia può vedere meglio la sua faccia, e per poco non le viene un infarto. Federico sta scopando con Allegra Brunetti, sua socia, insieme ad Alessandro Becks nella società di p. r. , e fino a quel momento, una delle sue migliori amiche.
Giulia assiste impotente alla scena, è troppo scossa per fare una scenata e l’istinto di fuga prende il sopravvento. Lascia l’appartamento senza fare rumore.
Le sue mani tremano, e continua a ripetersi che è incredibile, ma ha visto tutto con i suoi occhi
Da questo momento nulla sarà più come prima, in un momento la sua vita e la sua felicità perfetta si sono polverizzate.
Entra in macchina, e comincia a guidare come un’automa. I pensieri sono confusi e ossessivi, negli occhi ancora l’immagine delle mani di lui, della bocca di lei, di quell’intimità che Giulia non aveva mai sospettato e che adesso la pugnala a morte.
La sua migliore amica… la sua socia, impossibile fare finta di niente, continuare a lavorarci insieme. Ma perdere in un attimo marito, amica e lavoro, è troppo. E poi, Giulia aveva faticato troppo per mettere in piedi l’agenzia.
Benchè non provenisse da un ambiente alto borghese era riuscita a costruirsi un’immagine di alto profilo, e a conquistare clienti importanti. Senza di lei l’agenzia sarebbe rimasta una di quelle tante piccole realtà che lottano per non affondare, e che alla fine vengono acquisite dai grandi gruppi multinazionali.
D’istinto telefona ad Alessandro Becks, l’altro socio, suo amico dai tempi dell’università.
“Ale, ciao, sono Giulia. Senti, io ho preso la mattinata libera perché ho delle commissioni da sbrigare ma temo che mi servirà l’intera giornata, avrei bisogno di parlarti e pensavo che potremmo vederci dopo la tua colazione con Franceschi, se non hai troppo da fare, magari per un caffè all’Hotel Diana”
“Volentieri, ma dimmi, c’è qualche problema? ”
“No, niente di speciale, solo vorrei che fosse una conversazione privata, quindi non farne parola in ufficio per favore, con nessuno”
“Stai tranquilla, a dopo”
Il giardino dell’Hotel Diana è bellissimo tutto fiorito, quando Giulia arriva Alessandro la sta già aspettando. Alessandro è decisamente un bel ragazzo, slanciato, elegante, occhi verdi come una foresta amazzonica in cui perdersi, capelli neri e folti, un sorriso disarmante, e come se non bastasse, divertente, raffinato e blasonato.
Infatti è sempre stato pieno di donne, ed è uno di quei pochi uomini che non passano mai una serata in solitudine, a meno che proprio non lo vogliano.
Giulia, avvelenata dall’idea della vendetta, aveva passato la mattina in un centro estetico, in cui l’avevano massaggiata, pettinata e truccata. Poi aveva fatto spese, e al posto della camicetta indossata quella mattina, si era concessa un top di seta scollato all’americana di Pucci. Le spalle e il seno da atleta di Giulia sembravano fatti apposta per indossare queste cose, così, quando si sfilò la giacca del tailleur nero, Alessandro non potè fare a meno di guardarla con una certa cupidigia. E non staccò mai quegli occhi da lei, continuando ad accarezzarle tutto il corpo minuto dopo minuto.
Qualche chiacchiera di circostanza e Giulia gli disse “Veniamo a noi Alessandro, questo pomeriggio ti ho invitato qui perché ho voglia di fare l’amore con te…”
Alessandro rimase attonito per una frazione di secondo, e Giulia accarezzando la seta della scollatura, continuò “e tu? ”
La luce negli occhi di Alessandro non lasciava dubbi. Corsero a casa di lui, dove cominciò ad abbracciarla e baciarla languidamente.
L’incontro con il suo corpo sapeva di sensualità, di desiderio, di brivido e sicurezza contemporaneamente, Giulia sentiva per la prima volta nello stomaco quei fremiti che sembrano i battiti delle ali di mille farfalle impazzite…
Il top di seta e la gonna scivolarono via, come i vestiti di Alessandro. Si ritrovarono nudi sul tappeto del salotto, fusi nel groviglio di quelle mani e di quelle labbra che sembravano non poter esaurire mai la curiosità per il corpo dell’altro, così familiare e così nuovo al tempo stesso. Alessandro baciava tutto il suo corpo con una lentezza deliziosamente esasperante, mentre l’eccitazione di Giulia cresceva, e le sue unghie si conficcavano delicatamente nella carne di lui suggerendo l’intensità del desiderio, che culminò quando il suo viso sprofondò totalmente tra le sue cosce vibranti e la lingua raggiunse le sue intimità più dolci e profonde e la sua clitoride carnosa, in un vortice di orgasmo ed emozione. Solo allora la penetrò, guardandola intensamente negli occhi, baciando ancora quelle labbra, e sussurrando “ti amo…” proprio al culmine del piacere, mentre sul suo viso si disegnava un’espressione stupefatta e quasi liberatoria.
Alessandro rimase fermo dentro di lei per qualche secondo, poi senza smettere di abbracciarla si distese supino accanto a lei, che in un balzo gli si distese addosso cercando di combaciare il più possibile perfettamente col suo corpo, con tutti i suoi muscoli, in un contatto totale e prolungato.
Passarono tutto il pomeriggio a baciarsi e fare l’amore, senza dire più niente.
Tornata a casa Giulia trovò un messaggio di Federico in segreteria, le chiedeva dove fosse sparita e la informava che quella sera avrebbe fatto tardi in ufficio e si sarebbe fermato a mangiare qualcosa con un suo collaboratore. Sulla faccia di Giulia si scolpì un’espressione vagamente ironica…il collaboratore…certo…caso mai il “doppio turno”!
La stupì capire proprio in quel momento che non le importava niente di lui e delle sue meschinità, non doveva a tutti i costi rimanere legata a lui.
Lei aveva il suo bambino, e adesso anche Alessandro. Sorrise nel pensarci.
Invece la sorpresa e la delusione nei confronti di Allegra andavano assumendo in un crescendo illimitato, i contorni della rabbia più feroce. Gli occhi verde giada furono attraversati da un lampo di crudeltà.
L’avrebbe pagata.
Si recò immediatamente in ufficio, a caccia di qualcosa che non sapeva ancora ben definire, cominciò a setacciare meticolosamente i cassetti, poi l’ e-mail aziendale, poi la cronologia delle ultime navigazioni, finchè trovò quello che aveva cercato.
Un sito sexy di esibizionismo. E le foto di Allegra tutta pizzi e trine ritratta in allegre ammucchiate, sotto lo pseudonimo di “Violetta”.
Povera stupida, tradita dalla vanità di leggere quotidianamente i commenti dei “fan” alle sue imprese!
Scaricò le foto in un cd, ingrandirle e stamparle sarebbe stato un giochetto.
Tra le tante c’era una foto che sicuramente si sarebbe prestata molto bene a quello che aveva in mente. Ritraeva la bionda intenta a spompinare un uccello nero con molta soddisfazione, durante una penetrazione da tergo, e l’eiaculazione contemporanea di due grossi membri che aveva in entrambe le mani, che disegnavano due perfetti archi di sperma pronti a ricoprirle le gote.
Chissà se anche Federico aveva partecipato a quello spettacolo, ma non era possibile stabilirlo, l’unica faccia in primo piano era quella di Allegra. E andava bene così, per il momento.
La vendetta era pronta, adesso bisognava pensare solo ai dettagli. Non c’era molto tempo.
Maggio, Teatro *********, chiusura di stagione con la rappresentazione de “La Traviata” di Verdi, in occasione di una raccolta di fondi da destinare a un’importante associazione non profit attiva nel settore sanitario.
Una serata elegante e mondana, con un parterre esclusivo. Sono tutti presenti, Allegra e il marito Carlo, Giulia e Federico, e Alessandro.
Si spengono le luci, e l’opera ha inizio. Nell’oscurità Giulia si gode l’eccitazione di quanto sta per capitare, e si stringe fremente ad Alessandro. Nell’intervallo tutto procede nella più assoluta normalità. Si torna in sala, fino alla fine dell’opera, seguita da uno scroscio di applausi.
E proprio in quel momento, dal loggione, si abbatte sul pubblico una tempesta di fotografie, migliaia di fotografie che ritraggono una bionda molto nota in società e presente in sala, in atteggiamenti decisamente osceni. Sul retro della foto una scritta invita a visionare le altre all’indirizzo di un sito Internet.
è un tripudio di sconcerto e stupore, poi tutto precipita in una fragorosa risata corale e in una profusione interminabile di fischi.
Allegra sulle prime sbianca in volto, e comincia a balbettare, poi si irrigidisce e diventa livida per la vergogna.
Improvvisamente in sala è calato un silenzio irreale. Tutto il pubblico è in piedi, fermo, molti la additano, scambiandosi occhiate complici di disappunto.
Carlo diventa viola in volto, le lancia un’occhiata di disgusto, e, subito prima di lasciare la sala la guarda e urla “Troia”.
Federico, subito dopo, in preda a un raptus incontrollabile, comincia a schiaffeggiarla con violenza e a darle pugni e calci dappertutto. Lo spargersi incontrollabile nella sala dei tre fili di perle che Allegra aveva al collo, risveglia la platea dallo stato di trance in cui era caduta. Tutti cominciano a lasciare la sala.
Adesso si sente un unico assordante frastuono “buuuuuuuuuuuuuuuuuuuu”
Giulia posa lo sguardo su Federico e Allegra, ormai ridotta a una maschera, e in una smorfia di disprezzo dice semplicemente “Non fatevi mai più vedere”, e lascia la sala con Alessandro.
Tra di loro c’è assoluto silenzio per tutto il tragitto fino a casa di lui.
Poi, appena arrivati, lui sparisce in cucina, e riappare con una bottiglia di champagne e due bicchieri, Giulia è sorpresa, Alessandro dice “Voglio brindare a te, sei stata magnifica” e, colmati i bicchieri, ne porge uno a Giulia “dai, non fare quella faccia, l’ho capito che è stata opera tua” “…e devo ammettere che sono orgoglioso di te, hai fatto fuori per sempre Allegra, e finalmente ti sei liberata di quel bastardo di tuo marito, e ne sei uscita immacolata. Voglio brindare alla tua fantasia, e perché no, al fatto che da domani avremo una socia in meno”
Giulia continua a rimanere in silenzio, con un’espressione soddisfatta in volto, poi avvicina il bicchiere e lo fa tintinnare per il brindisi, dicendo “Ci sono altri motivi per cui vorrei brindare, il primo è che ti amo, il secondo ma non per importanza è che, anche se purtroppo non è tuo, sono incinta”
Alessandro appoggia i bicchieri sul tavolo, la abbraccia e guardandola negli occhi dice “rimedieremo con il prossimo bambino, contaci”, e comincia lentamente a sollevarle la gonna… FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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