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Al parco

‘Carlo, hai visto su Panorama che parlano dei locali dove si fa lo scambio di coppia e dei luoghi di incontro..
No, cosa dice?
Bè parla dei locali che conosciamo, ma non sapevo che ci sono posti dove ci si incontra in macchina..
Quella sera, seguendo le indicazioni andammo in macchina in una stradina nella zona fiera, tra varie fabbriche, dove secondo la rivista gli assatanati del sesso si incontravano per poi appartarsi.
Ci fermiamo in un angolo buio per vedere come funziona il movimento.
Effettivamente ci sono macchine ferme, mentre altre si accostano, e dopo un po’ di parlottare le due macchine se ne vanno insieme.
Due macchine sono accostate ed ad un certo punto da ambedue scendono le donne scambiandosi di posto e poi partono.
Da come si svolge il movimento ci sembra che più o meno si conoscano tutti.
‘Da noi non si ferma nessuno, ma a vedere il trambusto mi è venuta voglia di succhiartelo, tiralo fuori.
Detto, fatto. Silvia comincia a succhiarmi il cazzo con tutta l’arte di cui è capace.
è estate, fa caldo e i finestrini sono aperti. Io ho gli occhi socchiusi godendomi il pompino.
Ad un certo punto Silvia dice sottovoce:
‘Cazzo, che sberla..
E mi molla con l’uccello dritto.
Apro gli occhi e vedo un cazzone infilato nel finestrino dalla parte di Silvia che lo ha già preso in mano cominciando a menarlo leggermente.
Sempre sottovoce:
‘Guarda che grosso, me lo fai fare? ?
‘Si, ma dove? ?
Silvia, tenendolo in mano come un guinzaglio, si affaccia e fa al padrone dell’uccello:
‘Dove si può andare per stare un po’ comodi? ?
‘Prendo la macchina, venitemi dietro..
Arriviamo ai bordi del parco di S. Siro e parcheggiamo.
L’uomo che non avrà trent’anni, dice:
‘Qui non c’è nessuno, e se c’è è per lo stesso nostro motivo.
Prende una coperta ed appena inoltrati a piedi la stende sull’erba.
Silvia si sdraia a gambe larghe e, non avendo le mutande, è pronta a farsi chiavare. Il ragazzo abbassa la lampo, tira fuori il cazzo e la infila così.
Comincia a pompare con foga guardandomi con aria di trionfo.
‘A te piace guardare la tua donna che fa la troia, vero?
Vuoi che la facciamo sbattere da più uomini? ? ci metto un attimo a chiamare gli amici..
‘Si. Carlo ti prego fagli chiamare gli amici..
Ok, dissi a denti stretti mentre il porco continuava a sbattere la mia donna con foga.
‘Va bene adesso li chiamo però prima mi devi bere la sborra..
A comando Silvia si sfila il cazzo e se lo ficca in bocca nell’attimo preciso in cui un getto le si riversa in gola.
Mugola mentre si sente il rumore che fa inghiottendo tutto fino all’ultima goccia.
‘Sei stupenda, ora chiamo rinforzi..
Prende il telefonino e..
‘Ciao sono Mauro. Chi c’è con te? Ah bene.
Senti venite nel solito posto nel parco che c’è una troiona assatanata da sbattere.
Silvia sente tutto e gongola a sentirsi dare della troiona.
Non passano cinque minuti e arrivano tre ragazzi sui venticinque. Poco lontano passa una coppia che guarda il trambusto ma va a sdraiarsi ad una decina di metri.
Quelli li conosciamo, si mettono a scopare fra di loro, solo qualche volta fanno partecipare qualcuno.
Intanto i tre hanno sfoderato i cazzi e Silvia, seduta sulla coperta, si ingegna a menarli e succhiarli alternativamente. Poi dice:
‘Facciamo un gioco? Dò un posto a ognuno di voi.
Tu che hai il cazzo più grosso mi chiavi da dietro e tu me lo metti in bocca, gli altri due lo tengano pronto menandoselo.
Carlo tu guardami fare la troia, voglio farmi riempire per bene.
Se mi scaldate bene facciamo anche un bel panino.
I due designati si mettono d’impegno e dopo un po’
la vacca comincia a mugolare per quel che le è possibile col cazzone in bocca.
Il ragazzo che le pompa la bocca non regge e le inonda la faccia di un fiotto colloso che Silvia non pulisce neppure.
‘Tu (dice a quello che sta chiavandola da dietro) sdraiati e tu (il terzo dei nuovi arrivati) vieni dietro..
Così si impala sul cazzo con la figa e prendendo con la mano un po’ di sborra dal viso se la passa sul buco del culo.
‘E adesso inculami, presto.
Comincia una danza a tre, molto ritmata e con colpi sempre crescendo.
‘Cazzo, che grossi, mi riempite tutta. Fatemi godere.
Mauro dammelo in bocca e tu Carlo, vai a vedere quella coppia, non riesco a fare tutto quello che vorrei se mi guardi.
Cornuto e beffato, neanche lo spettatore.
Li lascio e mi sposto di pochi metri avvicinandomi ai due che si stanno masturbando a vicenda.
‘Ciao, io sono Laura e lui Gino. Siediti qui, se vuoi.
Certo che è una gran troia quella lì.
La conosci?
‘No, dico io, ma è proprio insaziabile.
Solo che siamo in troppi.
‘Non ti preoccupare, vieni più vicino. ‘
E mi tirò giù la lampo tirandomi fuori il cazzo che da un’ora mi scoppiava.
‘Gino, guarda che bella cosa ha tra le gambe, è più grosso del tuo..
E intanto mi fa una sega con le due mani, mentre il marito si tocca da solo.
‘Quella troia mi fa arrapare, anch’io lo prendo nel culo ma due insieme non li ho mai presi, proviamo? ?
Così butta il marito a terra, gli salta sul cazzo e si allarga le chiappe con le mani voltando la testa verso di me.
Appoggio la punta sul buco posteriore ma è strettissimo, anche spingendo non entra.
‘Porca vacca fa male, ho già la figa piena e si è ristretto. Tieni, infilati un preservativo che forse aiuta.
Così fatto le sbatto il cazzo nel culo fino alle palle, sbattendola con tutte le mie forze.
Comincia ad ululare per il male, ma nello stesso tempo spinge il culo indietro per prenderlo meglio.
Il marito di sotto gode e la riempie nella figa.
‘Adesso sbattimi più forte, spaccami il culo, fammi godere, però togliti il preservativo che voglio sentirlo meglio.
Dall’altro mucchio si sentono i gridolini di Silvia che si intravede nell’oscurità assalita dai quattro.
Non faccio in tempo a riempire di sborra il culo di Gina, che lei si alza sgocciolando.
‘Andiamo vicino a vedere quella troiona.
La troiona è sdraiata ed quattro stanno in piedi sopra di lei menandosi i cazzi mentre Silvia si fa un ditalino furioso.
Gina non capisce più nulla ed affonda la faccia tra le cosce sporche di sborra, inginocchiandosi a culo in aria. In un attimo emette un urlo:
Mauro, quello dal cazzo grosso, la impala da dietro. Simultaneamente tre schizzi piovono sulle due porcone mentre Gina prende una altra sborrata nel culo.
In silenzio ci rivestiamo tutti ed ognuno va per la sua strada.
Se dovessi incontrare qualcuno per strada non lo riconoscerei, data l’oscurità. FINE

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