Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Esperienze / Avventura in treno
copertina racconto erotico

Avventura in treno

Scompartimento del treno per Roma.
Stava leggendo il giornale, come tutte le settimane quando tornava in treno.
Amava viaggiare in treno, in prima classe.
Poteva rilassarsi e a volte si conosceva anche qualche persona simpatica con cui fare il viaggio.
Ora però dubitava di incontrare qualcuno.
Era periodo di vacanza e nessuno faceva quel viaggio in quel periodo caldo dell’anno.
E non sicuramente in prima classe.
Cosi era assorto dal giornale quando senti aprirsi la porta dello scompartimento.
Getto un’occhiata alla figura contro luce.
Poi la guardò meglio.
Era una donna.
Bionda, dalla figura snella, gli occhi verdi incontrarono i suoi mentre lei chiedeva
“Mi scusi, sono occupati? ”
Lui aveva iniziato a scrutarla, dai bei capelli biondi sulle spalle, agli occhi verdi, alle gambe snelle bene in mostra sotto la gonna corta e ampia.
Si fermò a guardarle le tette, gonfie, che spingevano sotto la
canottiera di seta, mostrando i capezzoli.
Sicuramente non ha il reggiseno, pensò.
“Mi scusi, posso sedermi? ” ripeté lei.
“Oh, certo, prego, sono liberi” disse lui.
E si alzò per aiutarla con la valigia.
“Lasci, faccio io ” disse lui.
Lei gli regalò un ampio sorriso.
Lui mise la valigia nel comparto e si sedette.
Lei armeggiò con la valigetta a mano e poi si alzò per riporla sopra i sedili.
Mentre era in punta di piedi e stava posando la valigetta, il treno partì con uno scossone.
Lei perse l’equilibrio, cadendo verso di lui.
Lui, che non la lasciava con lo sguardo neppure un attimo la prese mentre rovinava a terra.
Le sue mani finirono una su una tetta e l’altra sulla pancia di lei.
Lei invece senti sul sedere il corpo di lui con un familiare indurimento.
“Mi.. mi scusi” fece lei, senza però muoversi, anzi guardandolo da dietro e assaporando il calore della sua mano sul seno nudo sotto la seta.
Si senti un fremito nella fica, mentre lui toglieva la mano, facendola scivolare sulla pelle.
Lei si sedette, di fronte a lui.
Lui si immerse di nuovo nel giornale, più per spiarla che altro.
Lei stava guardando l’agenda.
Dopo un po’ si chinò per prendere qualcosa dalla valigetta rimasta in terra.
Nel fare questo lasciò che la scollatura si abbassasse, rivelando a lui le belle tette sode con i capezzoli turgidi che aveva già tastato rapidamente prima.
Lui guardando quello spettacolo che gli veniva offerto si senti eccitato e pensò ‘certo che è una gran fica.
Ma ha anche voglia di farsi scoparè.
Il viaggio continuò tra i loro sguardi intriganti e qualche frase che si scambiarono.
Lei poi fu presa dal sonno e si addormentò.
Lui leggeva un libro, alternando ogni tanto la visione delle gambe abbronzate e delle tette sussultanti alle parole scritte.
Ad un certo punto lei iniziò a sognare.
Mosse dapprima le mani, passandole sulle gambe.
Poi le posò sul sedile.
Socchiuse la bocca, muovendo la lingua.
Poi aprì le gambe, lasciando che la gonna ampia si sollevasse, rivelando le piccole mutandine bianche, quasi trasparenti.
Il respiro si fece ansimante, profondo.
Le gambe si aprivano e chiudevano.
Lui poteva vedere ora le mutandine quasi trasparenti, ora.
Vedeva le labbra della fica mostrarsi attraverso il tessuto bagnato.
Le tette, più gonfie di prima, erano segnate dai capezzoli lunghi e grossi.
Sta sognando qualcosa di eccitante, pensò, sta quasi per venire.
Lo spettacolo era travolgente.
Non poteva staccare lo sguardo.
Poi, quasi improvvisamente, fini.
Lei si fermò, ritornò ad un sonno calmo.
Infine si svegliò lentamente, ancora partecipe a quell’evento che l’aveva presa.
I loro occhi si incontrarono.
“Ho dormito tanto? ” chiese lei sfregandosi gli occhi e tirandosi su la gonna.
“No, .. non molto credo ” rispose lui.
“Sono affamata. Non c’è un vagone ristorante o qualcosa del genere? ”
“Si, c’è, più avanti. Volevo andarci anch’io prima. Ma lei dormiva.
Non volevo svegliarla. ” disse lui.
“Non dovevi disturbarti. ” risponde lei con un sorriso.
Uscirono insieme dallo scompartimento, dirigendosi al vagone ristorante.
Si sedettero vicini allo stesso tavolo e ordinarono.
“Sai ” dice lei “il treno mi fa sempre un certo effetto. ”
“Co.. cosa intendi ” balbetta lui pensando al sonno di prima di lei. “No, voglio dire, questo movimento del treno, mi rilassa, mi sento più a mio agio quando sono sul treno. Sono lontana da tutti. Mi sento bene. ”
“Si, ho visto prima, ehm, dico quando dormivi sembravi proprio in un altro posto. ” dice lui
“Perché dici questo? Mi guardavi mentre dormivo? E cosa facevo? ” chiede lei con quegli occhi verdi inebrianti.
“Beh, mentre dormivi eri, come dire, rilassata. Poi devi aver fatto un sogno perché ti muovevi” dice lui, eccitato dal ricordo.
“Ah si, e cosa avrei fatto? ” insiste lei
“Non so come dirtelo, non vorrei essere… ”
“Beh, se sei proprio così timido, dimmelo in un orecchio, anche se non c’è quasi nessuno” dice lei.
In effetti davanti a loro c’erano solo un uomo d’affari che pranzava e una donna sui trent’anni, in faccia a loro due.
Lui si china verso di lei e sussurra nell’orecchio
“Vedi, prima mentre dormivi ti agitavi, sembrava che, non so, avessi un sogno eccitante, come erotico. ” osa lui, inebriato dal profumo dei suoi capelli.
Lei sorride e dice
“Ecco quello che volevo dire, sai quando sono sul treno mi eccito anche oltre a rilassarmi. Mi piace questo. ” Lui è imbarazzato.
Non sa some replicare.
“Beh, si, deve essere piacevole”
“Direi più che piacevole. Mi sento tutta calda. E non solo. Senti qui” dice lei.
Gli prende una mano e la appoggia sulla sua coscia, facendola scivolare fino all’inizio della gamba, dove lui incontra le mutandine bagnate come le aveva viste prima.
“Senti, sono bagnate anche le mutandine.
Puoi immaginare come sono dentro” sussurra lei, con uno sguardo lussurioso, non spostando la mano di lui.
Lui si sente scoppiare.
Una gran fica come quella che le mette la mano sulla passera bagnata.
Istintivamente muove la mano, facendola scorrere sulla seta delle mutandine bagnate.
Queste al suo tocco scivolano sulle labbra di lei, aperte.
Si trova con le labbra della fica fradice che accarezza da cima a fondo.
Lei chiude gli occhi, lasciandogli la mano.
Lui accarezza quella labbra senza peli su fino in cima dove trovano un punto duro.
Si fermano sul clitoride per prenderlo tra due dita.
Lei stringe i denti per non gridare.
Gli prende la mano che la fruga e la ferma.
“Fermati ora, non vorrai farmi venire qui. ” sussurra lei.
Lui si pulisce le dita nella tovaglia e si concentra sul piatto che gli hanno appena portato.
Mangiano senza dire una parola.
Lui ogni tanto alza lo sguardo, guardando quella donna di fronte a loro che lo fissa.
è una donna piacevole, bruna di capelli, con corpo ben fatto.
Indossa un vestito di lavoro, con la giacca e la gonna bianche, di taglio elegante.
Non porta nulla sotto la giacca, come vede chiaramente quando si china per raccogliere il
tovagliolo.
Terminato il pranzo lei si sente in piene forze.
Gli rivolge un bel sorriso e propone “Ritorniamo a sedere? ”
Si alzano e si avviano all’uscita.
Lui nota la luce che lo sguardo dell’altra donna gli rivolge quando si alza.
Escono dal vagone ristorante e prima di dirigersi al corridoio, lei apre la porta del gabinetto e si infila, trascinando anche lui per un braccio.
Chiude subito la porta e incolla le labbra a lui, infilandogli la lingua in bocca.
Lui è scioccato.
Lui la accarezza, passandole le mani sul collo, sulle spalle, sulle tette e facendola gemere.
Lei, invece, va diretta ai pantaloni di lui, slacciandoli.
Gli tira fuori il cazzo duro senza mai smettere di baciarlo.
Infine si inginocchia davanti lui.
Con entrambe le mani gli prende l’uccello e gemendo gli bacia la cappella.
Lo lecca dalla punta fino alla base con la lingua che si muove velocemente. Infine apre le labbra e se lo infila dentro.
Lui gemendo afferra la testa di lei, spingendola e infilandoglielo fino alla gola.
Lei con la mano gli prende le palle e lo succhia da cima a fondo le stringe con l’altra mano.
Per lui è il massimo sentire quella bocca calda, quella lingua scivolargli sulla cappella.
Sta quasi per venire.
Lei si ferma, si alza e lo fa sedere, con il cazzo duro e dritto come un palo.
Si toglie la gonna e voltandosi si siede sul cazzo di lui che si infila subito tra le labbra della fica aperte dalla mano di lei.
Lui sente la fica di lei, fradicia, che gli succhia quasi il cazzo mentre lei si agita.
Non si è tolta neppure le mutandine che ora solo tirate su un labbro della passera.
Ma a lei poco importa.
Quel grosso membro la fa impazzire.
Si sente tutta riempita, calda.
Con le mani si prende le tette sfilandosi la canottiera.
“Scopami tutta. Fammelo sentire dentro. ” grida lei muovendosi.
Lui la martella con forza mentre spruzzi di succhi di lei sprizzano fuori ad ogni colpo.
Lui la spinge sul lavandino, facendola chinare.
Le afferra il sedere con le mani, infilandolo dentro mentre lei geme, bloccata dalle sue mani.
Lei sente la palle di lui che sbattono ad ogni colpo contro il culo.
Con un dito lui raggiunge il buchino del sedere e si intrufola dentro.
Questo la fa impazzire.
Grida senza ritegno, prendendosi il clitoride da sola con due dita.
Il primo orgasmo la colpisce improvvisamente.
Si agita sotto i colpi di lui, gridando di continuo.
Lui non smette il martellamento.
Arriva il secondo orgasmo, seguito da altri due ancora più forti.
“Scopami più forte. Spaccami la fica. Riempimi tutta” urla lei.
Lui infila il dito in fondo al culo di lei, scopandola anche li.
Anche lui arriva all’orgasmo.
Il primo spruzzo è potente e lei sente il fiotto bollente fino allo stomaco, seguito da un orgasmo.
Ma lui è solo all’inizio. Una serie di spruzzi roventi riempiono la fica, facendola fremere in altri orgasmi sconvolgenti.
Lei perde il conto di quante volte viene sotto i colpi di lui.
Dopo cinque minuti lui si riprende, estraendo il cazzo da lei facendo uscire un rivolo di umori misti al suo sperma.
Lei è stravolta, sognante.
Si scambiano un bacio, profondo.
Lei si toglie le mutandine, fradice e le mette nella borsetta.
Si ricompone, infilando solo la gonna e la canottiera sul corpo ancora fremente di piacere.
Escono insieme ritornando allo scompartimento.
Lei si accuccia vicino a lui e lasciandosi accarezzare le tette ancora turgide, si addormenta.
Anche lui si addormenta dal caldo e dallo sfinimento della scopata. FINE

About Porno racconti

La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Tutta colpa della cameriera

Tutto iniziò la scorsa primavera. Mi chiamo Francesco figlio unico di anni 20, è vivo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.