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Al parco con Elisabetta

Io e la mia ragazza, Elisabetta, stiamo tornando a casa dopo una cenetta consumata da soli. Oggi è il nostro anniversario, festeggiamo 4 anni di fidanzamento, e ci siamo concessi una bella cena a base di pesce. Lei è sempre stata la ragazza dei miei desideri, mi piace fisicamente, con lei mi trovo bene a parlare di tutto e tutto con lei assume un significato diverso. Abbiamo entrambi 22 anni, lei è più grande di me i qualche mese. è bellissima, capelli neri, carnagione chiara, occhi verdi, luminosi dolci.. Ha un corpo che ringrazio sempre di poter stringere tra le mani, un bel seno pieno, sodo, una misura che oscilla tra la terza e la quarta. Un fisico molto mediterraneo, a cui fa difetto una carnagione molto chiara. Mentre torniamo a casa chiacchieriamo come nostro solito, quando mi salta in mente un’idea strana. Non vivendo insieme e non avendo una casa sempre a nostra disposizione, dobbiamo approfittare dei pochi momenti che abbiamo per poter fare sesso. Incredibilmente, non lo abbiamo mai fatto in macchina, lei ha sempre avuto paura di essere vista, io non ho mai insistito per non forzarla. Lo facciamo comunque abbastanza spesso, quindi ho sempre saputo fare a meno di farlo in auto. Questa sera però voglio tentare, ormai era diventata una fissa, lo volevo fare anche per curiosità, oltre che per godere del suo corpo. Stasera è bellissima. Indossa una gonnellina bianca di lino e un top aderente nero che scolpisce le sue forme e l’abbondante scollatura lascia immaginare ciò che invece il tessuto cela. Non indossa il reggiseno, sa che la cosa mi eccita un sacco e quindi non lo mette proprio per eccitarmi. Devo tentare..
– Ti va se andiamo un pochino al parco? – le chiedo
– Va bene dai, facciamo una passeggiata romantica..
– Beh, non avevo proprio questo in mente…
– E che avevi in mente?
– Ho voglia di fare l’amore con te stasera, dobbiamo festeggiare amore..
– Anche io ho voglia, ma sai che è difficile, e se ci vede qualcuno?
– Eddai, proviamo.. Vado con la macchina fin dove posso, li non passa mai nessuno
– E tu come fai a saperlo? Mi chiede
– Beh, da piccolo ero sempre qui, abito qui vicino, so come si muove la gente Il parco è una porzione di un’area verde molto vasta, ai piedi dell’appennino. La strada che sto percorrendo in macchina ora è quella usata di solito dai mezzi della guardia forestale, e la percorro fino a dove mi è possibile. Mi lascio alle spalle gli ultimi condomini immersi nel verde e parcheggio, tra una siepe e un albero. Da li la strada è sbarrata, può accedere solo la forestale.
– Allora, vedi che qui non c’è nessuno.. – le dico
– Si hai ragione.. ma i condomini non sono molto lontani, e poi siamo in primavera.. E se ci vede qualcuno?
– Ma dai, chi vuoi che ci veda. Sono le 11 di sera, è una bella serata ma la gente domani lavora, non si va in giro a quest’ora.. Vedo che non è del tutto convinta. Mi avvicino per baciarla, lei socchiude le labbra e si lascia andare a un bacio passionale, che racchiude tutta la voglia che abbiamo. Le nostre lingue si intrecciano in un ballo amoroso che sembra non voler finire mai. Dopo qualche minuto ci stacchiamo, vedo nei suoi occhi una luce diversa.
– Sei ancora convinto di volerlo fare? – mi chiede
– Certo che lo sono, ti desidero più di ogni altra cosa A quel punto vedo che inizia a sollevarsi leggermente la gonna, per farmi intravedere le sue cosce. Ha un viso ammiccante, il suo è più di un invito. Appoggio la mia mano sulle sue ginocchia poi salgo piano, nell’interno coscia, fino a raggiungere il suo perizoma. Mi bacia di nuovo con passione, stavolta prende lei l’iniziativa. L’atmosfera si sta scaldando, l’aria che entra dai finestrini non è sufficiente. Apro leggermente il tettuccio della mia auto. Sopra di noi si stagliano i rami degli alberi, puntinati qua e la da qualche stella che filtra tra le foglie. Abbasso il suo sedile e la faccio sdraiare. Faccio lo stesso con il mio. La sua gonna ora è quasi totalmente sollevata, vedo il suo perizoma bianco. La mia mano non si riesce a fermare, cerco il contatto con il suo dolce ciuffo di peli. Mi piace molto toccarla in quella zona, e piace molto pure a lei. Mi sbottona qualche bottone della camicia, senza staccarsi dalle mie labbra. Le sue mani scendono verso la mia cintura, e slacciano pure quelle.
– E se arriva qualcuno? – le chiedo io ironicamente?
– Che ci veda… ora taci… – mi risponde vogliosa Non aspettavo altro. La mia mano si insinua sotto il suo top, raggiungo i seni morbidi e vellutati, i suoi capezzoli già duri per l’eccitazione. Le sollevo la maglietta, lei inarca la schiena permette il movimento. Non si sfila la maglia, la tiene sollevata appena sopra le tette. Così la trovo ancora più eccitante. Si abbassa per sfilarmi i pantaloni, slaccia i bottoni dei miei jeans poi li sfila, tirando via contemporaneamente pure i boxer. Il mio uccello è già in erezione, eccitato per l’evolvere improvviso della situazione. Lo prende subito tra le mani e comincia a menarmelo su e giù. Mi piace il modo in cui lo fa, a volte vorrei che non si fermasse mai. Avvicina le labbra al glande, poi tira fuori la lingua e comincia a pennellare vogliose leccate, che mi strappano qualche mugolio. Ora lo prende in bocca avidamente, cerca di ingoiarlo tutto ma non ci riesce. La sua bocca non è molto larga, mi piace ogni volta che si sforza a ingoiarlo ma deve desistere. A quel punto si allontana un attimo dal mio cazzo e si sfila il perizoma, tenendo addosso la gonna. Poi si mette sopra di me, per fare un 69, leggermente ostacolato dalle dimensioni del posto in cui ci troviamo. Ma la scomodità rende la cosa ancora più eccitante. Sale sopra di me, offrendomi la sua fighetta bagnata, mentre non si stacca un attimo dal mio cazzo, che continua a menare e succhiare. Passano 5 minuti in cui la mia lingua la penetra il più possibile, a un ritmo frenetico. Succhio il suo clitoride, e più la lecco e la faccio godere, più lei mi succhia vogliosamente l’uccello. Dopo poco, lei si gira e si mette a cavalcioni su di me. Vuole essere penetrata, e io la accontento subito. Una mia mano le accarezza il viso, mentre lei si muove su e giù sopra di me. Poi scendo e le prendo un seno tra le mani. Quella visione mi eccita tantissimo. Le mie spinte la fanno sobbalzare, il tettuccio aperto le permette di non sbattere la testa, anche se continua a rimanere chinata. Poi vedo che mette la testa fuori dal tettuccio. Penso che lo faccia per prendere un po’ d’aria. Invece poco dopo si abbassa e mi dice:
– C’è qualcuno li fuori…
– Dai, non scherzare – le dico Ma dalla sua espressione capisco che non scherza. Tra gli alberi vedo che si avvicina a noi una persona. Non riesco a capire l’età, ne tantomeno il sesso, è buio. Poi mentre si avvicina vedo che è un ragazzo, ha tra i 16 e i 17 anni a occhio. Per un attimo ho avuto paura che potesse essere un maniaco. Anche se vedo che non si allontana. Si avvicina sempre di più alla nostra auto, fino a che non si trova a 20 cm dal finestrino. Ora sicuramente ha ben chiara la situazione di ciò che sta accadendo nella nostra auto. Ma non si allontana. Elisabetta è sempre sopra di me, e io sono dentro di lei. Mi sollevo a sedere, senza togliermi da lei. Elisabetta si volta dall’altra parte, non riuscendo a trattenere un sorriso.
– Va tutto bene? – chiedo al ragazzo
– Si – mi risponde
– Ti piace guardare? – interviene Elisabetta
– Si – risponde lui timidamente
– Vuoi continuare a guardarci? – gli chiedo io
– Si – Non è di molte parole. Cerco lo sguardo di Elisabetta, vedo che anche a lei eccita la situazione. Cosi continuiamo ciò che stavamo facendo prima, ancora più eccitati per la situazione che si è venuta a creare. Lei si abbassa su di me e comincia a limonarmi, poi si rialza, sempre con la testa fuori dal finestrino ora, cosa che le permette di guardare negli occhi il ragazzo. Vedo che lo fissa intensamente, con occhi languidi.
– Come ti chiami? – gli chiede
– Francesco – risponde lui
– Ti piace stare qui a guardarci?
– Si, molto
– Hai una ragazza, Francesco?
– No, purtroppo. E tu sei bellissima sai?
– Grazie – risponde Elisabetta un po’ imbarazzata In fondo non è da tutti i giorni parlare con una persona che non si conosce mentre si sta scopando col proprio partner.
– Ti piace lei? – chiedo io a Francesco
– Si, moltissimo
– Vorresti toccarla? – gli chiedo
– S… si, mi piacerebbe molto – risponde lui tentennando Non so come mai gli ho chiesto una cosa del genere, anche negli occhi di Elisabetta noto un certo stupore, ma vedo che non si tira indietro. Ci spostiamo entrambi nel sedile del passeggero, per avvicinarci a lui. Io rallento le mie penetrazioni, voglio godermi la cosa fino in fondo. Subito lui allunga una mano, e si dirige subito sulle tette di Elisabetta. Avrei fatto la stessa cosa fossi stato al suo posto. La situazione non è comoda per lui, ma vedo che non si fa problemi. Le sue mani stringono una tetta di Elisabetta, con tanta eccitazione. Si vede che non c’è molta esperienza in quel movimento ma solo tanta voglia. E questo a Elisabetta piace. La vedo eccitata. Mentre lui le palpa una tetta, io mi alzo e comincio a leccare quell’altra. La situazione è davvero scomoda. Propongo allora di scendere, e di andare sull’erba. Elisabetta accetta, anche lei vuole che le cose vadano per il meglio. Francesco ovviamente non fa problemi. Esco dalla figa di Elisabetta e così scendiamo. Io vado a prendere un panno dal baule dell’auto e lo stendo per terra, tra gli alberi bassi. Mi sdraio e Elisabetta torna sopra di me, dopo avermi menato e leccato un po’ il cazzo per farmelo riaddrizzare per bene. Francesco rimane in piedi, vedo che non sa bene che fare. Ma vedo che i suoi pantaloni sono gonfi di eccitazione. Elisabetta lo invita a inginocchiarsi di fianco a lei. Lui esegue subito, poi ricomincia a palparle le tette.
– La vuoi baciare? – chiedo a Francesco?
– Se lei vuole si – mi risponde Elisabetta mi sorride, poi si avvicinano con la bocca. Lui tentenna, cosi lei prende l’iniziativa e lo tira verso di se. Cominciano a limonare, lei con una mano gli massaggia il rigonfiamento dei jeans. Lui allora comincia a sbottonarseli e abbassarseli. Elisabetta infila una mano nei boxer e tira fuori il suo cazzo, non più lungo di 14/15 cm a occhio. Lo inizia a segare, siamo tutti molto eccitati. Lei fa segno a Francesco di alzarsi in piedi. Non credevo arrivasse fino a prenderglielo in bocca, ma si vede che anche lei è molto eccitata. Francesco si alza in piedi e si abbassa totalmente i jeans, mentre Elisabetta lo spompina come aveva fatto prima con me. Francesco non ha molta resistenza, vedo che inizia ad avere qualche cedimento dopo pochi minuti di sapienti leccate. Lei non si vuol fare venire in bocca, cosi continua a eccitarlo facendogli semplicemente una sega. Dopo pochi istanti lui viene, le poche gocce di sperma cadono sull’erba vicino a noi. Lui forse imbarazzato per essere venuto cosi presto (anche se almeno 6/7 minuti è durato e contano l’età e il signor pompino che gli stava facendo Elisabetta non erano nemmeno pochi), si rimette subito i pantaloni e scappa via. Noi due scoppiamo a ridere, poi lei si abbassa su di me e mi infila di nuovo la lingua in bocca. In quel momento lei raggiunge l’orgasmo, sento i suoi muscoli contrarsi sul mio cazzo e i suoi umori colarmi fino alle palle. Mi alzo quindi in piedi, nell’attesa di ricevere lo stesso trattamento riservato a Francesco. Dopo poco vengo, anche se stavolta lei non si toglie, prendendo in bocca tutto il mio seme caldo. FINE

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