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Braccata dalla polizia

Ho un caro amico che fa il poliziotto e ogni tanto passo a trovarlo al commissariato, sia perché tengo alla nostra amicizia, sia perché adoro gli uomini in divisa.
L’ultima volta mi ha proposto di riportare con lui in garage l’auto di servizio. Io non me lo sono fatta ripetere due volte, non ero mai salita su una pantera della polizia! Quello che non mi aspettavo è che appena giunti nella rimessa lui chiudesse a chiave dall’interno e con forza mi facesse appoggiare le mani alla macchina ordinandomi di farmi perquisire, le sue mani hanno iniziato a muoversi con bramosia sulle mie forme sode e profumate, quasi a cercare davvero qualcosa e poi sono passate, sempre più insistenti, sotto la camicetta a titillarmi i capezzoli turgidi, poi mi ha allargato le gambe e con decisione mi ha spostato le mutandine per mettere un dito nel mio buchino già umido per l’eccitazione. La sua bocca mi baciava e mordeva dolcemente il collo mentre mi sussurrava che mi avrebbe scopata a tutti i costi a costo di ammanettarmi.
La cosa ha iniziato a eccitarmi non poco e il mio respiro si è fatto pesante.
Allora ho allungato le mani su quello che sentivo duro contro il mio sedere e non era il manganello!!!!
Liberai il suo sesso grosso e turgido facendolo uscire dalla lampo dei pantaloni e cominciai ad accarezzarlo mentre lui senza neanche slacciare il cinturone mi calava le mutandine e passava con sapienza le dita in giri concentrici, sempre più calcati, sul clitoride tumido per la voglia, mi ha preso da dietro, prima quasi con esitazione poi con violenza, e ha cominciato a dare colpi decisi di reni mentre il mio pube sfregava contro il metallo dell’auto bianca e celeste.
Intanto con le mani mi accarezzava i seni ed avrei gridato di piacere se non avessi avuto paura di farmi sentire dai suoi colleghi. Mentre sentivo che scoppiavo e mi stringevo in morse pulsanti al suo sesso ed il mio umore mi colava tra le gambe, mi ha fatto stendere a pancia in sù sul cofano. Mi girava la testa, ma ne volevo ancora… , ha infilato il manganello nella mia fessura, già ben allargata dal suo membro, muovendolo su e giù nel mio canale ormai allagato ed intanto stimolandosi con l’altra mano la verga grossa e potente, me l’ha messa in bocca, mentre un altro orgasmo inumidiva il manganello affondato nella mia calda e profonda sede del desiderio.
Io ho iniziato a leccarglielo con goduria e a succhiarlo, mentre sentivo che mugolava piano, fino a che ha cominciato a pulsare e non ho sentito il suo sperma colarmi sulla lingua, sulle labbra e sui seni, dolce e saporito.
Ci siamo riassettati in fretta: penso che mi farei volentieri arrestare per passare una notte in cella nuda con lui a farmi perquisire, interrogare e … FINE

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