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Amici per sempre

Ciao, sono Marco, ho 24 anni e sono uno studente universitario.
Sostengo da una vita l’esistenza dell’amicizia tra uomo e donna, intendendo con ciò la stessa amicizia che può legare un uomo ad un altro uomo.
Perché dico questo?
Perché da quando avevo due anni sono cresciuto assieme ad Elisa, che ha la mia stessa età e che come avete certamente capito è la mia più grande amica.
Lei ed io parliamo di tutto…
Certo che sì, anche di sesso.
Naturalmente non uso gli stessi termini che userei con un amico (di sesso maschile).
E’ da tutta la vita che piangiamo uno sulla spalla dell’altra quando abbiamo un problema o che ci telefoniamo nei momenti di crisi.
Le nostre vite non sono molto mondane, nel senso che non abbiamo l’hobby delle feste o delle discoteche, ma siamo molto sportivi.
Ogni volta che possiamo, ci rechiamo in palestra per passare qualche ora ad allenarci. Ah, dimenticavo, non vi ho ancora descritto Elisa!
Beh, Elisa è, dal mio punto di vista, molto carina: capelli biondi di media lunghezza, occhi verdi (che vi giuro di avere notato solo recentemente), un bel corpo e la pelle molto chiara.
Durante il periodo estivo la nostra palestra è rimasta chiusa per le solite ristrutturazioni, per questo abbiamo deciso di fare un viaggio.
In realtà la chiusura della palestra è stata solo una scusa che entrambi abbiamo usato per giustificare a noi stessi la spesa, non molto contenuta, del viaggio.
Non ho dovuto faticare poco per convincerla a venire in vacanza, ma alla fine ci sono riuscito.
Fatte le valigie salimmo sul primo aereo per ……. non indovinerete mai dove!
L’Alaska.
Il viaggio, lungo, trascorse chiacchierando di mille cose.
Seduto lì, accanto a lei in aereo ho notato per la prima volta il colore, stupendo, dei suoi occhi.
In fondo per me è sempre stata una sorella e, sinceramente, il colore degli occhi dei miei fratelli non lo conosco, sì, so che hanno gli occhi scuri ma non chiedetemi il colore preciso.
Giunti all’aeroporto qualcosa è cambiato nella visione che io ho sempre avuto di Elisa.
Al momento di prendere i bagagli lei è inciampata nella cinghia della valigia e mi è letteralmente caduta fra le braccia.
I nostri sguardi si sono incrociati per un istante ma è stato stupendo. Qualcosa è scattato nel mio cervello, Elisa, la mia più grande amica era stupenda, era la ragazza che avevo sempre cercato.
L’albergo era carino, ma per un incomprensione con la reception, ci avevano prenotato una stanza sola e non due come avevo chiesto.
“Beh!” disse Elisa, “tanto ci sono letti separati, … e poi non avrai mica paura di dormire nella stessa stanza con tua “sorella”?”.
E già, nelle nostre lunghe conversazioni ci eravamo sempre definiti così, fratello e sorella, amici per la vita.
Era ormai tardi e, dopo aver mangiato qualcosa e avere fatto una doccia, abbiamo deciso di andare a dormire.
In fondo la stanchezza del viaggio non la sentivo, e a parer suo, neppure lei.
Messi i pigiami, lei in realtà usava una di quelle magliette giganti in pile, ci siamo messi a letto, io nel matrimoniale e lei nel singolo.
Cominciammo a parlare.
Le sue labbra si muovevano ma il suono che usciva dalla sua bocca non veniva percepito dal mio cervello, era stupenda.
Per anni l’avevo avuta davanti agli occhi e non avevo notato il suo fascino.
“Mi stai ascoltando?!? “
“Emh… Sì, scusa… è che forse la stanchezza comincia a farsi sentire”.
“Ok” disse lei. Prendo un po’ d’acqua e mi metto a dormire”.
Dicendo questo si voltò verso il comodino e prese la caraffa con l’acqua.
“E….. e…. etchu!”. Uno starnuto le fece letteralmente svuotare tutto il contenuto della caraffa sul letto.
“Che disastro! Ed ora che si fa?”.
Tolte di corsa le lenzuola per non far bagnare il materasso, non ci restò che dormire nello stesso letto.
Erano ormai le tre di notte, Elisa dormiva profondamente ed io non facevo che pensare a lei.
Come un adolescente decisi di spiare il suo corpo.
Alzai le coperte e …. la vidi, stupenda, la maglietta si era alzata fino ai fianchi e la lasciava in mostra nella sua magnificenza.
Volevo toccarla, ma rovinare l’amicizia di una vita per un impulso irrazionale era troppo. La ricoprii nuovamente.
Erano le quattro e mezza e non riuscivo a prendere sonno, pensavo a lei e il profumo che emanava certamente non mi era di nessun aiuto nel pensare ad altro.
Mi alzai, rialzai le coperte e spinsi il mio viso tra le sue gambe.
Vicinissimo, quasi sfioravo il cotone dei suoi slip, mi inebriai del suo profumo.
La ricoprii.
Stavo impazzendo!
Mi sentivo quasi incestuoso a pensare ciò che stavo pensando.
Mi rimisi a letto e, quando ormai stremato, stavo per addormentarmi sentii la sua mano che prendeva la mia. – forse stavo solo sognando … mi morsi un labbro per provare a me stesso che non stavo sognando – e la stringeva, poi la poggiò sul suo seno in modo che potessi sentire il battito del suo cuore.
Nonostante la forte eccitazione non osavo muovere, spontaneamente, neppure un muscolo.
La mia mano guidata dalla sua cominciò nuovamente a muoversi, verso il basso del suo corpo fino a giungere agli slip.
Non riuscivo più a respirare.
Cominciai a muovere la mano, ora volontariamente.
Mi feci dolcemente strada dentro ai suoi slip e sentii chiaramente le sue gambe che lentamente si allargavano.
Iniziai a toccarla e contemporaneamente avvicinai le mie labbra alle sue.
Ci guardammo per un lungo interminabile momento e poi ci baciammo come se avessimo vissuto la nostra vita solo in attesa di quel meraviglioso istante.
Lei riuscì facilmente ad afferrare il mio cazzo che era diventato durissimo, lo tirò fuori ed iniziò a succhiarlo avidamente. Anche lei aveva atteso con ansia un momento del genere. E ora eravamo lì, lontani dal mondo, quasi all’alba, a fare sesso come non mai.
Si denudò e aprendo le gambe mi disse: “Vieni subito dentro di me e sbattimi come se non ci fosse un domani!”.
Non me lo feci ripetere due volte. La penetrai lentamente, ma capii che lei voleva essere affondata subito. Quasi soccombevo, colpa anche della mia incredulità. Non riuscivo a credere a quello che stava accadendo. Lei, invece, era consapevolissima di ciò che stava facendo e mi incitava a farlo con più forza.
Mi staccai per cambiare di posizione. Mi misi sdraiato di schiena, sinceramente lo feci anche per riprendermi un po’ perché stavo per venire. Lei subito si mise sopra di me e con un colpo di mano infilò il mio membro eretto subito dentro e cominciò a cavalcare con le mani nei suoi capelli.
Dopo qualche altra posizione lei mi finì masturbandomi perché voleva lo sperma in bocca. Quando le dissi che stavo per venire lei si mise tutto il cazzo in bocca e quando sborrai credo che le spruzzai lo sperma direttamente in gola perché il cazzo era tutto dentro la mia bocca.
Quando finii di contorcermi dalla goduria mai provata prima mi rilassai sul letto, lei si avvicinò e mi disse: “Bravo. Adesso riposati che il viaggio è appena iniziato”.

About Sexy stories

Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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